lunedì, marzo 26, 2012

Tarantole, tammorre e tarantelle

Ora che ho finito con Tarantamania mi posso finalmente dedicare pienamente al Primo KulturFestival Italia di Volare e in particolare all'organizzazione dell'evento Tarantole, tammorre e tarantelle.
In realtà, non è che finora me ne sia stato proprio con le mani in mano. L'organizzazione di questo concerto sta occupando un angolo dei miei pensieri da più di un anno e negli ultimi mesi mi è costata molto tempo e molte energie.
L'idea mi venne proprio il giorno del primo incontro esplorativo con Roberta e Paola. L'idea piacque e ne parlai perciò subito con i Dissonanti. La prospettiva di una prima trasferta all'estero fu accolta con entusiasmo anche da loro. Sembrava tutto abbastanza semplice. L'idea piace a tutti e quindi.... Ma poi giungemmo alle questioni finanziarie e lì cominciarono a comparire i primi ostacoli. Ci si rese conto che per coprire le spese un solo concerto non sarebbe bastato. Mi impegnai così nella ricerca di amici di città vicine interessati al progetto. E li trovai quasi immediatamente. In due città piuttosto situate in due stati diversi, ma separate solamente da un fiume. Partimmo con le riunioni organizzative. Dopo qualche riunione una città si defilò. E, dopo altre riunioni e il colpo di grazia del Katholikentag, anche l'altra città si dileguò. Altri contatti di altre città passarono come meteore. Stavo quasi per arrendermi quando arrivò la notizia che il comune del gruppo stava prendendo in considerazione l'idea, forse scaturita da una mia chiacchierata di qualche mese prima, di finanziare il viaggio dei musicisti. Gaudio, gioia e tripudio! A questo punto basterebbe  un solo concerto! mi son detto. E invece no! Sono uscite fuori altre spese inattese. E riparti col tira e molla. Contrattazioni su contrattazioni, messaggi su messaggi, discussioni su discussioni. Taglia un pasto, cerca alloggi privati per i musicisti, organizza tavole calde per abbattere spese vitto. Lotterie per recuperare? Boh! Contributi dai viaggiatori? Non si sa. Cerca sale concerto adeguate. Traduci schede tecniche da passare al contatto del contatto. L'associazione non può dare più di X. Eh no! Per meno di X + Y non se ne parla proprio. Vabbe', rischio io in prima persona! Se non ci si arriva con la vendita dei biglietti, la cifra Y la tiro fuori di tasca mia. Affare fatto!
Sono un incosciente? Dai, non crediate che 'sta Y sia poi una cifra così grande. E proprio oggi sono cominciate ad arrivare le prime iscrizioni. Vedremo. Male che vada, se le colleghe volanti mi licenzieranno, vista l'esperienza acquisita in fatto di eventi popolari, potrei sempre rivendermi come organizzatore di tiro alla fune e gare di rutti alle feste leghiste.

sabato, marzo 24, 2012

Nuntio vobis gaudium magnum: Habemus Pomum!

Ne è spuntato uno! Esattamente 21 giorni dopo la semina.
E ora dovrò cercare di dare le giuste cure a questa prima pianta di Rubinette affinché possa resistere fino all'inverno per essere trapiantata nel terreno di mio padre in Sabina. Juhan, mi servono consigli!

Da notare anche il recente frutto dello Jalapeño, i cui semi prelevai da una donazione del mio amico Marcello.

martedì, marzo 20, 2012

Buon Equinozio!

Siamo già in primavera. Da ben un'ora e venti. Infatti l'equinozio è arrivato alle 05:14 UTC, che coinciderebbe con le nostre 06:14 circa. E inoltre, come mi faceva notare l'amico ubik, questo è l'equinozio più anticipato dal 1896.
Lo sapevate? Sapevatelo! sul Blogghetto.
E qui non possono mancare le domande. Ma quest'anticipazione potrebbe essere un altro segno della fondatezza della profezia Maya? Oppure è l'antileopardiana benevolenza del cosmo che in questi tempi grami vuole premiarci con qualche ora anticipata di primavera?
Nessuno lo sa! Nessuno lo può sapere! Ma in ogni caso: godetevela!

