martedì, luglio 25, 2023

È morto uno degli scrittori italiani più venduti all’estero e quasi nessuno lo ha saputo

"L’Italia non lo sa, ma ieri ha perso uno dei suoi più grandi scrittori! La Francia … La Germania… lo sanno bene. Luca Di Fulvio è stato un poeta della nostra letteratura." 
Così scriveva il 1 giugno Elena Sofia Ricci su Instagram
Effettivamente i media italiani hanno ignorato quasi totalmente la notizia. Io l'ho saputo ieri per caso.

È davvero singolare che la morte di uno degli scrittori italiani più venduti all’estero venga ignorata mentre riceviamo quotidianamente informazioni su vita, morte e miracoli dei personaggi più insulsi.

Aggiungo una nota personale. Anch'io sono stato un suo appassionato lettore. E lui, scoprendolo1, venne a commentare il mio blog nel lontano 2009. Ci scrivemmo per qualche mese e, a dicembre 2009, mi invitò a casa sua. Conversammo piacevolmente a lungo. E rimanemmo in contatto per qualche anno.

Addio Luca. Ci mancherai tu e anche i tuoi libri. 






1 Probabilmente leggendo Dioniso su radiotre - E io risposi qui: Risposta a Luca Di Fulvio

lunedì, luglio 10, 2023

La scelta di Rut di restare con Noemi e il significato della spiga sospesa - Luigino Bruni a Uomini e Profeti

Ho ascoltato la puntata della spigolatrice ("Uomini e Profeti | S2023E1 | La scelta di Rut di restare con Noemi e il significato della spiga sospesa") proprio in un momento in cui siamo circondati da mietiture.

L'attività biblica al centro della puntata era ancora in uso nel mio paese quando io ero bambino. Dopo la raccolta delle olive passavano le donne a “raccapezzare“. Cioè a raccogliere le olive che rimanevano dopo l'attività dei braccianti.

"Era il tempo della mietitura dell’orzo a Betlemme. Una mietitura che arrivava dopo una lunga carestia. Rut era donna straniera e vedova diventata povera. In tempo di mietitura poteva sopravvivere spigolando. Cioè, racimolando, dietro i mietitori.

La legge di Mosè prevedeva questo istituto economico di solidarietà, di ridistribuzione della ricchezza. Perché? Come funzionava?

I mietitori, gli operai passavano per primi, prendevano le spighe con la mano sinistra e, con la falce sulla destra tagliavano il mannello. Che è la quantità di spigole contenute in una mano. E lasciavano in terra le spighe falciate. Dietro di loro passavano le donne operaie, che non sono ancora spigolatrici, donne dipendenti da padroni, che raccoglievano le spighe cadute, le legavano e formavano i covoni. 

Infine, arrivavano le spigolatrici che spigolavano, quanto era rimasto ai bordi dei campi. La loro era una battuta di terzo ordine. E quanto raccoglievano dipendeva dall’azione di chi passava prima.
Ma attenzione! Non raccogliere le spighe ai margini, non è qualcosa che accade per caso o per distrazione o per inefficienza. Quelle spighe sono lasciate in modo intenzionale.
Non restano lì per incuria. Nemmeno una spiga cattiva per caso. Quel grano rimane perché doveva restare. Era un residuo cercato perché la legge lo prevedeva per i poveri della comunità. Era, per usare una parola molto amata anche da me, un grano sospeso.

Dal Levitico: quando abbacchierai i tuoi ulivi non tornare a ripassare i rami. Ciò che resta sarà per il forestiero, per l’orfano per la vedova. La regola riguardava, quindi, i principali prodotti della campagna. Era un vera propria istituzione sociale di ridistribuzione della ricchezza.

La spigolatura della Bibbia è una cosa molto seria. Un’autentica profezia economica. Ed è un’espressione di una grande legge biblica: la terra è di Dio
Voi siete tutti i possessori di seconda battuta. La terra, prima di essere proprietà privata è dono. È un dono che viene prima dei vostri sforzi e dei vostri meriti. Se la terra e i suoi frutti sono dono, allora distribuirne una parte non è filantropia, è giustizia. La spigolatura è un istituzione di giustizia economica, non è altruismo. Quelle spighe lasciate ai bordi non sono proprietà privata di qualcuno che viene donata ai poveri. No, sono un pezzo di bene comune che spetta di diritto ai poveri perché la terra è di Dio e noi siamo soltanto utilizzatori provvisori e temporanei.

