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martedì, aprile 02, 2019

La benefica caccia alle lucertole della città per il bene dei cittadini, degli animali e per il risparmio

Quando mi trovo di fronte a fenomeni culturali simili sono sempre combattuto tra due sentimenti: uno è la grande ammirazione per il livello di dettaglio, organizzazione e civiltà; e l'altro è l’inquietudine.

Traduzione approssimativa degli avvisi che in questo momento tappezzano il quartiere e le pagine sociali dello stesso.

Nei cantieri P3, Z1a e D8 sono state avvistate di nuovo delle lucertole. Per evitare ritardi nella costruzione, per il bene dei cittadini e degli animali ma anche per il risparmio della comunità cittadina, abbiamo bisogno del Suo aiuto.

Durante la Sua passeggiata domenicale si munisca gentilmente dell’apposito contenitore per la cattura manuale delle lucertole. (Dopo la cattura) Esse dovranno quindi essere rilasciate nella zona ovest rispetto al ponte pedonale in modo tale che ritrovino il loro percorso verso Kirchheim.

Gli appositi contenitori saranno disponibili gratuitamente presso i nostri partner, come Bauhaus, usando la parola d’ordine “Salamander"; altrimenti le eventuali spese verranno rimborsate.


Per eventuali domande sulla gestione delle creature o per inesperienze relative alla cattura siete invitati al laboratorio xy che si terrà il 1/4 alle 14.

Acc... Ce lo siamo perso!


lunedì, febbraio 09, 2015

Come si usano forchetta e coltello?

Poco dopo essere arrivato qui notati che forchetta e coltello si usano in modo diverso da come ero abituato. Ne ho parlato già qui anni fa: "il coltello si usa anche a mo' di spatola per massimizzare la quantità di salsa ingurgitata ad ogni boccone".
Ma solo ieri, mangiando nell'ottima mensa della Bundesakademie für musikalische Jugendbildung di Trossingen, dopo più di quindici anni, mi sono accorto che c'è anche un'altra differenza.
Allora, se io mi trovo a dover tagliare qualcosa, impugno la forchetta con la sinistra e il coltello con la destra. Come mostrato nell'immagine. Poi cambio la forchetta di mano e inserisco il boccone in bocca usando la destra. 
Se, invece, mi trovo a mangiare un piatto che non richiede l'uso della forchetta, come gli spaghetti, il coltello non lo tocco proprio e uso solo la forchetta con la destra.
Ecco, ieri mi sono accorto che qui forchetta e coltello si usano sempre e rimangono per tutto il pasto entrambi in mano e, soprattutto, la forchetta rimane costantemente sulla mano sinistra.
Mi sono subito chiesto: sarà questa la ragione per cui qui si hanno molti problemi a mangiare gli spaghetti usando solo la forchetta?
Poi, guardando questa pagina, in cui il sistema visto qui da me viene descritto come europeo e quello che uso io come americano, mi sono anche chiesto se sia io a essermi americanizzato (probabilità molto bassa), o quel sito ad avere un'informazione sbagliata. A giudicare dal fatto che esattamente la stessa informazione si trova anche in tedesco propenderei per la seconda ipotesi. Qualcuno deve avere semplicemente tradotto quel testo dalla sua lingua originale.

Ora la domanda per tutti - italiani, non italiani ed espatriati - è: come si usano secondo voi correttamente o abitudinariamente forchetta e coltello?

venerdì, giugno 29, 2012

Italia - Germania e l'autoironia della Bäckerei: un altro passo verso la riconciliazione

Poco fa sono andato a comprare il pane. Entrando nella Bäckerei ho pensato: ah, ho lasciato il cellulare in macchina (ero inusualmente in macchina perché dovevo riportare al fruttivendolo dei tavoli che ci aveva prestato per l'evento di Volare di sabato) ma sicuramente oggi non ci sarà nulla da fotografare.

