giovedì, settembre 25, 2014

Cammino transappenninico: secondo giorno - pomeriggio

Domenica 15 giugno - pomeriggio

Nel tardo pomeriggio, lungo la strada per S. Scolastica, passiamo per la villa di Nerone. "Edificata intorno al 56 d.C. come residenza estiva dell'imperatore, comprendeva imponenti dighe, che, sbarrando il corso del fiume Aniene, davano vita a tre laghi artificiali, denominati "Simbruina Stagna".
Visitiamo quindi l'abbazia, il suo primo chostro e il chiostro dei cosmati.

Poi, per arrivare al Sacro Speco, attraversiamo un bosco di lecci, alcuni dei quali sono molto imponenti e sinuosi.

 Senza paura di scadere nel retorico l'interno del Sacro Speco lo definirei una meraviglia: una cappella sistina di montagna.
Vista la buona esperienza del pranzo, per cena torniamo al Ristorante Belvedere. Prendiamo trote e galletto e discutiamo del prosieguo della camminata. E anche il gentilissimo proprietario del ristorante si appassiona alle nostre discussioni. Ma le previsioni del tempo non lasciano ben sperare. E le nostre intenzioni di proseguire vengono scoraggiate. Per il giorno successivo pianifichiamo una tarda colazione, intorno alle 8:30.



Lunedì 16 giugno

Verso le cinque di mattina si scatena un temporale molto rumoroso. Mi riaddormento e più tardi mi sento chiamare da fuori. - Vieni a vedere, vieni a vedere! - È Zucchero. Sono le sette. E la porzione di cielo che si riesce a vedere dalla porta della nostra stanza è azzurra. Anticipiamo quindi la colazione. Ma mentre mangiamo riprende a piovere. E le previsioni per i due giorni successivi non sono migliori. Decidiamo così di riconvertire la nostra camminata transappenninica in vacanza romana. Ma mentre scendiamo verso il centro di Subiaco il cielo si rischiara di nuovo. - Vogliamo ripensarci? - dico. Ma la proposta non viene presa molto sul serio. E continua a non piovere. E quando saliamo sull'autobus che impiegherà appena tre ore per portarci a Frosinone saranno passate più di due ore senza pioggia. Le nuvole si sgonfiano mentre il pensiero si gonfia e cresce: se avessimo continuato ora saremmo quasi a metà strada. E il suo gonfiarsi gonfia anche l'insoddisfazione, il rammarico e il cattivo umore. Che cerco di combattere. - Lascia andare l'idea - mi dico. - Lasciala andare. Ormai la decisione è presa. Bisogna pensare al futuro e non al passato né al futuro controfattuale. Pensa a Roma. Pensa alla grande bellezza -. E, gradatamente, pensando anche all'esperienza acquisita che ci permetterà di ritentare il progetto il prossimo anno con più certezze, il buon umore torna.
E infine La grande bellezza, tra delizie gastronomiche e meraviglie architettoniche, completa l'opera. Ma non posso fare a meno di formulare un parallelo.

La camminata come metafora della vita
Pianifichi percorsi e tappe insieme ai compagni di viaggio. Ma poi ti arriva l'acquazzone... O l'urgano. E forse perdi qualche compagno. Ma sei fortunato se riesci a trovare un riparo. Altrimenti gli eventi potrebbero travolgerti o spingerti a rinunciare.

E per finire qualche altra foto de La grande bellezza

Caracalla




Frida Khalo


Visita ai Giardini vaticani e ai Musei Vaticani.

Dove ho scoperto la chiesa di S. Stefano degli Abissini (VIII secolo). E abbiamo avuto anche la fortuna di vedere gli interni di una chiesa solitamente chiusa. Girovagando e scrutando mi sono accorto di una discreta quantità di lapidi scritte in alafabeti abbastanza inconsueti per una chiesa romana. Mi è sembrato di riconoscere i caratteri ebraici, arabi e copti. Poi, leggendo la pagina di wikipedia, ho capito perché: "nel 1159 papa Alessandro III vi edificò accanto un ospizio per i monaci abissini; nel 1479 Sisto IV cedette la chiesa ai monaci copti"

mercoledì, settembre 24, 2014

Sono stato truffato?

- Sto cercando delle gocce per disinfettare l'occhio.
- Che cosa intende esattamente?
- Vede? Ho l'occhio infiammato.
- Ma quella probabilmente è un'infezione batterica. Servirebbero delle gocce antibiotiche. E quelle può prescriverle solo il medico. Visto lo stato del suo occhio le consiglierei di andare dal medico.
- Sì, lo so, ma questo tipo di problema mi capita ogni tanto e so che di solito guarisce da solo. Non avrebbe qualcosa che possa accelerare la guarigione e alleviare un po' il fastidio?
- Beh, c'è un unico tipo di gocce per casi come questo che può essere prescritto senza ricetta. Dovrebbe usarle fino a cinque volte al giorno e solo sull'occhio infiammato.
- Va bene. Le prendo.

