martedì, giugno 13, 2017

Un cammino transappenninico: fotoracconto del primo giorno

1° giorno del cammino transappenninico
Partenza mattutina (presto ma non troppo) da Scandriglia.
Pizza a Orvinio (13 Km): fatto!
Pausa pranzo a Vallinfreda: 21,5 km - Maltagliati al ragù bianco, bacche di ginepro e tartufo. Ottimi! Da La Madia a Vallinfreda. Ve li consiglio.
Discesa da Vallinfreda (840 m. slm) e arrivo ad Arsoli (450 m. slm).
Prima tappa raggiunta. 32 km con qualche acciacchetto da parte mia cominciato dopo la discesa sterrata. Zucchero è in condizioni ottime. Io brinderò con l'Aulin. Per la cena dovremo anche aggiungere 3 km a piedi tra andata e ritorno. Ma è impagabile l'esperienza del ritorno al buio con la strada deserta (interrotta a monte per una frana) illuminata dalla sola mezzaluna. Per la prima volta nella mia vita ho notato l'ombra degli alberi alla luce della luna.

 Un cammino transappenninico:126Km in cinque giorni - primo tratto

venerdì, giugno 09, 2017

giovedì, giugno 08, 2017

Il mistero del suono senza numero - recensioni

Dopo averlo letto e riletto, l'amico Nino Ponzio ha anche scritto un'interessante recensione con domande aperte a cui risponderò di seguito. Ecco una parte della recensione.

«L'ho letto; poi ci ho pensato su un po' e l'ho riletto. Ci sono ancora domande, questioni aperte, almeno per me. Peccato non essere più uno studente delle medie e poterne parlare con i compagni di classe, potrebbe anche servire per far colpo sulle ragazze: "se vuoi ti spiego perché certi numeri come la radice quadrata di 2 sono irrazionali, cioè non esprimibile con una frazione, rapporto tra due numeri, ratio come dicevano i latini...
Siccome il consiglio è di leggere il libro vi dico solo che dentro ci trovate una storia d'amore contrastato, una storia di sport, intrighi polizieschi, politici e religiosi. Il tutto in meno di 120 pagine! Peccato quando finisce non si vorrebbe dover dire "di già? e adesso?".» ... continua a leggere su Il tamburo riparato...

Ed ecco le domande e le risposte:

1. «Dioniso dovrebbe giustificare l'affermazione di Ippaso sui cubi.»
La risposta è a pagina 134: “Il fatto che Ippaso possa avere avuto l’idea di generalizzare le ... e intuire ... (i puntini verranno colmati dalla lettura del libro :-) ) non è riportato da nessuna fonte ed è puro frutto della mia immaginazione.”

2. (mandatami in privato) «La lunghezza delle corde per produrre le note giuste è eurekosa ma la lira (e il flauto) non c'erano già da sempre?

Sì, infatti quelle regole erano già note. Ma si dice che lo fossero in modo empirico. Si conoscevano le regole pratiche ma esisteva una vera e propria teoria. Credo che la situazione fosse simile a quella di diversi secoli dopo che Gianni Zanarini descrive in Invenzioni a due voci - Dialoghi tra musica e scienza.
“I liutai avevano scoperto la cosiddetta “regola del 18” e la utilizzavano abitualmente. Essa prescrive che ogni nuovo legaccio (corrispondente a un nuovo semitono) vada collocato al di sotto del precedente (verso il ponticello) a una distanza da esso pari a 1/ 18 della lunghezza della corda libera restante. Si tratta di una regola empirica, completamente indipendente dalle speculazioni teoriche sull’armonia universale: una regola che si fonda sull’esperienza, sulla fisicità dei suoni, sulla materialità delle corde vibranti, una regola che, per questo motivo, Vincenzio riabilita contro la metafisica del suo maestro.”

Qui c'è anche la recensione di EDIMAST

giovedì, giugno 01, 2017

Il mistero del suono senza numero - recensioni

Una nuova bella recensione de "Il mistero del suono senza numero" è stata pubblicata sulla rivista EDIMAST – Esperienze Didattiche con Matematica, Scienze e Tecnologia.

"Già dalla copertina de “Il mistero del suono senza numero” di Flavio Ubaldini emergono alcuni tratti distintivi di questo breve romanzo divulgativo: la musica, i numeri, la cornice storica della Magna Grecia e, a cementare il tutto, la freschezza e la leggerezza che affiorano da quell’icona di un antico greco con una chitarra in mano. Non è facile catalogare “Il mistero del suono senza numero”. Come capita spesso con le narrazioni appassionanti e originali, sfugge alle etichette, o meglio si adatta a..." continua a leggere su EDIMAST...

martedì, maggio 30, 2017

"Il mistero del suono senza numero" tra i Bestseller matematici di Amazon

Per quanto effimera, la sensazione di vedere il proprio libro all'ottavo posto della classifica "Bestseller in Matematica" di Amazon, solo 5 posizioni dietro a Malvaldi e una posizione prima di Penrose, è stata impagabile :-)

domenica, maggio 28, 2017

Un cammino transappenninico:126Km in cinque giorni

Ci riproviamo.