E invece no! E quando ho visto quegli Amerikaner non ho saputo trattenermi dall'impulso di tornare indietro per munirmi dello strumento immortalatore.
Bellissimo! Ho pensato. Ma stessero finalmente imparando un po' di autoironia e di leggerezza?
Poi, continuando il percorso verso il fruttivendolo, ascoltavo uno dei miei canali preferiti: Deutschlandfunk. Durante lo speciale dello sport hanno trasmesso un'intervista in cui Löw diceva:
Comunque eravamo forti, preparati, abbiamo giocato bene, eravamo i più giovani, ecc. ecc.
Alla fine dell'intervista il commentatore ha ripreso la linea e ha commentato:
Ja, aber ohne Titel! (Sì, ma senza titolo!)
Dai, secondo me cominciano ad imparare. Un altro passo nel mio percorso verso la riconciliazione.

A proposito, pare che durante il vertice europeo Monti abbia detto alla Merkel: il rigore non basta!

Italia-Germania 11-5: la vittoria dei Marii

Bisogna aggiornare il risultato dell'articolo di Gramellini!
E non solo, sembra che anche l'altro Mario l'abbia spuntata!!
Grandi super-Marii!

Poi ieri sera, dopo esserci godute un po' di interviste di Löw e giornalisti vari che si chiedevano perché giocano sempre bene, finiscono sempre i gironi a punteggio pieno, sono sempre favoriti ma poi trovano sempre qualche squadra, spesso qualificatasi a malapena, che li punisce (osservavano che è la seconda volta in una semifinale. No! Veramente è la terza!); e  dopo essermi esibito con qualche suonata di organetto alla finestra siamo usciti a festeggiare.
Abbiamo cantato Azzurro e la canzone di due anni fa che recitava:

Non me ne frega un ***** chi vincerà la coppa 
Basta che non sia l'Italia
Non me ne frega un ***** chi vincerà la coppa 
Basta che non sia di nuovo l'Italia

Comunque stavolta le reazioni che ho osservato sono state molto pacate. Un ragazzo mi ha pure "dato il cinque". A dir il vero era un po' scuretto però. Ovviamente c'erano altri italiani. E uno spagnolo che passava in bicicletta ci ha detto qualcosa. Gli abbiamo risposto: que viva España!
Alla fine devo dire che il giretto per le vie di Heidelberg ha avuto un effetto riconciliante.

E ora i pigs pari sono in finale! E che vinca il più grasso!

mercoledì, giugno 27, 2012

Chi vincerà la semifinale tra Italia e Germania? Un pronostico della Bäckerei

Stamane, avendo finito le riserve di pane, ho fatto un salto alla nostra Bäckerei di fiducia trasformatasi nelle ultime settimane non si sa bene se in un erede della Sibilla Cumana o del polpo Paul. Mi ero ovviamente dotato di apparato fotografico per immortalare l'attesissimo pronostico. Strada facendo mi chiedevo: visto che per i nostri cugini greci avevano pronosticato il 3-1, che cosa pronosticheranno per la (calcisticamente odiata) Italia? Saranno più clementi visti il gioco dell'ultima partita? 2-1? 1-0?

No! Il consiglio dei panettieri ha formulato addirittura due diversi pronostici!
Dopo l'estenuante seduta un certo mastro panettiere Franz Joseph Paniello si è accalorato, agitando selvaggiamente le mani e mimando le azioni
 (qualcuno è arrivato ad insinuare una sua lontana discendenza subalpina), nel sostenere la tesi della crescita progressiva del gioco della squadra azzurra riuscendo a strappare al termine della seduta i due diversi pronostici: un 1-0 e un 6-4.
E qui ora il pronostico va pure interpretato, come nel caso della Sibilla. Ma allora a questo punto non era meglio il polpo Paul? Lui almeno non aveva dubbi. 
Saranno quindi due risultati, uno elaborato con il vecchio modello Italia-catenaccio e uno elaborato con il modello Viele-Tore? Oppure il 6-4 è in realtà un pareggio deciso ai rigori? Ai lettori l'ardua sentenza.


