giovedì, maggio 31, 2012

Acquisto di pezzi di Parmigiano Reggiano per aiutare le aziende danneggiate dal terremoto

Un'amica mi ha girato questa iniziativa. L'ho anche condivisa su FB. Ora sto cercando un po' di amici in zona disposti a condividere l'acquisto di qualche chilo di parmigiano. Il caseificio contattato dal gruppo della mia amica (ROSSI F.LLI SRL) ad esempio può spedire il formaggio a "pezzi da 1 kg sotto vuoto in contrassegno in contanti o con assegno bancario in scatole da 18 kg al prezzo di 11,50 al kg". Ho già mandato un'email agli altri caseifici in lista per conoscere le loro condizioni e sapere se spediscono anche all'estero.

Da:

Per acquistare dai caseifici danneggiati
Alcuni caseifici danneggiati dal sisma si sono attivati per la vendita diretta di prodotto per far fronte ai danni subiti:

CASEIFICIO SANT'ANGELO S.N.C.
DI CARETTI DANTE E C. (Azienda Caretti)
Indirizzo VIA IMBIANI, 7
Comune San Giovanni in Persiceto - 40017 (BO) Telefono 051/824811
Indirizzo del negozio:  Via Zenerigolo 4/b – San Giovanni in Persiceto -   tel.  051/823198
Sito: http://www.aziendacaretti.it/
Email: terremoto@aziendacaretti.it

CASEIFICIO SOCIALE LA CAPPELLETTA
DI SAN POSSIDONIO SOC. COOP. AGR.
Indirizzo VIA MATTEOTTI, 80
Comune San Possidonio - 41039 (MO)
Telefono 0535/39084Email:   caseificiolacappelle@libero.it

CASEIFICIO 4 MADONNE
unità produttiva Via Camurana - Medolla
Email: info@caseificio4madonne.it
Punti vendita:
Via Panaria Bassa, 73 Solara di Bomporto (MO) 059/901608
Via Nazionale, 37/a Sorbara di Bomporto (MO) 059/902295
oppure per prenotazioni contattare l'ufficio a Lesignana
tel.  059 849468    -   chiedere del rag. Setti

CASEIFICIO SOCIALE SAN SIMONE
Via Garcia Lorca, 18 – Marmirolo  -  42123 Reggio Emilia
tel. e fax 0522 340129
Email: caseificiosansimone@alice.it   

LATTERIA SOCIALE LORA
Via 25 aprile, 24   -   42040 Campegine (RE)
tel. 0522 677529

CASEIFICIO ROSSI F.LLI SRL
Via Mandrio, 18    -   42010 Rio Saliceto (RE)
tel. 0522 699700 - fax 0522 631354
Email: rssflli@tin.it   



NB: il Consorzio non si occupa della commercializzazione e vendita di Parmigiano Reggiano; vi consigliamo quindi di chiedere DIRETTAMENTE AI CASEIFICI indicati quali siano le modalità di acquisto e la possibilità di spedizione.
Considerato il volume di richieste ricevute, vi chiediamo di pazientare nel caso le risposte da parte dei caseifici non siano immediate.Grazie ancora a tutti per la solidarietà dimostrataPer ulteriori informazioni: terremoto@parmigiano-reggiano.it

La Germania, l'Europa e l'Euro

Ho appena letto l'articolo che Andrea Mollica ha scritto sul blog di Gad Lerner: Die Zeit: i tedeschi votino sì o no all’euro. Andrea Mollica parla di questo articolo dello Zeit (Deutschland braucht ein Referendum über den Euro) in cui si invita la cancelliera Angela Merkel a prendere una posizione chiara su Europa, Euro e attuale crisi. Io ho l'impressione che la Merkel sia stata e continui a essere troppo attenta al suo cortile elettorale. Quindi per non perdere voti non fa nulla per frenare la deriva nazionalista e le vulgate quelli-del-sud-europa-sperperano-e-noi-dobbiamo-lavorare-come-muli-per-salvarli che ricordano molto gli slogan leghisti. Senza rendersi conto che forse sta buttando una grande opportunità per il suo paese. Come diceva Rusconi (cito a memoria): "dio bòno, i tedeschi in questo momento dovrebbero essere generosi, come lo furono gli americani ai tempi del piano Marshall", assumersi oneri e onori e prendersi la responsabilità di avere un ruolo giuda nell'Unione Europea.
L'articolo dello Zeit afferma che senza la volontà dei tedeschi di far quadrare i conti l'unione monetaria non avrà futuro. "Per salvare l'Euro ci vorrebbero più acquisti di obbligazioni da parte della BCE" e altre misure viste finora in Germania con molto scetticismo. Lo Zeit invita così la Merkel ad indire il prima possibile un referendum per far decidere ai cittadini tedeschi se vogliano o no continuare a sostenere l'euro.

Mi trovo molto d'accordo con questa proposta. Finalmente ci sarebbe una risposta definitiva: siamo dentro/siamo fuori

"Un referendum sull’euro non solo risolverebbe il difetto di nascita dell’unione monetaria ma manderebbe anche un chiaro segnale agli altri stati membri. Sì, la Germania non solo è pronta a fare molto per l’euro, ma il governo tedesco ha persino un’idea concreta su come rafforzare l’unione monetaria. Ora la cancelliera dovrebbe solo trovarla quell'idea. E se non la troverà, la Germania avrà presto molti problemi."

