domenica, ottobre 29, 2006

Pasta con la pescatrice

Ieri abbiamo mangiato la pasta con la rana pescatrice: una mia crea-zione ;^)

Ingredienti: per 4 persone

600 g di pescatrice (anche lo scorfano va bene), 350 g di spaghetti o linguine, 10-15 pomodorini (sostituiti da 5-6 pomodori secchi per la versione invernale), due punghetti di capperi salati, 1 spicchio d'aglio, 1 cipolla rossa, 8 cucchiai d'olio, qualche fogliolina di maggiorana fresca, due foglioline di menta romana fresca, un pizzico di timo, qualche foglia di basilico (solo nella versione estiva), pepe rosa e/o nero.

Nella versione invernale mettete i pomodori secchi in ammollo in una tazza di acqua tiepdida. Dissalate i capperi (di solito, dipendentemente dal livello si salatura, anch'essi con l'ammolo). Con un coltellino a punta private la pescatrice della pelle e della lisca centrale e riducetela a cubetti. Appassite a fuoco lento la cipolla (e i pomodori secchi spezzettati nella versione invernale) nell'olio. Quando la cipolla sarà appassita aggiungete l'aglio schiacciato e i capperi. Dopo un paio di minuti alzate la fiamma, aggiungete la pescatrice e salate. Lasciate cuocere la salsa fin quando il liquido del pesce non sarà quasi del tutto evaporato.
Aggiungete quindi le foglioline di menta romana, le foglie di basilico, i pomodorini tagliati in due (spolverandogli sopra un pizzico di sale), la pasta cotta al dente e scolata, e saltate ancora per mezzo minuto (i pomodorini dovrebbero riamnere integri). Aggiungete infine una grattugiata di pepe rosa.

Oggi invece, visto che abbiamo ospiti, mangeremo di nuovo i cannelloni della scorsa settimana. Mentre scrivo nonna e bisnonna papera sono intente alla preparazione in cucina: ho già l'acquolina in bocca. Stavolta io ho contribuito solo con la pulitura del porcino.

venerdì, ottobre 27, 2006

Feste di laurea e costumi conviviali

crema e pinoli
Sabato scorso siamo stati alla festa di laurea della nostra vicina. Aveva chiesto a tutti di portare qualcosa da mangiare o da bere. Noi allora abbiamo preparato una pasta fredda (io) e una torta di crema al limone e pinoli (nonna papera).
Giunti alla festa abbiamo trovato quintali di patatine e alcol, qualche dolce, una pastasalat crucca, e qualche altra bagattella. Vista la grande scarsezza di viveri ci siamo affrettati a mangiare due piatti della nostra pasta fredda e due fette della nostra crostata pensando che sarebbero stati ingurgitatati rapidamente. Ma in realtà avremmo potuto fare tutto con calma, infatti i ventenni tedeschi non facevano altro che bere e mangiare patatine e i nostri bei manicaretti erano ancora lì quando ce ne siamo andati. Certo bisogna aggiungere che siamo andati via quando gli altri non si erano ancora scaldati, verso le undici.
Più in generale, per quanto riguarda il confronto tra le usanze conviviali tedesche e quelle italiane, penso che ci sia una differenza abbissale. Mi ci è voluto un po' per assimilarla.
Prima di tutto le feste e i rinfreschi. In Italia la parte gastronomica è di solito abbondante, curata e gustosa. Al contrario in Germania è di solito carente e insipida.
Quando si è invitati in Italia di solito non si è oggetto di richieste di portare del cibo o delle bevande (a meno che non ci si trovi nel film "La banda del torchio"): uno se vuole li porta spontaneamente; e soprattutto se alla fine è avanzato qualcosa di quello che si è portato, l'ospite non prende l'iniziativa di riportarselo a casa.
Ad un mio amico che viveva a Stoccarda è capitato addirittura di essere invitato a cena e di vedersi presentare il conto alla fine della cena.
A noi invece è capitato di essere invitati a cena e di portare un dolce e del vino espressamente pensato per quel dolce, e ci siamo sentiti dire: grazie, poi vi faremo sapere com'era.

lunedì, ottobre 23, 2006

E te ne vai, Maria, fra l'altra gente

E te ne vai, Maria, fra l'altra gente
che si raccoglie intorno al tuo passare,
siepe di sguardi che non fanno male
nella stagione di essere madre.

