domenica, aprile 29, 2018

Il mio secondo libro cartaceo: Il volo delle chimere

Tra qualche giorno il mio secondo libro cartaceo pubblicato da Scienza Express dovrebbe essere in distribuzione. Il titolo è "Il volo delle chimere" e Spartaco Mencaroni ne è coautore.

Il libro narra le vicende intrecciate di due giovani espatriati, tra cura e ricerca.
È un romanzo sulla ricerca medica e sul rapporto medico-paziente e contiene riflessioni su fiducia e cura, bufale e pseudoscienza, medicina e vita.

Qui troverete le varie recensioni e le diverse attività che avranno luogo intorno al libro e questa è la sua pagina Facebook.

Quarta di copertina:

Come la Chimera, essere composto da parti di altri animali, questo libro narra due storie di italiani all’estero alle prese con scelte difficili ed eventi sconvolgenti.
Da un lato la giovane biologa Linda intraprende una nuova vita scontrandosi con un ambiente ostile e con i risultati di una ricerca difficili da conseguire.
Dall’altro l’informatico Fosco vede la propria esistenza stravolta da una leucemia che lo catapulta in una del tutto inattesa battaglia per la vita.
Nessuno dei due è solo. Entrambi traggono forza dalla comunità, grande o piccola che sia, che li circonda e li sostiene.
Le due storie si intrecciano e si sfiorano con delicatezza senza mai toccarsi. Il lettore parteggia per l’uno e per l’altra e si appassiona alle vicende dei due giovani che, ciascuno a proprio modo, ricercano un senso per la propria esistenza, in una storia chimerica fatta di espatri e ritorni, di amori e amicizie, di vita e di morte.

Leggetelo, fatelo leggere e regalatelo!

Dove lo si può trovare?
Lo si può prenotare già ora in qualsiasi libreria o su

...e su molti altri siti man mano che ci si avvicinerà alla data di inizio della distribuzione.

domenica, aprile 22, 2018

Corruzione reale e corruzione percepita

Segnalo l'articolo Le molte idee sbagliate sulla corruzione in Italia di Giovanni Belardelli. Lo riporto integralmente con qualche evidenziazione e sottolineatura.
Ne ha parlato anche Alessandro Campi a PRIMA PAGINA del 21 aprile 2018, intorno al minuto 34.

Secondo la maggioranza degli italiani, nel nostro Paese la corruzione politica sarebbe aumentata rispetto ai tempi di Tangentopoli. Si tratta però di un’opinione che non ha un riscontro nella realtà, sostengono in un libro appena pubblicato da due autorevoli magistrati, Raffaele Cantone e Francesco Caringella: «Oggi — scrivono — assistiamo a una forma di corruzione certamente diffusa, ma qualitativamente e quantitativamente non paragonabile alle vicende degli anni Novanta» (La corruzione spiegata ai ragazzi, Mondadori). Una valutazione analoga è stata espressa di recente anche dal presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara il quale, ampliando il discorso oltre la dimensione della corruzione politica in senso stretto, ha affermato di non credere assolutamente «che l’Italia sia uno dei Paesi più corrotti del mondo» (Il Dubbio, 7 aprile). Si tratta di giudizi che sono passati sostanzialmente inosservati, ma che dovrebbero invece far riflettere poiché implicano che una delle autorappresentazioni dominanti nell’opinione pubblica — quella dell’Italia come Paese nel quale la corruzione è sempre più diffusa — ha scarso fondamento.

