Dicono di difendere i bambini ma li usano per attaccare giudici e istituzioni.È questo il vero scandalo.
I fatti precisi non sono noti a me, né a voi che leggete, né ai politici, né alla Presidente del Consiglio. Sono noti solo ai pochi tecnici che li hanno valutati in base alla legge. E tali devono rimanere. “Nessuno dovrebbe saperne nulla perché ci sono di mezzo dei minori.”
Eppure tutti parlano. Tutti pontificano. Tutti usano parole come bambini, amore, famiglia mentre fanno tutt’altro.
In questo podcast, Luca Bizzarri fa una cosa ormai rarissima: rifiuta di commentare fatti che non conosciamo, ma parla dell’uso politico di una vicenda che coinvolge minori.
Mi trovo d’accordo con lui parola per parola.
“Qui non si sta difendendo nessun bambino, si sta usando la parola bambini per fare un’altra battaglia.”
Il punto non è chi abbia ragione, ma chi sta violando le regole:
– chi attacca i giudici senza conoscere i fatti
– chi trasforma una vicenda coperta da segreto in propaganda
– chi finge di difendere i minori mentre li sbatte in prima pagina
Chi parla di amore e famiglia calpesta il primo diritto da difendere: quello dei ragazzi a non diventare propaganda.
“Non c’è niente di più osceno di un adulto che dice di proteggere un minore nel momento esatto in cui lo espone.”
Uno Stato di diritto serve anche a questo. Il resto è solo rumore e bieca propaganda.
Ep.824 - La famiglia sui giornali
Blogghetto
Un diario con divagazioni su varie mie passioni. Tra le quali la musica, la matematica, la scrittura, la cucina, i viaggi, la Germania e i balli popolari del centro-sud Italia.
mercoledì, marzo 11, 2026
martedì, marzo 03, 2026
La musica occidentale: un classico senza apporto dei classici - un mio articolo per La scienza espressa
Oggi su La scienza espressa – Scienza Express edizioni compare un mio articolo/recensione su musica occidentale come classico senza apporto dei classici e sul saggio di Baricco come esempio di maieutica socratica.
Perché la musica colta occidentale è diversa da tutte le altre arti?
Mentre pittura, scultura e letteratura hanno potuto costruirsi sulle rovine visibili del mondo greco-romano, la musica si è trovata davanti a un vuoto: nessun repertorio antico da suonare, nessuna opera fondativa da cui ripartire.
In questo articolo rifletto su come la tradizione musicale europea abbia dovuto “inventare” la propria classicità e su come la lettura della Breve storia eretica della musica classica di Alessandro Baricco mi abbia aiutato a rendere esplicita una consapevolezza che possedevo solo in forma implicita.
👉 Leggi qui l’articolo completo:
La musica occidentale senza l’apporto classico – La scienza espressa – Scienza Express edizioni
martedì, febbraio 24, 2026
Matteo Salvini e Giorgia Meloni: ovvero come passare da “io sto col poliziotto” a “io sto coi poliziotti che arrestano la mela marcia”.
In vista dell’imminente referendum, come potevano lasciarsi scappare quell’occasione per screditare la magistratura?
È giù ad accusare i giudici di perseguitare chi la legge la difende!
“Un agente spara a uno spacciatore che gli puntava una pistola e viene indagato per omicidio volontario”, aveva detto la presidente del consiglio Giorgia Meloni sottintendendo l’inopportunità dell’azione della magistratura.
Quello copiato di seguito è, invece, un brano della recente nota della presidente del Consiglio.
Ecco a che cosa servono le indagini dei giudici, signora presidente del consiglio. Servono ad appurare se le storie raccontate da presunti innocenti corrispondano ai fatti realmente accaduti.
È giù ad accusare i giudici di perseguitare chi la legge la difende!
“Un agente spara a uno spacciatore che gli puntava una pistola e viene indagato per omicidio volontario”, aveva detto la presidente del consiglio Giorgia Meloni sottintendendo l’inopportunità dell’azione della magistratura.
Quello copiato di seguito è, invece, un brano della recente nota della presidente del Consiglio.
Ecco a che cosa servono le indagini dei giudici, signora presidente del consiglio. Servono ad appurare se le storie raccontate da presunti innocenti corrispondano ai fatti realmente accaduti.
"Gli inquirenti ipotizzano che questo crimine sia legato a dinamiche connesse allo spaccio di sostanze stupefacenti, nelle quali sarebbe coinvolto anche l’agente di Polizia che ha sparato. Se quanto ipotizzato trovasse conferma nel seguito delle indagini, ci ritroveremmo davanti a un fatto gravissimo, un tradimento nei confronti della Nazione e della dignità e onorabilità delle nostre Forze dell’Ordine"
domenica, febbraio 15, 2026
Il prezzo umano del suicidio fascista
I brani della lettera, copiati di seguito, che Benito Mussolini inviò ad Adolf Hitler il 25 agosto 1939, mostrano un fatto spesso dimenticato: non solo i suoi generali, ma anche Mussolini sapeva perfettamente che l’esercito italiano non era pronto alla guerra contro Francia e Gran Bretagna.
