“La minoranza dei vecchi bacucchi autoritari si arroccò e si chiuse ancor più nel vecchio dispotismo, con l’esito di esser percepiti ogni giorno di più come vestigia di un passato di cui disfarsi senza troppi rimpianti. La maggioranza dei professori cercò invece di tenere il passo del nuovo corso, di assecondarlo, di raffazzonare una didattica più dialogica, più libera, meno autoritaria, meno paternalista: il risultato fu ancora peggiore. Non solo non riconquistarono i facinorosi per cui ogni autorità era in sé maligna, ma persero anche il rispetto degli studenti, specie i più piccoli, che avevano bisogno di punti di riferimento e di qualcuno che tenesse la barra dritta. I professori che tentarono di seguire il flusso della contestazione furono i primi a naufragare: ci misero pochissimo a perdere prima autorità, poi slancio, infine identità. I loro sguardi si spensero, le lezioni divennero stanche, i voti si alzavano senza una logica comprensibile, se non quella per cui gli insegnanti si erano stancati di essere contestati.”
Un diario con divagazioni su varie mie passioni. Tra le quali la musica, la matematica, la scrittura, la cucina, i viaggi, la Germania e i balli popolari del centro-sud Italia.
giovedì, luglio 23, 2026
La ricreazione è finita
“La minoranza dei vecchi bacucchi autoritari si arroccò e si chiuse ancor più nel vecchio dispotismo, con l’esito di esser percepiti ogni giorno di più come vestigia di un passato di cui disfarsi senza troppi rimpianti. La maggioranza dei professori cercò invece di tenere il passo del nuovo corso, di assecondarlo, di raffazzonare una didattica più dialogica, più libera, meno autoritaria, meno paternalista: il risultato fu ancora peggiore. Non solo non riconquistarono i facinorosi per cui ogni autorità era in sé maligna, ma persero anche il rispetto degli studenti, specie i più piccoli, che avevano bisogno di punti di riferimento e di qualcuno che tenesse la barra dritta. I professori che tentarono di seguire il flusso della contestazione furono i primi a naufragare: ci misero pochissimo a perdere prima autorità, poi slancio, infine identità. I loro sguardi si spensero, le lezioni divennero stanche, i voti si alzavano senza una logica comprensibile, se non quella per cui gli insegnanti si erano stancati di essere contestati.”
La verità richiede pazienza: Evitiamo di sparare sentenze prima che la giustizia abbia fatto almeno parte del suo lavoro
Bisogna imparare ad avere pazienza. Ci sono istituzioni preposte ad appurare la verità e bisogna saper aspettare. Vale per il recente caso di Abderrahim Fakir, come per qualunque altra vicenda giudicata a furor di popolo e di reti sociali.
Alcuni politici sfruttano queste situazioni per i loro biechi tornaconti elettorali, cercando di manipolare i fatti e le nostre opinioni. Molta stampa lo fa per aumentare le vendite. Sta a noi non cadere nel tranello
Trombone basso
lunedì, luglio 20, 2026
Il potere invisibile: come il calcolo algoritmico sta eclissando la democrazia
In una recente puntata di Eta Beta | Rai Radio 1 | RaiPlay Sound, intitolata "Quando il potere diventa calcolo: l’AI tra Cina, Usa e democrazia", il conduttore Massimo Cerofolini ha ospitato Paolo Benanti, francescano, teologo ed esperto di etica delle tecnologie, nonché autore del saggio La nuova logica del dominio – Potere computazionale, democrazia e condizione umana.
Le parole di Benanti offrono una lucida e inquietante fotografia di come le grandi piattaforme tecnologiche stiano ridefinendo il concetto stesso di sovranità, superando i tradizionali pilastri democratici su cui si fonda l'Occidente.
L'annullamento dell'esistenza virtuale: l'aneddoto del giudice dell'Aia
Per comprendere la pervasività e la pericolosità di questo nuovo paradigma, Benanti ha condiviso un esempio concreto e disarmante, che mostra come un ordine politico possa trasformarsi, attraverso la tecnologia, in una condanna all'eliminazione digitale:
“Lo scorso agosto un giudice della corte internazionale dell’Aia, di nazionalità francese, ha fatto un atto d’ufficio: ha ricevuto un fascicolo e nel fascicolo si accusava Netanyahu di crimini di guerra. In questo caso, il suo dovere era di aprire un’indagine formale. Immediatamente dopo aver aperto l’indagine, come dovere d’ufficio, il presidente Trump ha deciso di includere il nome del giudice nella lista dei terroristi internazionali.
Quali sono state le conseguenze?
Le conseguenze sono state che il giudice è stato immediatamente privato da tutti i servizi che girano su piattaforme statunitensi. Cioè, il giudice si è ritrovato impossibilitato a usare l’email; ha perso la possibilità di connettersi alla piattaforma del tribunale, in quanto piattaforma statunitense; non è stato più in grado di usare la sua carta di credito; ecc.