Certo, le democrazie moderne e lo sviluppo delle civiltà hanno aumentato la quota di spigolatura che va ai poveri. Ci sono: lo stato sociale, i diritti, le tasse. Molte più risorse rispetto alle spighe lasciate alle spigolatrici. Ma forse abbiamo perso il secondo aspetto della spigolatura. E cioè, che c’è un diritto superiore a quello dei proprietari. Perché un capitalismo che non riconosca la limitazione alla proprietà assoluta di chi possiede un bene, è un capitalismo che consuma e distrugge. È un capitalismo che diventa l’economia di Mazzarò. Il protagonista della novella di Verga che, alla fine della sua vita, dopo essere diventato ricchissimo, si rende conto che sta morendo e che non può tenersi tutta la sua roba. E allora esce con un bastone, va nell’aia e uccide tutti i tacchini e tutte le oche. Dice: roba mia vieni con me!

domenica, luglio 09, 2023

La doppia vita dei nazisti: strage di civili in Italia e tornati in Germania, senza pagare i loro crimini

Trovo molto interessante l’articolo lungo di Carlo Bonini di oggi.
Ne riporto solo alcuni brani.

“Hanno fatto strage di civili in Italia. Poi sono tornati a casa in Germania, senza mai pagare i loro crimini. Ecco le loro storie.”

“Li chiamavano "lupi mannari", werwolf, perché dietro l’aspetto presentabile conservavano l’anima delle belve. Non avevano dimenticato l’orrore di cui erano stati protagonisti: lo tenevano dentro, aspettando che tornasse la loro ora. Quando il Terzo Reich è crollato, all’inizio hanno pensato di proseguire la lotta con le armi. Poi è sorta la Guerra Fredda e hanno trovato nuovi nemici e altri modi per riscattare i vecchi camerati: progressivamente non hanno neppure sentito il bisogno di nascondersi e sono tornati a radunarsi tra reduci.

La Germania ha faticato ad affrontare l’eredità nazista. Salvo pochissime eccezioni, l’intero Paese aveva seguito Hitler e per questo sono stati adottati criteri di epurazione molto selettivi: soltanto artefici e carnefici dell’Olocausto sono stati considerati criminali da perseguire. Subito si è creata una distinzione, che è tuttora in voga nella destra, tra i gerarchi del Partito e gli uomini delle Waffen SS, equiparando questi ultimi ai "normali" combattenti delle forze armate. Non si è voluto guardare alla realtà, ancora più drammatica: in Italia come negli altri territori occupati erano stati militari di ogni tipo a commettere gli eccidi: Waffen SS, Wehrmacht, Luftwaffe. A ordinare le stragi di civili e a portarle a termine erano stati volontari e coscritti, soldati semplici e ufficiali. Questa responsabilità in qualche modo collettiva ha contribuito alla rimozione individuale della colpa, permettendo ai massacratori di dormire sonni tranquilli per decenni. Li ha aiutati la volontà dei governi occidentali di non infierire sulla Germania federale, tornata a essere un alleato fondamentale nella sfida con il blocco comunista: i fascicoli dei procedimenti aperti in Italia sono stati murati nel famigerato "armadio della vergogna". E la sensibilità giuridica della magistratura ha spinto a punire soltanto le figure apicali, graziando chi aveva obbedito agli ordini, pur eseguendoli con compiaciuta crudeltà. Poi in mezzo secolo i valori etici sono cambiati e anche la giurisprudenza ne ha preso atto. L’innocenza di uomini come il capitano Erich Priebke, uno dei registi delle Fosse Ardeatine, è stata considerata inaccettabile. E agli inizi del millennio la procura militare di La Spezia, guidata da Marco De Paolis, ha realizzato un miracolo investigativo individuando - grazie soprattutto alle ricerche negli archivi di Carlo Gentile - e facendo condannare centinaia di aguzzini sopravvissuti nel silenzio. L’opera di giornalisti determinati come Udo Gumpel ha scosso le coscienze tedesche. Ma bisogna andare oltre. In questo momento infatti ricordare è doppiamente fondamentale. Perché, come i personaggi delle biografie scritte da Francesca Candioli in questo longform, sono tornati sulla scena europea partiti che non rinnegano quel passato di terrore, conservandolo nei loro simboli e nei loro slogan. Sono i nuovi lupi mannari, che aspettano il momento opportuno per gettarsi sul nostro futuro.”