mercoledì, maggio 30, 2012

Esperimenti (armonici) con spettri artificiali - terza parte

- Oggi me lo dirai che cosa sono gli spettri artificiali? Oppure t'inventerai un'altra scusa come la volta scorsa?
- No, oggi te lo dirò. Allora, la prima idea in proposito venne ad un certo John R. Pierce nel 1966. Egli si chiese: se la consonanza tra due suoni dipende dalla coincidenza di una parte dei loro armonici, che cosa succederebbe se costruissi artificialmente dei suoni i cui armonici non siano multipli interi della fondamentale? Potrei riuscire a far percepire come consonanti anche due suoni il cui rapporto tra le frequenze non è espresso da numeri piccoli?
- Ah! Quindi è questo il famigerato spettro artificiale! Una serie di armonici costruita ad arte che non coincide con quella naturale. Allora il trucco sarebbe quello di spostare artificialmente gli armonici dei due suoni in modo tale da farli coincidere?
- Precisamente!
- Ma che significa che gli armonici non sono multipli interi della fondamentale?
- Vedi quel sintetizzatore? Con esso ho costruito un La modificato, la cui fondamentale è di 225 Hz invece dei 220 Hz dello standard, ma i cui armonici non sono multipli interi della fondamentale.
- E cioè?
- Cioè, invece di aggiungere ogni volta 225, ho aggiunto ogni volta  225x(43/45), che poi sarebbe 215, ottenendo così questo nuovo spettro
225 Hz, 440 Hz, 655 Hz, 870 Hz, 1085 Hz, 1300 Hz, 1515 Hz, 1730 Hz...
- Ho capito. Hai contratto lo spettro! Si vede subito se confronto i numeri con quelli degli appunti che ho preso la volta scorsa:
225 Hz, 450 Hz, 675 Hz, 900 Hz, 1125 Hz, 1350 Hz.
- Proprio così! E posso compiere un'azione analoga sul La 440 sommando ogni volta 440x(43/44) invece di 440 in modo da ottenere 440 Hz, 870 Hz,  1300 Hz,  1730 Hz...
- Ah! Così coincidono con gli armonici del La 225 modificato!!
 - Ebbene sì! Ora andiamo a suonare questi due La modificati al sintetizzatore.
Leeeeeeee 
Laaaaaaa
 - Allora?!
- Be', suona un po' strano ma non è fastidioso. Non lo definirei dissonante. Solo che ....
- Che cosa?
- Be', non penso che a Pitagora sarebbe piaciuto molto vedere dei rapporti di 43/45 e 43/44.
- Penso proprio di no. Sicuramente avrebbe preferito l'1+1=2 all'1+43/45 =88/45. Ma la cosa pare comunque funzionare... Anche se non così bene come nel caso dei rapporti pitagorici... E poi in realtà in questo caso si tratta solo di un esperimento. C'è invece un aspetto fondamentale della moderna intonazione che avrebbe fatto proprio infuriare Pitagora.
- E cioè?
- Be', la scala che tutti gli strumenti ad intonazione fissa come il pianoforte usano da qualche secolo si chiama scala temperata.
- Scala temperata? Mi sembra di averne sentito parlare. Ha a che fare con Il clavicembalo ben temperato?
- Direi proprio di sì. Secondo alcuni quel pezzo fu scritto da Bach proprio per mostrare che era possibile usare la scala temperata per suonare in tutte le tonalità; visto che costruire e suonare strumenti a tastiera con intonazione Pitagorica risultava troppo complicato. Guarda questa foto dell'armonium di Colin Brown!
- Be' effettivamente....
Si decise così di adottare il compromesso delle scale temperate. E in particolare negli ultimi due secoli il temperamento equabile è andato affermandosi sempre di più tra i vari tipi di temperamento. Nel temperamento equabile l'ottava è suddivisa in dodici parti uguali. E per passare dalla frequenza di un suono a quella del suono immediatamente successivo si moltiplica per la radice dodicesima di 2.
- Per la radice dodicesima di 2!!?? Per un numero irrazionale!!??
- Sì, è proprio per questo che le ossa di Pitagora si staranno ancora rigirando nella tomba.

- Sono sconvolta.
- Ma non è finita qui. Sugli spettri artificiali sono stati effettuati molti altri esperimenti. E uno dei più interessanti è proprio quello in cui la scala temperata viene espansa insieme agli armonici di ogni singolo suono della scala.
- E cioè?
- Cioè, invece della radice dodicesima di 2 si usa la radice dodicesima di 2,1 (cioè di 21/10).
- Oh, mio dio! Sempre più complicato!
-  Mah, solo un pochino. Comunque, dopo questa sostituzione si prova ad eseguire un corale di Bach a quattro voci in quattro versioni diverse.
  1. Nel modo classico. Cioè, con la scala temperata tradizionale dove gli armonici di ogni suono sono quelli naturali.
  2. Con la scala  temperata tradizionale ma con gli armonici espansi in modo tale che il secondo armonico è 2,1 volte la frequenza della fondamentale, il quarto è 4,41 volte e così via.
  3. Con la scala espansa attraverso la radice dodicesima di 2,1 ma con gli armonici naturali.
  4. Con l'espansione di entrambi: scala e armonici
- Interessante! A intuito direi che... Be', chiaramente la prima versione suonerà normale al nostro orecchio. E forse la quarta potrebbe essere consonante. Ma la seconda e la terza?
- Non hai che da ascoltarle! Su questa pagina troverai l'esecuzione del corale di Bach eseguita nelle suddette quattro versioni nell'ordine 1, 4, 2 e 3.
....
- Eh sì, mi pare proprio che la quarta sia consonante... Anche se suona un po' strana.
- Sì, è chiaro. L'orecchio percepisce lo stiramento. Ma il fatto sorprendente è che non appaia dissonante nonostante gli strani rapporti tra le frequenze.
- Però la seconda e la terza sono veramente terribili. Non so dire quale sia più dissonante. Forse la terza.
- Be', sì, c'è un limite a tutto. Il pitagorismo alla fine un suo senso ce l'ha. Anche se non è esattamente quello che immaginavano i pitagorici. Ad ogni modo, se vuoi saperne di più ti consiglio la lettura del capitolo 4.6 del libro Music: a Mathematical Offering.

domenica, maggio 27, 2012

KulturFestival Italia: Tarantole, tammorre e tarantelle

Devo confessare che è stata molto dura. Soprattutto negli ultimi due giorni di festival. Sono state giornate di stress ed emozioni forti. Ma alla fine  siamo rimasti tutti molto soddisfatti.