Cioè, se noi lo guardiamo nell’ottica della società civile, un cittadino francese ha subito un atto di annullamento totale della sua esistenza virtuale, che sempre di più si avvicina a un'esistenza reale, a opera di un giudizio che è diventato esecutivo al di fuori della tradizionale tripartizione dei poteri di Montesquieu.”
Questo episodio è il sintomo di un cambiamento epocale. Siamo di fronte a un nuovo potere esecutivo e transnazionale che sta eclissando, in quanto a potenza e immediatezza, i tre poteri tradizionali (legislativo, esecutivo e giudiziario). Un vero e proprio cambio di paradigma che caratterizzerà il futuro dei sistemi politici e le interazioni tra esseri umani.
Dalla "Stanza dei Bottoni" allo Schermo del cellulare
Il potere non ha più bisogno di manifestarsi fisicamente per esercitare il proprio controllo. Ha cambiato pelle, diventando invisibile e molecolare, come spiega efficacemente Benanti:
“C'è stato un tempo in cui il potere si vedeva: palazzi, bandiere, eserciti, stanze dei bottoni. Oggi entra nel cellulare, suggerisce una scelta, ordina una lista di risultati, decide cosa vediamo prima e cosa non vediamo mai. Il vertice di Pechino tra Xi Jinping e Donald Trump lo ha mostrato bene: la tecnologia non è più un settore commerciale, ma è il cuore della geopolitica. Chip, intelligenza artificiale, terre rare, cloud e dati sono diventati strumenti di potere. E chi controlla la capacità di calcolo non controlla solo le macchine, ma anche pezzi delle nostre menti. E per difendere i nostri diritti servono limiti etici già nel momento di scrittura dei codici.”
Una riflessione per il futuro
Se chi controlla gli algoritmi ha il potere di decidere che cosa vediamo, che cosa compriamo, come pensiamo e, nei casi più estremi, se abbiamo o meno il diritto di "esistere" nello spazio digitale, allora la democrazia è a rischio.
La questione è profondamente etica e costituzionale. Come suggerisce Padre Benanti, la difesa dei diritti umani e democratici non può più avvenire solo "dopo", attraverso le leggi ordinarie, ma deve essere integrata "prima", nel momento stesso in cui i codici e le intelligenze artificiali vengono programmati.
sabato, luglio 18, 2026
Il caso del gioielliere Roggero: tra propaganda politica e realtà dei fatti
Le uccisioni del gioielliere Mario Roggero erano per legittima difesa? No.
Erano eccesso di legittima difesa? Neppure.
La realtà dei fatti (oltre la narrazione dell'eroe)
La propaganda populista ama descrivere Roggero come un cittadino onesto, un lavoratore esasperato che si è difeso dall'ennesima rapina. Ma le carte processuali e la storia dell'uomo raccontano una verità molto diversa e decisamente più inquietante.
Per prima cosa, Roggero non era un cittadino qualunque legalmente armato. Nel 2005 era già stato condannato (tramite patteggiamento) per violazione di domicilio e minacce a mano armata, dopo aver fatto irruzione nella notte a casa del fidanzato della figlia, minacciando i genitori del ragazzo con una pistola carica. (Tra l'altro, usando la stessa logica salviniana ci si potrebbe chiedere se i genitori del ragazzo avrebbero potuto legittimamente sparare al gioielliere.) A causa di questo episodio gli era stato revocato il porto d’armi. Nonostante il divieto, ha scelto deliberatamente di violare la legge, procurandosi un’arma non denunciata e clandestina.
Il giorno della rapina, l'azione dei malviventi era ormai conclusa. I rapinatori erano usciti dal negozio e la famiglia del gioielliere era al sicuro e incolume. È a quel punto che Roggero ha scelto di trasformarsi in giustiziere: ha inseguito i fuggitivi fin fuori dal locale, sparando a distanza ravvicinata.
La dinamica successiva non ha nulla a che vedere con la difesa: dopo aver colpito i malviventi, ha inseguito uno di loro mentre era già a terra agonizzante, lo ha preso a calci in testa e, quando l'uomo ha tentato disperatamente di rialzarsi, ha sparato ancora per ucciderlo. Un secondo rapinatore è morto sul colpo, il terzo è sopravvissuto rimanendo ferito.
Inseguire dei ladri in fuga, sparare loro alle spalle, infierire su un corpo agonizzante con i calci e finirlo a colpi di pistola non è difesa. È un duplice omicidio volontario.
La sentenza e il ruolo delle attenuanti
La condanna a 14 anni e 9 mesi tiene già conto di tutte le attenuanti del caso, legate allo stato di shock e alla provocazione subita. Senza lo sconto della magistratura, per un reato del genere la pena avrebbe superato i 30 anni o l'ergastolo. Inoltre, considerando l'età avanzata del condannato (72 anni) e gli strumenti previsti dal nostro ordinamento (come la liberazione anticipata e la detenzione domiciliare per gli ultimi anni di pena), Roggero difficilmente passerà l'intera condanna dietro le sbarre.