Partenza - Scandriglia

Prima tappa - Àrsoli (30Km, 7h) - Bed & Breakfast "Le Macchie", signora Filomena 338 497 6325

Seconda tappa - Subiaco (18Km, 3:50h) - Ristorante Belvedere -Via dei Monasteri, 33, 00028 Subiaco, 33, 0774 85531

Terza tappa - Altipiani di Arcinazzo (20Km, 5h) - Piazza Suria, 03010

Quarta tappa - Alatri (27Km, 5:45h) - Via G. Rodilossi, 13, 03011

Arrivo - Arce (31Km, 6:45h)

mercoledì, maggio 24, 2017

"Il mistero del suono senza numero" su Amazon

Da oggi si può prenotare "Il mistero del suono senza numero" su Amazon con disponibilità a partire dal 29 maggio. Quale regalo migliore per propiziarsi Apollo, che è uno dei personaggi del libro?
Nel frattempo ricordo anche che "Il mistero del suono senza numero" è un romanzo divulgativo su musica e numeri ambientato nell’antica Crotone che narra, attraverso misteri e intrighi all’ombra della matematica e della musica, come la scuola di Pitagora indagò il ruolo del Numero nel libro della Natura.

Quarta di copertina e altre informazioni...

domenica, maggio 14, 2017

Carnevale Matematica #109 su Pitagora e dintorni

L'edizione di maggio del Carnevale della Matematica, la numero 109, è ospitata da me su Pitagora e dintorni e il tema è "Storia della matematica".
Ovviamente è un carnevale bellissimo. E, non avendo una cellula melodica, è dotata di una colonna sonora un po' inconsueta. Forse una melodia natalizia? Chissà?  E allora che aspettate ad andare a leggervelo?!


La prossima edizione, la 110, del 14 giugno 2017 avrà come nome in codice  “canta tra i cespugli all’alba”.
Calendario con le date delle prossime edizioni passate e future del Carnevale

domenica, maggio 07, 2017

Dentro pi greco c'è tutto

Dentro pi greco c'è tutto

C'è il tuo numero di telefono
e quello del tuo primo amore
C'è il primo tema che hai scritto
e Dante nel suo splendore.

Ma c'è pure la storia greca
quella latina e quella sumera
e di tutta l'umanità intera.

Dentro pi greco c'è il mondo
e quindi pure questo verso
Ma non doveva esserci solo il tondo?
No, c'è tutto l'universo!

Ci sono mappe meravigliose
C'è il tuo monte e la tua valle
Lì ci son tutte le cose
Ma serve il tempo per trovarle.

– Ma che cosa sta canticchiando? Che cos'è quest'oscenità!?
– Sono i versi della canzone per il prossimo Carnevale della matematica del 14 maggio, il numero 109. Sapete che lo ospito su questo blog? Essendo un numero primo, il 109 non ha una  cellula melodica. Quindi devo trovare una colonna sonora alternativa.
– Guardi, prima di tutto questa idea del pi greco che contiene tutto non è per niente originale. L'ho già sentita da qualche parte. Poi, è in ritardo di due mesi, visto che il Giorno del pi greco è stato già celebrato due carnevali fa. E infine, i versi e la musica sono obbrobriosi! Lasci perdere. Cerchi qualcos'altro. E, soprattutto, non venga di nuovo a chiedermi le proprietà del numero del Carnevale!

martedì, aprile 25, 2017

Carnevale della matematica di maggio

Il 14 maggio la 109-esima edizione del Carnevale della matematica (nome in codice: “furbo”) sarà ospitata da me su Pitagora e dintorni. Il tema sarà "Storia della matematica". E, come sempre, tutti i contributi fuori tema andranno benissimo lo stesso.
Essendo un numero primo, il 109 non ha una cellula melodica. Ma il Carnevale avrà comunque una sua colonna sonora. Quale sarà? Con che cosa avrà a che fare?
Lo scopriremo il 14 maggio.


Lista dei Carnevali passati e futuri

lunedì, aprile 24, 2017

Il mio primo libro cartaceo: Il mistero del suono senza numero

A partire dalla settimana dell'8 maggio il mio primo libro cartaceo pubblicato con Scienza Express dovrebbe essere in distribuzione. Si intitola "Il mistero del suono senza numero" ed è un romanzo divulgativo su musica e numeri ambientato nell’antica Crotone che narra, attraverso misteri e intrighi all’ombra della matematica e della musica, come la scuola di Pitagora indagò il ruolo del Numero nel libro della Natura.