Tornato a casa cerco di trovare il principio attivo. Ma trovo qualcosa che non mi piace:

10,2 g (= 10 ml) contengono "Calendula officinalis 2a Dil. D4 10 g"

Quel Dil. D4 mi insospettisce parecchio. Vuoi vedere che ho comprato dell'acqua distillata a mia insaputa pensando che fosse un medicinale e pagandola circa 8€, mi dico. E allora vado a cercare che cosa significhi esattamente D4 e lo trovo.
Significa che di Calendula quei 10 ml di gocce ne contengono 1/100.000 di concentrazione iniziale. Cioè 1/10.000 di ml, o, espresso diversamente, 0,0001 ml.
Quindi, supponendo che la boccetta contenga almeno 50 gocce, questo significa che ogni goccia contiene pressappoco 1/500.000 di ml (0,000002 ml) di calendula.
Leggendo questa pagina: Omeopatia: più è diluito più è potente, che contiene un'interessante spiegazione dei significati dei vari D4, CH4, e K4 (invito a leggerla a chiunque volesse avere dei dati oggettivi e capire il significato di tali sigle), mi sono accorto che mi sarebbe potuto andar peggio. Ci troviamo infatti ancora lontano dal limite di Avogadro, che si raggiunge intorno all'11CH. Ma secondo voi non sono comunque troppi 8€ per 0,0001 ml di Calendula? Anche considerando tutto il processo di diluizione, impacchettamento e distribuzione? A quel punto non sarebbe stato meglio se avessi dato ascolto a Zucchero che mi proponeva impacchi di camomilla? Lì di principio attivo che sarebbe stato sicuramente di più.
Poi sono andato a informarmi anche sull'azienda che produce tali gocce e ho scoperto che è una multinazionale con più di 2000 dipendenti e quasi 400 milioni di euro di fatturato che produce cosmetici e medicine "antroposofiche".
Ora, capisco che ognuno è libero di comprare quello che vuole (a patto che la sua scelta non sia finanziata con soldi pubblici). Ma, allo stesso tempo, io non ho il diritto di essere informato, al momento dell'acquisto, che in quello che sto comprando non c'è quasi alcun principio attivo ma solo qualcosa a un livello di diluizione che, in alcuni casi, può rendere il tutto equivalente all'acqua distillata?
Sarebbe un bene per tutti. Per i fedeli dell'omeopatia, perché così sarebbero sicuri di stare acquistando proprio il prodotto che cercavano e di non finanziare le famigerate case farmaceutiche; e per quelli che non rigettano il metodo scientifico, perché così sarebbero sicuri di non regalare soldi a multinazionali che vendono acqua distillata facendosela pagare 1000 volte il valore di mercato. O no?

giovedì, settembre 18, 2014

La rivista Rudi Mathematici recensisce La Musica dei Numeri

Ma è proprio le la prestigiosa rivista Rudi Mathematici quella che ha recensito la mia Musica dei Numeri?
Sembra proprio di sì :-) La troverete nel capitolo "Era Una Notte Buia e Tempestosa " del Numero 188 – Settembre 2014 della rivista. Ma, per soddisfare maggiormente il mio ego, l'ho anche copiata qui.




4.3 La musica dei numeri


« Qual è l’Arché? Qual è il principio primo? 
Quel principio da cui anche i nostri dèi 
sono stati generati?» 