I Dissonanti sono arrivati sabato 19 verso le 19 dopo un viaggio in autobus di più di 1200 Km in 18 ore. Ad accompagnarli un gruppo di circa trenta affezionati pieni di allegria e voglia di ballare e di divertirsi. Tra di loro anche l’assessore alla cultura, a rappresentare il comune di Arce. Ed è pure grazie al generoso contributo del comune e del sindaco che siamo riusciti ad organizzare questo evento.
Qui avevo già raccontato parte dell'odissea organizzativa dell'evento. E l'odissea ha raggiunto il suo acme proprio sabato sera. Pensavo che saremmo riusciti a sistemare tutto, gruppo ostello 1, gruppo ostello 2 e tre gruppi case private, in un'ora circa. Ma di ore alla fine ne sono servite più di quattro. Il mio cellulare sembrava impazzito e le intemperie hanno causato problemi aggiuntivi di coordinamento tra i due eventi in corso e l'arrivo del gruppone. Stavamo quasi per prenderci a male parola e abbiamo anche dovuto annullare la breve incursione programmata per la pausa dell'altro concerto.
Ma come tutte le odissee anche questa ha un riscatto finale.

E il lungo riscatto comincia nel primo pomeriggio della domenica. Quando, dopo il pranzo al Karlstorbahnhof preparato da Zucchero, partiamo con la sfilata "inautorizzata" per il centro di Heidelberg. I Dissonanti che sfilano e suonano mentre il seguito canta e balla riempiendo la Hauptstrasse di gioia. Uno spettacolo indimenticabile che anche nei miei scenari più ottimistici non avrei mai osato immaginare.
L'immagine del corteo in attesa al semaforo rosso della Karlstor è una delle più emblematiche. Ma da bravi akantiani, non appena il flusso automobilistico cessa si riparte. E si prosegue ballando, cantando e conversando. Ascolto i fantastici racconti delle avventure occorse la sera precedente.
Tra le festose scorribande degli affezionati dei Dissonanti, muniti di organetti, tamburelli e copricapi di palloncini, si enumerano incursioni in diversi locali del centro e addirittura un ingaggio a pagamento per un'improvvisata coreo-musicale ad una festa di compleanno.
Ma forse la storia più bella è quella del gruppo di turisti orientali coinvolti nella pizzica e nella ballarella.
Purtroppo tra i racconti ascolto anche quello dell'intervento della Polizei, forse a seguito di una chiamata, volto a reprimere il tentativo musico-insurrezionale di una delle tante cellule coreo-musicali impazzite. La Polizei è comunque clemente. Fornisce solamente informazioni sulla precisa regolamentazione delle espressioni artistiche per le vie del centro e dota il pericoloso gruppuscolo anarchico di mappa con luoghi e orari delle possibili esecuzioni.
Il racconto mi preoccupa un po' e chiedo ai Dissonanti di suonare con un più discrezione, ma qualcuno mi fa notare che il mio invito è un ossimoro. Comunque allunghiamo il passo per ridurre la possibilità di ulteriori chiamate alla Polizei.

Poi, all'altezza della Heiliggeistkirche, propongo una deviazione verso la strada parallela. E provo un po' di sconcerto quando un'amica tedesca mi dice: Ma dai! Che importa se ci fanno la multa. Facciamo una colletta e la paghiamo.
Ma che succede!? Stiamo forse trasformando Heidelberg in una pericolosa avanguardia di sregolatezza mediterranea!?
Comunque alla fine arriviamo incolumi sulla piazza del mercatino dove le colleghe volanti ci salutano dalla loro bancarella. Bancarella che il giorno prima mi ha visto protagonista di una memorabile esecuzione de La Tartaruga al mio recente acquisto: il pbone verde.
E lì, sulla Friedrich-Ebert-Platz, tra le bancarelle del mercatino toscano, si suona, si canta e si balla.
Poco prima delle tre ci rincamminiamo verso Karlstorbahnhof, luogo del laboratorio danze e concerto.
Alla lezione non siamo in molti. Poco più di dieci credo. Ma gl'insegnanti sono bravi e si balla parecchio. Io, in particolare, ballo con molta energia e alla fine le endorfine mi chiudono lo stomaco. In questi casi so che non dovrei mangiare ma verso le 19, mentre sistemo gli avanzi della cena del gruppo, la tentazione è troppo forte, e ingurgito tre penne della pasta al forno di Zucchero. Mai decisione fu più sbagliata. Mi parte un fastidioso mal di stomaco.  Il concerto dovrebbe cominciare alle 20 e io a quell'ora sono ancora molto sofferente.
Sto pensando di annullare il discorso di ringraziamento. Ma fortunatamente il  gruppo dei trenta affezionati è in ritardo. Arrivano alle 20:30. Dieci minuti dopo la scomparsa del mio mal di stomaco. E allora il discorso si tiene! Mi metto d'accordo con Chiara, Brigida e Alvaro: i Dissonanti eseguiranno un pezzo e quindi noi saliremo sul palco. Il livello di emozione è intenso e per la seconda volta in poche ore cedo a una tentazione: non resisto al richiamo del ritmo e mi metto a ballare.
Il pezzo cessa e saliamo sul palco. Parlare in pubblico è sempre fonte di ansia per me. Ma di solito riesco a dominarle bene. Quello che invece questa volta non riesco a controllare è il fiatone causato dallo sforzo fisico del ballo. Credo di aver trasmesso un'impressione di forte tensione. Me lo conferma Alvaro: "all'inizio stiv' tirat' com' 'na corda 'e viulino". Ma dopo la prima traduzione di Chiara il respiro torna normale. Ringrazio Alvaro, artefice dell'organizzazione cisalpina dell'evento, sindaco, assessore, soci, collaboratori e pubblico. Poi la parola passa a Brigida. Ricevo tre copie della storia di Arce, una delle quali finirà nella biblioteca comunale di Heidelberg. E infine parla Alvaro. Le parole di Brigida e di Alvaro mi emozionano.
Ma dopo i discorsi si passa all'azione.
Si va avanti ballando per ore.
Pizzica, tammurriata, ballarella e tarantella.
I Dissonanti sarebbero andati ancora avanti per ore. Ma gli orari qui sono un po' più restrittivi e verso le 23:30 dobbiamo chiudere.
Molti tra il pubblico condividono con me commenti pieni di entusiasmo per quella musica e per il cuore e la passione mostrati dal gruppo. Una signora tedesca amante dell'Italia mi ha detto: è stato proprio bello! mi sembrava di essere in Italia negli anni della mia giovinezza. E io personalmente ho provato quel tipo di emozioni che non si cancellano con gli anni. Credo che per molti questa presenza dei Dissonanti a Heidelberg rimarrà un evento indimenticabile.
E dopo tutte le fatiche condivise un'abbraccio con Alvaro non poteva mancare. Un grazie di cuore a Dissonanti e amici. Avete portato il calore della nostra patria.