A proposito, al ritorno nella cassetta delle lettere ho trovato una copia gratuita della Bild. Pare mi abbiano fatto dono di una delle 41 milioni di copie stampate per celebrare il 60-esimo anniversario del quotidiano. Che culo eh!? Proprio un bel modo per cominciare la giornata.

venerdì, aprile 13, 2012

Dimmi come vai a scuola (a 9 anni) e ti dirò chi diventerai

Le mie letture lavorative mi portano a leggere gli articoli di Crucial Skills abbastanza spesso. Mi piace il tipo di approccio che propongono per migliorare le capacità gestionali, la comunicazione e i rapporti interpersonali.
Questo è l'articolo che ho letto oggi: A Disaster in the Making. Parla dello sviluppo di persone che secondo il giudizio di coetanei, adulti e soprattutto insegnanti sarebbero dovuti diventare fannulloni,  disadattati o addirittura criminali. Sarebbe bello se si potesse fare una raccolta di tutte queste storie per farle poi leggere ai responsabili dei sistemi scolastici di queste lande.

Riporto parte della conclusione dell'articolo:

As I moved around the reunion hall and talked with several other potential criminals from my own class, I was surprised that they, like John and Louie, not only avoided a life of crime, but their transformation stories were equally unremarkable. None experienced an epiphanous life-changing event. No burning bushes. No rock-bottom prison moment. No tear-filled family intervention. Instead, like the soap opera characters I watched as a boy, nothing in their lives changed rapidly or flamboyantly. They did change, but their transformations took place unceremoniously and over decades.

I shouldn't have been surprised. When my partners and I studied individuals who made massive changes in their lives for our book Change Anything, none of the successful changers transformed in a splendiferous flash. Instead, they turned their lives around by patiently applying a whole host of techniques to their problems. They learned from their mistakes. They found new friends and distanced themselves from old accomplices. They honed their social skills. They developed career talents. Skill by skill, month by month, they changed. And in so doing, they give us, our children, and their children hope.

I've written about this before. I've suggested that today's shenanigans don't always translate into tomorrow's felonies. Now I'll add one more piece to the puzzle. Imperfections aren't likely to be remedied in a flash. Louie slowly found a way to channel his creativity into entrepreneurial success. I don't know how John transformed from a pathological liar into a preacher, but my friends assure me that he ultimately turned into a good man. It took a while, but he did it.

So the next time you become discouraged with your own inability to bring about rapid changes in your life, remember, if you're moving in the right direction, time will gradually work its magic. Just look at school-skipping me and the "hoods" I grew up with. I didn't end up a hobo. They didn't end up in jail.

venerdì, maggio 20, 2011

Considerazioni sociologiche sul fenomeno coppia mista

Stamane, mentre andavo in bicicletta a far la spesa dal fruttivendolo italiano, senza nessun motivo particolare, tra i miei tre neuroni hanno cominciato a materializzarsi le immagini dei nostri amici e conoscenti reali e virtuali che appartengono alla categoria coppia mista. E in seguito a una veloce stima nasometrica mi sono accorto che forse nel 90% dei casi, ma forse ancora di più nelle coppie più giovani, è la metà femminile della coppia ad essere italiana. Ho provato a chiedermi il perché.
Possibili interpretazioni:
  1. È un fenomeno limitato ai nostri amici e conoscenti reali e virtuali 
  2. È un fenomeno limitato alle coppie italo-tedesche
  3. È un fenomeno limitato alle coppie in cui una metà è italiana
  4. È un fenomeno generale e la spiegazione è che:
    1. le donne sono più disposte a traslocare per amore
    2. gli uomini impongono alle donne di traslocare 
    3. gli uomini (forse dovrei aggiungere italiani) tendono a voler rimanere in prossimità della mamma 

Altre interpretazioni?

venerdì, aprile 02, 2010

Pizza di Pasqua in cantiere

Con l'arrivo odierno di mia madre, come da tradizione del venerdì santo: missitura + preparazione dell'impasto per la Pizza di Pasqua.


Sarà lasciata stanotte a lievitare e domani, dopo rilavorazione e 3-4 di rilievitazione si infornerà.

