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mercoledì, maggio 15, 2019

La democrazia e le bufale ai tempi delle reti sociali

Saviano: “preferisco salvare i miei fratelli clandestini piuttosto che qualche terremotato italiano piagnucolone”!

È credibile un’affermazione del genere?

È credibile che la sorella della Boldrini morta da anni percepisca una pensione di invalidità?

Eppure ci sono state milioni di persone che hanno letto/visualizzato queste e altre simili notizie false e una parte di loro ha agito di conseguenza. Frasi-slogan di facilissima comprensione che hanno una diffusione e un’efficacia superiori a quelle del TG di prima serata ma che sono false.

Ancora sulla chiusura da parte di Facebook di 23 pagine di notizie false.
È giusto che un’azienda privata decida che cosa deve entrare nella discussione pubblica?

Questi temi sono stati discussi in questa interessantissima puntata di TUTTA LA CITTA' NE PARLA: Facebook contro le fake news.

domenica, maggio 05, 2019

Crozza, Cadwalladr e il ruolo di Facebook nella manipolazione degli elettori: un preludio alla psicostoriografia?

Anche Crozza ha efficacemente commentato l'indagine di Carole Cadwalladr, giornalista dell'Observer, sul ruolo di Facebook nella Brexit e nella manipolazione degli elettori.

Tra l'altro, proprio oggi ho letto un brano su un tema simile da POTERI E INFORMAZIONE - Teorie della comunicazione e storia della manipolazione politica in Italia (1850-1930) di Massimiliano Panarari

...Eric Hoffer vuole costruire una spiegazione unificante che identifica i fanatici con dei «frustrati», sebbene non in un’« accezione clinica», ossia in quegli «individui che, per un motivo e per un altro, ritengono di condurre un’esistenza compromessa o sprecata»
...
la persuasione delle masse pronte ad abbracciare il fanatismo si giocherebbe fondamentalmente sui talenti carismatici e sulle abilità oratorie degli «uomini d’eloquio» leaders dei movimenti ideologici.

Ma la società a cui si riferiva Eric Hoffer era quella degli anni '50. Oggi ai talenti carismatici e alle abilità oratorie degli «uomini d’eloquio» si sono aggiunte le potentissime capacità manipolatorie delle reti sociali con Facebook in prima linea.
Siamo forse di fronte a un'anticipazione di una versione distopica della psicostoriografia immaginata da Asimov?

sabato, aprile 27, 2019

Il ruolo di Facebook nella Brexit e nella manipolazione degli elettori

Secondo Carole Cadwalladr, giornalista dell'Observer, Cambridge Analytica avrebbe ottenuto illecitamente i profili di 87 milioni di utenti Facebook e li avrebbe analizzati per capire le paure di ciascun utente e indirizzare post pubblicitari su Facebook, come quello che sosteneva che 76 milioni di turchi stavano per entrare nell’Unione Europea: una menzogna assoluta.

“La Turchia non sta per entrare nell’Unione Europea. Non c’è nemmeno una discussione in corso nella UE. E la gran parte di noi, non ha mai visto questi annunci perché non eravamo il target scelto. E l’unico motivo per cui possiamo vederli oggi è perché il Parlamento ha costretto Facebook a darceli.
Forse a questo punto potreste pensare, “in fondo parliamo soltanto di un po’ di soldi spesi in più, e di qualche bugia”. Ma questa è stata la più grande frode elettorale del Regno Unito degli ultimi cento anni. Un voto che ha cambiato le sorti di una generazioni deciso dall’uno per cento dell’elettorato. E questo è soltanto uno dei reati che ci sono stati in occasione del referendum.“

Al TED di Vancouver Carole Cadwalladr ha spiegato come i le reti sociali abbiano cambiato il destino del Regno Unito e stiano nuocendo alle democrazie di tutto il mondo.

Ecco il video in inglese e la trascrizione/traduzione del testo. Di seguito una sintesi dell'inizio del video. Ne ha parlato anche Serra: La truffa vincente.


La giornalista è andata nelle valli del Galles meridionale per capire perché il sessantadue per cento delle persone avevano votato per lasciare l’Unione Europea al referendum della Brexit.

