venerdì, aprile 30, 2010

Falafel italianizzate

Ho provato una nuova ricetta per le Falafel. Quella vecchia non funzionava molto bene, ma comprendeva ingredienti mediorientali. Mentre questa nuova contiene solo ingredienti italiani.
Il risultato non è stato eccezionale, ma neppure pessimo. Zucchero dice che si possono rifare.

Ingredienti per 4 persone

ceci lessati 250 g (il che significa la metà circa di ceci da mettere in ammollo e lessare), spinaci fresci puliti 300 g, pane grattugiato 30 g, 2 uova, semolino, olio per friggere (io ho usato l'olio di oliva della Sabina prodotto da mio padre), sale e pepe.

Preparazione

Fate bollire gli spinaci per 3', quindi scolateli, strizzateli bene (altrimenti non riuscirete a formare le palline) e frullateli con i ceci.
Incorporate 2 tuorli, il pane grattugiato, un pizzico di sale e il pepe. Amalgamate bene e poi formate 12-16 palline. Se la consistenza è troppo floscia e non riuscite a formare le palline aggiungete del pane grattugiato e amalgamate di nuovo.
Passate le palline negli albumi leggermente battuti, poi nel semolino e infine friggeteli in abbondante olio (fin quasi a metà pallina) (con l'olio di oliva una buona temperatura di frittura è intorno ai 150°): 3' ruotatele e poi altri 3' (a meno che le palline non siano completamente immerse, in tal caso basterebbero anche 3', ma comunque sui tempi si va anche un po' a occhio).
Scolate disponete su carta da cucina e servite.

domenica, aprile 25, 2010

Norvegia 12: Trondheim

Sabato 6 giugno



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Alle 8:50 sbarchiamo a Trondheim, la terza città della Norvegia. La principale attrazione turistica della città è il Nidarosdomen, noto anche come Nidaros domkyrkje, eretta alla fine dell'XI secolo da Olav III il pacifico sulla tomba di Olav il Santo e considerata la più bella cattedrale della Norvegia.

Devo confessare che trovandomi a queste latitudini mi sarei aspettato qualcosa di molto più modesto. Invece ci troviamo di fronte ad una vera cattedrale gotica ... anche se in seguito veniamo a sapere che buona parte della chiesa è stata ricostruita nella seconda metà del XIX secolo. Sembrerebbe che il primo nucleo della chiesa sia stata costruito addirittura da re Olav I Tryggvason intorno al 997. Ma questo parrebbe contraddire il fatto che Olaf II (il Santo) viene indicato come il primo sovrano ad essersi convertito al cristianesimo intorno al 1010 durante i suoi viaggi in Francia. La ragazza che ci accompagna nella visita della cattedrale ci racconta che Olaf il Santo prese la conversione talmente sul serio che impose il Cristianesimo come religione di stato ed i suoi sudditi erano liberi di scegliere tra la conversione e la testa mozzata. Sembra che molti optarono inopinatamente per la conversione. D'altra parte anche Carlo Magno agì in modo analogo con i Sassoni e anche lui venne santificato.
Il transetto, in stile romanico-normanno, è del XII secolo ed è l'unica parte della cattedrale ad essere sopravvissuta agli incendi del 1327 e del 1531. Dal 1449 la cattedrale fu sede delle incoronazioni dei reali della Norvegia, ma la cosa cambiò quando la Norvegia si unì alla Danimarca. Fu solo nel 1814 che la Norvegia recuperò la sua indipendenza e prontamente si stabilì che l'unico luogo per le incoronazioni sarebbe stato la Cattedrale di Trondheim. Questo è il motivo per cui la chiesa venne orgogliosamente restaurata tra la seconda metà del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. L'ultima incoronazione a Trondheim avvenne nel 1904. In seguito una legge stabilì che le incoronazioni dovessero avere luogo a Oslo.

Verso mezzogiorno ci reimbarchiamo sulla Midnatsol.

Altre foto...

Giornate precedenti ....

giovedì, aprile 22, 2010

Sessantenni

Circa un mese fa avevo raccontato della fruttivendola teutonica esuberante (un ossimoro).
Oramai la signora mi saluta con enfasi anche quando mi sta servendo una sua collega.