– una guerra persa
– territori persi
– colonie perse
– oltre 300.000 militari italiani morti
– più di 150.000 civili italiani uccisi
– il paese umiliato e relegato a ruolo di satellite
A prescindere da tutto il resto, basterebbero questi fatti per consegnare Benito Mussolini alla storia come il peggiore statista che l’Italia abbia mai avuto.
Eppure, ancora oggi qualcuno continua a osannarlo in nome di un presunto patriottismo.
“Führer, rispondo alla Vostra lettera che mi è stata consegnata in questo momento dall’Ambasciatore Mackensen.
…
4) Per quanto concerne la Polonia, io ho la perfetta comprensione della posizione germanica e del fatto che una situazione così tesa non può durare all’infinito.
5) Per quanto riguarda l’atteggiamento pratico dell’Italia, nel caso di un’azione militare, il mio punto di vista è il seguente:
–Se la Germania attacca la Polonia e il conflitto rimane localizzato, l’Italia darà alla Germania ogni forma di aiuto politico, economico che le verrà richiesto.
–Se la Germania attacca la Polonia e gli Alleati contrattaccano la Germania, Vi prospetto l’opportunità di non assumere io l’iniziativa di operazioni belliche date le attuali condizioni della preparazione militare italiana ripetutamente e tempestivamente segnalate a Voi, Führer, e a von Ribbentrop. Il nostro intervento può tuttavia essere immediato se la Germania ci darà subito i mezzi bellici e le materie prime per sostenere l’urto che i franco-inglesi dirigeranno prevalentemente contro di noi …”
Pochi mesi dopo, però, Mussolini cambiò idea: i tedeschi stavano sbaragliando le truppe anglo francesi e lui deve aver pensato che la morte di qualche migliaio di italiani sarebbe stata risarcita con cospicue conquiste territoriali.
Il risultato fu:
Il risultato fu:
– una guerra persa
– territori persi
– colonie perse
– oltre 300.000 militari italiani morti
– più di 150.000 civili italiani uccisi
– il paese umiliato e relegato a ruolo di satellite
A prescindere da tutto il resto, basterebbero questi fatti per consegnare Benito Mussolini alla storia come il peggiore statista che l’Italia abbia mai avuto.
Eppure, ancora oggi qualcuno continua a osannarlo in nome di un presunto patriottismo.
“Führer, rispondo alla Vostra lettera che mi è stata consegnata in questo momento dall’Ambasciatore Mackensen.
…
4) Per quanto concerne la Polonia, io ho la perfetta comprensione della posizione germanica e del fatto che una situazione così tesa non può durare all’infinito.
5) Per quanto riguarda l’atteggiamento pratico dell’Italia, nel caso di un’azione militare, il mio punto di vista è il seguente:
–Se la Germania attacca la Polonia e il conflitto rimane localizzato, l’Italia darà alla Germania ogni forma di aiuto politico, economico che le verrà richiesto.
–Se la Germania attacca la Polonia e gli Alleati contrattaccano la Germania, Vi prospetto l’opportunità di non assumere io l’iniziativa di operazioni belliche date le attuali condizioni della preparazione militare italiana ripetutamente e tempestivamente segnalate a Voi, Führer, e a von Ribbentrop. Il nostro intervento può tuttavia essere immediato se la Germania ci darà subito i mezzi bellici e le materie prime per sostenere l’urto che i franco-inglesi dirigeranno prevalentemente contro di noi …”
Il linguaggio filosofico tra profondità e incomprensibilità
Le parole di Maurizio Ferraris, ordinario di filosofia teoretica all’Università di Torino, fanno riflettere sul malinteso ruolo della filosofia e sul rapporto, spesso problematico, tra profondità e oscurità del linguaggio.
In questo intervento Ferraris critica una certa tradizione novecentesca che ha trasformato la filosofia in commento di altri autori, appesantendola con terminologie “sacre” e termini greco-tedeschi usati più per stupire che per chiarire. Ferraris auspica un ritorno a una filosofia comprensibile e accessibile, senza rinunciare al rigore e alla complessità ma evitando l’incomprensibilità ammantata di pseudo profondità.