Qui trovate la ricetta del mio tentativo del 2007.

mercoledì, settembre 30, 2009

Westerwelle

Ne ha parlato anche il Corriere: Westerwelle al giornalista della Bbc

«Siamo in Germania, parli tedesco»
Il reporter inglese chiede come potrebbe cambiare la politica estera: lo soccorre la traduttrice simultanea


Le mie idee politiche si trovano essenzialmente agli antipodi di quelle di Westerwelle. In questo caso però propenderei per schierarmi dalla sua parte piuttosto che da quella del giornalista della Bbc.

... il reporter inglese voleva soltanto sapere come cambierà la politica estera tedesca con Westerwelle possibile ministro degli Esteri. Una domanda che il giornalista gli pone in inglese durante la conferenza stampa della Fdp - pregandolo di una risposta, in via eccezionale, anche nella sua madre lingua. Ma il trionfatore delle elezioni politiche - dopo qualche secondo d'imbarazzo - ammonisce: «La prego, con tutta la comprensione possibile. Così com'è ovvio che in Gran Bretagna si parla in inglese, così qui in Germania si parla in tedesco».

Ora vi chiedo, ma se in Italia, durante una conferenza stampa - non dico della Lega, ma del PD - un giornalista della Bbc si rivolgesse in inglese - non dico a Umberto Bossi, ma a Massimo D'Alema - chiedendogli di rispondere in inglese, secondo voi non risulterebbe un po' fuori luogo? Che cosa risponderebbe D'Alema?

Forse Westerwelle ha esagerato solo alla fine della sua risposta, in cui ha detto al giornalista, con fare un po' sarcastico ed arrogante, che se avesse voluto avrebbero potuto intrattenersi più tardi in privato parlando esclusivamente inglese.

mercoledì, gennaio 07, 2009

Natale Russo Ortodosso

Ieri i nostri amici/vicini di casa novelli sposi, che purtroppo a breve traslocheranno in un appartamento più grande e non saranno più nostri vicini, hanno condiviso con noi questo piatto dolce di riso bollito con frutta secca e uvetta.
Ci hanno detto che è una tradizione del Natale Russo Ortodosso, che cade per l'appunto il 6 gennaio, quella di condividere tale piatto con i (buoni;-) vicini e con le persone a cui si vuole bene.
Nella fotografia ci sono purtroppo solo i resti sopravvissuti alla mia voracità. La ciotola inizialmente era piena.

sabato, settembre 27, 2008

Foto biometriche e disavventure ciclistiche

Non è inquietante?
Sembrerebbe che questa maschera sulla foto formato tessera sia prevista dal nuovo regolamento tedesco del primo Novembre 2005: foto biometriche sui documenti.
La mia patente italiana scadrà a giorni. La sostituirò con una patente (Führerschein) tedesca che non ha scadenza. L'unico svantaggio è che esisterà in un qualche archivio una mia foto formato Hannibal.

Oggi abbiamo avuto una giornata un po' movimentata. Dopo la solita visita al nostro fruttivendolo-produttore tedesco di fiducia, siamo andati ad un concerto all'aperto di un collega di Zucchero nell'ambito della festa d'autunno heidelbergense. Il concerto era alle 11. Volevamo fare una visitina veloce e tornare a casa verso mezzogiorno.
Il primo imprevisto è stato che tutte le vie del centro erano già affollatissime. Siamo quindi dovuti scendere dalle biciclette e muoverci a fatica tra la folla.
Vabbè, poco male. Verso mezzogiorno inforchiamo di nuovo le biciclette per tornare a casa. Io sto già pregustando la puttanesca.
Senonché ci fermiamo ad un mercatino di antiquariato, scorgiamo una nostra ex-collega, ci intratteniamo piacevolmente, e lì se ne vanno i primi 20 minuti.
Riusciamo a rimetterci in cammino e dopo 50 metri di pedalata che ci portano fuori dalla folla un rumore sinistro annuncia la rottura della catena di Dulcinea. La maledetta mi aveva già tradito ieri: il manubrio si era allentato e non riusciva più a sterzare la ruota procurandomi una quasi caduta.
Rassegnati ormai a tornare a casa a piedi, sentiamo la voce di un signore che ci chiama. Si avvicina con la sua mole e la sua barba. Ci chiediamo che cosa voglia.
Ha visto la scena e dice che si trova ad avere degli attrezzi in tasca.