Nonostante le infrastrutture costruite in gran parte grazie ai finanziamenti dall’Unione Europea: un nuovissimo college da 33 milioni di sterline, un nuovo centro sportivo parte di un progetto di rigenerazione urbana da 350 milioni di sterline, un tratto stradale da 77 milioni di sterline, una nuova linea ferroviaria e una nuova stazione; grossi cartelli ovunque a ricordare gli investimenti della UE in Galles.

Un giovane intervistato davanti al centro sportivo le dice di aver votato per il Leave, perché l’Unione Europea non ha fatto nulla per lui e ne ha abbastanza di questa situazione. E in tutta la città le persone le dicevano la stessa cosa: volevano riprendere il controllo, non ne potevano più di immigranti e rifugiati. Ma camminando per la città, la giornalista non incontra un solo immigrato o rifugiato. Incontra solo una signora polacca che le dice di essere l’unica straniera in paese.

Ma questa donna le dice anche di tutta quella roba che aveva visto su Facebook durante la campagna elettorale. Di roba che faceva paura, sull’immigrazione in generale, e in particolare sulla Turchia. Allora la giornalista prova a indagare, ma non ho trova nulla. Perché su Facebook non ci sono archivi degli annunci pubblicitari o di quello ciascuno di noi ha visto sul proprio “news feed”. Non c’è traccia di nulla, buio assoluto.

Questo referendum avrà un profondo effetto per sempre sulla Gran Bretagna. Ebbene, l’intero referendum si è svolto nel buio più assoluto perché si è svolto su Facebook. E quello che accade su Facebook resta su Facebook. Perché soltanto tu sai cosa c’era sul tuo news feed, e poi sparisce per sempre, ma così è impossibile fare qualunque tipo di ricerca. Così non abbiamo idea di quali annunci ci siano stati, di quale impatto hanno avuto, o di quali dati personali sono stati usati per profilare i destinatari dei messaggi. O anche solo chi li ha pagati, quanti soldi ha investito, e nemmeno di quale nazionalità fossero questi investitori.

Noi non lo possiamo sapere ma Facebook lo sa. Facebook ha tutte queste risposte e si rifiuta di condividerle. Il Parlamento britannico ha chiesto numerose volte a Mark Zuckerberg di dare le risposte che cercano. E ogni volta, lui si è rifiutato. Dovete chiedervi perché. Perché molti reati sono stati compiuti durante il referendum. E sono stati fatti su Facebook.

Questo è accaduto perché nel Regno Unito c’è un limite ai soldi che si possono spendere in campagna elettorale. Ma questa legge non funziona più. La campagna elettorale del referendum infatti si è svolta soprattutto online. E si può spendere qualunque cifra su Facebook, Google o YouTube senza che nessuno lo sappia mai, perché queste aziende sono scatole nere. Ed è esattamente quello che è accaduto.

Continua...

mercoledì, aprile 20, 2016

Sono il cittadino medio di facebook? (gradi di separazione)

Il nostro più amato socialcoso mi fa sapere che, con i miei 3,37 gradi medi di separazione da tutti gli altri utenti di facebook mi avvicino molto alla media globale dei  3,57 gradi di separazione.

Ho l'impressione che i miei 3,37 gradi si trovino molto vicini al massimo della curva.
Che conclusioni dovrei trarne?

lunedì, agosto 17, 2015

Sulla gestione dell'immigrazione ovvero del disadeguamento dallo spirito estivo

Copincollo da una discussione sulla gestione dell'immigrazione scaturita da alcune considerazioni di un contatto FB sul caso Merkel/ragazzina palestinese.

