domenica, luglio 15, 2018

Il ruolo del caso e il pensiero complottista

“...uno sconcertante limite della nostra mente è nell’eccessiva sicurezza con cui crediamo di sapere le cose che crediamo di sapere, e nella nostra evidente incapacità di riconoscere quanto siano estese la nostra ignoranza e l’incertezza del mondo in cui viviamo. Tendiamo a sopravvalutare le nostre conoscenze sul mondo e a sottovalutare il ruolo del caso negli avvenimenti.”

Daniel Kahneman

Sottovalutare enormemente – o addirittura eliminare – il ruolo del caso negli avvenimenti: credo che sia la causa principale del pensiero complottista.

sabato, luglio 14, 2018

La strategia di Salvini


Salvini sa che scontri di questo tipo è destinato a perderli?

Credo proprio di sì. Sa bene che ci sono leggi, accordi e separazioni dei poteri che non gli consentono di prendere certe decisioni.

E allora perché li innesca?

Perché così gli elettori lo vedranno come l'unico che si oppone agli sbarchi ostacolato dai deboli alleati e anche da quel pericoloso comunista che è il presiedente della repubblica. Con questa strategia sta continuando a guadagnare voti e a far radicalizzare ancora di più i suoi elettori.

domenica, luglio 08, 2018

La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone

La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone mi ha folgorato sin dal primo ascolto di qualche anno fa. Purtroppo non sono ancora riuscito ad assistere dal vivo a un suo allestimento.

Oggi mi sono goduto il racconto che ne ha fatto Stefano Valanzuolo per Wikimusic.

Un aspetto che ho trovato particolarmente interessante sono alcune delle critiche scritte dopo la prima assoluta al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Forse incoraggiati da Eugenio Bennato che, per motivare la sua decisione di non partecipare allo spettacolo e di lasciare la NCCP, scrive: «I componenti del nostro gruppo hanno fatto una scelta e hanno deciso di fermarsi ad uno sterile compiacimento in chiave estetica e nostalgica riproponendo, tutto sommato, un’arte distante dal popolo, rinchiudendosi in un “teatro bomboniera” invece di partecipare in prima persona allo sviluppo e al rinnovamento della musica popolare.»

Eccone qualche esempio.

Goffredo Fofi «La purezza da laboratorio degli scienziati del folclore non ha proprio niente a che fare con la vera anima napoletana ... Quest’anima si ritrova certo di più nella grinta e nella rabbia dei suonatori cosiddetti improvvisati.»

Michelangelo Zurletti «Nessun gruppo etnico campano potrà mai riconoscersi negli arrangiamenti barocchi con clavicembalo proposti da De Simone in La gatta Cenerentola: vi si riconoscono invece i consumatori di concerto di sempre, gli onnivori borghesi che ora salgono alla rocca spoletina per mettere il naso nell’ex folclore.[…] E così, dopo questo spettacolo la Nuova Compagnia di Canto Popolare si scioglie. De Simone non ha evidentemente altro da dire: e lo vedremo autore di colonne sonore per film o altra roba del genere...»

Mi viene da chiedermi se quei critici abbiano riletto i loro testi a qualche decennio di distanza ed eventualmente che cosa abbiano pensato. Visto che l'opera di De Simone, che non avrebbe avuto null'altro da dire, viene acclamata come capolavoro a livello internazionale. E per risonanza mi è venuta in mente la scena di Caro Diario in cui Nanni Moretti immagina di rileggere alcune critiche cinematografiche all'autore delle stesse.

Detto questo, nell'attesa di assistere dal vivo a qualche allestimento de La Gatta Cenerentola, cercherò di guardarmi questa versione televisiva mandata in onda su RAI due con l'ausilio del copione.


sabato, luglio 07, 2018

Le connessioni tra matematica e musica - "From Music to Mathematics: Exploring the Connections"

Libera traduzione da "From Music to Mathematics: Exploring the Connections" di Gareth E. Roberts.

"Le connessioni tra matematica e musica da un punto di vista strutturale sono abbondanti. Entrambi usano una forma speciale di notazione per comunicare le loro idee. Ogni soggetto ha una sua struttura logica e un insieme di assiomi finemente messi a punto su secoli di studio.

Gli studenti del liceo apprendono le tecniche assiomatiche di Euclide per scrivere le loro prime dimostrazioni.
Gli studenti di teoria musicale apprendono le regole della scrittura vocale a quattro parti, cercando di evitare le quinte e le ottave parallele, per comprendere meglio l'armonia.

I matematici usano i numeri come gli elementi costitutivi invariabili della loro teoria mentre i musicisti usano le altezze dei suoni come comun denominatore delle loro creazioni.

Così come il numero 3 ha lo stesso significato astratto per i matematici di tutto il mondo, la frequenza del la a 440 HZ, usata per accordare le orchestre moderne, è uno standard globale.

A prima vista, la matematica è spesso considerata una scienza "dura", mentre la musica è considerata una materia umanistica. Tuttavia, oltre ai molti tratti strutturali condivisi, ci sono anche diversi legami estetici e artistici tra le due discipline.