Sai che fra un'ora forse piangerai
poi la tua mano nasconderà un sorriso
gioia e dolore hanno il confine incerto
nella stagione che illumina il viso.

Ave Maria, adesso che sei donna,
ave alle donne come te, Maria,
femmine un giorno per un nuovo amore
povero o ricco, umile o Messia.

Femmine un giorno e poi madri per sempre
nella stagione che stagioni non sente..

giovedì, ottobre 19, 2006

Cani, divieti, porcini e agoaspirato.


Ieri durante la mia ora di corsa lungo il Neckar, sono passato sul solito praticello popolato di cani che scorrazzano, si mordicchiano e riportano palle; e padroni che si danno al chiacchiericcio.
Attaccati ai tronchi degli alberelli ci sono i cartelli con i divieti: popolarissimi in Germania. Quelli che attraggono la mia attenzione non sono però dei veri e propri divieti. Al contrario, comunicano ciò che è concesso fare: Hier dürf man Hunde ohne Leine führen (Qui è consentito portare cani senza guinzaglio). Quasi ogni volta che vedo questi cartelli mi partono le riflessioni sulla passione dei tedeschi per la regolamentazione di tutti gli aspetti della vita. Spesso mi chiedo: ma è possibile che ci debba essere una regola per tutto? Certo avere molte regole e una popolazione ben disposta al rispetto delle stesse, comporta molti vantaggi. Tutto risulta più ordinato e funzionante, ma non è anche un po' opprimente? Non reprime la spontaneità? Un'educazione votata al troppo rispetto delle regole non può contribuire a rendere le persone molto rigide? In Italia d'altra parte la tendenza sta un po' all'opposto. Forse la società migliore sarebbe quella in cui si rispettano le regole, ma con la flessibilità di adattarle a seconda dei contesti.
Un'altra cosa curiosa che ho visto durante la corsa è stato un dispositivo per lanciare la palla ai cani. Una specie di lunga pinza di plastica con estremità sferica per quelli che vogliono far giocare il proprio cane senza sporcarsi. Chissà come lo chiameranno? Hundballausstoßer?

Tornato a casa mi sono dedicato alla passione di questo periodo: i funghi porcini. Quest'anno continuo ad acquistarli e a congelarli. Ieri sono rimasto a pulirli, affettarli ed imbustarli fino a mezzanotte, mentre nonna papera ronfava beata. Quando li affetto, mi piace molto sia il modo in cui la lama incede nei bianchi gambi carnosi sia il suono che lama produce. Questo suono mi ricorda quello prodotto da una camminata sulla neve fresca all'alba.
Per concludere, oggi sono stato alla mia periodica visita di controllo e la dottoressa manidifata è riuscita nell'impresa nel modo più indolore che io abbia mai sperimentato. Ho inoltre ricevuto la prima vaccinazione della mia seconda infanzia. Grazie a manidifata e un saluto a tutti.

domenica, ottobre 15, 2006

Pranzo domenicale, elezioni comunali e titoli


Oggi la mattinata è stata tutta impegnata nella preparazione del pranzo: cannelloni di saraceno ai funghi porcini. Io sono stato impiegato come bassa manovalanza culinaria, nonna papera invece ha diretto i lavori ed effettuato tutte le operazioni più importanti. Abbiamo avuti i soliti piccoli contrasti che affiorano sempre nelle preparazioni culinarie congiunte, ma complessivamente il lavoro è andato avanti in modo piacevole e collaborativo. Ne è comunque valsa la pena: il lavoro ha prodotto i migliori cannelloni che io abbia mai mangiato. La pasta conteneva normale farina di grano e farina di grano saraceno. Il ripieno era composto di carne di vitello, uovo, parmiggiano e odori vari. Nel sugo c'erano 150 grammi di porcini, acquistati ieri in quantità da scorta invernale.
Ieri invece abbiamo dedicato la giornata agli acquisti: un regalo per la vicina che si è laureata, un nuovo lettore DVD, un multifrullatoremacininograttugiaimpastatore e le solite cibarie per la settimana. Scorrazzando per Heidelberg per gli acquisti, abbiamo notato che tutti i manifesti elettorali con le foto dei candidati al ruolo di Oberbürgermeister, riportavano dei titoli. Il meno illustre era quello di semplice dottore. Altri erano indicati come Dottor Professor XXXXX. Per quanto mi ricordo, in Italia nessun candidato cita il proprio titolo nei manifesti elettorali. Questa grande passione tedesca per i titoli, non è comunque confinata solo alla politica. Mi è capitato spesso di vedere dei titoli nei biglietti da visita, che ai miei orecchi evocavano gli esilaranti e ridicoli titoli fantozziani delle alte gerarchie impiegatizie. "Dr. Dr. XXXXX", "Prof. Prof. YYYYY", "Prof. Doz. Dr. ZZZZZ", "Apl. Prof. / Priv.-Doz.: Priv.-Doz. Dr. WWWWW". E altre amene combinazioni.

