Basta non ne posso più di questi "Belehrer"!Belehren è un verbo teutonico che può essere tradotto in italiano in diversi modi: indottrinare, ammaestrare, istruire, convincere. La mia insegnante di tedesco lo usava anche per delineare quell'odioso comportamento di far notare agli altri con fare saccente e presuntuoso che stanno contravvenendo a una regola. Non so se è un uso particolare del verbo, coniato dalla mia insegnante o se in generale lo si usa anche con questo significato; fatto sta che ho avuto diversi incontri con tali belehrende personaggi.
L'ultimo è stato stasera. Tornavo dal lavoro in bicicletta e ne ho approfittato per farmi un giro dell'isolato per cercare la macchina, in quanto non ricordavo dove l'avevo parcheggiata. Imbocco una strada dando la precedenza ad un'altra bicicletta e vedo una macchina che avanza nella direzione opposta, devia come a voler investire l'altra bicicletta, e inchioda strombazzando e inveendo selvaggiamente contro la malcapitata ciclista. Dopodiché avanza pure verso di me e abbassa il finestrino. Si materializza il volto di una signora sui 35-40 anni con a fianco un bambino che mi dice con un tono belehrend da manuale: questa strada è a senso unico!! più avanti c'è la polizia che le farà 20 € di multa!! Ovviamente non c'era alcun poliziotto.
Ora, in teoria, la signora avrebbe avuto pure ragione, perché ci trovavamo su una strada a senso unico pure per le biciclette, ma quello che mi chiedo è: che cosa spinge una madre di famiglia della classe media aidelberghense quasi ad investire una ciclista per farle notare che sta contravvenendo a una regola? È interessante poi il fatto che a me non abbia detto: è pericoloso, bensì: ti può costare 20 €; e anche questo dice molto.
Questo è comunque solo l'ultima di una serie di esperienze anche peggiori. Ne racconto brevemente altre due.
Stavo parcheggiando sotto casa, ingrano la retromarcia e la macchina dietro di me rimane immobile impedendomi di parcheggiare. Dopo una decina di secondi e qualche gesto per chiedere se gentilmente poteva fare qualche metro di retromarcia, scendo dalla macchina e chiedo alla signora se poteva farmi un po' di spazio. La risposta è stata: no, perché qui non si può parcheggiare! Sono dovuto quindi rientrare in macchina, accantonarmi, farla passare, per poter poi fare retromarcia e parcheggiarmi. Un'altra signora che aveva assistito alla scena mi dice: non è assolutamente vero, io abito proprio lì e non c'è mai stato nessun divieto.
Storia simile. Io stavo in ospedale e Zucchero era dovuta tornare a casa per prendermi velocemente una cosa di cui avevo bisogno. Si ripete la scena: retromarcia, macchina dietro che rimane immobile, dopo un po' Zucchero scende e si sente ripetere dal signore la storia che non avrebbe fatto retromarcia perché lì non si poteva parcheggiare. In quel caso c'era veramente un divieto. Zucchero ha risposto: guardi, mio marito sta in ospedale, io abito in quel portone, devo salire per prendere una cosa e portargliela, ma le assicuro che quando stanotte a mezzanotte tornerò a casa non parcheggerò in divieto di sosta. A quel punto il signore è arrossito e ha fatto istantaneamente retromarcia.
Mi fermo qui anche se avrei altri simpatici aneddoti.