Il ruolo del carcere e la sua funzione rieducativa su un uomo di oltre settant'anni sono temi su cui è legittimo e doveroso dibattere. Ma è un dibattito che appartiene alla magistratura di sorveglianza, da affrontare nei tempi e nei modi previsti dalla legge.
Lo sciacallaggio politico e lo snaturamento della grazia
Visto che ci troviamo in piena fase preelettorale, i leader del populismo nostrano, da Salvini a Meloni, fino a Vannacci, non hanno perso tempo. Hanno cavalcato la vicenda per recuperare voti, invocando a gran voce la grazia presidenziale e alimentando una disinformazione mediatica finalizzata a creare una polarizzazione da tifo da stadio.
La richiesta di grazia avanzata in questo momento, oltre a essere totalmente fuori dai binari procedurali, nasconde un'intenzione pericolosa. La politica non sta chiedendo un atto umanitario basato sul percorso di recupero dell'uomo; sta usando la grazia come se fosse un "quarto grado di giudizio". L'obiettivo sotterraneo è far passare il messaggio che la magistratura abbia applicato una legge sbagliata e che il Presidente debba annullarela sentenza.
Questo è un gravissimo snaturamento del concetto di grazia, che nasce come eccezione umanitaria e non come strumento politico per scavalcare il potere giudiziario.
Trasformare in eroe nazionale una persona violenta, che gira con armi illegali e che uccide oltre i confini di ogni legge, è il sintomo di una profonda crisi culturale. Ai politici che gridano nelle piazze non importa nulla del destino umano di Mario Roggero; importa solo la propria poltrona, e sanno perfettamente che soffiare sul fuoco della rabbia sociale è il modo più rapido per mantenerla.
Per un approfondimento sulla vicenda e sul dibattito giuridico, consiglio l'ascolto della puntata di Rai Radio 3:
mercoledì, luglio 01, 2026
Maria Callas e Giuseppe Di Stefano: Storia di una cura
Suona l'una | S2026 | Il canto ritrovato, Giuseppe di Stefano e Maria Callas | Rai Radio 3 | RaiPlay Sound
Oltre al materiale sonoro inedito, ciò che mi ha colpito ed emozionato di più è il racconto della cura, quasi terapeutica, che Di Stefano ebbe per la Callas: un tentativo profondo di aiutarla a ritrovare una voce che la fatica e la vita avevano ridotto quasi all'afonia.
Una storia di musica, ma soprattutto di straordinaria umanità.
mercoledì, giugno 24, 2026
Perché Salvini rimane alla guida della Lega nonostante la quasi decimazione dei consensi?
Oggi ho capito il perché.
“Matteo Salvini è ufficialmente il proprietario e titolare legale dei simboli del partito. A gennaio, al termine di un iter burocratico avviato nel 2018, il Ministero delle Imprese ha registrato a suo nome tre marchi. Tra questi figurano la dicitura "Lega per Salvini premier" e lo storico "Spadone" di Alberto da Giussano.
Questa mossa garantisce al segretario il controllo esclusivo e personale sui loghi ufficiali del movimento. In pratica, la Lega è blindata: senza di lui, il partito perde letteralmente il suo nome e i suoi simboli storici.”
domenica, giugno 14, 2026
Mi è capitato spesso, in Germania, di vedere esempi estremi di Regietheater (ovvero “regia alla tedesca”). Cioè opere decontestualizzate senza un senso con evidenti incongruenze tra scena e testo.
Questa, invece, è stata una messa in scena formidabile: costumi belli, originali e appropriati; un raffinato gioco di teatro nel teatro nel teatro; strutture scenografiche mirabili; ottima resa delle emozioni.
Insomma, un vero godimento per l’occhio, per l’orecchio e per l’anima.
Davvero bravi: regista, direttore, cantanti, musicisti, costumisti e scenografi.
lunedì, giugno 01, 2026
Kissing Gorbaciov: quando il punk italiano sbarcò in Unione Sovietica
È possibile che gruppi rock punk italiani siano stati invitati a suonare in
Unione Sovietica? E che relazione può mai esserci tra l’ultimo
presidente dell'URSS e un paesino sperduto della Puglia?
Le risposte a queste
domande, le trovate in Kissing Gorbaciov (Kissing Gorbaciov), lo straordinario documentario del 2023 diretto da Luigi D'Alife e Andrea
Paco Mariani.
L'utopia che
si fa storia
Il film ricostruisce
un'avventura nata nel 1988, quando un gruppo di giovani amministratori locali
pugliesi decise di investire sulla cultura per cambiare il proprio territorio.
Ispirati dal fermento della Perestrojka sovietica, organizzarono un
festival ("Le idi di marzo") portando per la prima volta
dei gruppi rock sovietici in Occidente, affiancati da pilastri del rock-punk nostrano come Litfiba e CCCP - Fedeli alla linea - Wikipedia.
