giovedì, agosto 28, 2008

Dolomiti 5: Fanes

Oggi, 26 giugno 2008, siamo diretti verso l'altipiano di Fanes, all'interno del Parco naturale Fanes - Sennes e Braies. Lo raggiungiamo da sud salendo da Pederü.
L'altipiano è circondato da cime che raggiungono anche quota 3.000. I panorami e gli scenari sono forse i più belli tra quelli visti finora.

La camminata è lunga ma non difficile. Le bimbe non hanno grossi problemi.

Dopo più di un'ora di salita raggiungiamo l'altipiano. Il paesaggio cambia. Ora è punteggiato da piccole rocce e cespugli di conifere. Scorgiamo in lontananza lago...

Ghiaioni

Queste pareti stratificate attraggono il mio occhio.





Raggiungiamo lago.... non ricordo più il nome.

Il terreno è pieno di piccole fenditure carsiche.

Ci reincamminiamo.





venerdì, agosto 22, 2008

Festa a "u Passionnaru"

La nostra festa estiva quest'anno si è tenuta a "u Passionnaru".

La sera prima c'è stata un anteprima con l'arrivo dei quattro amici dalla Germania che Dionismammà ha voluto accogliere con:

1. Maccaruni (capellini all'uovo) tagliati a mano con salsa di salsiccia e asparagi selvatici
2. Lasagna
3. Involtini
4. Abbacchio arrosto
5. Torta di ricotta

Sono riuscito a frenarla sull'antipasto di prosciutto e melone.

Prima della cena ero andato a u Passionnaru con un mio amico per occupare il caminetto e il tavolo. Abbiamo montato una tenda come specchietto per le allodole e marcato il territorio con vari oggetti per scoraggiare altri eventuali avventori.

La mattina prepariamo il tutto. Vado a ritirare i 12 Kg di pecora e gli 11 Kg di pane. Tre cocomeri pronti all'uso giacciono nella cella frigorifera insieme a una porchetta di 13 Kg.
Zucchero e Dionismammà sono impegnate nella preparazione del condimento per la bruschetta a base di pomodori, olio e altri odori: tutto prodotto dalla terra di Dionispapà.

Verso le 11 portiamo il tutto a u Passionnaru e poco dopo cominciano i primi arrivi. La pioggia del giorno prima ha reso l'aria molto piacevole. Ci troviamo a circa 800 m slm.

Comincia la preparazione dei fuochi.

Abbiamo a disposizione un caminetto comunale e il barbecue del sindaco del paese.

Ci si intrattiene in attesa degli arrivi.

Si parte con pane e pomodoro.

Le viole.

videoI fuochi bruciano ormai a pieno regime

Si è passati alla carne.

Sono arrivati tutti. Siamo cinquantacinque più bambini.

Gli ospiti paiono apprezzare.

L'indomani si torna nelle lande nordiche e la porta d'imbarco dell'aeroporto vede i nostri amici teutonici consumare gli avanzi della porchetta confezionata in panini da Dionismammà.

mercoledì, agosto 20, 2008

Arce - Vallepietra: secondo giorno


Visualizzazione ingrandita della mappa

La mattina del secondo giorno, domenica 10 agosto, siamo svegliati alle 4:15 da sinistri rumori. Sono le signore della pensione che allestiscono lo spazio in terrazza per la colazione del gruppo.
Zucchero si alza. Si sente in forma. Io indugio ancora qualche minuto. Penso che mi dispiace proprio mollare. Provo ad alzarmi. I temuti dolori muscolari sono quasi del tutto assenti. Provo con molta cautela a poggiare il piede ferito: non sento dolori. Provo a camminare.
Miracolo!
Riesco a camminare senza problemi.
L'Arcangelo si sarà pentito ed avrà deciso di ritirare la sua punizione? Noo! La mia ipotesi è che durante la notte, le tenebrose sfere celesti che sovrastano Civitella Roveto, siano state teatro di una titanica battaglia: le vecchie divinità pagane spodestate diversi secoli fa contro l'Arcangelo. Battaglia che ha visto le divinità pagane prendersi la loro rivincita prima di lasciare definitivamente il luogo di culto. Motivo del contendere era la guarigione della mia vescica.

Ad ogni modo, decidiamo di continuare. Alle 4:30 ci uniamo alla colazione. Alle 5:30 siamo pronti per la partenza da Civitella Roveto.

L'aria è fresca. Percorriamo una tortuosa salita. Tra un tornante e l'altro ammiriamo bei panorami.

I boschi sono fitti e rigogliosi. Il paese che vediamo di fronte a noi è Canistro. Lo vediamo avvolto dagli ultimi residui delle nebbie notturne che si ritraggono respinte dai primi raggi del tracotante sole d'agosto.

Oltrepassato Canistro ci dirigiamo verso Capistrello (7,8 km).