Ma come ha potuto affermarsi una rappresentazione del genere? Secondo il presidente Eurispes proprio i successi nella lotta alla corruzione ottenuti in Italia, insieme alla creazione di un’apposita autorità di contrasto (l’Anac), avrebbero dato al fenomeno una sovraesposizione mediatica, accreditando così l’immagine di una corruzione in continua crescita. È una spiegazione plausibile, visto che classifiche come quella di Transparency International, che ci collocano sempre in cattiva posizione, si basano appunto sulla «corruzione percepita». Ma, proprio alla luce di questa considerazione, si dovrebbe anche ricordare come da anni gli episodi di corruzione, soprattutto di corruzione politica, ricevano una copertura mediatica che probabilmente non ha l’eguale in altri Paesi democratici. Per giunta, questa copertura è necessariamente molto maggiore quando il singolo episodio corruttivo viene scoperto e nel momento in cui una procura conduce le indagini, rispetto alla fase dibattimentale e all’eventuale proscioglimento che, se avviene, riceve uno spazio inevitabilmente marginale (a quel momento si tratta di storie considerate ormai «vecchie», che non interessano più l’opinione pubblica).

Queste spiegazioni, da sole, sarebbero però insufficienti. Se la rappresentazione dell’Italia come Paese nel quale la corruzione politica è sempre maggiore si è potuta diffondere, fino a diventare un luogo comune, ebbene ciò è avvenuto perché quella rappresentazione (quella forma di «falsa coscienza», avrebbe detto Marx) ha svolto anche una funzione importante. L’idea che il malaffare e la corruzione fossero esclusivo appannaggio dei partiti (e di quegli esponenti del mondo economico che si arricchivano grazie al rapporto con la politica) ha infatti rappresentato una sorta di grande alibi per tutti noi. Ha indotto a distogliere lo sguardo dalla miriade di piccole illegalità diffuse che dominano la nostra vita sociale: dall’abusivismo edilizio (1,5 milioni pare siano le abitazioni ignote al catasto) all’assenteismo di massa in certe municipalizzate, dalle certificazioni Isee più o meno «riaggiustate» alla scarsa verosimiglianza di molte dichiarazioni Irpef e via elencando. Non sono comportamenti che riguardano tutti gli italiani, certo; rivelano però quella debolezza di senso civico, quella scarsa disponibilità a rispettare leggi e norme che sono state evocate tante volte, praticamente da chiunque si sia interrogato sulla storia del nostro Paese e sul modo d’essere e di comportarsi dei suoi abitanti. Certi episodi di piccola illegalità ci dicono questo, e cioè che spesso chi li compie non pensa di fare qualcosa di veramente scorretto, men che meno di illegale. Considerarsi uno dei Paesi in cui la corruzione politica è più diffusa, anzi sempre in aumento, ha questo vantaggio: induce a ritenere che le persone da biasimare, i veri corrotti, siano sempre e soltanto loro, gli esecrati politici. Abbiamo alimentato per decenni questa autorappresentazione poco fondata, che peraltro — particolare non irrilevante — ha fortemente contribuito, ancora il 4 marzo, ai successi elettorali di alcune formazioni politiche e agli insuccessi di altre. Sarebbe il caso che, ovviamente senza abbassare la guardia nei confronti della corruzione politica, cominciassimo a guardare non soltanto ai vertici della società ma anche alla base, quella di cui facciamo parte tutti noi.

sabato, aprile 21, 2018

Marginalizzazione, esclusione e violenza

"Quello che dovremo evitare noi ma che dovrà evitare soprattutto la sua generazione è che in Italia si verifichino le condizioni che si sono verificate in altri paesi europei. E questo sa come si fa? Si fa prevenendo la marginalità, l'allontanamento di chiunque, cittadino o straniero, dalla vita comune. Perché chi è marginalizzato spesso ricorre alla violenza. Sia essa terroristica, mafiosa o ordinaria.
Questa è la cosa più importante secondo me."

E anche secondo me. La marginalizzazione e l'esclusione possono essere tra i principali generatori di violenza. È per questo che, tra le molte altre misure utili per minimizzare le potenziali espressioni violente del futuro, l'approvazione dello ius culturae, o di una legge simile sarebbe, fondamentale.