Eravamo molto indecisi se dedicare una recensione a questo “La Musica dei Numeri” di Flavio Ubaldini, in arte Dioniso, e per un sacco di buone ragioni.
La prima, così buona e inoppugnabile che è quasi una perdita di tempo sottolinearla, è che è davvero evidente a tutti che questa lunga serie di recensioni sui libri di AltraMatematica serviva solo a darci occasione di parlare del nostro, numero otto della collana, senza fare la figura degli arroganti che si recensiscono solo i loro libri snobbando gli altri. Avendo fatto la sovrumana fatica di recensire i sette precedenti, l’alibi era ormai costruito, quindi a che servirebbe mai recensire la nona uscita?
Un’altra splendida ragione è stata accennata poco fa: volevamo essere noi a scrivere su Pitagora, e l’Ubaldini ci ha soffiato il tema. E con quale scusa, poi? Solo perché sui suoi blog (“Blogghetto” e “Pitagora e dintorni”) di Pitagora ne parla a profusione? Solo perché è la massima autorità pitagorica dell’italica rete? Solo perché è bravo? Tzè. Che ragioni sarebbero, queste?
Un’altra splendida ragione per non recensirlo, infine, è che vende più del nostro. A ben vedere, questa è una ragione maiuscola, stupenda. Noi siamo facili prede dell’Invidia (e, a occhio e croce, anche di tutti gli altri sei vizi capitali, con la possibile eccezione dell’Ira). E all’invidia, come al cor, non si comanda. Ha scelto un bel titolino, tutto qua. È stato fortunato che a lui è toccata la copertina viola, e a noi il grigio topo. Gli avranno fatto pubblicità tutti gli amici e i parenti. Avrà più amici del generale dei boy-scout. La sua sarà una famiglia allargata di cinquecento persone. Ecco.
Così, non aspettatevi che noi si perda del tempo a spiegarvi che quello dell’Ubaldini è un testo che racconta di Pitagora e dei pitagorici più o meno come farebbero i pitagorici stessi. Chissà, forse l’autore si è immedesimato e lasciato trasportare dalla prosa di Giamblico. Fatto sta che, se mai dovessimo metterci davvero a recensire “La musica dei Numeri”, dovremmo riconoscere che è una bella idea quella di utilizzare il vero e proprio metodo del racconto: nella storia si muovono tutti, parlano, agiscono, insomma si muovono come devono fare i personaggi di un romanzo. Così, si incontrano Ippaso e Cilone, mica solo Pitagora (pardon, il Maestro); così, se fa caldo a Crotone sentirete l’afa di Metagitnione, mica quella di Luglio. E quando Gerone il fabbro sbatte forte coi suoi
martelli sulle incudini, avrete poco da pensare “ecco, adesso arriva la storia delle consonanze, dell’armonia e delle ottave”, perché è vero, certo che sarà così: ma si resta legati alla storia, si aspetta
che Filolao ed Eratocle vadano davvero a rifornirsi di dischi di bronzo, si prova ad immaginare in che misura Ippaso continuerà a giocare il ruolo del bastian contrario, e al massimo ci si incomincia a chiedere seriamente che fine farà, quando verrà fuori il pasticciaccio della diagonale del quadrato. Lo faranno fuori davvero, quel povero diavolo?
No, non ci metteremo a recensire così, l’Ubaldini se lo può scordare.
Perché è evidente, no? Il perfido autore gioca su due fronti, anzi tre. Quello della storia, raccontata come in un romanzo storico. Quello della leggenda, perché Pitagora è più leggenda che storia, come
Ulisse, ed è giusto che sia così, in un mondo dove gli dei giocano con gli uomini e bevono ambrosia. E naturalmente quello della matematica, che non può che nascere davvero in un mondo del genere, dove la mente è libera di credere e di negare, di avere il coraggio di trovare gli impalpabili numeri dentro ogni cosa, dal tempio di Apollo al suono delle incudini.
Col cavolo che lo recensiremo così.
Poi finisce che vende ancora di più.


Nello stesso numero della rivista troverete anche la recensione di altri due librini della collana: "Partition" e "Di 28 ce n’è 1". Che aspettate ad andare a leggervi la rivista?


lunedì, settembre 15, 2014

Carnevale della Matematica #77 - Matematica mostruosa, spaventosa, vertiginosa

Il Carnevale della Matematica di settembre, il numero 77 (All’alba melodioso), ha come tema: Matematica mostruosa, spaventosa, vertiginosa.
Ad ospitarlo è Paolo Alessandrini che così introduce il mio contributo:

Anche Flavio Ubaldini, trombonista e matematico anche noto come Dioniso, ha a che fare con i librini di Altramatematica, avendo scritto l'imperdibile La musica dei numeri. E anche il suo contributo al carnevale settembrino è di tipo narrativo: direttamente dall'ottimo blog Pitagora e dintorni, ecco a voi La scala del diavolo, una gustosissima storia ambientata in un'aula universitaria, con un imprevisto risvolto "mostruoso":

Quella notte Maria stentò ad addormentarsi. E, nel dormiveglia, cominciò a vedere il volto del suo salvatore delle ultime file. Lo vedeva bello e raggiante. Ma, improvvisamente, da quel volto spuntarono due folti baffi. E la luce che emanava si spense. Per essere rimpiazzata dall'oscurità del volto gignante del professore.
- Continua ma non derivabile, continua ma non derivabile - diceva il professore con voce beffarda e potente. Poi il tono si fece sempre più cavernoso e il volto s'infuocò.



Il carnevale si conclude segnalando il prossimo ospite.
La prossima edizione uscirà tra un mese sul blog Crescere creativamentedi Maestra Rosalba, con il tema "Disegnate la matematica". Il nome in codice sarà il merlo canta allegro.


giovedì, settembre 11, 2014

Giornalisti geografi: Sergio Rame

Sergio Rame - Il Giornale

Immigrati, Berlino non esclude i controlli al confine italo-tedesco

Ma guarda! Da 15 anni che passiamo per la Svizzera (e un paio di volte per l'Austria per chiusura Gottardo) e c'era un confine a nostra insaputa... Ripartiamo sabato. Stavolta non ce lo lasceremo scappare.
Aggiornamento del 12/9: Il titolo è stato modificato in: Immigrati, Berlino non esclude i controlli alla frontiera

giovedì, settembre 04, 2014

Song'e Napule

Song'e Napule è una vera perla d'ironia. Sul filone del poliziesco all'italiana che ispirò Tarantino, ricostruisce in modo esilarante il mondo dei neomelodici napoletani. Godibile a molti livelli. Stiamo pensando se portarlo in teutonia. Unico leggero dubbio mi viene relativamente alla sua comprensibilità per spettatori provenienti da culture diverse. Qualcuno l'ha visto?