Il resto delle foto e dei video le trovate sul sito dell'associazione Volare di Heidelberg e anche sui tre album del fotografo Franco Caracci (Heidelberg - "in giro per la città"Heidelberg - "L'anteprima"Heidelberg - "Il concerto"). 

venerdì, maggio 18, 2012

KulturFestival Italia: Cavour e Bismarck - Asimmetrie e Convergenze - Gian Enrico Rusconi

L'incarico pomeridiano di ieri per me e Zucchero era andare ad accogliere il professor Gian Enrico Rusconi all'aeroporto di Francoforte. Dopo un breve disguido iniziale dovuto a un equivoco di porte d'uscita recuperiamo l'emerito professore.
Il viaggio fila liscio e dialoghiamo piacevolmente. Dopo i consueti aggiornamenti atmosferici il discorso finisce inevitabilmente sui temi evoluzione/involuzione della cultura tedesca e rapporti tra Italia e Germania. Negli ultimi anni mi è capitato più di una volta che amici e familiari mi rimproverassero troppa severità nel giudicare l'involuzione della cultura tedesca che sto osservando da qualche tempo. Ho espresso le mie osservazioni al professor Rusconi, uno dei massimi esperti italiani di politica, storia e cultura tedesche, forse speravo un po' in un smentita, ma purtroppo il professore si è trovato d'accordo su quasi tutte le mie osservazioni. E anzi, ha detto che una simile involuzione nazionalista lui la registra addirittura tra i suoi colleghi più giovani. Quindi anche tra l'élite degli intellettuali. E la cosa lo preoccupa.
Forse proprio questa discussione in auto potrebbe aver ispirato la sua breve introduzione alla relazione. Il professore ha infatti espresso il suo disagio nel non riconoscere più la cultura tedesca che lui ha amato e conosciuto molti anni fa. E alla fine ha detto che quell'introduzione è stato un fuori programma improvvisato. Ho ripreso questa breve introduzione. Se volete potete riascoltarla o qui oppure nel video inserito qui sotto.

In tutto il professore ha parlato per quasi due ore. Ma, nonostante la complessità del tema non è mai stato noioso. Al contrario ha mantenuto vivissima l'attenzione con un eloquio che alternava fatti storici, osservazioni personali, passione, umorismo e raffronti tra presente e passato. Scherzandoci un po' sopra poi il professore ci ha detto che i tedeschi lo etichettano sempre come tempermentvoll.
Il suo discorso mi è piaciuto talmente tanto che a un certo punto mi sono messo a prendere appunti (soprattutto i concetti che più mi colpivano) come ai tempi dell'università. Li riporto per la cronaca in fondo a questo articolo.
Anche la cena con professore, pianisti e colleghe volanti è stata piacevole.










Gian Enrico Rusconi Cavour e Bismarck – Asimmetrie e Convergenze 
Appunti presi al volo (soprattutto i concetti che più mi colpivano) durante l’interessantissima conferenza "Due modelli di leadership politica: Cavour e Bismarck"
18 maggio 2012 - DAI Heidelberg
Abbreviazioni: C: Cavour – B: Bismarck – G: Garibaldi – M: Mazzini

Il concetto storico di Italia e Germania come verspätete Nationen (nazioni arrivate in ritardo) merita di essere approfondito attraverso tre riflessioni.

1. Le asimmetrie temporali: Unità Italia 1861 – Confederazione tedesca 1867, Unità dell’impero 1871 2. Le due unità nazionali non sono solo processi interni ma sono inquadrati nel conflitto delle potenze europee…
 …Si rimprovera sempre all'Italia di essersi schierata da una parte o dall'altra a seconda delle convenienze. Ma ci si deve sforzare a capire la grande complessità della realtà italiana. Complessità dovuta per buona parte all'oggettiva posizione geopolitica dell'Italia. A metà strada tra continenti e culture molto diverse.
3. Il processo converge nell'alleanza militare del 1866 tra Piemonte e Prussia. La Prussia trionfa ma l’Italia fallisce a Custoza. Bismarck avrebbe attaccato l'Austria solo se ci fosse stata l'Italia.