È sicuramente vero che le istituzioni tedesche sono molto ben organizzate nella gestione dell'immigrazione. E che lo stesso non si può dire per le istituzioni italiane. Ma non dobbiamo neppure generalizzare a nostro svantaggio, come solo noi italiani sappiamo fare così bene. Dobbiamo anche cercare di vedere le cose che facciamo e che gli altri non fanno. Vedi, ad esempio, l'operazione Mare nostrum. («558 interventi, 100.250 persone soccorse, 728 scafisti arrestati, 6 navi sequestrate, soccorse oltre centomila persone e decine e decine di migliaia salvate. Per l'operazione l'Italia ha speso in un anno 114 milioni di euro, 9,5 milioni al mese, mentre la nuova operazione di pattugliamento delle frontiere, Triton, costerà 3 milioni di euro al mese e sarà pagata dai fondi europei».).
Per quella lodevole operazione l'Italia ha speso milioni di euro pubblici per mandare la marina militare a salvare gli immigrati mentre altri stati europei pensavano all'erezione di muri in difesa del territorio nazionale.
E qualche giorno fa ascoltavo un servizio della Deutschlandfunk, sostanzialmente la radio nazionale tedesca, in cui l'inviato in Italia lodava la generosità e l'ospitalità dei siciliani nei confronti di questi poveri cristi. Sottolineando che le stesse cose non si potevano dire per aree geografiche disposte più a nord.
E non bisogna dimenticare neppure che, oltre all'Italia di Salvini e dei razzisti c'è anche un Italia di volontari che spendono soldi e tempo libero per aiutare questi poveracci. Dovremmo cercare di non pubblicizzare sempre e solo quell'Italia negativa. Voi mi direte ma i Salvini e i razzisti sono molti di più. Certo, sicuramente è molto più facile giocare a fare il razzista che spendere i propri soldi e il proprio tempo libero per aiutare il prossimo.

Qui si trova un interessante articolo sul tema: Da Mare Nostrum a Triton

lunedì, settembre 23, 2013

Sull'inutilità della distruzione dell’avversario

Grazie alla condivisione dell'amico ubik mi sono andato a leggere l'articolo "Io non mi diverto più" di Beatrice Mautino. Mi trovo totalmente d'accordo con il messaggio dell'articolo. Ed è già da tempo che, nel mio piccolo, cerco di mettere in pratica tale massima.

"Il punto non è che mi sono stufata del Cicap o di quel che gira attorno ai fan della scienza. Non ho nemmeno perso la voglia di divertirmi e scherzare su queste cose. Il punto è che tutto questo indignarsi, prendere in giro, leggere i peggio link e guardare tutta l’immondizia che gira su youtube per poi commentarla rigo per rigo o battuta per battuta, passare il tempo a cercare di sputtanare questo complottista o quel fuffaro, è una grande, gigantesca, enorme perdita di tempo.
Ed è tempo non solo che non torna più indietro come le stagioni di Guccini, ché ognuno ha poi anche il diritto di gettar via la propria vita come crede, ma è tempo che potrebbe essere investito in qualcosa di immensamente più utile. È tempo che si leva alla sperimentazione di nuovi linguaggi e nuove modalità di comunicazione. È tempo che si leva alla documentazione. È tempo che si leva alla produzione di informazione corretta.
È tempo che si regala a quei complottisti o fuffari che vogliamo tanto combattere."

martedì, novembre 01, 2011

Flussi e riflussi del mediasocialismo

Amici che convinci ad aprirsi una casella di posta elettronica; e poi un blog; e dopo anni loro ti convincono a crearti un profilo su feisbuc. Chi esce dai blog perché sono vecchiume e cerca di farti entrare in Twitter. Chi si autodistrugge su feisbuc con riti esorcizzanti per poi rientrare sotto nuove spoglie. Gente che legge senza commentare e che commenta senza leggere. Fenomeni di buloanorressia da commento.
Vanno, vengono; ogni tanto si fermano. E quando si fermano...

martedì, aprile 13, 2010

Gli anziani della rete

In questo articolo dell'Espresso leggo:

"... Il che dovrebbe ricomporre in un unico target (pubblicitario ma non solo, come vedremo) i due grandi segmenti in cui ultimamente si sono divisi gli utenti del Web: quelli più 'anziani' (sopra i 35 anni) che usano ancora la posta elettronica, e quelli più giovani che l'hanno abbandonata da tempo per conversare direttamente all'interno dei social network."

È stato interessante venire a conoscenza che nella rete appartengo già alla generazione degli anziani. Sono in buona compagnia però eh!? ;-)

Sto meditando di abbandonare posta elettronica e blog ed esprimermi solo attraverso Twitter e Facebook. Che dite funzionerebbe?