Rosario Aitala - giudice della Corte Penale Internazionale a Quante storie del 5 aprile - min 9:30 - In risposta alla domanda di uno studente: "Perché in Italia non ci sono stati ancora attentati?

domenica, aprile 15, 2018

Carnevale della Matematica #118: mese della consapevolezza matematica e statistica

L'edizione di aprile del Carnevale della Matematica, la numero 118, è ospitata da MaddMaths!
Il tema di questo mese è “mese della consapevolezza matematica e statistica”.

 Io ho contribuito con la cellula melodica e con un articolo introdotto così:

Iniziamo da Dioniso (alias Flavio Ubaldini) di Pitagora e dintorni che ci presenta le Invenzioni a due voci e Il mistero del suono senza numero: libri che dialogano. Il tema della scorsa volta riguardava Vincenzo Galilei, padre di Galileo, compositore, teorico musicale, liutista, allievo di Zarlino nonché protagonista a livello teorico della nascita del melodramma. Vincenzo Galilei, andando contro una pratica comune del tempo, per cui spesso le teorie si accettavano per tradizione, assume un atteggiamento critico nei confronti delle teorie musicali dominanti, come quella del suo maestro Zarlino, quando queste non coincidono con i risultati dei suoi esperimenti. Un atteggiamento pragmatico e scientifico ante litteram che probabilmente influenzò il pensiero del figlio Galileo.

Il carnevale si conclude con un importante annuncio:

MaddMaths! presenta "Il Carnevale della Matematica dal vivo" - Napoli, 18 e 19 maggio 2018
Il 14 maggio 2008 si teneva il primo Carnevale della Matematica italiano. Da allora sono passati 10 anni e 117 altri carnevali (qui trovate un elenco di tutti i Carnevali, oggi si celebra il n. 118). La famiglia dei carnevalari si è allargata, consolidata, è aumentato il pubblico, e si sono proposte le tematiche più disparate. Però, dentro di noi, negli anni è cresciuto un po' di rammarico per il fatto che il Carnevale avesse solo uno svolgimento virtuale. Qualche volta ci siamo incontrati di persona, tante mail ce le siamo scritte, ma sempre rimaneva la voglia di fare qualcosa dal vivo. Quest'anno MaddMaths! presenta il primo Carnevale della Matematica dal Vivo. Abbiamo infatti deciso di organizzare due giorni di divulgazione e animazione matematica a Napoli richiamandoci alla tradizione del Carnevale. Questo evento si svolgerà il 18 e 19 Maggio prossimi presso la sede storica dell'Università di Napoli del Complesso dei SS. Marcellino e Festo. Ci saranno eventi, conferenze, interventi-spettacolo, animazioni e laboratori tenuti da noi di MaddMaths! con un paio di ospiti "speciali".
Le informazioni e il programma li trovate qui. Venite a trovarci e a divertirvi con noi!
E con il passaggio di testimone:

Ecco, si spengono le luci e finisce anche questo Carnevale della Matematica. Ringraziamo tutti i partecipanti e i lettori che ci seguono fedeli e pazienti. Il prossimo carnevale, il numero 119 (“zampettando melodioso”) sarà tenuto da Pitagora e dintorni

Ebbene sì. Il prossimo Carnevale della Matematica si terrà sul mio blog matematico!

[119] 14 maggio 2018: (“zampettando melodioso”) Pitagora e dintorni

Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale.

mercoledì, aprile 11, 2018

Ciclo di incontri ”fresco di stampa” del consolato italiano presenta: Il mistero del suono senza numero

Ciclo di incontri

Freschi di stampa

Incontro con l’autore

Flavio Ubaldini

17 aprile 2018, ore 19.00

Consolato Generale d’Italia Francoforte

SALA EUROPA, 3 piano (Kettenhofweg. 1)

Francoforte sul Meno

Ingresso libero

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA (solo 50 posti a sedere): francoforte.culturale@esteri.it

– Si prega di portare con sé un documento di riconoscimento –




Che cosa ossessiona Pitagora e lo spinge nella bottega di un fabbro? Quale teoria lo porta a rivoluzionare... 

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