- "Guardi che la catena si è proprio spezzata"
- "Non importa! Si può riparare!"

Lo avrei baciato.
Mi fa ribaltare Dulcinea. Tira fuori dalla tasca una sorta di coltellino svizzero con tutti i possibili cacciaviti e strumenti affini.
Perfora l'anello rotto della catena eliminandolo. Avvolgiamo insieme la catena intorno alla corona e al rocchetto. Riuniamo gli anelli e cerchiamo di reinserire il pernetto metallico che chiude gli anelli.
Purtroppo il bastardo non vuole saperne di rientrare.
Dopo un altro quarto d'ora di tentativi e varie telefonate ricevute dal cellulare del signore veniamo raggiunti dalla festosa famigliola del signore.
La signora ci dice: "non vi siete accorti che qui dietro l'angolo c'è un ciclista?"
Avrei baciato anche la signora.
Dopo un quarto d'ora d'attesa il ciclista ci rimette in funzione Dulcinea.

Torniamo a casa con le mani ingrassate e rimpiazziamo la puttanesca con una più veloce pasta col tonno (il sugo era già pronto e giaceva nel congelatore).

Dopo pranzo ci siamo dedicati ad un veloce acquisto di una nuova pentola a pressione. La vecchia pentola italiana purtroppo ci ha abbandonati. Si è voluta sacrificare autodistruggendosi immolando la valvola di sicurezza per non esploderci in cucina.

La nuova pentola è tedesca ed ha un sistema diverso.
La prima domanda alla commessa è stata: ma qual'è la valvola di sicurezza? La signora ha risposto: con questo sistema non serve.... speriamo bene.
Ora Zucchero è in cucina. Sta mettendo in uso la pentola e la proverà preparando un bel brodino vegetale. Che non è affatto male, visto il raffreddore con mal di gola che mi sono beccato.
Ora vado ad aiutarla. Mi sta preparando dei tortelloni e del filetto per il pranzo di domani.
Stasera, salute permettendo, ce ne andremo a vedere 2001 Odissea nello spazio in versione originale.

giovedì, agosto 07, 2008

Bilinguismo italico 4: Pronuncia e Proverbi

Breve introduzione alle pronunce

La pronunica della "z" dialettale, a differenza dell'italiano, è unica. Risulta essre una via di mezzo tra la pronunica della "s" di "sale" e quella della "z" di "pizza".

Il suono della "c" dialettale sta tra quello della "c" e quello della "g"; e quello della "t" dialettale sta tra quello della "t" e quello della "d".




Proverbi

Da una parte u mmastu a da penne!

Traduzione: Da una parte il basto deve pendere!

Modalità d'uso: in risposta a qualcuno che vorrebbe avere due cose che sono mutuamente esclusive.

Esempio pratico:
Come risposta all'affermazione: "Ho una macchina che consuma poco, però ha poca ripresa."


Sopra u mortu se canta u miserere.

Traduzione: Sul morto si canta il miserere.

Modalità d'uso: in risposta a qualcuno che si preoccupa per qualcosa di poco prevedibile e/o lontano nel tempo. (Ogni tanto me lo diceva mia madre quando era impaziente e programmavo eventi lontani)

Esempio pratico:
Come risposta all'affermazione: "Il prossimo anno la mia festa la facciamo da noi o dai miei?"


Vó 'nsegna' u credo all'apostoli!?

Traduzione: Vuoi insegnare il Credo agli apostoli!?

Modalità d'uso: in risposta a qualcuno che cerca di spiegarti qualcosa che per te è pane quotidiano.


Eh sse tutti i cillitti cunuscissiru o ranu!!

Traduzione: Eh se tutti gli uccelli conoscessero il grano!!...

Modalità d'uso: rivolto a qualcuno che si rifiuta pregiudizialmente di provare/fare qualcosa che probabilmente gli produrrebbe beneficio (secondo il punto di vista dell'interlocutore).


A compete co te è còme a ff'a corse coi lépiri!

Traduzione: Competere con te è come voler gareggiare in una corsa con le lepri.