Inoltre negli ultimi giorni la signora della copisteria che frequento da tempo, vedendo che stampavo testi in italiano, mi ha attaccato bottone nella mia lingua.
Pare che sia un'italiana di seconda generazione nata in Germania in una famiglia di gelatai trentini.

E io che mi lamentavo della difficoltà nei contatti sociali!

lunedì, aprile 19, 2010

Eyjafjallajökull … si ma come si pronuncia?


File audio con la pronuncia di Eyjafjallajökull

Chiaro no!?

Eyjafjallajökull - You're doing it wrong!

Un percorso storico tra Numeri e Geometria - Parte 19: secolo XIII e XIV - traduzioni, grafici, e serie numeriche

Nell’ultima puntata abbiamo parlato di Fibonacci e di come gli europei del XII secolo cominciarono ad abbattere la barriera linguistica che li separava dalla cultura islamica.
In questo contesto va sicuramente citata l’opera di Giovanni Campano da Novara (Novara, 1220 – Viterbo, 1296) a cui si deve l’autorevole traduzione degli Elementi di Euclide dall’arabo al latino. Essa fu utilizzata nella forma di manoscritto per circa due secoli prima di divenire, dopo l'invenzione di Gutenberg, e precisamente nel 1482 a Venezia, la prima edizione in stampa degli Elementi. Quella di Giovanni Campano non fu però la prima traduzione degli Elementi dall’arabo al latino. Il primato spetta ad Adelardo di Bath (Bath, 1080 – Bath, 1152), la cui traduzione era ben nota a Giovanni Campano.
Complessivamente il XIII secolo rappresenterà un momento di svolta per l’Europa occidentale. È infatti in questo secolo che la cultura matematica latina torna a rivaleggiare con quella delle altre civiltà per il livello dei suoi risultati.
Ma la svolta non riguardò solo la cultura matematica. Molte delle più famose università vennero fondate proprio in quel periodo. E in quei luoghi venivano insegnate la filosofia e la scienza aristoteliche, recuperate da un lungo oblio proprio attraverso le traduzioni dall'arabo.
Anche le grandi cattedrali gotiche di Chartres, Reims, Notre-Dame e Westminster vennero costruite in quel periodo e diverse conoscenze ed invenzioni si diffusero in quegli annni: la bussola, la polvere da sparo, le lenti da vista, gli orologi meccanici.

Anche nel secolo successivo, il XIV, si registrano alcuni significativi progressi nella matematica. Uno di essi fu l'intuizione di quella che oggi descriviamo come rappresentazione grafica di una funzione. Cioè la rappresentazione in una figura, o grafico, del modo in cui varia una certa quantità a fronte della variazione di un'altra quantità correlata. La paternità di tale intuizione è contesa tra Giovanni da Casale (1320 – 1374 circa) e Nicole Oresme (1323 – 1382). Quest'ultimo riuscì addirittura ad ottenere l'equazione della retta, precedendo così Cartesio di circa tre secoli.

Un altro progresso del XIV secolo è quello relativo all'idea di prendere in considerazione anche delle somme di un numero infinito di addendi.
Quello della considerazione e dell'accetazione del concetto di infinito fu uno dei pochissimi passi avanti rispetto ai greci avvenuti nel medioevo. È noto infatti che gli antichi greci abborrivano l'infinito. L'idea di questa estensione concettuale partì soprattutto dai filosofi scolastici e aprì la strada per l'appunto ad un'infinità di nuovi sentieri matematci futuri ancora inesplorati.

Uno di questi primi sviluppi fu la considerazione delle somme di un numero infinito di addendi, successivamente denominate serie numeriche. Qualcuno potrebbe obiettare: ma che interesse ha considerare le somme di un numero infinito di addendi? Il risultato non è sempre infinito? No, non lo è.
E il primo ad accorgersene fu probabilmente Richard Swineshead detto "The Calculator" intorno al 1350. Swineshead si accorse che oltre alle somme di infiniti addendi che vanno all'infinito, oggi denominate serie divergenti, esistono anche le somme di infiniti addendi che danno come risultato un numero finito, oggi denominate serie convergenti. Ma questo lo vedremo meglio nella prossima puntata.