Come è bella giovinezza
Che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia,
Di doman non v'è certezza.

E comunque, nonostante il raro evento astronomico, i miei meli non sono ancora spuntati. Immagino avesse ragione juhan.

lunedì, marzo 19, 2012

Volare e Tarantella scalza: Danze del Sud Italia con Margherita D’Amelio

La due giornate del laboratorio danze che stavo organizzando da gennaio nell'ambito dell'associazione Volare di Heidelberg sono andate molto bene. Le iscrizioni sono state numerose, ai limiti della capienza della sala, e ne è risultato un gruppo molto variegato e ben assortito:
una bambina, giovani ventenni, meno giovani, diversamente giovani, molto diversamente giovani;

italiani, tedeschi, italiani a metà, salentini nati in Germania nonché cantori e suonatori di tamburello, tedesche innamorate della pizzica, italiani che hanno imparato la tammurriata in Germania,  tedesche che insegnano i passi base ad italiane
e un orientale che ha imparato più velocemente di tutti.
Si è creata subito una bella atmosfera il cui merito va soprattutto a Margherita.  
Il sole ci ha accompagnati per tutta la giornata di sabato riscaldando la luminosa e panoramica sala di Karlstor. La mattina, a parte un piccolo problema con le chiavi, risolto molto gentilmente dall'addetto alle pulizie che ci ha anche offerto il caffè, tutto è filato liscio. Dopo il mio breve discorso introduttivo, in cui ho parlato della nostra associazione, del festival che stiamo organizzando per maggio e del concerto Tarantole, tammorre e tarantelle, siamo partiti con la pizzica.

Dopo due ore e mezza circa ci siamo fermati per la pausa pranzo. E anche i manicaretti di Zucchero e di alcune partecipanti hanno contribuito a riscaldare ancor di più l'atmosfera.
Margherita è stata molto brava a gestire il gruppo con precisione e leggerezza allo stesso tempo ma ancor di più con simpatia e calore. Dopo il pranzo ci siamo un po' rilassati con esercizi di allungamento muscolare accompagnati da musica adeguata. Poi siamo ripartiti con la pizzica e verso la fine della giornata siamo passati alla tammurriata. Come stabilito abbiamo finito alle 16 e al ritorno a casa la povera Zucchero si è rimessa al lavoro per preparare altri dolci e spuntini. E il lavoro è continuato anche la mattina successiva.

La seconda giornata ha visto l'alternarsi di qualche partecipante ed è stata dedicata quasi interamente alla tammurriata. Lo schema è stato simile alla prima. Apprendimento e pratica dei passi in gruppo, poi individualmente ed infine in coppie variabili.

C'è stato un solo fuori programma con le lamentele degli spettatori del cinema sottostante. Abbiamo quindi dovuto abbassare la musica e mettere la sordina alle castagnette.

E proprio a causa delle lamentele abbiamo anticipato la pausa pranzo. A cui stavolta ha gentilmente contribuito anche Chiara, la collega volante.

Alla fine eravamo stremati ma soddisfatti. Ci siamo lasciati con l'idea di creare un gruppo con incontri mensili o bimestrali. Anche con l'idea di prepararci per il concerto Tarantole, tammorre e tarantelle. E secondo voi chi si occuperà dell'aspetto logistico degli incontri?
Oggi qualche postumo dei salti finesettimanali si è fatto sentire. Soprattutto ai polpacci. E nonostante il successo dell'evento mi sono alzato di cattivo umore. Sarà depressione post- ballo?


giovedì, marzo 15, 2012

So you want to write a fugue?

Glenn Gould - So You Want to Write a Fugue?



So you want to write a fugue.
You got the urge to write a fugue.
You got the nerve to write a fugue.
So go ahead, so go ahead and write a fugue.
Go ahead and write a fugue that we can sing.

Pay no heed, Pay no mind.
Pay no heed to what we tell you,
Pay no mind to what we tell you.
Cast away all that you were told
And the theory that you read.
As we said come and write one,
Oh do come and write one,
Write a fugue that we can sing.

Now the only way to write one
Is to plunge right in and write one.
Just forget the rules and write one,
Just ignore the rules and try.

And the fun of it will get you.
And the joy of it will fetch you.
Its a pleasure that is bound to satisfy.
When you decide that John Sebastian must have been a very personable guy.