Seguono biografie dei lupi mannari : La doppia vita dei nazisti dopo la Seconda Guerra Mondiale - la Repubblica

Riporto solo qualche brano dalla solo biografia di Walter Reder.

Per due volte, prima nel ’67 e poi nel ’84, l’ex ufficiale scrive una lettera di perdono ai cittadini di Marzabotto. I familiari delle vittime e i superstiti con un referendum decidono in entrambi i casi di respingere il suo appello. Ma in Germania e Austria viene lanciata una campagna di solidarietà, presentandolo come un martire, un capro espiatorio, un sepolto vivo in ostaggio dei comunisti italiani. Nel 1980 anche da noi le cose cominciano a cambiare e il tribunale militare di Bari gli concede la libertà condizionale, riconoscendo "un sincero ravvedimento". Il rilascio definitivo è previsto nel 1985. Ma dopo una serie di trattative che coinvolgono il governo di Vienna e il Vaticano, l’allora premier Bettino Craxi decreta l’estradizione in Austria sei mesi prima della fine della pena.

Dopo oltre 30 anni di prigionia nel carcere vista mare di Gaeta, il maggiore delle Ss Walter Reder, che si è reso responsabile di alcuni tra i più sanguinosi massacri in Italia, torna a casa a quasi 70 anni. La stretta di mano con il ministro, che lo accoglie come un eroe, crea un caso internazionale e una crisi di governo. Reder trascorre i suoi ultimi anni di vita in Carinzia, riprende a frequentare i suoi vecchi amici durante i raduni di ex reduci delle SS e, come prima cosa, ritratta il suo pentimento. A pochi mesi dal suo arrivo in Austria, dichiara alla stampa che non deve giustificarsi di nulla e che le richieste di perdono e di scuse che aveva mandato alle vittime italiane erano state solo una mossa del suo avvocato.
Sei anni dopo il suo ritorno, muore a Vienna il 26 aprile 1991: al suo funerale partecipa un pubblico molto numeroso, tra cui diverse ex SS e alcuni membri dell’estrema destra. Durante l’occupazione tedesca in Italia, Reder trasforma le operazioni contro i partigiani in una sequela di massacri contro la popolazione: Vinca, Valla e Bardine San Terenzo e poi Monte Sole, quella erroneamente chiamata strage di Marzabotto, l’eccidio più grave realizzato dai nazisti nell’Europa occidentale. In pochi giorni furono massacrate 770 persone in oltre 100 località sparse tra le montagne dell’Appennino Bolognese, e ad uccidere gran parte delle vittime furono proprio gli uomini del battaglione esplorante della 16a divisione Reichsführer Ss guidato da Reder. Nel 1945 il maggiore viene fatto prigioniero in Austria e nel 1948 estradato in Italia. Nel 1951 il processo celebrato a Bologna lo condanna all’ergastolo.

venerdì, luglio 07, 2023

Guida veloce in città: vantaggi e svantaggi

Da Radio3 Scienza | S2023 | Andavo a 30 all'ora… | Rai Radio 3 | RaiPlay Sound

"Il grande inganno della velocità in città e che crediamo di andare a 60, 70, 80 km l’ora perché vediamo quella velocità nel tachimetro. In realtà la nostra velocità media è molto più bassa perché dobbiamo frenare e ripartire in continuazione. Crea condizioni circostanti di pericolo ma non ci fa arrivare prima."
Portale - Simona Larghetti (cittametropolitana.bo.it)

Riassunto in una tabellina...


Ci sono più vantaggi o svantaggi? Ma allora perché continuiamo a farlo?