Modalità d'uso: rivolto a qualcuno che vuole avere sempre ragione.


T'ha repióvitu a'nnà pulenta!

Traduzione: Ti è ripiovuto sul campo seminato a granturco.

Modalità d'uso: sottolinea la fortuna apportata all'interlocutore da un evento casuale che a prima vista sarebbe anche potuto sembrare sfavorevole.


Quanno Pasqua vè de maggiu a ficora fiurisce e mula parturisce.

Traduzione: Quando Pasqua viene a maggio il fico fiorisce e la mula partorisce.

Modalità d'uso: usato per sottolineare ironicamente l'impossibilità di un evento.

Esempio pratico:
Come risposta alla domanda: "Qunado mi offri una cena?"


Ha voglia a dagli l'orzu coll'orzella
quann'è de cattiva razza la(*) cavalla!


Traduzione:
Hai voglia a dargli l'orzo con l'orzella
quando è di cattiva razza la cavalla!

Modalità d'uso: usato per sottolineare l'assenza di una qualche qualità dalla profonda natura di una persona. Evidenzia l'inutilità di qualsiasi sforzo atto a cambiare lo stato delle cose.


Va all'acchiesa e portate u runciu

Traduzione: Vai in chiesa e portati la roncola.

Modalità d'uso: esortazione a non abbassare mai la guardia.


V'a fa der bene all'asini
che te tiran'e zampate!


Traduzione:
Vai a fare del bene agli asini
che ti prendono a zampate!

Modalità d'uso: per sottolineare l'assenza di riconoscenza da parte di una persona a cui si è fatto un favore.
Esiste anche un'altra variazione sul tema:
Doppo fattu bene a lu(*) conventu,
zampate 'n culu a Padre Guardianu.



A regina che è regina
ha bisognu d'a vicina


Traduzione:
La regina che è regina
ha bisogno della vicina.

Modalità d'uso: sottolinea la necessità di aiuto e/o contatto umano insita in tutti gli umani, indipendentemente dal ceto, dall'origine, dalla cultura ecc.


A mamma pe lu(*) figliu
se lu(*) leva u vuccuncillu
u figliu pe la(*) mamma
pija e schiaffa tuttu'n canna


Traduzione:
La mamma per il figlio
se lo toglie il bocconcino
il figlio per la mamma
manda tutto giù per il gozzo

Modalità d'uso: sottolinea l'unilateralità delle privazioni per amore.


Alloggia quann'alloggia la(*) gallina
e quanno canta u gallu tu cammina


Traduzione:
Rientra a casa quando lo fa la gallina
e quando canta il gallo tu cammina

Modalità d'uso: più che un proverbio è un aforisma che condensa lo stile di vita della vecchia cultura contadina.


Quanno e cóse au da i male moccecanu pure e pecora

Traduzione: Quando le cose devono andar male mordono pure le pecora

Modalità d'uso: per sottolineare le situazioni in cui tutto va male e si verificano anche eventi negativi molto improbabili.


Proverbi che mi piacciono ma che appartengono ad altri dialetti

Questo l'ho sentito da Sugarpapà per descrivere una nostra recente situazione: ci si adattava proprio a pennello. Non conoscendo l'arcese lo traduco nel mio dialetto.

Au pover omo non si gli coce mai a pizza
e quanno se coce s'abbrucia


Traduzione:
Al pover uomo non gli si cuoce mai la pizza
e quando si cuoce si brucia

Modalità d'uso: chiosa le situazioni in cui si è aspettato il verificarsi di un evento per molto tempo, ma quando l'evento finalmente si verifica, lo fa nel modo sbagliato.


Proverbio romano

Come me sòni te ballo.

È la mia massima nei rapporti sociali.