Never be clever
for the sake of being clever,
for the sake of showing off.

For a canon in inversion is a dangerous diversion,
And a bit of augmentation is a serious temptation,
While a stretto diminution is an obvious allusion.

For to try to write a fugue that we can sing.

And when you finish writing it
I think you will find a great joy in it.

or so...
Nothing ventured, nothing gained they say
But still it is rather hard to start.

Well let us try right now.
Now we are going to write a fugue.
We are going to write a good one.
We are going to write a fugue ... right now.

Per ulteriori informazioni sul pezzo: So You Want to Write a Fugue

mercoledì, marzo 14, 2012

Carnevale della Matematica #47: il pigreconomastico

Nella giornata del pi greco il tema del Carnevale della matematica numero 47 non poteva che essere sua maestà π. Perché è stato scelto proprio il 14 marzo per la giornata del pi greco? Be', il giorno è stato scelto dagli americani e loro la data di oggi la scrivono come 3-14. Mi pare una motivazione ragionevole no? E visto che il nome della celeberrima costante ricorre nel calendario potremmo anche dire che oggi è....
Udite, udite, anglofobi di tutto il mondo. Unitevi nell'uso del neoconiato neologismo. Come alternativa al Pai Day d'ora in poi potremo dire pigreconomastico.

Il buon Gianluigi Filippelli così introduce il mio contributo:
Uno degli storici contributori al Carnevale è, invece Dioniso, che dopo aver un po' filosofeggiato su La psicologia del numero decisamente fa sul serio con Tutto è numero, quarta parte di una serie di articoli di storia della matematica dedicati a Pitagora e alla sua scuola/setta. In questo caso ci racconta della storia della loro scoperta più grande, che non anticipo per non togliervi il gusto della scoperta e di una lettura come sempre godibile. 

Il carnevale si conclude segnalando il prossimo ospite.
E così siamo arrivati, questa volta sul serio, al termine dell'avventura, e mentre ci prepariamo mentalmente alla prossima edizione, che sarà ospitata dai MaddMaths!, ecco mi sembrava giusto concludere con l'Opera n.47 di Stefano Bollani, eseguita in questo video insieme con la Banda Osiris.
Buon divertimento e buone letture a tutti!
Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale

martedì, marzo 13, 2012

Privazione

Stanotte mi son svegliato di soprassalto e l'ho pensata.
Ora mi han detto che se n'è andata.
Proprio a quell'ora se n'è andata
Colei che mi levò per consegnarmi al mondo
Che incoraggiò ed ascoltò il mio primo respiro
e quello di molti altri
Ma mai l'agognato
E a me parte donò di quell'amore negato

Vadsø, Nobile e Amundsen (Norvegia 27)

12 giugno 2009

La penultima fermata della Nordkapp prima di raggiungere il capolinea è Vadsø.


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Lì scendiamo dalla nave perché vogliamo visitare il piccolo museo dedicato ad Umberto NobileRoald Amundsen, alla loro spedizione al polo nord con il dirigibile Norge nel 1926 e a quella più sfortunata del 1928 con il dirigibile Italia in cui l'esploratore norvegese morì. A Vadsø il Norge effettuò come noi la penultima fermata prima di percorrere gli ultimi 1.300 km che lo separava dal suo capolinea.


Non posso resistere all'acquisto di una maglietta nera con questo disegno.




Giornate precedenti ...

sabato, marzo 10, 2012

Frittura come ammazzacaffè


Oggi finalmente, dopo un paio di decenni, ho provato anch'io l'ebbrezza delle proverbiali gesta - ma non di certo eguagliandole - di un mio caro amico.
Mi scusino i non-sabinofoni, ma questa cosa la devo dire in dialetto: me só magnatu 'n frittéllu dopp'o caffè.
Li ho cucinati per il pranzo con gli ospiti. Li abbiamo mangiati come antipasto. Poi abbiamo gustato le fettuccine di Zucchero, i suoi involtini con contorno di piselli e funghi, la mia mousse scientifica al cioccolato e il caffè.
Alla fine, dopo che i graditissimi ospiti ci avevano lasciato, ho cominciato a riordinare la tavola. E alla vista di quei fiori avanzati, con quella pastella decentemente riuscita, non ho saputo e non ho voluto resistere.

