martedì, giugno 13, 2017

Un cammino transappenninico: fotoracconto del primo giorno

1° giorno del cammino transappenninico
Partenza mattutina (presto ma non troppo) da Scandriglia.
Pizza a Orvinio (13 Km): fatto!
Pausa pranzo a Vallinfreda: 21,5 km - Maltagliati al ragù bianco, bacche di ginepro e tartufo. Ottimi! Da La Madia a Vallinfreda. Ve li consiglio.
Discesa da Vallinfreda (840 m. slm) e arrivo ad Arsoli (450 m. slm).
Prima tappa raggiunta. 32 km con qualche acciacchetto da parte mia cominciato dopo la discesa sterrata. Zucchero è in condizioni ottime. Io brinderò con l'Aulin. Per la cena dovremo anche aggiungere 3 km a piedi tra andata e ritorno. Ma è impagabile l'esperienza del ritorno al buio con la strada deserta (interrotta a monte per una frana) illuminata dalla sola mezzaluna. Per la prima volta nella mia vita ho notato l'ombra degli alberi alla luce della luna.

 Un cammino transappenninico:126Km in cinque giorni - primo tratto

venerdì, giugno 09, 2017

giovedì, giugno 08, 2017

Il mistero del suono senza numero - recensioni

Dopo averlo letto e riletto, l'amico Nino Ponzio ha anche scritto un'interessante recensione con domande aperte a cui risponderò di seguito. Ecco una parte della recensione.

«L'ho letto; poi ci ho pensato su un po' e l'ho riletto. Ci sono ancora domande, questioni aperte, almeno per me. Peccato non essere più uno studente delle medie e poterne parlare con i compagni di classe, potrebbe anche servire per far colpo sulle ragazze: "se vuoi ti spiego perché certi numeri come la radice quadrata di 2 sono irrazionali, cioè non esprimibile con una frazione, rapporto tra due numeri, ratio come dicevano i latini...
Siccome il consiglio è di leggere il libro vi dico solo che dentro ci trovate una storia d'amore contrastato, una storia di sport, intrighi polizieschi, politici e religiosi. Il tutto in meno di 120 pagine! Peccato quando finisce non si vorrebbe dover dire "di già? e adesso?".» ... continua a leggere su Il tamburo riparato...

Ed ecco le domande e le risposte:

1. «Dioniso dovrebbe giustificare l'affermazione di Ippaso sui cubi.»
La risposta è a pagina 134: “Il fatto che Ippaso possa avere avuto l’idea di generalizzare le ... e intuire ... (i puntini verranno colmati dalla lettura del libro :-) ) non è riportato da nessuna fonte ed è puro frutto della mia immaginazione.”

2. (mandatami in privato) «La lunghezza delle corde per produrre le note giuste è eurekosa ma la lira (e il flauto) non c'erano già da sempre?

Sì, infatti quelle regole erano già note. Ma si dice che lo fossero in modo empirico. Si conoscevano le regole pratiche ma esisteva una vera e propria teoria. Credo che la situazione fosse simile a quella di diversi secoli dopo che Gianni Zanarini descrive in Invenzioni a due voci - Dialoghi tra musica e scienza.
“I liutai avevano scoperto la cosiddetta “regola del 18” e la utilizzavano abitualmente. Essa prescrive che ogni nuovo legaccio (corrispondente a un nuovo semitono) vada collocato al di sotto del precedente (verso il ponticello) a una distanza da esso pari a 1/ 18 della lunghezza della corda libera restante. Si tratta di una regola empirica, completamente indipendente dalle speculazioni teoriche sull’armonia universale: una regola che si fonda sull’esperienza, sulla fisicità dei suoni, sulla materialità delle corde vibranti, una regola che, per questo motivo, Vincenzio riabilita contro la metafisica del suo maestro.”

Qui c'è anche la recensione di EDIMAST

giovedì, giugno 01, 2017

Il mistero del suono senza numero - recensioni

Una nuova bella recensione de "Il mistero del suono senza numero" è stata pubblicata sulla rivista EDIMAST – Esperienze Didattiche con Matematica, Scienze e Tecnologia.

"Già dalla copertina de “Il mistero del suono senza numero” di Flavio Ubaldini emergono alcuni tratti distintivi di questo breve romanzo divulgativo: la musica, i numeri, la cornice storica della Magna Grecia e, a cementare il tutto, la freschezza e la leggerezza che affiorano da quell’icona di un antico greco con una chitarra in mano. Non è facile catalogare “Il mistero del suono senza numero”. Come capita spesso con le narrazioni appassionanti e originali, sfugge alle etichette, o meglio si adatta a..." continua a leggere su EDIMAST...