sabato, agosto 30, 2014

La scala del diavolo

Prima fila, seconda fila, terza fila. Quando passava lì, salendo i primi gradini, Maria non girava neppure lo sguardo. Quei posti erano sempre occupati per gli amici degli amici. Cominciava ad alzare lo sguardo quando arrivava verso la settima fila. E subito cominciava a cercarlo. Ma con molta discrezione. Non voleva darlo a vedere. Lui non la deludeva mai. Era sempre lì. Seduto al secondo posto dell'ultima o della penultima fila. Il posto per sedersi accanto a lui glielo lasciava sempre. E lei, anche quel giorno, gli chiese se quel posto era libero.
- Sì - disse lui annuendo come al solito mentre un lieve rossore gli copriva gli zigomi.
Durante quelle lezioni ogni tanto aveva l'impressione che lui la guardasse con la coda dell'occhio. E, le pochissime volte che veniva colto in flagrante, lui voltava rapidamente lo sguardo verso gli appunti di lei fingendo di essersi perso qualcosa.
- Abbiamo definito la continuità delle funzioni in modo formale. Ma avete capito che cosa significa da un punto di vista intuitivo? - chiese quel giorno il professore di analisi matematica verso la fine della lezione. Ecco, il momento è di nuovo arrivato, pensò Maria con terrore mentre abbassava lo sguardo sugli appunti. E, come sempre, anche il suo vicino di posto fece lo stesso. Un altro dei motivi per cui sceglieva le ultime file era anche per non essere chiamata alla lavagna per le aggressive interrogazioni di quel folle professore. Era l'unico tra tutti quelli che aveva conosciuto che usasse chiamare alla lavagna durante le lezioni.
- Lei signorina -. Le parve che la voce fosse diretta verso la sua zona dell'aula. Non osò alzare lo sguardo. Si finse invece impegnata nella correzione degli appunti. - Lei, la signorina con i capelli ricci che sta scrivendo -. Sollevò lo sguardo mentre il suo cuore sprofondava in una voragine. - Sì, sì, lei -. Maria avvampò all'istante. E, cercando di restituire solidità alle gambe, si incamminò verso la forca.
- Ecco signorina, se lei dovesse spiegare la continuità delle funzioni in modo intuitivo a una persona che non capisce nulla di analisi matematica da dove partirebbe?
Maria lo guardava con uno sguardo terrificato. - Forse direi che la funzione è continua - riuscì ad articolare poi con voce roca - se a variazioni piccole della variabile corrispondono variazioni piccole della funzione.
- E secondo lei questa ipotetica persona capirebbe? - disse il professore con voce tagliente. Poi, forse intenerito dall'espressione di angoscia che lesse sul volto di Maria, aggiunse: - Provi a pensare al grafico.
In cerca di un'àncora di salvezza, lo sguardo di Maria vagò per un istante verso la parte alta dell'aula. E lì noto le mani di lui con gli indici disposti uno più in alto e uno più in basso in posizione orizzontale. Un lampo le illuminò immediatamente lo sguardo. - Direi che la funzione è continua se nel suo grafico non sono presenti gradini! - esclamò Maria con voce più sicura.
- Si spieghi meglio.
- Come, ad esempio, nella funzione segno - disse Maria mentre tracciava il grafico della funzione alla lavagna.
- Bene - disse il professore in continua oscillazione tra il suo innato sadismo e la tenerezza suscitatale da Maria. - E per spiegare la derivabilità che cosa farebbe? - gli fece aggiungere un rigurgito di sadismo.
Maria aveva già in mente la risposta ma volle lanciare lo stesso uno sguardo verso l'alto. E lì, come si aspettava, trovò le dita di lui disposte a V.
- I punti di non derivabilità sono quelli angolosi - disse Maria mentre tracciava il grafico della funzione valore assoluto alla lavagna.
- Visto che è brava - disse il professore stringendo gli occhi in un ghigno - mi potrebbe trovare una funzione continua in un intervallo ma non derivabile in un sottoinsieme infinito di quell'intervallo? Anzi, facciamo in un sottoinsieme non numerabile di quell'intervallo.
- Continua in un intervallo ma non derivabile in un sottoinsieme non numerabile di quell'intervallo? - ripeté Maria con voce flebile.
- Ha capito bene - disse il professore con compiaciuta spavalderia. Stavolta lo sguardo di Maria non trovò alcun suggerimento nella parte alta dell'aula ma solo un volto pervaso da un senso di mortificata inutilità.
- Può andare a posto - disse il professore dopo un paio di minuti di imbarazzato mutismo di Maria assaporati da lui con grande soddisfazione.
- Grazie - disse Maria al suo vicino una volta tornata al suo posto. Ma poi, non appena la lezione fu finita, scappò di corsa salutandolo velocemente.
Quella notte Maria stentò ad addormentarsi. E, nel dormiveglia, cominciò a vedere il volto del suo salvatore delle ultime file. Lo vedeva bello e raggiante. Ma, improvvisamente, da quel volto spuntarono due folti baffi. E la luce che emanava si spense. Per essere rimpiazzata dall'oscurità del volto gignante del professore.
- Continua ma non derivabile, continua ma non derivabile - diceva il professore con voce beffarda e potente. Poi il tono si fece sempre più cavernoso e il volto s'infuocò.