martedì, marzo 06, 2012

Casa: primo piano

Ora c'è anche il nostro piano: il primo.
E per la prima volta al posto del nostro futuro appartamento vediamo qualcosa di diverso dall'aria. È proprio quello al primo piano che si vede nella foto sopra la A del cartello.
E brava l'impresa costruttrice. Ma anche noi non siamo stati da meno. Oggi siamo finalmente riusciti a portare a termine il lungo lavoro di traduzione/intermediazione tra architetto italiano e architetti tedeschi.
I teutonici ci hanno detto che hanno perso tre settimane di lavori a causa del grande freddo. Ma nonostante ciò credono di essere in anticipo. Dovremo quindi aspettarci una seconda rata anticipata e un possibile Natale con la casa nuova.
Aggiunta dell'otto marzo. Mi sono appena accorto che il nostro nuovo quartiere è anche su Wikipedia: Bahnstadt

Pitagora (quarta parte) - Tutto è Numero


Dopo aver gettato uno sguardo nella vita privata di Pitagora andiamo ad esplorare le sue scoperte e il suo pensiero.
Se qualcuno vi chiedesse: qual è la scoperta più importante del grande Pitagora? Che cosa rispondereste? Il teorema di Pitagora? In tal caso la risposta sarebbe sbagliata. Prima di tutto per una questione oggettiva che citavamo già qui: esistono documenti che precedono Pitagora di più di un millennio da cui si evince una conoscenza applicativa di quel teorema. Inoltre, pur volendo attribuire a Pitagora la paternità del teorema, o almeno della sua dimostrazione, la maggior parte degli storici della matematica probabilmente concorderebbe nell'assegnare il titolo di scoperta più importante di Pitagora a qualcos'altro. Andiamo allora a vedere che cosa sarebbe questo "qualcos'altro".
La  tradizione tramandata da Giamblico (245 – 325 d.C.) ci dice che Pitagora si accorse di un'inimmaginabile relazione tra suoni e numeri durante le sue passeggiate per le strade di Crotone. Il filosofo era solito passare nei pressi della bottega di un fabbro. E fu proprio lì che un bel giorno il suo sensibile orecchio fu particolarmente disturbato dalle differenze tra i suoni delle martellate che provenivano dall’interno della bottega: alcune combinazioni tra suoni risultavano gradevoli al suo sensibile timpano, erano cioè consonanti, mentre altre combinazioni lo infastidivano, erano cioè dissonanti. Da buon filosofo Pitagora si interrogò sulla causa di quella differenza e volle andare a verificare di persona. Entrato quindi nella bottega egli si mise ad osservare il lavoro dei fabbri e dopo un po' si accorse che l’altezza dei suoni dipendeva dai pesi dei martelli...
O almeno questo è quanto ci racconta la tradizione tramandata da Giamblico. Ma non sempre la tradizione riporta i fatti nel modo corretto. Sarà vero che la scoperta avvenne nella bottega di un fabbro? Non lo sappiamo con certezza, ma è bello pensarlo. Tuttavia, l'unica cosa del racconto di Giamblico che forse andrebbe corretta sono gli errori oggettivi. E allora riprendiamo la storiella aggiungendo solo una piccola correzione.
...Entrato quindi nella bottega egli si mise ad osservare il lavoro dei fabbri e si accorse che l’altezza dei suoni dipendeva dai pesi delle incudini. Incudini uguali producevano lo stesso suono. Quando invece un'incudine pesava il doppio dell’altra, cioè quando i rapporti fra i pesi erano 2 a 1, i suoni prodotti si trovavano a un’ottava di distanza (ad esempio come due do separati da sei tasti bianchi sul pianoforte). Il fatto dovette sembrare molto strano a Pitagora. Perché un fenomeno musicale percepito dal nostro orecchio dovrebbe essere correlato al rapporto fisico tra il peso delle incudini? E perché quest'ultimo dovrebbe essere a sua volta descritto attraverso un rapporto matematico tra i numeri 2 e 1? Perché una percezione puramente umana come quella della consonanza tra due suoni dovrebbe essere interconnessa con un determinato fatto fisico e con un preciso rapporto numerico? Si trattava di una coincidenza? Pitagora, ancora più incuriosito, proseguì le sue ricerche e si accorse che se le incudini erano in rapporto 3 a 2, cioè se il peso di  un'incudine era solo una volta e mezza il peso dell’altra, i suoni risultavano ancora consonanti, però stavolta l’intervallo musicale era quello di quinta, do-sol ad esempio. Pitagora si spinse oltre e provò il rapporto successivo: 4 e 3. E scoprì una nuova consonanza: la quarta; do-fa ad esempio. La sorpresa fu grande! Esisteva chiaramente un rapporto tra musica, fisica e matematica.