L'anno successivo, a pochi mesi dal crollo del Muro di Berlino, il viaggio si invertì:
furono i musicisti italiani a imbarcarsi su un traballante aereo della Aeroflot
per un surreale viaggio tra Mosca e Leningrado.
Perché vederlo
È un'opera che
consiglio a tutti. Il documentario riesce magistralmente a trasmettere la
temperatura sociale e politica di un'epoca irripetibile.
• Per chi ha
vissuto quegli anni (fine anni '80, inizio anni '90): il film è un
viaggio a ritroso fatto di memoria, nostalgia e immagini d'archivio inedite e
potenti. Cattura quell'atmosfera di cambiamento universale che si respirava ma,
al tempo stesso, restituisce le sfumature e le stranezze specifiche delle realtà
geografiche coinvolte, dalla Puglia profonda alle piazze grigie dell'URSS.
• Per chi non
li ha vissuti: è una scoperta. Un’immersione. Fornisce uno spaccato della situazione storico sociale in un momento, in degli ambienti e in circostanze unici e irripetibili.
• Se poi siete, o siete stati, appassionati della musica dei CCCP, questo documentario è davvero imperdibile.
domenica, maggio 31, 2026
Borges e la topologia della Biblioteca di Babele: un 3-toro o un labirinto infinito?
Articolo ispirato dalla puntata L’arte della matematica di Radio3 Scienza.
Nel racconto La biblioteca di Babele, Jorge Luis Borges descrive una biblioteca-universo fatta di gallerie esagonali, tutte uguali, collegate da corridoi, scale e pozzi centrali.
Da qualunque
esagono si intravedono piani superiori e inferiori, destri e sinistri,
anteriori e posteriori: senza fine. Ogni settore ripete esattamente lo stesso
schema.
La si potrebbe
immaginare come una biblioteca infinita. Vai avanti o indietro e trovi altri
esagoni; vai a destra o a sinistra e ne trovi altri ancora; sali e scendi e il
paesaggio continua identico. Tuttavia, Borges aggiunge un dettaglio:
ipotizza che la biblioteca sia non soltanto illimitata, ma anche periodica.
In altre parole, un viaggiatore eterno, proseguendo abbastanza a lungo,
ritroverebbe gli stessi libri nello stesso ordine.
Ma quindi
Borges sta parlando la lingua della matematica? E in particolare quella della
geometria e della topologia?
Struttura
geometrico-topologica
In matematica,
una struttura del genere ricorda un 3‑toro. Detto in termini più
semplici, il toro è una ciambella. Ma quella di Borges potrebbe essere una
ciambella con una dimensione in più rispetto alle ciambelle che conosciamo. È una
ciambella in uno spazio a quattro dimensioni. E ha una precisa equazione
matematica:
In un 3-toro, se cammini sempre nella stessa direzione, torni al punto di partenza: è quello che succede su una circonferenza o a una formica che cammini sul nastro di Möbius.
Il 3‑toro aggiunge però una terza direzione rispetto
al nastro di Möbius: avanti/indietro, destra/sinistra, alto/basso diventano
tutte direzioni che, in un certo senso, si richiudono. Una lettura matematica
del racconto sostiene che la frase finale di Borges implicherebbe esattamente questa
struttura.
Ed è quanto afferma Marcus du Sautoy nella puntata radiofonica dedicata al rapporto tra arte e matematica: la Biblioteca di Babele potrebbe essere rappresentata come una ciambella in uno spazio a quattro dimensioni.
Non è stupefacente
che Borges, con la sua immaginazione, costruisca narrativamente un mondo che poi
viene riconosciuto dalla topologia? Borges parte da un bibliotecario, da scale
e da esagoni ed evoca una geometria non euclidea.
Tuttavia, l’intuizione
merita una piccola precisazione matematica.
La supposta forma
toroidale della biblioteca implicherebbe che, muovendosi abbastanza a lungo in
una direzione, si dovrebbe tornare esattamente al punto di partenza dopo un
tempo finito.
Borges, tuttavia, non lo afferma mai. Nel racconto la biblioteca viene descritta come “interminabile” e, solo nel finale, il narratore avanza l’ipotesi che sia “illimitata e periodica”: un viaggiatore eterno, attraversandola per secoli, finirebbe prima o poi per ritrovare gli stessi volumi nello stesso disordine.
Quindi si tratta di un 3-toro o no? Voi che ne pensate?
La libreria
contiene infiniti libri?
La biblioteca di
Borges sembrerebbe quindi infinita, ma i libri possibili non lo sono nel senso
stretto: il narratore precisa che i simboli ortografici sono venticinque e che
i libri sono costruiti combinando un numero finito di segni in un formato
fisso. Dunque il numero totale dei libri possibili è enorme ma comunque finito.
Non esistono infiniti libri diversi.