Ad esempio, entrambi i campi hanno prodotto grandi  bambini prodigio, come Mozart e Gauss. I genitori fanno ascoltare Bach e Beethoven ai loro bambini al fine di favorire lo sviluppo del cervello e le capacità analitiche. Molti matematici sono musicisti eccezionali, mentre molti musicisti, in particolare i compositori, possiedono acute menti matematiche.
Gli studiosi parlano spesso della "bellezza" e della "purezza" della matematica, e le stesse descrizioni  possono  applicarsi anche alla musica.
La musica ha l'ovvia capacità di muovere lo spirito, ma anche le grandi scoperte e le grandi intuizioni matematiche sono spesso accompagnate da un senso di esaltazione travolgente. Il grande matematico contemporaneo Andrew Wiles ha pianto davanti alle telecamere mentre parlava della sua incredibile dimostrazione dell'ultimo teorema di Fermat.
Ed è evidente che compositori e musicisti, consapevoli o meno, usino concetti matematici nelle loro creazioni."

Le critiche ad personam sono controproducenti

Credo di trovarmi abbastanza d’accordo con con le ultime riflessioni di Mentana.

Non credo agli appelli o alle prese di posizione perentorie e che servono solo a scopi identitari, o a volte peggio mirano a un po' di pubblicità gratuita. Oggi il mensile Rolling Stones fa una scelta perfettamente legittima: una copertina arcobaleno con la scritta "Noi non stiamo con Salvini", e poi più in piccolo "Da adesso chi tace è complice". E poi nelle pagine interne una raccolta di pareri e frasi di "musicisti, attori, scrittori e figure legate allo showbiz e alla tv". Scelta legittima, dicevo, ma che non condivido. Il giornalismo è fatto di racconto e di confronto delle idee, di attacco alle posizioni ritenute sbagliate, o perfino pericolose. Mai però la scelta di una persona liberamente eletta come bersaglio, come uomo nero.

Le critiche ad personam possono essere controproducenti. Lo abbiamo già sperimentato in una in un’altra fase storica del nostro paese. Bisogna calibrare critiche specifiche su precise azioni e rispettive conseguenze. La critica generalizzata alla persona, a mio avviso, esacerba lo scontro e sortisce l’effetto contrario.

Non ci si può muovere contando - "La matematica degli dèi e gli algoritmi degli uomini" di Paolo Zellini

L'ultima volta abbiamo visto come Zellini dà ragione Zenone ritenendo che Weierstrass, col bandire rigorosamente tutti gli infinitesimali, dimostrò finalmente che viviamo in un mondo immutabile, e che la freccia, in ogni singolo istante del suo volo, è realmente in quiete. L’immobilità prevale sul movimento che può essere interpretato attraverso le sole coordinate dello spazio-tempo, e quindi per via di successive posizioni fisse e puntuali. Per cui «La meccanica può spiegare il movimento solo attraverso l’immobilità».

Oggi proseguiremo ancora su quel tema riportando le considerazioni che spingono Zellini a concludere: "nel continuo ci sono, è vero, infinite metà, ma solamente in potenza, non in atto. In termini più semplici si potrebbe riassumere così: è assurdo pensare che ciò che si muove si muova contando. Ma allora era chiaro che il movimento e la continuità della retta non potevano trovare una spiegazione nei soli numeri naturali con cui si contano le cose una per una. Si sarebbe resa necessaria una teoria più generale del numero e una estensione dell’idea di attualità a quelli che alla fine del XIX secolo si sarebbero chiamati, non a caso, numeri reali."

"Come spiegava Russell, «infinità e continuità appaiono insieme nell’aritmetica pura» (Principles, par. 435). Fu questa conquista dell’intelletto a presentarsi come un rimedio alle difficoltà che Zenone aveva sollevato circa la natura del movimento e la composizione del continuo. La soluzione moderna del paradosso di Achille si basò sull’assumere come reale o possibile proprio ciò che Zenone considerava paradossale, cioè, nel commento di Russell, l’assenza di uno stato di moto: un sacrificio che salvava un dato irrinunciabile, l’esistenza attuale delle cose. Un’entità attuale, notava Whitehead, non si muove: essa è dove è ed è ciò che è. Russell sosteneva che la nozione di uno stato di moto non è fondata, perché il movimento è fatto di posizioni atomiche occupate in determinati istanti, entrambi valutabili mediante numeri reali, corrispondenti a punti della retta. Aristotele (Fisica, 234 a 24 sgg.) aveva dimostrato che nulla può muoversi in un istante fissato, e che perciò il tempo non è fatto di istanti. Russell rispondeva che in effetti è vero, nell’istante nulla si muove, e che questo è compatibile con una teoria coerente del continuo aritmetico provvisto di metrica euclidea, come era stato elaborato da Weierstrass, da Dedekind e da Cantor. Solamente così si poteva garantire la realtà di ciò che muta e si muove. Il paradossale diventava reale...