Inoltre questo rapporto lo si trovava anche altrove. Come nei movimenti e nelle orbite dei pianeti. Quest'ultima scoperta in particolare spinse i pitagorici a formulare l'ipotesi, che in questo caso però si rivelerà in seguito fallace, della produzione di una musica non udibile da parte dei corpi celesti. Ma questa è un'altra storia.
Ad ogni modo, la scoperta di queste connessioni fisico-numeriche condusse i pitagorici ad immaginare una generalizzazione per cui partendo a ritroso dalla matematica si sarebbero potuti interpretare tutti i fenomeni fisici dell’Universo. L’idea era molto affascinante. Attraverso la decifrazione delle proprietà dei numeri si sarebbe giunti a decifrare l’Universo. Fu ovvio quindi giungere alla conclusione che “Tutto è Numero”. Ed è proprio questa la grande scoperta dei pitagorici!
Così ne parla Kitty Ferguson nel suo bel libro "La Musica Di Pitagora".
«Pitagora e i suoi primi seguaci non erano neppure in grado di concepire quale immenso paesaggio si aprisse dinanzi alla porta da loro dischiusa. Da guizzi di indeterminazione inimmaginabilmente piccoli alle innumerevoli galassie, a dimensioni multiple, e forse fino a un'infinità di altri universi. Eppure numeri e relazioni numeriche sembrano aver guidato il cammino in questo labirinto dell'universo fisico con un'efficacia quale lo stesso Pitagora non avrebbe mai osato sperare.
Oggi molti scienziati e matematici aderiscono alla fede pitagorica secondo cui la verità dell'universo sarebbe intrinsecamente matematica e sarebbe quindi possibile cogliere frammenti di tale verità usando il nostro livello umano di matematica. Alcuni sottolineano che la matematica è l'unica disciplina in cui alcune cose sono indiscutibilmente vere, e non soggette all'opinione, mentre altri non lo concedono. Altri ancora ridefiniscono la "completa verità" come "verità" che gli esseri umani possono scoprire attraverso la matematica.»
Ma la Ferguson si pone pure una domanda in qualche modo correlata con l'approccio cognitivista alla matematica.
«Oppure..., forse i pitagorici hanno avuto una falsa intuizione, e noi abbiamo vissuto soltanto un sogno. Forse il mondo non è mai andato oltre un illimitato informe, e noi stiamo solo immaginando quella regolarità matematica, o la creiamo noi stessi. Forse la maggior parte di noi è troppo inebriata dalla musica di Pitagora per soffrire una crisi di fede.»

Ma tornando alla nostra storia, la conclusione che attraverso la decifrazione delle proprietà dei numeri si sarebbe giunti a decifrare l’Universo, spinse i pitagorici ad impegnarsi in una ricerca ossessiva di queste proprietà. La scuola si trasformò quindi lentamente in una sorta di setta di numerologi e il risvolto positivo di questa trasformazione fu la scoperta di molte proprietà dei numeri che quella ricerca ossessiva produsse.
Questo assetto della scuola funzionò senza grosse variazioni fino al giorno in cui un adepto della scuola si accorse della presenza di un grosso problema. E del fatto che quel problema si annidava proprio dentro il teorema del Maestro.  Dentro il teorema di Pitagora!

Ma questo lo vedremo nelle prossime puntate ...

Per chi invece volesse sapere come andarono le cose direttamente dalla voce di Pitagora può leggere Interviste impossibili: Pitagora nella bottega del fabbro.