venerdì, ottobre 13, 2006

Eolie 4: Vulcano

Riporto qui la pagina del diario della visita a Vulcano.

Alle 10 cominciamo la scalata al cratere (400 m circa). Rispetto a Stromboli e a Monte Fossa delle Felci questa è quasi una passeggiata.
All'inizio il terreno è ricoperto da sabbione nero, come quello di Stromboli. Verso metà strada, in corrispondenza del punto in cui la copertura dai venti di ponente del promontorio antistante viene a mancare, il suolo cambia totalmente colore e diventa rossiccio. Il sabbione nero è infatti spazzato via dai venti che spirano vivaci nella dimora di Eolo. A prima vista questo suolo rossiccio sembra essere roccia, ma è in realtà una sorta di friabile argilla, in cui la pioggia scava facilmente dei canali.
Giunti sul cratere i venti si intensi-ficano. Ci dirigiamo a sinistra, verso nord. Il paesaggio è lunare: suolo totalmente spoglio punteggiato di pietre. Improvvisamente la terra si ingiallisce e si cominciano a scorgere le fumarole, che emettono costanti vapori di zolfo. Fortunatamente siamo controvento, possiamo quindi avvicinarci senza rischiare l'intossicazione. Incontriamo un gruppo di sordomuti, mi chiedono di scattargli una foto e mi ricambiano il favore.
È vietato scendere dentro il cratere, ma molte persone scendono lo stesso. Noi non scendiamo: vista anche l'evidente difficolta, vorremmo evitare di ripetere l'esperienza di Monte Fossa delle Felci.
Torniamo indietro verso sud e ci dirigiamo verso la parte più alta della cresta del cratere che si trova ad est. La vista è stupenda e comprende tutte le isole inclusi Basiluzzo e la costa siciliana. Questa volta l'Etna però non è visibile. Il vento soffia fortissimo e fortunatamente ci spinge verso l'alto.
Riscendiamo e pranziamo nel locale che si trova nelle vecchie cantine di Stevenson, il gallese che nella seconda metà dell'ottocento colonizzò Vulcano, fino allora disabitata, avviando attività agricole e minerarie fino al 1888, anno in cui un brusco risveglio del vulcano distrusse la maggior parte delle attività. Il servizio costa il 20%, ma non vale assolutamente questa percentuale. Il cibo non è degno di nota.

mercoledì, ottobre 11, 2006

Eolie 3: Salina

Riporto qui la pagina del diario della visita a Salina.