Eppure, questo non impedisce alla biblioteca di essere infinita. Se lo spazio degli esagoni si estende senza limite, allora gli stessi libri devono necessariamente comparire più volte: le copie possono essere infinite, anche se i contenuti distinti non lo sono. Non l’infinito dei libri, ma l’infinita ripetizione delle combinazioni possibili. Questo significa che la biblioteca nasce dall’incrocio di due idee: uno spazio sterminato e un repertorio finito di combinazioni.
La libreria come
sfera con centro ovunque e circonferenza irraggiungibile
A rendere tutto
ancora più borgesianamente interessante c’è la famosa immagine della biblioteca
come sfera il cui centro è ovunque e la cui circonferenza è irraggiungibile. È
una frase che sposta il problema dal “quanto è grande?” al “che cosa significa
stare dentro un universo senza un vero bordo accessibile?”. In una biblioteca
così, nessun punto è privilegiato e ogni esagono può sembrare centrale.
Conclusione
Collegare Borges
alla matematica, come accade nella puntata L’arte della matematica di Radio3 Scienza, ispirata dal lavoro di Marcus du Sautoy, significa anche
esplorare come alcune idee letterarie sanno evocare strutture matematiche
profonde.
La
letteratura evoca e la matematica aiuta a dare un nome a quanto intuito. Tra le
due un racconto che non si limita a narrare il mondo, ma che inventa una forma per
immaginarlo.
domenica, maggio 10, 2026
L’italiano, la lingua di Dante, Petrarca e Boccaccio, rischia di ridursi a dialetto
L'inglese sta sostituendo l'italiano nei settori nevralgici della società. Non è più solo una questione di termini alla moda, ma di sopravvivenza culturale. Diventeremo un "dialetto" d'uso domestico?
Barbara Malaisi analizza questo scenario critico nel suo articolo L’italiano che rischia di svanire, dove delinea uno scenario critico per la lingua italiana, che rischia di perdere la sua funzione di lingua di cultura.
L'analisi evidenzia come l'italiano stia scomparendo dai luoghi dove si produce il futuro: la ricerca scientifica, l'università, l'economia e la tecnologia. In questi ambiti, l'inglese è diventato lo standard assoluto. L'italiano sembra reggere solo nell'istruzione di base, ma crolla non appena si sale verso i livelli più alti della produzione intellettuale.
Citazioni significative a supporto del tema:
- Sulla perdita di capacità creativa:
"Economia, tecnologia, moda e intrattenimento parlano ormai inglese, ma la questione non riguarda soltanto il lessico: si allarga alla capacità di generare idee, immaginari, visioni."
- “«Una lingua è un dialetto con un esercito e una marina». È una frase del linguista Max Weinreich che funziona benissimo per spiegare la diffusione del francese, dello spagnolo, del portoghese, del russo e, soprattutto, dell’inglese ma che non funziona per l’italiano, che si è imposto attraverso la forza della letteratura e del prestigio culturale.
Dante, Petrarca e Boccaccio hanno costruito un modello linguistico che, grazie alla mediazione diPietro Bembo e poi dell’Accademia della Crusca, fondata nel 1583, ha resistito per secoli come punto di riferimento normativo.
Il Vocabolario della Crusca, pubblicato a Venezia nel 1612, fu il primo dizionario monolingue di un idioma moderno, modello per quelli in francese, spagnolo e tedesco che vennero dopo.
Un primato di cui, sottolinea Paolo D’Achille, dovremmo andare fieri. - Sull'invasione dei modelli mentali:
"L’Italia, in questa lettura, non sta soltanto importando parole straniere ma i modelli concettuali che quelle parole portano con sé." - Il paragone storico con il declino del latino:
"Sopravvive a scuola per l’alfabetizzazione di base ma cede ai livelli più avanzati. È esattamente ciò che accadde al latino nell’età del basso impero: si frantumò lentamente in una costellazione di parlate volgari." - Sull'identità nazionale:
"Un’ironia amara: si crea un ambiente universitario anglofono per essere più competitivi a livello globale e il risultato è che si formano giovani laureati meglio attrezzati per vivere e lavorare altrove. Il confronto a livello europeo è impietoso.
Se altri Paesi, come la Spagna o la Francia, hanno istituzioni che svolgono un ruolo attivo nella definizione delle politiche linguistiche e difendono la lingua nei contesti istituzionali, in Italia questo livello di intervento non è mai esistito in modo sistematico.
Le ragioni sono storiche: il peso delle politiche linguistiche del fascismo ha lasciato nel dopoguerra una diffidenza duratura verso qualsiasi forma di interventismo statale sulla lingua. Il cuore del problema tuttavia sono i fenomeni più sottili e meno visibili. Economia, tecnologia, moda e intrattenimento parlano ormai inglese, ma la questione non riguarda soltanto il lessico: si allarga alla capacità di generare idee, immaginari, visioni.
La lingua non è solo uno strumento di comunicazione. È il modo in cui un popolo pensa, immagina, costruisce il proprio futuro. Perderla o anche solo ridimensionarla significa smarrire una parte di ciò che si è."