Indice della serie

giovedì, aprile 15, 2010

Il mio primo (e probabimente ultimo) articolo in tedesco: “Se non sono gigli son pur sempre figli, vittime di questo mondo“ oder: … die Opfer dieser Welt

Da tempo compro più o meno regolarmente l'OBDACH-Blätt'l: la "Zeitung" ("rivista") dei senzatetto di Heidelberg. Il mio rivenditore di fiducia è un "ragazzo", forse mio coetaneo, attivo presso la panchina del mercato del mio quartiere. Una copia costa 1,70 € e 1 € per copia rimane al rivenditore. I rivenditori sono persone che cercano di uscire da situazioni di disagio sociale. E l'editore è l'organizzazione-cooperativa OBDACH e.V., attiva appunto nel supporto agli abitanti dei ghetti metropolitani.

Leggendo le storie raccontate sul Blätt'l mi è venuta l'idea di tradurre questo post e mandarglielo. Per la traduzione sono state necessarie alcune ore di lavoro insieme alla nostra amica/insegnante/interprete, ma è stato divertente. In particolare mi ha divertito la traduzione delle frasi in romanesco.

L'articolo uscirà con il prossimo numero del Blätt'l. Qui c'è la bozza che mi hanno mandato: pagina 1, pagina 2.
L'unica perplessità è che per motivi di spazio mi hanno rimosso le note che secondo me erano necessarie per il lettore tedesco medio. Mi piacerebbe sapere il parere del mio germanista di fiducia (Fabio R.).
Ecco le note:

1) Aus einem Lied des italienischen Sängers Fabrizio De André: „Sind sie auch keine Leuchten, so sind sie doch Kinder, Opfer dieser Welt“ (http://de.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_De_Andr%C3%A9)
2) Ein altes italienisches Kartenspiel (eine Variante von Tressette: http://en.wikipedia.org/wiki/Tressette)
3) Der Dialekt aus Rom wurde versucht, durch einen Dialekt aus der Gegend von Frankfurt wiederzugeben
4) Gangsterfilmparodie aus dem Jahr 1973 mit Bud Spencer und Giuliano Gemma in den Hauptrollen (http://de.wikipedia.org/wiki/Auch_die_Engel_essen_Bohnen)
5) Lied aus der faschistischen Ära mit dem Titel „Faccetta Nera“ (von http://de.wikipedia.org/wiki/Faccetta_Nera: Faccetta Nera (italienisch für "schwarzes Gesichtchen") ist der Titel eines anlässlich des Italienisch-Äthiopischen Krieges 1935 von Giuseppe Micheli geschaffenen Marschliedes der italienischen Truppen bzw. der faschistischen Milizionäre.)
6) Bekannter italienischer Schriftsteller (http://de.wikipedia.org/wiki/Ignazio_Silone)
7) Marxistischer italienischer Politiker, Mitbegründer der neuen Kommunistischen Partei Italiens (http://de.wikipedia.org/wiki/Fausto_Bertinotti)

martedì, aprile 13, 2010

Gli anziani della rete

In questo articolo dell'Espresso leggo:

"... Il che dovrebbe ricomporre in un unico target (pubblicitario ma non solo, come vedremo) i due grandi segmenti in cui ultimamente si sono divisi gli utenti del Web: quelli più 'anziani' (sopra i 35 anni) che usano ancora la posta elettronica, e quelli più giovani che l'hanno abbandonata da tempo per conversare direttamente all'interno dei social network."

È stato interessante venire a conoscenza che nella rete appartengo già alla generazione degli anziani. Sono in buona compagnia però eh!? ;-)

Sto meditando di abbandonare posta elettronica e blog ed esprimermi solo attraverso Twitter e Facebook. Che dite funzionerebbe?

lunedì, aprile 12, 2010

Cammino

Il bosco. I pini. La salita infinita.
Il mio sudore. Il mio respiro. La mia solitudine.
Il ritmo del mio cammino. Il ritmo del mio cuore. Il ritmo della musica.

Avanti. Avanti. Avanti.