Ecco la quarta di copertina:

Che cosa ossessiona Pitagora e lo spinge nella bottega di un fabbro? Quale teoria lo porta a rivoluzionare la sua scuola a Crotone? E che cosa c’entra la musica? Ippaso, il suo allievo più brillante ma anche il più ribelle e arrogante, si accorge che qualcosa non va. C’è un numero che manca, c’è un suono di troppo. Forse l’interpretazione pitagorica dell’Universo è in pericolo? Mentre Ippaso indaga, c’è chi trama nell’ombra per ostacolarne l’amore segreto e per impedire che le sue scoperte facciano crollare la dottrina pitagorica. Colpi di scena, amore e intrighi si intrecciano alle scoperte matematiche dei pitagorici e alla ricerca della risposta ultima che arriverà solo dopo oltre duemila quattrocento anni.

Leggetelo, fatelo leggere e regalatelo!




Dove lo si può trovare?
Lo si può prenotare già ora in qualsiasi libreria o su

Amazon
Feltrinelli
Mondadori
Hoepli
scienza express

...e su molti altri siti.

sabato, aprile 22, 2017

Libertà di stampa in Germania

Quando leggo fatti come quelli descritti da Petra Reski che ho riportato di seguito non posso fare a meno di pensare alla classifica che vede l'Italia al 77° posto per la libertà di stampa. Tempo fa avevo sentito Calabresi affermare che uno dei parametri è il numero di denunce che i giornalisti ricevono. La prima cosa che mi è venuta da pensare è: siamo sicuri che in un paese in cui i giornalisti non ricevono denunce ci sia libertà di stampa?

Beh, leggendo leggendo i fatti di Petra Reski e l'articolo "Le classifiche sulla libertà di stampa sono una cosa seria?", dove si spiega anche la soggettività di molti parametri, che è spiegata anche qui, i miei dubbi su quella classifica si sono amplificati.



Ecco lo stralcio tratto dalla richiesta della Reski: La libertà di stampa non è una parola. E’ un atto.

"Chi intende parlare di mafia in Germania deve pentirsene: “Colpirne uno per educarne cento”.

Col vostro sostegno contribuirete a far sì che la libertà di stampa in Germania non sia solo sulla carta – e a far sì che il tema “Mafia in Germania” non sia ancora un tabù.
...
La legge tedesca rende molto facile alla mafia querelare i giornalisti – e vincere anche questi processi. Così si costruisce uno scenario minaccioso teso a colpire giornalisti, autori, film-maker, case editrici ed emittenti radiotelevisive.
Col denaro raccolto vorrei pagare le spese legali e le spese processuali, il cui preciso ammontare potrò calcolare solo quando la controversia giudiziaria sarà risolta – comprese le altre cause notificatemi (tra l’altro per risarcimento danni). Alla fine farò naturalmente sapere a tutti i donatori l’esatto ammontare delle spese.
Se resterà qualcosa (speriamo!) lo devolverò a un’organizzazione antimafia – naturalmente renderò pubblico tutto questo. Con la vostra donazione non solo mi aiuterete a far fronte alle mie spese legali, ma promuoverete anche lo scambio di idee su un tema che merita l’attenzione di tutti."

giovedì, aprile 20, 2017

Recitiamo il ruolo che ci attribuisce la società, quello che vorremmo essere o quello che siamo?

Parafraso quello che ho appena sentito dire dallo scrittore americano ospite a Fahrenheit.

Tutti recitiamo. C'è una fase in cui si recita il ruolo che ci attribuiscono gli altri. Se dico a un bambino che è stupido quello reciterà il ruolo dello stupido. Se gli dico che è bello si comporterà da bello.
Poi, nell'adolescenza, si comincia a recitare quello che vorremmo essere. Ma non sempre quel ruolo coincide con quello che siamo in realtà. Scoprire chi siamo è fondamentale ma bisogna conoscere il più possibile, sperimentare il più possibile e avere bravi educatori.

sabato, aprile 15, 2017

Carnevale della Matematica #108 - mese della consapevolezza matematica e statistica

L'edizione di aprile del Carnevale della Matematica, la numero 108, è ospitata da MaddMaths! e il tema è "mese della consapevolezza matematica e statistica".
Io ho contribuito con la cellula melodica ...