La matematica è sempre stata un’arte del paradosso, e le sue formule hanno spesso suscitato una reazione d’incredulità nello stesso scienziato che le ha scoperte o ideate. Ma la matematica è anche un’arte di costruire simulazioni e modelli fedeli, fin dove è possibile, delle nostre concezioni comuni, mediante definizioni e teorie in grado di farci riconoscere ciò che ci attendiamo. A quell’impercettibile forzatura che si coglie nei commenti di Russell, seguì l’esplicito imbarazzo del commento al primo paradosso sul moto di Zenone da parte di Hilbert e di Bernays, fatto proprio, successivamente, anche da Stephen Kleene: C’è una soluzione molto più radicale del paradosso. Questa consiste nel prendere atto che non siamo obbligati in nessun modo a credere che la rappresentazione matematica del moto in termini di spazio e tempo sia fisicamente significativa per intervalli di spazio e di tempo arbitrariamente piccoli; piuttosto abbiamo ogni ragione di supporre che quel modello matematico estrapola i fatti di un certo dominio di esperienza, cioè i movimenti entro ordini di grandezza finora accessibili alla nostra osservazione, nel senso di una semplice costruzione concettuale, analoga al modo in cui la meccanica dei continui effettua un’estrapolazione in cui si assume che lo spazio sia riempito, in modo continuo, di materia.
...
La situazione è simile in tutti i casi in cui si crede possibile esibire direttamente un infinito [attuale] come dato dall’esperienza o dalla percezione
...
Un esame più attento mostra allora che un’infinità non ci è data in nessun modo, ma è interpolata o estrapolata per via di un procedimento intellettuale. Non c’era però altra via se non appunto quella di estrapolare, di completare i fatti dell’esperienza con un modello matematico del continuo, riconducibile a sua volta, come notò Hermann Weyl, a una mera costruzione simbolica. Aristotele (Fisica, 263 a 25-30) osservava che se si divide ripetutamente il continuo in due metà non possono risultare continui né la linea né il movimento. Il movimento, precisava, è proprio di un continuo, e nel continuo ci sono, è vero, infinite metà, ma solamente in potenza, non in atto. In termini più semplici si potrebbe riassumere così: è assurdo pensare che ciò che si muove si muova contando. Ma allora era chiaro che il movimento e la continuità della retta non potevano trovare una spiegazione nei soli numeri naturali con cui si contano le cose una per una. Si sarebbe resa necessaria una teoria più generale del numero e una estensione dell’idea di attualità o di entelechia a quelli che alla fine del XIX secolo si sarebbero chiamati, non a caso, numeri reali."

Altre considerazioni correlate:
Zellini e l'ontologia della matematica
Roberto Natalini e il rapporto tra matematica e realtà

domenica, luglio 01, 2018

I pugni battuti sui tavoli europei producono un patto sui migranti che penalizza l’Italia?

Ma quindi i pugni battuti sui tavoli europei hanno prodotto un patto sui migranti che penalizza l’Italia?
Parrebbe di sì. Almeno questa è l'idea che mi sono fatta leggendo qualcosa a riguardo. Qualcuno ne sa di più e riesce a evidenziare qualche vantaggio per l'Italia che potrebbe essermi sfuggito?
Pare che il trio Salvini-Di Maio-Conte sia riuscito a ottenere solo la collaborazione su base volontaria.

"Sono bastate 24 ore per capire quanto l’accordo raggiunto a Bruxelles penalizzi l’Italia. E come sui tre punti chiave che dovevano segnare una svolta per la gestione dei flussi migratori da parte del nostro Paese, si siano addirittura fatti passi indietro. ...

...quanto stabilito per i centri di detenzione, la ricollocazione e le Ong va nella direzione opposta a quello che era stato chiesto nei giorni precedenti alla riunione. Basta una parola per comprenderlo: volontarietà. La maggior parte degli Stati che aderiscono all’Unione europea non ha mai collaborato sull’immigrazione anche di fronte al rischio di sanzioni, sembra davvero impossibile che possa farlo spontaneamente."


Mentre Minniti di Mallorailpiddì aveva adottato le seguenti misure.

1. Riapertura e aumento del numero dei Centri di identificazione ed espulsione dei migranti  
2. Raddoppio delle espulsioni. 
3. Viaggio in Libia per un nuovo accordo sui rimpatri con il presidente Fayez al-Sarraj e il governo locale. 
4. Riapertura dell'ambasciata italiana a Tripoli.
5. Firma di un accordo con il governo di Tripoli e circa 60 capi delle tribù per contenere i flussi migratori a sud e rafforzare la guardia costiera a nord contro gli scafisti.
6. Introduzione di un codice di condotta per le Ong.
7. Incontro con 14 "sindaci" di città della Libia meridionale per un'intesa per il contrasto delle attività dei trafficanti di migranti.

Queste misure hanno portato a un calo del 71,36% rispetto al 2016 (fonte: Valigiablu: Disinformazione su migranti e ONG) senza produrre scontri né crisi diplomatiche.