Indice della serie

sabato, marzo 03, 2012

Se son meli spunteranno

È da una decina d'anni che faccio la spesa al mercato del quartiere. E dopo una serie di approssimazioni successive ho trovato il mio fruttivendolo preferito. Per la verità si tratta di una preferenza relativa. Infatti nel quartiere confinante c'è n'è uno che mi piace di più. E se poi ci spostiamo verso gli acquisti diversamente ecologici, c'è anche il mio amato fruttivendolo italiano.
Ad ogni modo, quello che volevo dire è che dal primo di questi fruttivendoli, dopo altre approssimazioni successive, ho trovato il mio tipo di mela preferito. Dolce ma non troppo e molto aromatica. Solo di recente, dopo anni che la mangiavo, mi sono chiesto come si chiamasse. E mi è anche venuta l'idea di comprarne una piantina a piantarla nel terreno si mio padre in Sabina.
Sono così venuto a sapere che la varietà si chiama Rubinette. Ho chiesto quindi alla fruttivendola se vendevano anche le piantine. Dopo una telefonata con il principale la signora mi ha reindirizzato presso la Bioland Baumschule Frank Wetzel.
Oggi pomeriggio mi sono quindi inoltrato per i campi di Neuenheimer Feld ed ho raggiunto la scuola. Lì ho appreso che le Rubinette sono state selezionate e brevettate da uno svizzero. E il signore mi ha detto che a loro non conviene comprarle, visto che la scuola commercia principalmente il risultato delle proprie selezioni e che per aver senso dal punto di vista economico dovrebbero ordinarne almeno un migliaio di piante.
Mentre tornavo a casa deluso e infelice un pensiero ingenuo ha attraversato la mia mente: ma se mangiassi una mela, togliessi i semi e li piantassi in un vaso otterrei delle piantine? Detto fatto. Tornato in casa ho avviato l'esperimento. Riuscirò a farla al brevettatore svizzero? Seguiranno aggiornamenti.

La musica del cuore

Tra questo pezzo e il mio cuore c'è un canale di comunicazione diretta. Senza mediazioni. Se per apprezzare la musica del più grande compositore del XX secolo devo far uso delle sovrastrutture culturali, qui no: questo Requiem va a pizzicare istantaneamente le corde più gravi della mia tastiera sentimentale. Specie quando lo ascolto dal vivo.



Ecco. In un mondo ideale cinematografico vorrei che questo fosse uno dei pezzi della colonna sonora che accompagnerà la mia partenza da questa Terra per raggiungere......
...la prima stazione umana su Marte, che avevate capito!? Dai, tra una ventina d'anni l'avremo costruita sta benedetta stazione marziana. E vi pare che nel 2032 un sessantenne non sarà in grado di compiere un viaggio interplanetario?
Concludo con il riferimento alla
LEZIONE DI MUSICA del 05/02/2012 - Giuseppe Verdi: La Messa di Requiem di Susanna Franchi
Per scaricare o ascoltare direttamente la puntata

giovedì, marzo 01, 2012

Impressioni di marzo

Oggi, come tutti i giovedì, alle 18:15 ho inforcato la bici per recarmi alla Deutschunterricht. Con sommo stupore mi sono accorto che era ancora giorno. Poi pedalando ho percepito per qualche istante quei caratteristici profumi. Ah, la primavera!...
Ma oggi è solo il primo marzo! Dunque; due giorni fa non percepivo l'odore della carta e ora percepisco quello della primavera.... Mah!

L'improvvisazione è una conditio sine qua non del jazz?

Stefano Zenni dice di no.
Stefano Bollani dice di sì.








Chi avrà ragione? Lo Stefano esimio musicologo esperto di musicologia afroamericana oppure lo  Stefano grandissimo compositore e pianista di musica jazz?

Sono un economista a mia insaputa

Secondo ebuzzing la tematica principale del Blogghetto sarebbe l'economia. Circa un quarto di quello che scrivo riguarderebbe la materia di Tremonti.

Mentre ad ognuna delle seguenti tematiche si potrebbe associare circa un decimo del contenuto del Blogghetto: cultura, tempo libero e scienza.
Mi chiedo chi abbia scritto l'algoritmo per la classificazione delle tematiche. Forse i consulenti di Scajola?