Conclusione
L'articolo funge da monito: la lingua è l'architettura del pensiero. Se l'Italia continua a rinunciare alla propria lingua per descrivere la scienza e l'economia, rinuncerà inevitabilmente anche alla propria capacità di pensare in modo autonomo e originale, diventando un fruitore passivo di culture e modelli altrui.
Articolo intero: L’italiano che rischia di svanire.
martedì, aprile 14, 2026
Papa Prevost e Trump: virgolettati, fraintendimenti e realtà
Poco plausibili, perché sarebbe stato un errore grossolano da molti punti di vista.
Infatti, pare che la realtà della sua dichiarazione sia sostanzialmente diversa.
Prima di tutto, sembra che Prevost abbia detto che non intendeva rispondere a Trump. (Tra l’altro, pare che non abbia mai fatto esplicitamente il nome di Trump).
Poi, pressato dall’insistenza dei giornalisti che gli chiedevano se avesse paura dell’amministrazione Trump, ha risposto: «No, non ne ho paura. Non ho paura di proclamare a voce alta il messaggio del Vangelo, che è quello che credo di dover essere qui a fare e per cui la Chiesa è qui. Noi non siamo politici, non guardiamo alla politica estera con la stessa prospettiva ma come costruttori di pace».
Nella mente di Umberto Eco
Consiglio l’ascolto di questa serie radiofonica.
martedì, marzo 31, 2026
Caratteristiche Principali:
Significato di Cicchetto: Il termine deriva dal latino ciccus (“piccola quantità”), indicando assaggi gastronomici che ricordano le tapas spagnole.
Contesto: È il luogo ideale per l’aperitivo veneziano o uno spuntino veloce, frequentato sia da locali che da turisti.
Cibo Tipico: Mozzarella in carrozza, baccalà mantecato, sarde in saor, polpette di carne o pesce, e folpetti.
Atmosfera: Informale, conviviale e radicata nella tradizione, spesso senza sedie né tavolini, ideale per un’esperienza di “bacaro tour”.
mercoledì, marzo 11, 2026
Riflessioni sull'uso politico della famiglia del bosco
I fatti precisi non sono noti a me, né a voi che leggete, né ai politici, né alla Presidente del Consiglio. Sono noti solo ai pochi tecnici che li hanno valutati in base alla legge. E tali devono rimanere. “Nessuno dovrebbe saperne nulla perché ci sono di mezzo dei minori.”
Eppure tutti parlano. Tutti pontificano. Tutti usano parole come bambini, amore, famiglia mentre fanno tutt’altro.
In questo podcast, Luca Bizzarri fa una cosa ormai rarissima: rifiuta di commentare fatti che non conosciamo, ma parla dell’uso politico di una vicenda che coinvolge minori.
Mi trovo d’accordo con lui parola per parola.
“Qui non si sta difendendo nessun bambino, si sta usando la parola bambini per fare un’altra battaglia.”
Il punto non è chi abbia ragione, ma chi sta violando le regole:
– chi attacca i giudici senza conoscere i fatti
– chi trasforma una vicenda coperta da segreto in propaganda
– chi finge di difendere i minori mentre li sbatte in prima pagina
Chi parla di amore e famiglia calpesta il primo diritto da difendere: quello dei ragazzi a non diventare propaganda.
“Non c’è niente di più osceno di un adulto che dice di proteggere un minore nel momento esatto in cui lo espone.”
Uno Stato di diritto serve anche a questo. Il resto è solo rumore e bieca propaganda.
Ep.824 - La famiglia sui giornali
martedì, marzo 03, 2026
La musica occidentale: un classico senza apporto dei classici - un mio articolo per La scienza espressa
Perché la musica colta occidentale è diversa da tutte le altre arti?
Mentre pittura, scultura e letteratura hanno potuto costruirsi sulle rovine visibili del mondo greco-romano, la musica si è trovata davanti a un vuoto: nessun repertorio antico da suonare, nessuna opera fondativa da cui ripartire.
In questo articolo rifletto su come la tradizione musicale europea abbia dovuto “inventare” la propria classicità e su come la lettura della Breve storia eretica della musica classica di Alessandro Baricco mi abbia aiutato a rendere esplicita una consapevolezza che possedevo solo in forma implicita.
👉 Leggi qui l’articolo completo:
La musica occidentale senza l’apporto classico – La scienza espressa – Scienza Express edizioni
martedì, febbraio 24, 2026
Matteo Salvini e Giorgia Meloni: ovvero come passare da “io sto col poliziotto” a “io sto coi poliziotti che arrestano la mela marcia”.
È giù ad accusare i giudici di perseguitare chi la legge la difende!
“Un agente spara a uno spacciatore che gli puntava una pistola e viene indagato per omicidio volontario”, aveva detto la presidente del consiglio Giorgia Meloni sottintendendo l’inopportunità dell’azione della magistratura.