E un enorme grafico si materializzo gradatamente vicino alla figura infuocata. Quando il grafico fu completato quel demone si mise a scalarlo. Apparendo e scomparendo. E sputando fuoco quando si trovava sui tratti orizzontali più lunghi. Poi, raggiunta la sommità, scrisse delle formule nel vuoto usando le sue fiamme.

Sia ƒ0(x) = x e, per ogni intero n ≥ 0, sia:
ƒn+1(x) = 0.5 × ƒn(3x), se 0 ≤ x ≤ 1/3 ;
ƒn+1(x) = 0.5, se 1/3 ≤ x ≤ 2/3 ;
ƒn+1(x) = 0.5 + 0.5 × ƒn(3 x − 2), se 2/3 ≤ x ≤ 1.

Maria si svegliò terrorizzata con l'immagine del suo salvatore che scompariva tra quelle fiamme.

giovedì, agosto 28, 2014

Marmellata di more 2014

Secondo tradizione inaugurata nel 2010 anche quest'anno abbiamo prodotto i nostri vasetti di marmellata di more. Ma, per la prima volta, abbiamo cambiato posto spostandoci di pochi chilometri e sconfinando nel territorio di in un altro comune. Quello dove abita mia zia che, dallo scorso anno, ci ripete: il prossimo anno venite con me. Ed, effettivamente, la concentrazione di more, vicino a quel fontanile di abbeverazione per le vacche maremmane della zona, era molto più alta. Il che ci ha consentito di cogliere tre chili e ottocento grammi in un'ora e mezza circa con l'aiuto della gentile zia.

Per trasformarle in marmellata abbiamo usato la stessa procedura di tre anni fa. Dopo averle lavate, fatte appassire e aver eliminato i semini, abbiamo ottenuto 2,8 Kg di passato di more. Abbiamo aggiunto 1,6 Kg di zucchero (cioè il 57% ma la prossima volta proverei con il 50%)
e dopo l'ebollizione necessaria (più di un'ora quest'anno ma un po' meno sarebbe stato meglio: è venuta troppo solida) abbiamo ottenuto ..... tre chili e settecento grammi circa di marmellata.
Note per il prossimo anno
Non dimenticare i seguenti utilissimi strumenti: guanti di tessuto nero (ancor meglio guanti di pelle vecchi), uncini e forbici da potatura. Oppure comprare le apposite forbici con prolunga. Per eliminare i semini usare filtro più fine. Tu sai dov'è, tu sai com'è, tu sai perché. Oppure comprare passaverdura elettrico.
Aggiungo le foto di qualche giorno fa. Un acquazzone improvviso ci ha regalato la meraviglia di questo arcobaleno doppio che incorniciava fiabescamente il mio paese natìo. Non avevo mai visto un arcobaleno di una tale bellezza e intensità cromatica.


venerdì, agosto 15, 2014

Un ferragosto matematico: Carnevale della Matematica #76 - Matematica estiva

Il Carnevale della Matematica di Ferragosto 2014, il numero 76, ha come tema: Matematica estiva.
Ad ospitarlo è .mau. e la sua colonna sonora è  la marcia dei 76 tromboni.

Così .mau. introduce il mio e altri contributi simili:

Probabilmente sapete poi che molti di noi pazzoidi matematici abbiamo scritto degli ebook (per gli amici, “librini”) nella collana di 40k Altramatematica, che è tutto meno che roba pesante: non è insomma strano che tra i contributi “estivi”di questo mese se ne parli. Così Dionisoo, in Matematica sotto l’ombrellone, racconta della collana in genere e del suo “La Musica dei numeri”, mentre Paolo Alessandrini recensisce in La narrativa di “Altramatematica” due dei librini di narrativa (matematica, sì…) usciti fino ad oggi, cioè “Partiton”, “Racconti matematici”, mentre Il calendario, la matematica e il Giorno del Giudizio che invece recensisce “Di 28 ce n’è 1″. Sì, siamo autoreferenziali, cosa che in matematica è assolutamente accettata, a meno di paradossi!


Il carnevale si conclude segnalando il prossimo ospite.
Ricordo infine che il 14 settembre la settantasettesima edizione del Carnevale (nome in codice “all’alba melodioso”) sarà tenuta da Mr. Palomar e avrà come tema Matematica mostruosa, spaventosa, vertiginosa. Buona matematica!






lunedì, agosto 04, 2014

Matematica sotto l'ombrellone

Volete godervi una lettura leggera, piacevole e rilassante sotto l'ombrellone? Ma allo stesso tempo vi piacerebbe conoscere qualcosa di nuovo sulla matematica ma anche sulla musica e sui giochi e su molto altro? Come dite? È difficile conciliare i due desideri? Ma no!
C'è Altramatematica. "I numeri sono alla base di tutto ciò che ci circonda, dalla musica ai computer, dal volo degli uccelli in cielo alla pittura. Ma queste cose le sai già. Quello che non sai è che esiste un modo diverso per parlare di numeri, un modo più accattivante, divertente, pop: Altramatematica."