(*): Gli aritcoli in dialetto sono "u" e "a", ma nei proverbi a volte per motivi eufonici e di metrica si usano "lu" e "la".

domenica, luglio 27, 2008

Bilinguismo italico 3: genere neutro

La scoperta più interessante è però sicuramente quella che nel mio dialetto (così come probabilmente in molti altri dialetti italiani mediani) il genere neutro si è conservato. Mentre nell'italiano si è perso.
Sono giunto a questa conclusione osservando che in dialetto ci sono tre articoli determinativi: "u", "ó" e "a"; e mentre risulta molto facile trovare un collocazione per il primo e l'ultimo (corrispondono a "il" e "la" rispettivamente), mi risultava invece difficile collocare "ó". Inizialmente avevo pensato che si usasse come "lo" in italiano, ma mi resi subito conto che la cosa non funzionava trovando questi controesempi: "lo gnocco" ad esempio si dice "u gnoccu" e "lo zio" si dice "u ziu"; mentre "il pane" si dice "ó pa'".

Poi leggendo questi due articoli (1, 2) che parlano del neutro nel dialetto napoletano mi resi conto che l'articolo determinativo: "ó" non era altro che l'articolo di genere neutro.
Deuduzione confermata anche da questo articolo

Ho verificato quindi con grande interesse che effettivamente il neutro si è conservato per alcuni nomi che avevano il genere neutro in latino ("o pa'": lat. PANE, "o sangue": lat. SANGUEM, "o caciu": lat. CASEUM).

Altri esempi di neutro: "o sale", "o pepe", "o zuccaro", "o stabbiu".

Ancora più interessante ho trovato il fatto che a volte lo stesso sostantivo può avere genere neutro o maschile a seconda che si riferisca ad una categoria astratta o ad un oggetto concreto. Ad esempio se ci si riferisce al ferro da stiro si usa "u férru", maschile, ma se ci si riferisce al ferro come metallo in generale si dice "o férru". "La stupidità" si dice "o stupidu", ma se ci si riferisce ad una persona, "lo stupido" si dice "u stupidu".
"Questo è il bello di casa" (riferito a una persona) si dice "vistu è u béllu de casa", mentre in senso atratto: "Questo è il bello di codesta storia" si dice "Vesto è o béllu de ssa storia".
Dalla precedente frase si deduce che il neutro è anche presente nei pronomi dimostrativi:


Tavola dei pronomi dimostrativi.
Nota: Non riesco a capire perché, ma la tabella viene visualizzata molti "a capo" più giù.

























Italiano MDialetto MDialetto NDialetto F
questovistuvestovesta
codestovissuvessovessa
quellovilluvellovella

giovedì, luglio 10, 2008

Bilinguismo italico - 1: introduzione

Questo è il primo post di una piccola serie.

Io mi considero un po' bilingue. L'altra lingua oltre l'italiano non è però né l'inglese tanto meno il tedesco è un dialetto. Individuabile nell'albero delle lingue nel seguente ramo:

Indoeuropee
Italiche
Romanze
Italo-orientali
Mediano
Sabino

In famiglia i miei parlavano il dialetto tra di loro, ma con me non lo parlavano. Si comunicava in una sorta di romano italianizzato e con forti contaminazioni sabine. Quando frequentavo l'asilo - stranamente i miei tre neuroni custodiscono molte memorie di quel periodo - tutti i miei coetanei si esprimevano invece in dialetto e mi facevano sentire un diverso: un "romano". Arrivato quindi alla prima elementare cominciai a parlare in dialetto anch'io con i miei compagni, ma non in famiglia. Questo mi creò non poche difficoltà di espressione quando mi trovavo in ambienti misti.

Negli anni successivi il mio interesse verso il dialetto che parlavo è andato crescendo. Ho cominciato ad interrogarmi sul suo uso e a sviscerarne le particolarità. Qualche anno fa, durante una delle mie letture frittatesche, scoprii che i dialetti italiani sono classificati in Italo-orientali ed Italo-occidentali. La linee di demarcazione sarebbe approssimativamente l'appennino tosco-emiliano.
Il toscano apparterrebbe quindi ai dialetti Italo-orientali. Per questo mi viene un po' da ridere quando qualcuno mi dice che l'italiano corretto è quello parlato a Milano: basti pensare alla pronuncia delle vocali nella lingua meneghina e alla quasi assenza del passato remoto dalla stessa.