Le due personalità sono asimmetriche.
Cavour, Mazzini e Garibaldi si odiavano ma erano uniti sull'ideale dell'unificazione.
Garibaldi capisce che per unire ci si sarebbe dovuti alleare con Cavour: mai andati contro il parlamento.
Bismarck detestava il parlamento ma non l'ha mai chiuso. L'idea che lo si possa vedere come predecessore di Hitler è sbagliata.
La macchina da guerra prussiana ha fatto la Germania.
Con tutti i suoi limiti il sistema italiano è una monarchia parlamentare. La Germania è semi-
Cesaristi: rispettano formalmente la struttura del parlamento ma mirano molto al populismo. Cesarista: persona che non distrugge lo stato corrente ma lo condiziona fortemente. Oggi lo chiamiamo populismo, ma senza un Cesare non c'è populismo.
Nella seconda metà dell’ottocento si cominciano a usare i moderni termini politici ma con significati un po' diversi. Perfino il concetto di opinione pubblica è cambiato totalmente.
C e B: in entrambi si parla di cesarismo e populismo ma in modo diverso. C non è mai stato un mito paragonabile a B tanto meno paragonabile a G. Lincoln chiese a G di combattere in USA contro i sudisti. G disse avrebbe accettato solo se lo avessero fatto capo di tutto.
Il mito di B è scaduto. C non lo è mai stato. G onesto, M profeta. Rusconi odia i profeti.
La chiesa sbaglia tutto e lì è la radice di tanti mali che verranno dopo. C era laico e voleva ridurre potere temporale chiesa.
Né C né B inventano la Nazione (italiana o tedesca). L'idea c'era già. I borghesi e gli studenti vanno con G ma non i contadini. Nessuno sospettava che il meridione fosse ciò che era. Massimo D'Azeglio. C e B creano lo stato su una nazione preesistente. Senza guerra non ci sarebbe stata nessuna unità nazionale.
C liberale, B illiberale.
 Unificazione nazionale italiana tra 1859-61. La struttura istituzionale esportata e impone il modello del regno sardo.
Germania rimane una confederazione tra due poli: Prussia e Austria. Solo l'azione di B fa prevalere la guida prussiana.
Governi della confederazione tedesca: quelli liberali ammirano la rivoluzione Italiana, gli altri no.
Si diceva: "il Reno si difende sul Po". Allora capite perché la seconda guerra d'indipendenza si ferma. Napoleone 3 si ferma perché teme di trovare i prussiani e i bavaresi sul Mincio e allora pace.
Grossa importanza della Francia per la storia tedesca. Italia in posizione sempre un po' dipendente. Stessa dinamica oggi in Merckel, Holland, Monti.
B ha come obiettivo l'espulsione dell'Austria dalla confederazione tedesca. Prima cosa far fuori l'Austria quindi si allea con C.
1860 B dichiara che è opportuno che si formi un regno d'Italia. A lui interessa come cuneo tra Francia e Austria. B non vuole seguire il modello di C.
"Abbiamo bisogno di un C tedesco". Persino nel 1866 un liberale tedesco scrive: "come ho invidiato gli italiani, come ho desiderato un C o G tedesco". Poi di colpo è comparso B. Il liberale è disposto a sacrificare il suo liberalismo di fronte a B. La tragedia del liberalismo tedesco. Il liberalismo non riuscirà mai ad affermarsi in Germania per questo. Ma B non era un protonazista. B governa a prescindere dalle decisioni del parlamento, ma non è la rottura.
B: “La Germania non guarda al liberalismo della Prussia ma alla sua potenza. Non si decide con la maggioranza ma con il ferro e il sangue.” Non è tirannia ma cerca di convincere il parlamento.
C non avrebbe mai detto cose del genere, ma alla fine anche lui usa la violenza. Quanto a chiacchiere in parlamento C era maestro.
Differenza tra liberale e illiberale ma lo strumento è comune: la guerra.
Idea diversa di popolo e del suo manifestarsi.
Per C il popolo è parlamento e opinione pubblica. Combatte contro movimenti radicali. Se i garibaldini nel 1861 fossero scesi in piazza per evitare unità C avrebbe mandato l'esercito. G intuisce e si adegua.
Per B il popolo sono i sudditi fedeli al re. Si mobilita contro i democratici. Aprile 1861 prussiano scrive “parlamento: casa delle chiacchiere”.
Agli antipodi C. 6 mesi prima di morire: “Non ho fiducia nelle dittature. Sono figlio della libertà e ad essa devo tutto quello che sono”.
Se avessero potuto gli italiani avrebbero scelto G come dittatore.
B introduce il suffragio universale con il parlamento diviso in tre classi perché pensa che il popolo voterà per il re e per l'esercito. B gioca su complessità istituzionale e populismo.
1882 Italia 12% votava.
Verso la fine del secolo il modello prussiano attrae la classe dirigente italiana: con Crispi.
Domanda Ivana: Noi non siamo dei fanfaroni. Italiani sono pragmatici. I tedeschi sono idealisti. In Italia l'ideale non ha trainato un popolo. Che cosa dovremmo fare in Italia? A chi dovremmo riferirci per tornare a qualcuno come C?
Rusconi: C non appartiene più al nostro mondo. Lui si sarebbe offeso a sentirsi definito un idealista. I tedeschi hanno un forte senso di appartenenza nazionale che spesso sfocia nel nazionalismo, ma questa involuzione ha portato questo paese a due disastri. Questa estrema dedizione alla comunità ha portato questo paese a due esperienze mortifere. Ho combattuto anni contro stereotipi, ma sono tornati.
La Lega: chi avrebbe immaginato che sarebbero finiti con questo familismo di stampo meridionale. Le cose della lega si dicevano all'oratorio ma poi ci si autocontrollava e a scuola si diceva altro? Gli italiani sono davvero difficili da interpretare. Unità di costumi ma grandi differenze e complessità. Non sono in grado di fornire una risposta esaustiva. Monti e Fornero sono nella linea di Cavour. L'irrazionalismo porta alla Lega e al grillismo. Oggi nessuno può fare la politica di C né di giolitti né di De Gasperi. Si è perso lo spazio di libertà del nostro governo. Pensa che sia diverso in Germania? Apparentemente sembra che abbiano più spazio.