Della collana fa parte anche il mio librino uscito a fine giugno che, a giudicare dalle recensoni, pare stia piacendo. Di seguito ne riporto qualcuna. Se volete acquistarlo le informazioni le trovate qui.







2 di 2 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle Una piacevole sorpresa! 17 luglio 2014 Di Stefania B.Acquisto verificato
Appassionata di musica ma con più di qualche difficoltà nel rapportarmi alla matematica, sono stata colpita sin da subito dal titolo! E il racconto si è dimostrato assolutamente all'altezza delle mie aspettative. L'ho trovato molto avvincente e ben scritto, capace di catturare la mia attenzione nonostante la tematica per me un po' ostica. I personaggi e le varie scene sono così abilmente tratteggiate che, in vari momenti, sembra quasi di avere davanti agli occhi la sceneggiatura di un film! Rendere avvincente la dimostrazione di un teorema matematico così come è riuscito a fare Flavio Ubaldini in questo ebook credo sia il regalo migliore che si possa fare a tutti i ragazzi che iniziano ad accostarsi a questa materia (e anche agli adulti che, ahimé, ne serbano un brutto ricordo dai tempi della scuola). Quando si riesce a trasmettere la propria passione con slancio e creatività si hanno molte più chance di riuscire a instillarla anche negli altri. E già "soltanto" per questo "La Musica dei Numeri" si merita tutte le mie 5 stelle!
2 di 2 persone hanno trovato utile la seguente recensione
4.0 su 5 stelle Bello ma breve 24 luglio 2014 Di Giuseppe Rinaldin Acquisto verificato
Entusiasmante, ma finisce troppo presto!
Avrei desiderato che la sua estensione fosse almeno doppia: la ricostruzione romanzata della scuola pitagorica è coinvolgente, trattata con adeguato rigore senza mai risultare pesante; ma proprio quando ci si è immersi nel piacere della lettura, il libro finisce.

3 di 4 persone hanno trovato utile la seguente recensione
5.0 su 5 stelle La musica dei numeri 14 luglio 2014 Di alessandra tarquini
Consiglio questo breve ebook a tutti, ma soprattutto ai giovani che hanno un interesse per la scienza e a chiunque voglia riconciliarsi con la matematica. Pitagora e i suoi allievi sono personaggi vivi e vivaci che si muovono nel mitologico mondo della Crotone greca tra musica, matematica, storia e quotidianità. E' scritto bene, si legge velocemente, insomma molto molto carino. Aspetto l'uscita del secondo volume.

5.0 su 5 stelle
@g_arcadu, 05/07/2014 15:08
Coinvolgente racconto immaginario di Flavio Ubaldini su Pitagora, i suoi maestri, i suoi discepoli. Ci cala nel mondo magico della Magna Grecia, nella comunità di Crotone dove il Maestro, giramondo dell'antichità, affascina i giovani della sua scuola, con i suoi racconti e divagazioni. Ma soprattutto con le indagini sul numero, "principio primo che cela in se le leggi per interpretare la realtà". Dove quelle indagini non pesano agli allievi, anzi, come si racconta tra storia e leggenda, davvero si ritengono privilegiati nell'essere ammessi alla frequenza della scuola pitagorica! Racconto didatticamente valido che, oltre a contribuire a suscitare la passione per matematica attraverso la sua storia, mostra il metodo della ricerca-scoperta, della formulazione di ipotesi per spiegare fatti e fenomeni. In altre parole, il metodo scientifico.

Ma oltre al mio ci sono anche altri ottimi librini. Eccoli qua. Le informazioni le trovate cliccando sulle immagini.



giovedì, luglio 31, 2014

La nuova Germania mi fa paura

In un suo libro recente un personaggio dice «quello che la Germania non ha fatto con i panzer, lo sta facendo attraverso l’economia». È anche la sua opinione? «È un paradosso. Ma è indiscutibile che la Germania stia schiacciando gli altri Paesi europei. Sono sempre più convinto che nel 1989 si sia verificato uno slittamento di libertà e di dipendenze. Oggi godiamo della libertà politica, di stampa, della libertà di viaggiare, ma tutto è ridotto a una dimensione economicistica. L’economia ha assunto un ruolo di controllo e molte cose non vengono più fatte attraverso l’oppressione, ma attraverso incentivi».
È un estratto dell'intervista a Ingo Schulze (scrittore tedesco) pubblicata su La Stampa. Eccone un altro:

Schulze, la crisi ha reso la Germania più egoista? «Sono sempre più scettico rispetto a quando sta accadendo non solo in Germania, anche in Europa. C’è una crescente polarizzazione e il modello dell’omologazione dei Paesi dell’Est al nostro è fallimentare. Andrebbe messa in discussione l’ideologia della crescita. Ogni volta che c’è un problema, si cerca di risolverlo attraverso il Pil. Ma la disoccupazione non si può affrontare così».Be’, insomma… «Inoltre mi preoccupa il ruolo della Germania in Europa: la sta schiacciando economicamente, facendo un dumping enorme sui salari. Ovvio che gli altri Paesi ne escono a pezzi. Con questa politica, l’euro non può sopravvivere. Inoltre è chiaro che il nostro lusso più recente è esportare distruzione». In che senso? «Ho letto che il 60% dei danni ambientali della Svizzera vengono prodotti all’estero, immagino che le percentuali siano simili per la Germania.