Quello copiato di seguito è, invece, un brano della recente nota della presidente del Consiglio.
Ecco a che cosa servono le indagini dei giudici, signora presidente del consiglio. Servono ad appurare se le storie raccontate da presunti innocenti corrispondano ai fatti realmente accaduti.
domenica, febbraio 15, 2026
Il prezzo umano del suicidio fascista
Il risultato fu:
– una guerra persa
– territori persi
– colonie perse
– oltre 300.000 militari italiani morti
– più di 150.000 civili italiani uccisi
– il paese umiliato e relegato a ruolo di satellite
A prescindere da tutto il resto, basterebbero questi fatti per consegnare Benito Mussolini alla storia come il peggiore statista che l’Italia abbia mai avuto.
Eppure, ancora oggi qualcuno continua a osannarlo in nome di un presunto patriottismo.
“Führer, rispondo alla Vostra lettera che mi è stata consegnata in questo momento dall’Ambasciatore Mackensen.
…
4) Per quanto concerne la Polonia, io ho la perfetta comprensione della posizione germanica e del fatto che una situazione così tesa non può durare all’infinito.
5) Per quanto riguarda l’atteggiamento pratico dell’Italia, nel caso di un’azione militare, il mio punto di vista è il seguente:
–Se la Germania attacca la Polonia e il conflitto rimane localizzato, l’Italia darà alla Germania ogni forma di aiuto politico, economico che le verrà richiesto.
–Se la Germania attacca la Polonia e gli Alleati contrattaccano la Germania, Vi prospetto l’opportunità di non assumere io l’iniziativa di operazioni belliche date le attuali condizioni della preparazione militare italiana ripetutamente e tempestivamente segnalate a Voi, Führer, e a von Ribbentrop. Il nostro intervento può tuttavia essere immediato se la Germania ci darà subito i mezzi bellici e le materie prime per sostenere l’urto che i franco-inglesi dirigeranno prevalentemente contro di noi …”
Il linguaggio filosofico tra profondità e incomprensibilità
In questo intervento Ferraris critica una certa tradizione novecentesca che ha trasformato la filosofia in commento di altri autori, appesantendola con terminologie “sacre” e termini greco-tedeschi usati più per stupire che per chiarire. Ferraris auspica un ritorno a una filosofia comprensibile e accessibile, senza rinunciare al rigore e alla complessità ma evitando l’incomprensibilità ammantata di pseudo profondità.
“La filosofia è stata molto oscura soprattutto nel novecento, perché si è spesso ridotta a glossa di altri autori.
Così si è introdotto un livello ulteriore di oscurità, perché per capire lo scritto di tale su tal altro devi già conoscere tal altro. Se non lo conosci già, lo scritto ti risulta oscuro.
Inoltre, spesso tale scrive sotto la soggezione della lingua di tal altro per cui sente la necessità di citare termini tedeschi del tutto inutili ma convocati come parole sacre all’interno del testo.
Si faceva prima con il tedesco, si fa adesso con l’inglese.
Ma è esattamente la stessa cosa: si citano le parole magiche per impressionare i lettori, così come faceva azzeccagarbugli per impressionare Renzo.
Tra l’altro, chi introduce questi termini tedeschi o greci ne è spesso già soggiogato. Cioè crede che queste parole abbiano un valore magico per la comprensione. Credono che portino un plusvalore all’interno del testo ma, in realtà, lo svalorizzano rendendolo incomprensibile.
Allo stesso tempo ci sono molte persone che amano leggere i testi oscuri, perché hanno l’impressione di avere a che fare con qualcosa di profondo. Credono di entrare in una profondità che loro stessi non comprendono, ma che avvolge tutto in un’aura magica.
Da queste considerazioni si evince che si può anche parlare di filosofia in modo chiarissimo, senza aggiungere glosse e senza ricorrere a parole magiche.
Io e altri facciamo così e ci troviamo benissimo.”
mercoledì, gennaio 28, 2026
Chimere, trapianti e destini
Un trapianto di midollo costa più di 200.000 euro nel primo anno. Per molti, è semplicemente inaccessibile. Grazie alla sanità pubblica, io l’ho ricevuto gratuitamente e senza contenziosi contro le assicurazioni.
Questa esperienza mi ha insegnato che la sanità pubblica resta un patrimonio collettivo enorme. Difenderla significa decidere che il diritto alla cura non debba dipendere dal reddito ma restare tale per tutti.
Ne parlo in questo articolo pubblicato ieri su La Scienza Espressa:
Chimere, trapianti e destini – La scienza espressa – Scienza Express edizioni
domenica, gennaio 25, 2026
La dimestichezza con i numeri di alcuni giornalisti
Eppure, nella puntata di prima pagina di Radio 3 di oggi, Paolo Valentino del Corriere della Sera non ha battuto ciglio quando un ascoltatore ha riportato questi e altri strafalcioni numerici.
Anzi, lo ha pure elogiato per aver fornito una conferma numerica.
