mercoledì, marzo 11, 2026

Riflessioni sull'uso politico della famiglia del bosco

Dicono di difendere i bambini ma li usano per attaccare giudici e istituzioni.È questo il vero scandalo.
I fatti precisi non sono noti a me, né a voi che leggete, né ai politici, né alla Presidente del Consiglio. Sono noti solo ai pochi tecnici che li hanno valutati in base alla legge. E tali devono rimanere. “Nessuno dovrebbe saperne nulla perché ci sono di mezzo dei minori.”
Eppure tutti parlano. Tutti pontificano. Tutti usano parole come bambini, amore, famiglia mentre fanno tutt’altro.
In questo podcast, Luca Bizzarri fa una cosa ormai rarissima: rifiuta di commentare fatti che non conosciamo, ma parla dell’uso politico di una vicenda che coinvolge minori.
Mi trovo d’accordo con lui parola per parola.
“Qui non si sta difendendo nessun bambino, si sta usando la parola bambini per fare un’altra battaglia.”
Il punto non è chi abbia ragione, ma chi sta violando le regole:
– chi attacca i giudici senza conoscere i fatti
– chi trasforma una vicenda coperta da segreto in propaganda
– chi finge di difendere i minori mentre li sbatte in prima pagina

Chi parla di amore e famiglia calpesta il primo diritto da difendere: quello dei ragazzi a non diventare propaganda.
“Non c’è niente di più osceno di un adulto che dice di proteggere un minore nel momento esatto in cui lo espone.”
Uno Stato di diritto serve anche a questo. Il resto è solo rumore e bieca propaganda.


Ep.824 - La famiglia sui giornali

martedì, marzo 03, 2026

La musica occidentale: un classico senza apporto dei classici - un mio articolo per La scienza espressa

Oggi su La scienza espressa – Scienza Express edizioni compare un mio articolo/recensione su musica occidentale come classico senza apporto dei classici e sul saggio di Baricco come esempio di maieutica socratica.

 Perché la musica colta occidentale è diversa da tutte le altre arti?

Mentre pittura, scultura e letteratura hanno potuto costruirsi sulle rovine visibili del mondo greco-romano, la musica si è trovata davanti a un vuoto: nessun repertorio antico da suonare, nessuna opera fondativa da cui ripartire.

In questo articolo rifletto su come la tradizione musicale europea abbia dovuto “inventare” la propria classicità e su come la lettura della Breve storia eretica della musica classica di Alessandro Baricco mi abbia aiutato a rendere esplicita una consapevolezza che possedevo solo in forma implicita.