L'articolo inteero lo trvate qui.

mercoledì, luglio 30, 2014

Cammino transappenninico: secondo giorno

Domenica 15 giugno


Dopo le disavventure climatiche di ieri, un'abbondante colazione preparata dalla signora Filomena ci fornisce le energie necessarie per riprendere il cammino. Riusciamo a partire poco dopo le 7:30. Anche da Arsoli a Cervara la salita è media e costante. All'inizio il paesaggio è pieno di ulivi ma, dopo un paio di chilometri di salita gli ulivi scompaiono per lasciar posto
 a una tipica macchia mediterranea alta.
Presto entriamo nel Parco dei Monti Simbruini.
Al bivio per Cervara (1053 m - 502 abitanti), a un chilometro dal paese,

viste le nuvole nere all'orizzonte, riuniamo il consiglio del cammino. E, a grande malincuore, perché avrei voluto vedere Cervara, il mio voto è per il proseguimento verso Subiaco scartando Cervara. Quindi ci separiamo. Io e Zucchero scendiamo verso Subiaco e la nostra amica sale verso Cervara.
Dopo un paio di chilometri di discesa un auto ci supera e si ferma davanti a noi. Dal finestrino posteriore, si affaccia quindi la nostra amica che ha, evidentemente, trovato un passaggio per Subiaco.
Dopo altro paio di chilometri comincia a piovere. Ma, fortunatamente, troviamo quasi subito una pensilina alla fermata del Cotral. L'attesa dura circa un'ora. E, verso la fine, un autobus di passaggio si ferma inaspettatamente. E non ha intentione di ripartire. Fino a quando Zucchero non va lì e dice:
- No grazie.
- Ma siete sicuri con questo tempo?
- Molto gentile ma vorremmo proseguire a piedi.
Poco dopo spiove e ripartiamo. Anche se i tuoni proseguono. - "Il cammino del tuono e della ginestra" dovremmo chiamarlo - mi viene da pensare. Sono le due costanti di questo cammino.
Più ci avviciniamo a Subiaco e più le nuvole si diradano. E, alle porte della città, esce il sole.
Lì, pressanti bisogni fisiologici, ci spingono a fermarci all'Hotel Miramonti. - Il bar è solo per gli ospiti dell'albergo - ci dice il proprietario. Ma, molto gentilmente, ci permette di usare il bagno e ci offre persino un caffè. - La citerò come esempio di gentilezza - gli dico.
A Subiaco la rocca dei Borgia attrae subito la nostra attenzione. Meditiamo se deviare verso l'altura ma, alla fine, desistiamo e ci dirigiamo verso Via dei Monasteri - passando anche davanti alla casa della Lollobrigida - dove c'è la nostra meta di tappa notturna: il Ristorante Belvedere. Molto gentilmente la signora del ristorante ci prepara il pranzo nonostante la tarda ora: degli ottimi strozzapreti con pomodoro e odori. Il giovane cameriere, in risposta ai nostri complimenti, ci dice che il segreto consiste nell'aggiungere pezzetti pomodoro fresco, completi di liquido, verso fine cottura. Complessivamente il ristorante è arredato con grande cura e molto gusto e di lì si gode anche di una bellissima vista.

Per il dopo-pennica pianifichiamo una visita a Santa Scolastica....

giovedì, luglio 24, 2014

Le nostre figlie e il modello Ruby

Nelle ultime settimane ho visto nei vari social-media prese di posizione che non sono riuscito a spiegarmi. Come possono - pensavo - persone che stimo, padri e madri di famiglia, che in altre occasioni si mostrano molto attenti a questioni di morale, mostrare tutto questo entusiasmo per una sentenza, che forse sarà pure giusta da un punto di vista giudiziario. Ma...

Poi qualche giorno fa ho ascoltato la lettura di questo articolo "Le nostre figlie e il modello Ruby" di Maurizio de Giovanni.
Ecco, proporrei a tutti la lettura di tale articolo perché offre molti spunti di riflessione. Ne riporto di seguito qualche stralcio.
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"Sempre interessante seguire il dibattito post sentenza dei processi aventi Berlusconi sul banco degli imputati. È come trovarsi allo stadio, con opposte tifoserie pronte a intonare cori di esultanza o di disperazione dopo un gol... 

Un teatrino divertente e anche un po' triste, insomma, che da oltre vent'anni caratterizza la politica italiana e ci mette clamorosamente alla berlina in tutto il mondo, contribuendo alla costruzione di uno stereotipo che toglie ulteriore forza alla voce internazionale del nostro Paese. Come se ce ne fosse bisogno.