Dove ci fermiamo per una pausa cappuccino e cornetto.

Ci inerpichiamo per le scale di Capistrello

e vediamo il paese da una diversa prospettiva.

Si continua a salire.

Raggiungiamo Castellafiume (14,3 km).


Vado in fuga e stacco il gruppetto per qualche chilometro.

Avvistiamo Cappadocia, ma dovremo camminare ancora un po' prima di raggiungerla.

Cappadocia sembra più vicina, ma è ancora lontana.

Oltrepasso in solitaria la fontana di Petrella Liri e mi spingo fino alla fontana di Cappadocia.
Non riesco più a vedere il resto del gruppetto. Decido quindi di riposarmi un po' ed aspettare gli altri.

Il mio cammino insieme agli altri dura però ben poco. Infatti, dopo circa 75 Km di strada asfaltata, prendiamo come scorciatoia un sentiero che attraversa il bosco. L'effetto del suolo petroso sotto i miei piedi è massacrante. Aggiungendo a questo la mia ormai cronica carenza di emoglobina che si fa sentire soprattutto nelle salite più ripide, vengo staccato dal resto del gruppetto.
Arrivo infatti a Cappadocia per ultimo.

A Cappadocia c'è una festa. Mangiamo un po' di pizza con la mortadella e ci reincamminiamo.

Il resto del cammino è tutta strada sterrata.
Passiamo per Camporotondo.

Molti tratti sono ripidi e attraversano il bosco.

A volte il sentiero si perde e si va un po' a naso affidandosi all'olfatto dei più esperti.

Arriviamo infine a Passo Serra a circa 1500 m slm.

Si aprono belle vedute.

Dopo un tratto di strada asfaltata in discesa riprendiamo le nostre scorciatoie.

Ci troviamo su una sorta di altipiano.

Questo tratto è caratterizzato dalla presenza di sciami di piccole e fastidiosissime mosche. Cerco di scacciarle usando addirittura i bastoncini.
Visto che mi ci trovo espongo una breve apologia dei bastoncini da camminata nordica. Sugarpapà ce li aveva stroncati. Io stesso avevo qualche dubbio. Pensavo che avremmo potuto avere problemi alle mani. Invece i bastoncini non hanno creato assolutamente alcun problema. Si sono anzi rivelati estremamente utili, soprattutto nelle salite del secondo giorno.

Qui siamo su una delle ultime dure salite.

All'arrivo siamo accolti dal tifo e dagli incitamenti dei parenti, amici, affini e compagni di cammino.

Non può mancare la foto di gruppo nel piazzale che sovrasta il santuario della Santissima Trinità.
Ci troviamo nel territorio del comune di Vallepietra. In provincia di Roma. Abbiamo attraversato il territorio di tre province: Frosinone, L'Aquila e Roma.
Zuecchero ed io siamo pieni di gioia.

I nostri tifosi hanno organizzato un traffico di cibarie. Alcune spedite da Sugarmammà, altre preparate dai tifosi stessi.

Il riposo dell'uomo giusto. Notare i crucchissimi sandali con calzini. Esteticamente li odio, ma era l'unico modo per soffrire meno.

Dopo lo spuntino scendiamo verso il santuario della Santissima Trinità.

I panorami sono veramente impressionanti. Ci troviamo nel Parco Naturale Regionale Monti Simbruini.

Fotografiamo infine la famosa parete rocciosa verticale che la leggenda vuole teatro del primo miracolo della Trinità. Secondo la leggenda un contadino stava arando la terra sovrastante la parete - e già qui sorgono i primi dubbi - quando vide i due buoi cadere nel precipizio. "Affacciatosi sul baratro, osservò con stupore che gli animali erano illesi" e sostavano davanti ad una grotta in adorazione dell'immagine acherotipa della Trinità miracolosamente comparsa sulle pareti della grotta.
Ulteriori notizie sulle leggende.

Zucchero ed io ci siamo chiesti come una tradizione così antica di luogo di pellegrinaggi potesse essere sorta in una posizione così scomoda ed isolata. La risposta che ci siamo dati è che la bellezza dei paesaggi e l'austera e quasi spaventosa maestosità della parete rocciosa, più unica che rara in queste zone, deve aver suscitato sentimenti di spiritualità, o, come direbbe Guzzanti/La Porta, il senso del sacro.
Un'altra domanda che ci siamo fatti è: ma dove sono finite tutte le protesi di arti che in passato ricoprivano le pareti del Santuario?

Alla fine abbiamo percorso 82 Km in 94888 dei miei passi.
L'esperienza mi è piaciuta molto. Non so se la ripeterò mai. Magari accorciando la distanza del primo giorno.

Testo della lode alla SS. Trinità

Versione per organetto e coro di pellegrini (file wav dim. 455kb)