Verso le 13 partiamo da Valdichiesa per la nostra scalata a Monte Fosse delle Felci. L'inizio della salita è ripido, ma il sentiero è reso più percorribile dalla presenza di scale. Ad un certo punto, forse a quota 6-700, si entra nel bosco di eucalipti. Più in alto ci sono anche castagni e soprattutto pini. A quota 800 un quadrivio consente di visitare un'altra cima: Monte Rivi, 850 m. circa. La folta presenza di felci spiega l'origine del nome.
Giunti sulla cima ci troviamo ad ammirare un panorama spettacolare. Ci spostiamo lungo quello che un tempo deve essere stato il cratere del vulcano, anche se il cratere è invisibile data la presenza di una folta vegetazione sviluppatasi nei millenni di inattività. L'aria è fresca e la visibilità buona. Riusciamo a vedere le coste della Sicilia, probabilmente da Messina a Palermo. Anche l'Etna con il suo pennacchio è visibile, così come le altre sei isole.
Nel nostro peregrinare avvistiamo anche un falco della regina. Questa specie arriva in primavera dal Madagascar per ripartire in autunno.
Al ritorno seguiamo un altro sentiero che dovrebbe condurci direttamente a S. Marina in circa un'ora, secondo quanto scritto sulla nostra guida. Sono le 16:30 e l'ultimo aliscafo salpa alle 18:40, siamo quindi sicuri di avere tempo a sufficienza.
Le indicazioni sono molto carenti, andiamo quindi un po' a naso. Il percorso sembra essere l'unico possibile, ma ad un certo punto, forse verso le 17, ci troviamo ad imboccare un sentiero che scende molto rapidamente lungo i bordi di un canalone. Il terreno è coperto da uno strato molto sdrucciolevole di resti vulcanici, tipo pozzolana. Un abbozzo di gradini vuole semplificare la discesa del sentiero che rimane comunque piuttosto scomodo, stretto e a strapiombo. In alcuni punti, delle staccionate al bordo del sentiero proteggono dalla caduta certa nel burrone, in altri punti, dei fichi d'india funzionano a mo' di staccionata. Abbiamo qualche difficolta a scendere e la discesa sembra non finire mai. Alla fine riusciamo a completarla senza cadere mai, ma quando siamo sulla strada asfaltata sono le 18:30 e manca ancora qualche chilometro al porto: l'unica speranza è riuscire a convincere qualcuno a darci un passaggio. Provo io, passano due macchine, ma non si fermano. Prova mia moglie, passa una Panda bianca, e il signore si ferma. È bersagliato da tutti i nostri ringraziamenti e benedizioni. Alle 18:37 siamo al porto, compriamo il biglietto, saliamo sull'aliscafo che salpa immediatamente.

Racconti sulle altre isole

lunedì, ottobre 09, 2006

Fiera del libro e concerto

Ieri, secondo una consolidata tradizione familiare, siamo stati alla Fiera del libro di Francoforte. Abbiamo fatto diversi acquisti, tra cui l'ultimo libro di Niccolò Ammaniti, Alice in wonderland, un libro di Simenon con Maigret, un libro di Ascanio Celestini, uno sul pensiero di Karl Popper, cuochi si diventa 2 di Allan Bay e due libri di Fubini: uno sull'estetica musicale e uno su Bach, Debussy e Stravinskij.
Dopo gli acquisti siamo andati al concerto del coro in cui canta un mio collega: il Motettenchor Frankfurt. Il programma prevedeva:

Carmina Burana di Carl Orff (1895 – 1982)

Als vil in gote, als vil in vride di Wolfram Buchenberg (*1962)

Era la prima volta che ascoltavo il secondo pezzo. Mi è piaciuto. È scritto su testi di Meister Eckhart von Hochheim. La particolarità di questo pezzo per coro a otto voci è che inizia come un pezzo a quattro voci, ma ogni singolo corista deve cantare seguendo il ritmo della propria pulsazione cardiaca. Il risultato è una sorta di caotico contrappunto con un numero di voci pari al numero dei coristi.

giovedì, ottobre 05, 2006

Matematica, arte e scienze cognitive.


Oggi sono in vena di consigli.
Per tutti quelli che sono interessati al tema matematica e arte consiglio vivamente il libro “Gödel, Escher, Bach - un’Eterna Ghirlanda Brillante” di Douglas R. Hofstadter.
“Una fuga metaforica su menti e macchine nello spirito di Lewis Carroll”
È un inno, un godimento dell’intelleto che si dipana in un labirinto di percorsi artistico-scientifici apparentemente distanti, ma che conducono tutti a concezioni molto simili.