... le conseguenze istituzionali ... sono immediate ed evidenti... I titoli dei giornali sono univoci: e ora, le riforme. Stabilendo in piena ufficialità l'assunto che il rifacimento della Carta Costituzionale ... dipendano dal fatto che un signore anziano e con una soglia piuttosto bassa di resistenza ai propri residui istinti sessuali abbia o meno avuto conoscenza che una delle signorine di cui si serviva non fosse maggiorenne. 

E tuttavia nessuno si esime dal considerare il solo risvolto politico della vicenda... Ma nessuno che si interroghi, invece, sulle implicazioni morali di quello che è accaduto e che continua ad accadere, a prescindere dal fatto che la signorina Karima all'epoca dei fatti avesse o meno compiuto diciott'anni. Perché se ci fermiamo un attimo a considerare il fatto in sé, lo scenario è tristissimo e dolorosamente emblematico della condizione attuale della nostra etica sessuale. Qui c'è stato un luogo fisico, un condominio addirittura, nel quale alcuni facoltosissimi uomini d'affari, esponenti dell'imprenditoria, della politica e dell'informazione, parcheggiavano ragazze belle e giovani mantenendole nel lusso e nell'assoluto benessere a fronte di prestazioni ludiche e sessuali. Queste ragazze, che ora attaccano pubblicamente la loro collega di origini marocchine per aver posto involontariamente fine a questo bengodi, facevano questa vita con la piena acquiescenza delle famiglie, che godevano indirettamente del così detto indotto di questa piccola impresa produttiva. Se, come si diceva, ci fermassimo a riflettere, dovremmo prendere coscienza che poco, pochissimo conta che uno degli sfruttatori fosse o meno il capo di una parte politica, o che abbia telefonato in questura inventandosi che la fermata fosse la nipote di Mubarak: questo dovrebbe essere al massimo materia per i giornali satirici o per il cabaret televisivo. Quello che invece pesa tanto, e dovrebbe scuotere qualche coscienza in più, è che in uno dei Paesi industrializzati del Magnifico Occidente alcune ragazze belle, intelligenti, istruite e consapevoli non sappiano trovare altra strada veloce per procurarsi un'esistenza soddisfacente che vendersi alle voglie tristi di uomini laidi e loschi, che invece di fare i nonni come l'età gli imporrebbe utilizzano soldi e potere per dare pepe a serate a base di musica, lap dance e pillole azzurre. Da padri e madri dovremmo addolorarci per questo, invece di innalzare peana o canti di dolore per la sorte del politico che ora, finalmente e benevolmente, con un flute di champagne in mano, decide di dare il via agli accordi per le riforme. Le nostre figlie, signore e signori, seguono ormai da anni un modello socioculturale drammatico, che tirerà a fondo la nostra società. La velina, l'olgettina, la ballerina di fila e la fidanzata di calciatore sono il target più gettonato dalle ragazzine che guardano a occhi spalancati lo schermo azzurrino sognando e sperando di poter un giorno diventare Karima. E queste nostre figlie saranno le madri dei nostri nipoti. Il signor B. potrà essere assolto o meno, e la cosa personalmente ci lascia assolutamente indifferenti. Tanto, noi saremo comunque condannati."

lunedì, luglio 14, 2014

Carnevale della Matematica #75: La matematica della musica o la musica della matematica?

Puntuale come un (neu)treno della Ginevra-L'Aquila, il #carnevaledellamatematica #75, ospitato da me su Pitagora e dintorni, è arrivato alle 3:14 del 14/7.
Ovviamente è un carnevale bellissimo. E allora che aspettate ad andarvelo a leggere?


La prossima edizione, quella ferragostana del 14 agosto 2014, sarà ospitata da .mau. e, come tema facoltativo, avrà "Matematica estiva". Sarà l'edizione #76 e, come nome in codice, avrà "canta, canta nella luce".

Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale

martedì, luglio 01, 2014

Il mio primo ebook: La Musica dei Numeri

È stato pubblicato il mio primo ebook. Si intitola "La Musica dei numeri" ed è un racconto di scoperte e competizioni tra gli allievi della scuola di Pitagora.

Che cosa ossessiona Pitagora fino a diventare un incubo e a spingerlo a compiere un’incursione nella bottega di un fabbro? Quale sarà la grande scoperta che lo porterà a rivoluzionare gli insegnamenti della sua scuola di Crotone? Quali le lezioni sbeffeggiate da Ippaso, il più intelligente della scuola ma anche il più ribelle e arrogante? Quale la sua provocazione finale? E che c'entra la musica?

Leggetelo e fatelo leggere. Ché magari poi uscirà pure il secondo del dittico.





Dove lo si può trovare?

bookrepublic
Feltrinelli
Amazon (it, com, de, uk)
iTunes
Il Fatto Quotidiano Ebook store
iBooks per iPad and iPhone
E su altri siti

Se vi servono informazioni su come leggere un ebook su Bookrepublic potete trovare una
Guida all'ebook dove viene anche spiegato come leggere un ebook sul tuo computer di casa.

Aggiornamento del 3 di luglio 

Pare che le cose stiano andando bene.


Aggiornamento del 3 di dicembre
È stato pubblicato il seguito: La Musica dell'irrazionale