Nel dettaglio…
In una telefonata in diretta, un ascoltatore propone un confronto tra le percentuali dei caduti italiani e statunitensi sui rispettivi numeri di truppe inviate truppe inviate in Afghanistan.
L’ascoltatore afferma che tra gli 80.000 militari statunitensi inviati in Afghanistan si sono registrati 2465 caduti.
E tra i 4000 militari italiani si sono registrati 54 caduti
"Certo", conferma il giornalista. "È giusto indignarsi. Lei con questi dati conferma l’errore del presidente americano".
La telefonata è al minuto 16 di questo podcast:
venerdì, gennaio 16, 2026
"Sant’Antoniu allu desertu" canzone umbro-sabino-aquilana cantata alla vigilia della festa di sant'Antonio abate
Bona sera amici cari tutti quanti qui presenti, sete tutti qui vinuti pe la festa de domani, che domani è S. Antoniu lu nemicu de lu demonio.
[Rit.] S. Antonio S. Antonio lu nemicu de lu demonio!
Li parenti de S. Antonio una moje je vojono dàne, ma lui nun ne vo’ sapene, ne lu desertu se fa mannàne
pe n’avè la seccatura de sta a fà ’na creatura. [Rit.]
S. Antonio allu desertu se magnava li tajulini, Satanassu pe’ dispettu je rubbette li furcini
S. Antonio nun se 'ncagna, co le mani se li magna. [Rit.]
Sant’Antonio allu desertu se r’cucìa li carzuni, Satanassu pe’ dispettu je rubbette li vuttuni
Sant’Antonio se ne frega co lu spago se li lega. [Rit.]
S. Antonio allu desertu se facìa la permanente, Satanassu per dispetto je stacchette la corente
S. Antonio nun se ’mpiccia e co’ le deta se l’arriccia. [Rit.]
Sant’Antonio allu desertu se ne stava senza moje, Satanasso pe’ dispettu je risveja certe voje.
Sant’Antonio no je ’mporta, se lu cciacca su la porta. [Rit.]
S. Antonio a la fontana se lavava la ’nzalata, Satanassu pe’ dispettu je tirette ’na sassata
S. Antonio lu pia pe lu collu e lu mette co lu capo a mollo. [Rit.]
S. Antonio allu desertu se diceva l’orazione, Satanassu per dispettu je fa lu versu de lu trombone
S. Antonio cu lu furbicione trìcchete-tràcche lu fa cappone. [Rit.]
domenica, gennaio 11, 2026
Videorecensione di Paolo Alessandrini de Il mistero della discesa infinita
lunedì, gennaio 05, 2026
I vaccinati COVID muoiono più dei non vaccinati?
Uno studio francese su 29 milioni di persone è stato pubblicato di recente sul Journal of the American Medical Association. Cioè una delle riviste mediche più prestigiose al mondo.
• I vaccinati muoiono meno dei non vaccinati
• Tra i vaccinati ci sono meno morti per COVID, ma anche meno morti per malattie cardiache, tumori e incidenti
• Non è stato riscontrato nessun aumento di “morti improvvise”
• Sono stati inseriti controlli rigorosi per eliminare distorsioni legate a età, salute, abitudini: il vantaggio rimane
Conclusione: la realtà è meno sensazionalistica di certe narrazioni. Informarsi, verificare e ragionare fa la differenza.
Articolo scientifico completo:
giovedì, gennaio 01, 2026
Tatiana Schlossberg: leucemia, speranza e il valore di un sistema sanitario equo
Lei ha scoperto di avere una leucemia mieloide acuta poche ore dopo aver dato alla luce la sua seconda figlia. Da quel momento è iniziata una lotta durissima: chemioterapie, trapianti di midollo, terapie sperimentali, speranze e ricadute.
Per me, invece, il primo trapianto ha funzionato e la terapia si è fermata più o meno lì.
Ma un altro aspetto che accomuna la mia storia alla sua è l’emergere dal suo racconto della forza dei legami familiari e della dedizione di medici e personale infermieristico.
Un’altra grande differenza, invece, appare quando la Schlossberg descrive le enormi difficoltà causate dal sistema sanitario americano: burocrazia, assicurazioni, incertezze sulla copertura, e persino tagli alla ricerca decisi dal cugino di sua madre, Robert F. Kennedy Jr., nominato ministro della Sanità, che ha ridotto fondi e messo in discussione vaccini e protocolli salvavita. Decisioni politiche che implicano la perdita di molte vite.
Leggendo la sua storia, non posso non pensare alla differenza con i sistema sanitari italiano e tedesco (e anche di molti altri paesi europei), che garantiscono cure a tutti, senza il rischio di perdere l’accesso alle terapie per motivi economici. Un testo che commuove e fa riflettere sul valore della scienza, della ricerca e di un sistema sanitario equo.
Una versione romanzata della mia storia si può trovare sul libro “Il volo delle chimere” edito da Scienza Express edizioni.