Un altro libro interessante è “Where Mathematics Comes From” scritto da uno psicologo e un linguista esperti di scienze cognitive. Rigettano il platonismo che asserirebbe che la matematica non viene creata dagli uomini, ma esiste a priori e viene da questi ultimi solo scoperta.
Gli autori asseriscono invece, e il libro lo “dimostrerebbe”, che quella che noi possiamo concepire è solo la matematica umana, cioè la matematica creata da i nostri cervelli; e che in teoria intelligenze diverse potrebbero concepire matematiche diverse. Affermano inoltre che la domanda se una “matematica transcendente” esista oggettivamente è indecidibile.
Lo sto leggendo molto lentamente da più di un anno, non è una lettura che si fa la sera prima di andare a letto. Non è proprio per specialisti, però se si conoscono già le definizioni dei vari sistemi numerici (naturali, interi, razionali, reali) e le varie definizioni di limiti, derivate, ecc. è meglio.
Con google si trovano quintali di informazioni relative a questo libro.
Ho trovato molto affascinante la parte relativa alle varie capacità della mente umana. Gli autori fanno partire tutto dalla capacità che loro chiamano “subitizing”. “All human beings, regardless of culture or education, can instantly tell at a glance whether there are one, two, or three objects before them. This ability is called subitizing, from the Latin word for “sudden.” It is this ability that allows newborn babies to recognize sets with one, two or three elements.”
Loro dicono che tutta la matematica non è altro che un’enorme estensione di questa innata capacità della mente umana. E il libro lo dimostrerebbe. Ci sono però anche molte critiche al libro. Qui
http://en.wikipedia.org/wiki/Where_Mathematics_Comes_From
ne parlano.

Eolie 2: Cene da Filippino a Lipari


Se vi dovesse capitare di trovarvi a Lipari non dimenticate di andare a mangiare da Filippino.
Il servizio è il migliore che mi sia mai capitato. Costa il 10%, ma sono soldi ben spesi: i camerieri sono disponibilissimi e attentissimi a soddisfare, anzi prevedere, ogni più piccola richiesta o esigenza.
Il cibo è ancora meglio del servizio. Noi abbiamo gustato piatti come involtini di spada al fico d'india, linguine al nivuro di siccia, linguine al pesce spada e melanzane, ravioli di cernia, linguine ai gamberetti, caponata, totani impanati e grigliati, mousse al gelsomino. Tutti piatti deliziosi, ma quelli veramente degni di nota sono: i totani, la pasta al pesce spada e la mousse. Il pesce spada ha una sublime consistenza burrosa e il sugo è preparato con una generosa tagliuzzata di menta che si rivela inaspettatamente armonica e gustosa nel contesto. La vera perla è comunque la mousse, preparata probabilmente con una base di ricotta, è di una delicatezza e leggerezza prelibatamente uniche.

martedì, ottobre 03, 2006

Onestà tedesca

Un paio di sere fa sono andato a rispondere al citofono. Era una signora sconosciuta che mi diceva di aver trovato il portafoglio di mia moglie. Me lo ha restituito totalmente intatto. Noi non ci eravamo ancora neppure accorti di averlo perso.
Quante sono le probabilità che una cosa del genere si verifichi in Italia?

Giovanni

Ieri ho visto Giovanni circa un'ora dopo la sua nascita. Aveva degli occhi molto vispi ed era molto bello. È la prima volta che vedo un neonato immediatamente dopo la nascita. È stata un'esperienza emozionante.
Tanti auguri Giovannino!

lunedì, ottobre 02, 2006

Bosco teutonico-mediterraneo con funghi e castagne



Ieri pomeriggio, vista la temperatura ancora mite, abbiamo deciso di fare una passeggiata per i boschi. Ci siamo incamminati, ma non per i sentieri noti: abbiamo deciso di prendere un sentiero nuovo.
Con nostra grande sorpresa abbiamo scoperto un bosco quasi-mediterraneo. Le solite betulle e i soliti pini erano quasi assenti per cedere il passo ad aceri, querce (è la prima volta che le vedo qui), faggi e soprattutto castagni. Il terreno era ricoperto di ricci di castagne. Abbiamo quindi impiegato parte della nostra passeggiata nella raccolta. Non avendo una busta, mi sono riempito le tasche di castagne.