In questo intervento Ferraris critica una certa tradizione novecentesca che ha trasformato la filosofia in commento di altri autori, appesantendola con terminologie “sacre” e termini greco-tedeschi usati più per stupire che per chiarire. Ferraris auspica un ritorno a una filosofia comprensibile e accessibile, senza rinunciare al rigore e alla complessità ma evitando l’incomprensibilità ammantata di pseudo profondità.
La chiarezza semplifica il pensiero o, al contrario, ne è la sua forma più esigente?
“La filosofia è stata molto oscura soprattutto nel novecento, perché si è spesso ridotta a glossa di altri autori.
Così si è introdotto un livello ulteriore di oscurità, perché per capire lo scritto di tale su tal altro devi già conoscere tal altro. Se non lo conosci già, lo scritto ti risulta oscuro.
Inoltre, spesso tale scrive sotto la soggezione della lingua di tal altro per cui sente la necessità di citare termini tedeschi del tutto inutili ma convocati come parole sacre all’interno del testo.
Si faceva prima con il tedesco, si fa adesso con l’inglese.
Ma è esattamente la stessa cosa: si citano le parole magiche per impressionare i lettori, così come faceva azzeccagarbugli per impressionare Renzo.
Tra l’altro, chi introduce questi termini tedeschi o greci ne è spesso già soggiogato. Cioè crede che queste parole abbiano un valore magico per la comprensione. Credono che portino un plusvalore all’interno del testo ma, in realtà, lo svalorizzano rendendolo incomprensibile.
Allo stesso tempo ci sono molte persone che amano leggere i testi oscuri, perché hanno l’impressione di avere a che fare con qualcosa di profondo. Credono di entrare in una profondità che loro stessi non comprendono, ma che avvolge tutto in un’aura magica.
Da queste considerazioni si evince che si può anche parlare di filosofia in modo chiarissimo, senza aggiungere glosse e senza ricorrere a parole magiche.
Io e altri facciamo così e ci troviamo benissimo.”
“La filosofia è stata molto oscura soprattutto nel novecento, perché si è spesso ridotta a glossa di altri autori.
Così si è introdotto un livello ulteriore di oscurità, perché per capire lo scritto di tale su tal altro devi già conoscere tal altro. Se non lo conosci già, lo scritto ti risulta oscuro.
Inoltre, spesso tale scrive sotto la soggezione della lingua di tal altro per cui sente la necessità di citare termini tedeschi del tutto inutili ma convocati come parole sacre all’interno del testo.
Si faceva prima con il tedesco, si fa adesso con l’inglese.
Ma è esattamente la stessa cosa: si citano le parole magiche per impressionare i lettori, così come faceva azzeccagarbugli per impressionare Renzo.
Tra l’altro, chi introduce questi termini tedeschi o greci ne è spesso già soggiogato. Cioè crede che queste parole abbiano un valore magico per la comprensione. Credono che portino un plusvalore all’interno del testo ma, in realtà, lo svalorizzano rendendolo incomprensibile.
Allo stesso tempo ci sono molte persone che amano leggere i testi oscuri, perché hanno l’impressione di avere a che fare con qualcosa di profondo. Credono di entrare in una profondità che loro stessi non comprendono, ma che avvolge tutto in un’aura magica.
Da queste considerazioni si evince che si può anche parlare di filosofia in modo chiarissimo, senza aggiungere glosse e senza ricorrere a parole magiche.
Io e altri facciamo così e ci troviamo benissimo.”
La lingua batte | Le parole della filosofia | Rai Radio 3 | RaiPlay Sound
mercoledì, gennaio 28, 2026
Chimere, trapianti e destini
Curarsi non dovrebbe dipendere dal conto in banca.
Un trapianto di midollo costa più di 200.000 euro nel primo anno. Per molti, è semplicemente inaccessibile. Grazie alla sanità pubblica, io l’ho ricevuto gratuitamente e senza contenziosi contro le assicurazioni.
Questa esperienza mi ha insegnato che la sanità pubblica resta un patrimonio collettivo enorme. Difenderla significa decidere che il diritto alla cura non debba dipendere dal reddito ma restare tale per tutti.
Ne parlo in questo articolo pubblicato ieri su La Scienza Espressa:
Chimere, trapianti e destini – La scienza espressa – Scienza Express edizioni
Un trapianto di midollo costa più di 200.000 euro nel primo anno. Per molti, è semplicemente inaccessibile. Grazie alla sanità pubblica, io l’ho ricevuto gratuitamente e senza contenziosi contro le assicurazioni.
Questa esperienza mi ha insegnato che la sanità pubblica resta un patrimonio collettivo enorme. Difenderla significa decidere che il diritto alla cura non debba dipendere dal reddito ma restare tale per tutti.
Ne parlo in questo articolo pubblicato ieri su La Scienza Espressa:
Chimere, trapianti e destini – La scienza espressa – Scienza Express edizioni
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