lunedì, dicembre 05, 2016

La bocciatura della riforma costituzionale

Oggi provo un po' di dispiacere perché al mio paese ho sempre tenuto e continuo a tenere molto. Se ho votato Sì non l'ho fatto per partito preso, né per questioni di schieramento politico, né per questioni di antipatie personali. L'ho fatto perché dopo essermi informato, dopo aver partecipato a conferenze di costituzionalisti, a dibattiti tra sostenitori del sì e sostenitori del no, dopo aver cercato di stimare rischi e benefici di una riforma costituzionale non perfetta e dopo aver cercato di riflettere sulle possibili conseguenze della vittoria del No e della vittoria del No, sono giunto, in modo molto convinto, alla conclusione che votando Sì avrei fatto del bene per il mio paese.
Detto questo spero comunque di essermi sbagliato soprattutto nell'immaginare le possibili conseguenze della vittoria del No. La logica del tanto peggio tanto meglio l'ho abbandonata da almeno 20 anni.
Sono contento per voi che avete votato No. Almeno adesso c'è una dimostrazione che non ci sono stati brogli e poteri forti che cambiavano il voto dentro le urne. E spero che il prima possibile si realizzi il progetto politico che avevate in mente quando avete votato No.


mercoledì, novembre 30, 2016

La Boldrini e l'era post-fattuale

Ho appena visto questo intervento di Laura Boldrini al convegno dal titolo "Non è vero ma ci credo".
È inquietante che centinaia di migliaia (milioni?) di persone siano in cerca di un capro espiatorio verso cui rivolgere l'odio accumulato per le frustrazioni vissute: che il misfatto attribuito al malcapitato sia vero o falso non conta, tanto siamo nell'era post-(mis)fattuale. E sappiamo bene che quell'odio può essere molto dannoso anche se confinato al solo mondo socialmediatico. Ma uno sconfinamento dal mondo virtuale a quello reale potrebbe essere meno improbabile di quanto pensiamo. Anche se l'interpretazione di quel disagio da parte di Crozza potrebbe indurci a pensare il contrario.

Giorni fa la Boldrini era stata protagonista della pubblicazione degli insulti, con nomi e cognomi, di chi l'aveva offesa. "Nella giornata contro la violenza sulle donne" aveva scritto la Boldrini, "vorrei sottoporre alla vostra attenzione un fenomeno sempre più frequente e inaccettabile: l’utilizzo nei social network di volgarità, di espressioni violente e di minacce, nella quasi totalità a sfondo sessuale. Ho selezionato e vi mostro solo alcuni messaggi tra quelli insultanti ricevuti nell’ultimo mese."
E in quel puzzle di odio abbiamo visto come si esprime il peggio della rete e il peggio della società. Di solito la satira accentua delle caratteristiche negative di una tipologia umana, ma nel caso di Crozza e del suo personaggio Napalm53, quelle caratteristiche devono essere per forza di cose molto attenuate. Potete vedere chiaramente che la realtà è molto più negativa.

Comunque, la Boldrini ci ha anche mostrato che a volte interloquire invece che ignorare può essere educativo. O almeno, in questo caso, lo è stato per la signora Gabriella. E questo era proprio uno dei messaggi di Chomsky durante il suo intervento su Donald Trump al Geist Heidelberg in cui invitava il pubblico a cercare di non arroccarsi e a  parlare e a discutere con quelli che la Clinton aveva definito "deplorables" perché anche loro hanno delle ragioni: una delle più forti delle quali sarebbe il sentirsi esclusi.

mercoledì, novembre 23, 2016

Gli n-ternologi su Mathematics in Europe

Mentre qualcuno ne esce "Pitagora e dintorni" entra in Europa!!

Ricordate gli articoletti Orologi con terne di singole cifre (n-ternologi) e N-ternologi: il 2-ternologio completato? La versione inglese del primo di questi (THE CONCEPT OF N-TRIPLEWATCH) è stata pubblicata su Mathematics in Europe.

"Mathematics in Europe is the portal maintained by the Raising Public Awareness committee of the European Mathematical Society."
Ecco come viene introdotto il contributo:

With this post we start the collaboration with the Italian blog “Pitagora e dintorni” by Flavio Ubaldini a.k.a. Dioniso Dionisi, by republishing the English version of some of the post appeared in the blog. Here we find some thoughts about strange watches. The original post, in Italian, can be found here, and herethere are some more remarks.
L'articolo si conclude con: "If you accept the challenge to produce other n-triplewatches or other rules, please let me know."

E qualcuno ha già raccolto la sfida producendo "a 1-triplewatch using standard operators in c++".