Fino all'infinito. Fino al finito. Fino alla fine.
Fino all'incoscienza. Fino alla coscienza. Fino all'annullamento.

sabato, aprile 10, 2010

Stabat mater



Stabat mater dolorosa
juxta Crucem lacrimosa,
dum pendebat Filius.

giovedì, aprile 08, 2010

Intervista su IOL Radio: quarta parte

L'ultima parte della mia intervista è stata trasmessa sulla webradio di italiansonline.net.

Per chi fosse interessato è possibile riascoltare le quattro parti  su
IOL Radio. La mia intervista è la prima in tutte e quattro le puntate.

Per ascoltare direttamente la quarta parte
Per scaricare la quarta parte

Per ascoltare tutta l'intervista:

mercoledì, aprile 07, 2010

Festa zuccheresca

Torta con cioccolata, panna e ovetti Lindt



Filetto di manzo in crosta di pasta sfoglia



Tortino con fave, asparagi e nocciole


Cappelletti di ricotta con asparagi

Raise your pants, raise your image



Sottoscrivo

martedì, aprile 06, 2010

Ricongiungimenti fisici seconda parte

L'altro chiese: sei tu il mio fratello perduto?

Sì eccomi, sono io, fratello non nato.

venerdì, aprile 02, 2010

Pizza di Pasqua in cantiere

Con l'arrivo odierno di mia madre, come da tradizione del venerdì santo: missitura + preparazione dell'impasto per la Pizza di Pasqua.


Sarà lasciata stanotte a lievitare e domani, dopo rilavorazione e 3-4 di rilievitazione si infornerà.

Qui trovate la ricetta del mio tentativo del 2007.

Campane "legate": ticchettavola e raganella

Oggi è venerdì santo e qui è festivo. Eccezionalmente siamo riusciti a svegliarci dopo le 9.
Durante la colazione a base di muffin zucchereschi abbiamo sentito i
rintocchi delle campane. Al che Zucchero mi ha chiesto: ma il venerdì santo le campane non dovrebbero essere "legate"? Effettivamente questo è anche il mio ricordo d'infanzia.
In particolare la domanda mi ha suscitato una serie di ricordi risalenti alla seconda metà degli anni '70. E quei ricordi sono collegati ad una tradizione arcaica che, come quella dei "carruzzuni", trovò probabilmente nella mia generazione la sua ultima espressione.
La tradizione prevedeva che i bambini sciamassero per le vie del paese dotati di strumenti a percussione sostituendo così il rintocco delle campane legate.
Gli strumenti a percussione che si usavano erano la "ticchettavula" e la raganella.
Per curiosità mi sono messo a ricercare per la rete: per la raganella si trovano molte occorrenze (questa ad esempio); mentre invece per la ticchettavola si trova solo questa di occorrenza, relativa ad una mostra in un museo di Colonna. Il fatto mi ha provocato qualche perplessità e qualche domanda: ma sono così arcaico se i miei ricordi d'infanzia si trovano oramai solo nei musei?
In ogni caso mi sono detto che era necessario colmare questa lacuna della rete e raddoppiare il numero di occorrenze relative alla ticchettavola. Rimarrà la lacuna in fatto di immagini.
Cerco di rimediare con una breve descrizione: la ticchettavola è composta da una stecca di legno di una trentina di centimetri di lunghezza e 3-5 cm di larghezza dotata di manico alla quale sono legate con dei lacci altre due stecche laterali mobili di uguali dimensioni. Lo strumento si suona scuotendolo in modo che le due stecche laterali vadano a cozzare alternativamente contro la stecca fissa centrale.

Poi alla fine sono andato anche a controllare su Wikipedía la domanda sul suono delle campane (Le campane il Venerdì Santo) e pare che ci siano tradizioni differenti a seconda dei diversi riti cattolici.
Nel rito romano le campane non suonano in segno di lutto, mentre nel rito ambrosiano le campane suonano fino alle 3 del pomeriggio.

Dati questi fatti si possono fare due considerazioni:
1. appartengo ad una specie ineluttabilmente in via d'estinzione;
2. sia Zucchero che io siamo cresciuti nella tradizione del rito romano;
3. essendoci qui sia chiese cattoliche che protestanti, da quali provenivano i rintocchi? E che tradizione hanno i protestanti in merito?

Buone feste pasquali a tutti!