mercoledì, aprile 02, 2008

Fotoracconto di un Kochkurs (corso di cucina) da Schwarz

Ho deciso di regalare un corso di cucina a Zucchero. Il corso si è tenuto domenica presso il ristorante Schwarz che si trova all'ultimo piano della torre di vetro della Heidelberger Druckmaschine.
Herr Schwarz è un cuoco da stella Michelin(1). La sua è un'interpretazione gustosa e moderna della tradizione culinaria tedesca. Date queste premesso è superfluo sottolineare che non abbiamo visto neppure un goccio d'olio d'oliva (tranne nella ricetta della torta al cioccolato che ci ha dato alla fine). Per soffriggere e saltare si usava quasi sempre il burro chiarificato e solo in casi particolari il burro normale; e nelle salse c'era sempre del burro. Il risultato però non era mai troppo pesante. Infatti lo Schwarz ci ha insegnato una tecnica per cui si preparano tre fondi di base: pesce, carne e vegetale; li si congela e a seconda del piatto si scelgono i ghiaccioli di uno dei tre, li si mischia opportunamente nella pentolina con vermouth e vino, si aggiungono due terzi di panna e uno di burro e si ottiene così la salsa di base. In un'altra pentolina si sfuma invece vermouth e vino con l'aroma a base di cui si vuole preparare la salsa, si calibra e si mischia quindi con la salsa di base. Alla fine si immerge un mixer nella sala facendo in modo che l'aria mischiandosi alla salsa produca una schiuma e con un cucchiaio si usa solo questa schiuma per condire i piatti. Il risultato possiede quindi una certa leggerezza.

Zweierlei von Ziegenkäse mit Rucola, grünem Spargel, Rotwein-Scharlottenconfit und gebratenes Rotbarbe (Duetto di caprino con rucola, asparagi, confit di scalogno al vino rosso e Triglia di scoglio saltato)

Siamo partiti con la sfilettatura della triglia di scoglio (Mullus barbatus). Attività che Zucchero ha svolto con una certa perizia.





Qui potete ammirare la tecnica di cui vi parlavo.













Preparazione degli asparagi saltati nel burro













con aggiunta di zucchero per caramellizzare.






composizione dei piatti





risultato finale.














Gefülltes Lammfilet mit Zigenkäse-Ravioli, Pestospitzkohl und Balsamicoschum(Filetto di agnello ripieno, con Ravioli al caprino, cavolo cappuccio al pesto e schiuma di aceto balsamico)


Il maestro ci mostra gli agnelli,













e il modo corretto per estrarre il filetto e pulire il resto...




ed io cerco di emularlo.




Che dite potrei rivendermi come macellaro? ;-)

























L'apprendista prepara la sfoglia per i ravioli spennelandola con il tuorlo.






Depone il caprino,













e insieme al maestro Schwarz ricopre e taglia.














Ecco il risultato della rollata del filetto,














che viene poi saltato con burro chiarificato.














Così come e i ravioli. Qui si usa burro normale però, perché dà più sapore.













Si adagiano i ravioli sul letto di crema di cavolo cappuccio al pesto.













Ci si adagia l'agnello














Si guarnisce con la schiuma di aceto balsamico.














Lammrücken im Brotmantel mit Bärlauchpolenta und gefüllter Zucchiniroulade (Sella di agnello in crosta di pane con polenta all' aglio orsino e involtini di zucchine ripieni)


Qui il maestro mostra la rollata con la fettina sottilissima di pane bianco spalmata di salsa d'olive, con foglie di aglio orsino e la sella adagiata sul tutto.






Zucchero adagia sopra alle zucchine una dadolatina di pomodori e le rolla;













e poi si cimenta anche nella rollata della sella.














Il maestro salta














Si usano le formine per disporre la polenta.














Questo è il risultato dopo la distribuzione delle salse.













Schaumomlette mit Heidelbeeren, Vanillasauce und Karameleis (Omelette spumosa con mirtilli, crema di vaniglia e gelato al caramello)


Si impastano le omelette spumose.














Le si dispone nelle formine per essere infornate.














Si preparano i piatti.














Si completa.















(1) Per la cronaca riporto le stelle assegnate dalla Guida Michelin ai ristoranti tedeschi e a quelli italiani.