KulturFestival Italia: inaugurazione e conferenza

L'inaugurazione di ieri è andata bene. Bravissimi i pianisti e bella come al solito l'atmosfera. Anche il rinfresco finale offerto da Volare è stato molto apprezzato. E nuovi contatti sono stati allacciati. Grazie a tutte le colleghe volanti e a tutti i soci e gli amici che ci hanno aiutato.
Anche la conferenza di Rusconi di stasera è andata molto bene. Al di sopra delle aspettative. Ma di questo parlerò in un'altra puntata.

mercoledì, maggio 16, 2012

KulturFestival Italia: il grande giorno dell'inaugurazione!

Si parte tra due ore con il concerto Concerto per pianoforte con Alessandro Commellato e Lorenzo Marini.- Hilde-Domin-Saal – Stadtbücherei (Poststraße 15 · 69115 Heidelberg).
Zucchero è stata impegnata tutto il fine settimana nella preparazione dell'aperitivo di stasera e del pranzo per il gruppo di domenica. Ora sta infornando.
Nella foto il manifesto (opera delle eccezionali colleghe volanti) affisso dalle parti della piazza centrale di Heidelberg.
Chiuderemo domenica con Tarantole, tammorre e tarantelle
Danze popolari italiane con I dissonanti. Sì, quello organizzato da me per la parte transalpina e da Alvaro (con il gentile supporto di sindaco e comune di Arce) per la parte cisalpina.
Se volete dare uno sguardo al volantino (magistrale opera delle colleghe volanti) con programma accomodatevi pure: fronte, retro.
Se troverò il tempo tra le migliaia di cose da fare magari scriverò qualche aggiornamento.

lunedì, maggio 14, 2012

Carnevale della Matematica #49: famolo strano

Il Carnevale della Matematica numero 49 di  maggio è dedicato ai "numeri strani"!
Ad ospitarlo è  .mau. sulle sue Notiziole.

Così .mau. introduce il mio contributo (in tema se vi pare):

Sul suo Blogghetto, Dioniso continua le lezioni di Eratocle. Questo mese il tema sono le terne pitagoriche, dove il povero studente Eurito si trova alla fine della lezione uno scherzetto propinatogli dal suo insegnante. Dioniso si chiede se le terne pitagoriche siano numeri abbastanza strani (sì, il tema del Carnevale erano appunto i numeri strani): la risposta è "sì, se tu lo vuoi". In fin dei conti, la stranezza dei numeri è negli occhi di chi li guarda...

Il carnevale si conclude segnalando il prossimo ospite.
Ricordo che il Carnevale di giugno (il Giubileo!) sarà ospitato da Rosalba, e che la lista dei Carnevali è reperibile qua. Buona matematica a tutti!
Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale

Esperimenti (armonici) con spettri artificiali - seconda parte

- Passata la stanchezza?
- ?
- No, per il discorso degli spettri artificiali. Dicevi che eri troppo stanco per spiegarmeli.
- Ah,sì.
- La volta scorsa mi hai spiegato che ogni suono può essere scomposto in una somma di suoni puri. Cioè in una somma di note di altezza maggiore a volume progressivamente più basso. E che l'insieme di questi suoni puri si chiama lo spettro del suono di partenza.
- Buona memoria eh!?
- Sì, quando le cose m'interessano le ricordo facilmente. Ora che so che cos'è lo spettro vorrei capire che sono questi spettri artificiali.
- Bene. Allora ripartiamo da quel La caratterizzato da 440 oscillazioni al secondo (440 Hz)
- Avevamo detto che a quella vibrazione di base, detta fondamentale, si sovrappone una serie di vibrazioni più acute ma d'intensità via via più bassa. Quindi sopra a quel La 440 si troverà anche il La all'ottava sopra (440x2=880), poi il Mi successivo (440x3=1320), il La successivo (440x4=1760) e così via.
- In altre parole, ogni armonico ha una frequenza che è un multiplo della fondamentale, no?
- Esattamente. E sembra che sia proprio questa la causa per cui il nostro orecchio percepisce alcuni intervalli come consonanti e altri come dissonanti.
 - Consonanti? Dissonanti? Ma che significa?
- Facciamo così: te lo faccio sentire! Allora, quello strumento che vedi sul pianoforte è un accordatore digitale. Prova a suonare questo La.
Laaaaaaaa
- Ah! L'accordatore mostra proprio 440, cioè la frequenza della nota.
- E certo! Con quello che mi è costata l'accordatura di ieri ci mancherebbe solo che mostrasse qualcos'altro. Vabbè, lasciamo perdere.
Ma ora tu suona di nuovo quel La mentre io suonerò al trombone il La 220. Cioè quello che si trova qui: a sette tasti bianchi a sinistra del tuo. Quella che si chiama l'ottava inferiore. Dopo aver intonato quel La comincerò ad accorciare molto lentamente la pompa del trombone in modo da far crescere a poco a poco la frequenza della nota. In realtà inizierò. con una frequenza poco più bassa. Diciamo 215. Fino ad arrivare a 230. Mettiamo l'accordatore vicino alla campana del trombone, così vedrai quello che succede alle diverse frequenze. Vai!
Laaaaaaaa 
Lauauaaaaaaaaaaauaaaauaaauaauauauaua 
- Allora?! - Be', all'inizio eri stonato e il suono ondeggiava fastidiosamente, poi quando sei arrivato ai 220 Hz eri perfettamente intonato e infine il suono ha cominciato a ondeggiare di nuovo in modo sempre più rapido.
- Bene! Vedo che hai anche un ottimo orecchio. Ecco, quando mi trovavo a 220 Hz il tuo La e il mio La erano in perfetta consonanza. Dopodiché siamo andati in dissonanza.
E quegli ondeggiamenti che hai sentito si chiamano battimenti. Eccoli schematizzati in questo grafico. Si producono quando due suoni non sono perfettamente intonati tra di loro. Capito ora che significa che un intervallo è consonante o dissonante?
- Credo di sì. Sono consonanti quelle note che suonate insieme risultano gradevoli all'orecchio e dissonanti quelle che producono una sensazione più aspra.
- Sì. Più o meno. E l'intervallo che abbiamo suonato si chiama di ottava perché La Si Do Re Mi Fa Sol La sono otto.
- Quindi se avessimo suonato Re e La sarebbe stato un intervallo di quinta? Per il fatto che Re Mi Fa Sol La sono cinque?
- Brava, hai afferrato subito.
- Quindi mi dicevi che il nostro orecchio percepisce alcuni intervalli come consonanti e altri come dissonanti proprio perché ogni armonico ha una frequenza che è un multiplo della fondamentale?
- Sì è proprio così. Considera infatti che le frequenze degli armonici del tuo La erano 440 Hz, 880 Hz, 1320 Hz e 1760 Hz, mentre quelle del mio La erano 220 Hz, 440 Hz, 660 Hz, 880 Hz, 1100 Hz, 1320 Hz....
- Ah! Ho capito! In qualche modo gli armonici del mio La erano contenuti in quelli del tuo La!
- Sì, hai capito perfettamente. Quando invece ho suonato a 230 Hz la serie che ho prodotto era: 230 Hz, 460 Hz, 690 Hz, 920 Hz, 1150 Hz, 1380 Hz...
- Quindi gli armonici erano tutti diversi....
- Sì, e questo affollamento di frequenze provoca quella sensazione di asprezza nel nostro orecchio che ci porta a classificare quegli intervalli come dissonanti.
- Ma allora è questa la spiegazione della scoperta di Pitagora!!! Quando il rapporto tra le frequenze è espresso da numeri piccoli i suoni sono consonanti perché molti dei loro armonici coincidono!
- Sei un'allieva eccezionale! È proprio così. Anche se questa spiegazione Pitagora non la conosceva. E a partire da questo fatto e da altre osservazioni arrivò a formulare proprietà cosmogoniche per i numeri stessi. Ma questa è un'altra storia.
- Ho capito. Quindi, ricapitolando. Ora so che cosa sono gli spettri e so anche che cos'è la consonanza e la dissonanza. Quello che mi manca ancora è: che cosa sono questi diavolo di spettri artificiali?
- Scusa, mi squilla il telefono. Devo andare.

Terza Parte

domenica, maggio 13, 2012

Nantes

6 maggio



All'interno del castello mostra sul traffico di schiavi dopo la scoperta delle Americhe. Apprendo cose interessanti. Sembra  che quello di Nantes e quello di Bordeaux fossero i porti di riferimento del traffico francese di schiavi. Non immaginavo che anche la Francia avesse avuto un ruolo importante in questo commercio.
Cathédrale Saint-Pierre-et-Saint-Paul de Nantes
Ciò che più mi ha stupito dell'interno è stata l'altezza del soffitto. Credo che sia la più alta navata gotica che io abbia visto. Controllando ho visto che parliamo di 37 metri e mezzo.

sabato, maggio 12, 2012

Nozze in Vandea

5 maggio

Eglise Saint Pierre des Lucs - Les Lucs-sur-Boulogne. Come si suol dire? Sposa bagnata sposa fortunata?
Gli sposi
 Le Domaine de La Corbe
Attesa perplimente sotto la pioggia. E poi ci dicono che questa è la zona meno piovosa della Francia.
Banchetto. Ho mangiato una cosa ma non capivo che fosse. Poi ho capito che si trattava di foie gras. Mesi di dieta anticolesterolo buttati al vento.
Commensali internazionali molto socievoli e simpatici.
Piramide di bicchieri seguita da ballo. Abbiamo appreso che lo stile di ballo francese è il rock 'n' roll. Indipendentemente dalla musica.

venerdì, maggio 11, 2012

Casa: i nuovi vicini

4 maggio


I discorsi autocelebrativi di capo impresa costruzione, sindaco, banchiere, capo architetti, ecc. sono stati noiosissimi. Visto soprattutto che la lingua era il teutonico altisonante.
Abbiamo dovuto sorbirci anche il discorso in versi del capo mastro in tenuta da corporazione con annesso teatrale scolamento di innumerevoli bicchieri di vino durante le brevi pause della recitazione. Alla fine abbiamo temuto molto per la sua integrità, ma è riuscito a tornare sul cemento scavalcando agilmente tubi e palanche. Quindi o era vino teatrale oppure il capo mastro regge l'alcol in modo sovrumano.
Ad ogni modo, io credevo che ci avrebbero solo mostrato gli interni della nuova casa. Invece, dopo gl'interminabili  discorsi, era previsto anche un pasto da consumare con i futuri vicini al tavolo assegnato alla propria palazzina. Penso che tutto fosse scritto nell'invito da me letto forse a volo di uccello troppo rapido. Infatti i nostri vicini di pianerottolo erano preparati e organizzatissimi. Pensate, avevano anche creato un foglio con foto di famiglia e pizzini asportabili con i loro contatti. Comunque ci sono sembrati molto simpatici e disponibili. Abbiamo anche scoperto di aver ben una conoscente/insegnate e un amico/collega in comune. Speriamo mantengano le aspettative. Ma vista la situazione attuale sarebbe proprio difficile trovare di peggio.
Ah, gli ho anche citato il fatto che suono il trombone. Gli ho detto: lo so che non è una cosa bella da dire a un futuro vicino, però sappiate.... La cosa ha provocato ilarità. Chissà che cosa produrrà nel futuro.

venerdì, maggio 04, 2012

Lauree ittiche extracomunitarie

Ho espresso diverse volte l'assoluta contrarietà all'approccio di alcuni sistemi educativi, come quello del paese in cui vivo, che si arrogano la facoltà di poter prevedere le future capacità intellettive di un essere umano giudicandolo a 9 anni attraverso discutibilissimi criteri.