Ah, Mathematics in Europe ha anche un gruppo facebook.


lunedì, novembre 21, 2016

Siamo nell'era post-fattuale

Durante l'intervento di Chomsky su Donald Trump al Geist Heidelberg ho sentito usare l'espressione "era post-fattuale". Mi si è subito accesa una lampadina mentale! Quale definizione potrebbe essere più appropriata per questa nostra epoca almeno a livello culturale? Ci siamo dentro da anni, o forse da decenni, e non lo sapevamo! O almeno io non lo sapevo.1

Parafrasando la definizione della corrispondente pagina di wikipedia in inglese, un tratto caratteristico della post-fattualità è la ripetizione a sfinimento (mantirca?) di uno pseudo-fatto sebbene questo sia falso o sia smentito dagli esperti. Come esempio viene citato uno degli slogan
della campagna per la brexit. E cioè che l'appartenenza all'UE costasse 350£ milioni a settimana. Come altro esempio aggiungerei quello arcinoto della bufala della correlazione tra vaccini e autismo.

Ecco, posso dire di essere stato testimone di un'applicazione dell'approccio post-fattuale venerdì scorso quando, durante un interessante dibattito sulla riforma costituzionale tra le ragioni del sì e quelle del no, da una parte ho sentito precisione, puntualità e approccio fattuale e dall'altra demagogia, imprecisione e tecniche retoriche volte solo a convincere gli indecisi disinformati con fatti totalmente o parzialmente falsi ma di forte impatto emotivo.
L'aspetto più fastidioso sono state proprio le falsità volte solo a recuperare disonestamente qualche voto.
Le più eclatanti sono state due.
Uno dei due relatori sosteneva che con la riforma non sarebbe più stato possibile indire un referendum come quello delle trivelle in quanto le regioni non avrebbero più potuto richiederlo. Fatto totalmente falso perché questa riforma non tocca quell'articolo. Ma questo lo sa solo chi si è preventivamente informato. Se qualcuno venerdì sera è venuto a informarsi ha ricevuto un'informazione falsa ma di forte impatto emotivo e si sa che l'impatto emotivo è ciò che più imprime il ricordo nei nostri neuroni.
Ma la vera chicca è stata la seconda falsità. Quella propinataci alla fine del confronto, quando il relatore ha detto: ricordatevi che se vincerà il sì questo sarà stato il vostro ultimo voto perché dopo la riforma non potrete più votare.
Altro fatto totalmente falso che però ha suscitato reazioni forti contro la riforma. L'altro relatore ha cercato di precisare: ma è per il Senato che non si voterà più; e non voteranno più né gli italiani in Italia né gli italiani all'estero. Ma quella precisazione è stata poco incisiva. Molto più incisiva è stata la dichiarazione falsa. E quella ha avuto di nuovo un forte impatto emotivo e quindi un forte effetto persuasivo su chi non era già informato.

Ecco anche un'interessante citazione in materia; dall'articolo del post I pericoli della società post-fattuale che cita un articolo dell'Economist:
"Alcune delle caratteristiche stesse del cervello umano sembrano fatte apposta per favorire la diffusione delle bugie: «La tendenza naturale degli esseri umani è quella di ignorare i fatti». Il nostro cervello, ad esempio, è per natura abbastanza pigro e ci spinge inconsapevolmente a ignorare quei fatti che potrebbero costringerlo a lavorare più duramente. Una volta acquisita un’opinione su un argomento, il sistema cognitivo umano tende a mettere in evidenza le prove che supportano l’idea acquisita, rispetto a quelle che la mettono in discussione. E alcuni esperimenti scientifici sembrano indicare che essere esposti ad argomenti contrari rafforza, invece che indebolire, l’idea sbagliata."

Ah, l'Oxford Dictionary ha eletto "post-truth" parola dell'anno 2016.

Vabbè, uno potrebbe pure obbiettare, ma i medievali lo sapevano di essere nel medioevo? In ogni caso il concetto mi era già noto dopo la lettura del Pendolo di Foucault negli anni '80 ma mancava un nome per il concetto e, inoltre, il fenomeno pare essersi ampliato da allora.

martedì, novembre 15, 2016

Carnevale della Matematica #103 - Donne in matematica

L'edizione di novembre del Carnevale della Matematica, la numero 103, è ospitata da MaddMaths e il tema è "Donne in matematica".
Essendo 103 un numero primo, la cellula melodica stavolta è assente.
Tuttavia ho contribuito con un articoletto così introdotto:

Dioniso Dionisi, di Pitagora e dintorni, ci manda un contributo in cui si parla di una pièce teatrale. Sembrerebbe fuori tema, ma  la regista e le attrici sono donne. La regista è Maria Rosa Menzio e il post di Dioniso è sulla rappresentazione di una sua riduzione teatrale della storia che lui stesso ha scritto nei suoi due libricini: "La Musica dei numeri" e "La Musica dell'irrazionale". "I Pitagorici" è il titolo della pièce ed è stata presentata per ben tre volte ad ottobre in Piemonte. L'ultima volta, il 27 ottobre, nell'aula magna del Politecnico di Torino. Oltre che dalla danza e dalla scenografia virtuale, la rappresentazione del Politecnico è stata arricchita anche dai canti del Coro PoliEtnico di Torino, diretto dal Maestro Giorgio Guiot.

Il mese prossimo l'edizione numero 104 del 14 dicembre 2016 (“canta allegro, canta, canta”) verrà ospitata da Mr Palomar – e il tema sarà: ....?

Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale
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