Durante la raccolta ci siamo anche accorti della presenza nel sottobosco di oggetti indefinibili di color rosso. Somigliavano a tentacoli di calamaro. Guardandoli meglio ci siamo accorti che erano funghi. Siamo anche riusciti a vedere tutte le fasi di vita. All'inizio si presenta come un ovulo nella fase precedente alla dischiusa, poi si apre e distende i tentacoli. Non avevo mai visto un fungo del genere, neppure nei libri. Ho allegato una foto: è un po' sfocata, ma magari qualcuno lo riconosce.
La sera dopo cena infine abbiamo gustato le castagne lesse: erano piccole, ma non erano male.

domenica, ottobre 01, 2006

Consuetudini automobilistiche di Italia e Germania

Situazioni tipo:

Sei a 120 Km/h nella corsia di destra. La macchina che ti precede è più lenta. Dai uno sguardo allo specchietto: c'è un'altra macchina dietro, ma è distante. Metti la freccia per sorpassare e acceleri un po'.

Italia
La macchina retrostante, accellera, si porta a 150 Km/h, ti arriva a 20 cm dal paraurti e l'autista lampeggia e impreca.

Germania
La macchina retrostante, rallenta, si mantiene alla distanza di sicurezza, aspetta che il sorpasso sia finito, dopodiché sorpassa.


C'è un ingorgo che si estende fino ad un incrocio con semaforo.

Italia
Le macchine occupano l'incrocio, in modo tale che nel momento in cui il semaforo diventa verde per gli automobilisti della strada incrociata, i malcapitati non possono comunque passare perché l'incrocio è bloccato.

Germania
Le macchine si mantengono all'altezza del semaforo, anche se è verde. Vanno avanti solo se c'è spazio sufficiente a lasciare libero l'incrocio. Nel momento in cui il semaforo diventa verde per la strada incrociata l'incrocio è libero.


È necessaria una manovra che il codice della strada non consentirebbe, ma si tratta di un'infrazione trascurabile che renderebbe il traffico un po' più snello. Esempio: una retromarcia di qualche metro in un senso unico.

Italia
L'autista infrange il codice, ma il traffico fluisce.

Germania
L'autista va in stallo, non sa che fare e si crea un ingorgo.


C'è un segnale di restringimento della strada: tra 500 metri si passa da due a una corsia

Italia
Gli automobilisti si distribuiscono su due corsie fino al restringimento, rendendo la coda più corta.

Germania
Gli automobilisti si allineano immediatamente sulla corsia di destra, rendendo la coda più lunga.


Metti la freccia per parcheggiare di retromarcia in un punto in cui c'è un divieto di sosta. Dietro di te c'è un'altra automobile che per farti parcheggiare deve fare qualche metro di retromarcia.

Italia
L'altra automobile fa retromarcia, aspetta impazientemente mentre tu parcheggi, appena possibile passa.

Germania
L'altra automobile non fa retromarcia, tu aspetti un po' poi scendi e chiedi all'automobilista se gentilmente ti consente di parcheggiare. L'automobilista ti fissa e poi risponde che non fa retromarcia perché lí non si può parcheggiare.
Variante: non c'è il divieto di sosta. L'automobilista retrostante attende che tutta la manovra di parcheggio sia completata, mantenendoti sotto osservazione e creando una coda pazzesca alle sue spalle.


È segnalata una coda in autostrada

Italia
Gli automobilisti se ne fregano e mantengono la stessa velocità.

Germania
Gli automobilisti cominciano subito a rallentare creando un preludio alla coda annunciata.


C'è un limite di velocità

Italia
Quasi nessuno rallenta. Se provi a rallentare ti arrivano a 20 cm dal paraurti lampeggiando e imprecando.

Germania
Quasi tutti rallentano.


Dialogo tra italiani dopo un viaggio di alcune centinaia di Km sull'autostrada Salerno - Reggio Calabria:

- Io ci ho messo 5 ore.
- Io purtoppo quasi 6 ore, perché c'erano con me dei passeggeri che mi dicevano in continuazione di andar piano. Però il mio amico è arrivato dopo 4 ore e mezza, ma è partito di notte.
- Beh, sì, partendo di notte la si può fare in 4 ore e mezza, forse anche un po' meno.


Teoria italiana degli urti:

Tamponare un'altra automobile a 40 Km/h o a 140 Km/h produce lo stesso risultato.

Nota: tutte queste osservazioni sono frutto di esperienza diretta.