Ora posso infine mostrare un controesempio emblematico. Voi avreste mai pensato che uno studente... ma facciamo pure i nomi: tali eccellenze vanno pubblicamente lodate e proposte come modelli. Voi avreste mai pensato che Renzo Bossi detto il trota, diplomatosi in Italia a 21 anni nel luglio 2009 dopo due bocciature alla maturità, potesse laurearsi poco più di un anno dopo superando 29 esami in 14 mesi e tutti in una barbara lingua extracomunitaria, che lo studente ha dovuto apprendere nel frattempo probabilmente insieme alla lingua italiana stessa (a meno che non esistano grammatiche Varesotto-Albanese)?
Eppure Renzo Bossi detto il trota ce l'ha fatta!


mercoledì, maggio 02, 2012

Il nostro condominio

Nel giro di pochi anni abbiamo assistito ad un'inesorabile declino del nostro condominio.
L'assetto di massima simpatia vedeva:

Al pian terreno un asilo nido (i cui membri spesso mi accoglievano nel cortile con coretti di "Halloooo" e "Tshcüüüüs" mentre io con la bicicletta cercavo di scartare automobiline, carrettini e pargoli).
Al primo piano una simpatica signora: giornalista con due bimbi.
Al secondo: una dentista insegnante di odontotecnica un po' svanita ma simpatica e gentile; una simpatica signora settantenne molto salutista.
Al terzo: noi e i nostri simpaticissimi e affidabilissimi amici crimei (Qui i racconti del nostro viaggio per le loro nozze crimee)
Al quarto: il nostro smemorato e pasticcione amico francese (capo di un gruppo di ricerca nonché violinista dotato di una raffinatezza e gentilezza quasi esagerate).

Eravamo tutti affittuari e le proprietarie erano tre sorelle: una per piano (circa). Con tutti c'era almeno un rapporto di buon vicinato. Quello che ti permette di bussare alla porta del vicino per chiedere le uova che hai dimenticato di comprare o per dargli le chiavi per farti annaffiare le piante durante la tua vacanza. E in alcuni casi si era sviluppata una vera e propria amicizia.

Questo bell'assetto è andato progressivamente degradando in questo modo:

La  giornalista del primo piano è stata sostituita da Mortisia e Mortimer che hanno acquistato l'appartamento. Coniugi dotati di una consapevole malignità.
I nostri amici crimei sono stati rimpiazzati da Quasimodo: affittuario subaffittante che quando lo incroci per le scale è sempre assorto a fissare il pavimento.
All'asilo nido del pian terreno sono subentrati Occhio Languido e Biondina: anch'essi acquirenti. Coniugi dotati di un'inconsapevole maleducazione. Credo che Occhio Languido sia un pastore protestante.
La dentista del secondo piano ha ceduto l'appartamento ad un giovane simpatico ma quasi sempre assente la cui ragazza vive a Berlino.
E infine il nostro smemorato e pasticcione amico francese si è fatto sostituire da un giovane capo gruppo di ricerca al cui confronto il giovane del secondo piano è una presenza ingombrante.

Con tutti ho provato ad instaurare rapporti di buon vicinato e devo ammettere che soprattutto con i due piani inferiori i miei tentativi hanno fallito miseramente. Anzi i rapporti sono andati ahimè deteriorandosi attraverso una lunga e noiosa storia costellata da infantili ripicche tramate nell'ombra (ma palesi a tutti), editti anonimi (ma di ovvia paternità) affissi in cortile e comportamenti da padroni indiscussi del palazzo con diritti di accesso in ogni luogo. Fino ad esprimere l'acme dell'idiozia con l'atto finale della chiusura con lucchetto di una catena che c'impedisce di buttare il sacchetto dell'umido nel cassonetto in cortile. A quel punto non ho potuto fare a meno di affrontarli apertamente.
Ho approfittato della presenza vacanziera di ieri di entrambe le famiglie nel cortile per discutere il problema del lucchetto. Non starò qui a narrare i noiosi dettagli. Dico solo che ho dovuto far uso di tutte le tecniche di autocontrollo imparate al corso di Crucial Conversation (ma non solo, penso ci fossero anche degli elementi di zen inconsapevole) per raggiungere un compromesso con Mortimer, rivelatosi il più agguerrito. Sono riuscito a mantenere la calma e a sostenere il discorso nonostante le aggiuntive asperità linguistiche che non aiutano la comunicazione soprattutto in questi casi. Ma nel contempo mi sono tolto anche delle soddisfazioni esprimendo con delicatezza la mia opinione relativa all'assurdità del loro comportamento. Alla fine Mortimer ha ammesso: è vero, forse sarebbe meglio parlarsi invece di sottintendere le motivazioni dei comportamenti altrui.

Ad ogni modo un aspetto positivo in tutta questa storia c'è. Di certo l'assetto di massima simpatia del condominio ci avrebbe reso più spiacevole l'imminente trasloco.