...Tutto ciò, avrà un significato? Forse lo scopriremo leggendolo (o forse no), ma insomma, pare veramente che siamo arrivati al Carnevale della Matematica numero 108, di cui nella Poesia Gaussiana (o dell’unicità della fattorizzazione) di Popinga, la strofa corrispondente è "canta il merlo? il merlo, il merlo canta"([Math Processing Error]). Ed non perdete la "cellula melodica" puntualmente offertaci da Dioniso Dionisi di Pitagora e dintorni:



...e con un articoletto così introdotto:

Dioniso in persona ci propone il post La scuola platonica che ha scritto per Through the optic glass (La rivista di storia della scienza su Medium redatta da autori italiani) e che è parte della revisione/nuova edizione che sta facendo degli articoli della serie sulla storia della matematica.
Il mese prossimo l'edizione numero 109 del 14 maggio 2017 (“furbo”) sarà ospitata addirittura da... pensate un po'... Pitagora e dintorni. Il tema sarà: storia della matematica.

Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale.

giovedì, aprile 13, 2017

Richard Strauss, Carmen, Wagner e la musica tedesca

Richard Strauss diceva ai suoi allievi: se volete studiare una partitura orchestrale andare a studiare quella della Carmen di Bizet e non quelle di Wagner. (La fonte è Carmen, opéra-comique di Geroges Bizet - WikiMusic del 05/03/2017)

Io l'ho sempre sostenuto che Wagner, nella sua innegabile grandezza, è anche molto sopravvalutato.

Su questo tema ho una mia teoria personale che, essendo personale e soggettiva, lascia ovviamente il tempo che trova.

Allora, ecco la mia teoria semplice, semplicistica e... un po' complottistica.

Una costante che si ritrova tra gli intellettuali tedeschi attraverso i secoli è quella dell'auto-attribuzione, un po' ambiziosa e arrogante, del ruolo di riformatori nonché di fustigatori dei depravati costumi dei popoli mediterranei. Questo aspetto, riscontrabile in diversi ambiti culturali, unito alla massiccia attività in campo musicologico, ha fatto sì che, a volte su basi piuttosto soggettive, gli aspetti musicali predominanti tra i compositori tedeschi venissero fatti assurgere al ruolo di parametri fondamentali su cui misurare la qualità delle opere musicali.
Quindi, così come nella storia prevale sempre la storiografia dei vincitori, anche nella musica ha prevalso la musicologia di chi ne ha prodotta di più.


Emblematicamente modesta è, invece, l'indole di Rossini che, a 72 anni, sull'ultima pagina di quel capolavoro che è la Petite messe solennelle scrisse:

“Dio buono, ecco terminata la povera messa. Ho scritto proprio della “musique sacrée ... ou de la sacrée musique” (gioco di parole che in francese dovrebbe suonare come "musica sacra ... o musica insignificante". Per comprendere wikipedia propone un parallelo con "musica benedetta" e "benedetta musica"). Tu sai che io ero nato per l’opera buffa e non ho che un po’ di cuore e pochissima scienza. Sii dunque benedetto e accordami il Paradiso. Giacomo Rossini”.

Rossini amava anche raccontare che nel 1822 ebbe un incontro con l'allora già celeberrimo Beethoven. Il compositore renano gli avrebbe consigliato di continuare a scrivere opere comiche in quanto "questo è ciò che voi italiani sapete fare". E a Rossini piaceva suggellare tale aneddoto auto-screditandosi con la definizione di pianista della "quatrième classe". Non è da escludere che un tale atteggiamento abbia influenzato la critica dei tempi. La musica di Rossini cominciò infatti a ricevere la giusta considerazione solo a partire dalla metà del XX secolo.
Anche questo incontro tra Rossini e Beethoven mi pare molto emblematico.

martedì, aprile 11, 2017

Giuro di dire tutta la verità: la logica e il diritto

A chi non è mai capitato di pensare che la formula giuridica che obbliga a dire tutta la verità, solo la verità e niente altro che la verità fosse un po' ridondante?
In realtà, questa formulazione serve per escludere i falsi negativi, e cioè che un colpevole sfugga alla condanna, o i falsi positivi, e cioè che un innocente la subisca.

Ecco come ne parlano Stefano Leonesi e Carlo Toffalori nel loro libro Logica a processo: da Aristotele a Perry Mason, in cui paragonano i concetti di coerenza e completezza della logica matematica a quelli della suddetta formula giuridica.

"Occorrerà che assiomi e regole di deduzione si rivelino così centrati e potenti da superare la prova dei fatti, e cioè:
escludere dai teoremi qualsiasi contraddizione.
garantire a ogni proposizione una soluzione, ovvero una dimostrazione o una confutazione.
Il primo requisito è, appunto, la coerenza, il secondo la completezza. Si vorrà poi, in riferimento al concetto tarskiano di verità, che un’affermazione finisca per essere provata se e solo se è suffragata appunto dai fatti, che dunque il sistema deduca tutto quello che corrisponde alla realtà e niente di quello che la smentisce. Per dirla in termini giuridici, si chiederà al sistema di dimostrare la verità: “tutta la verità” –la completezza –e “niente altro che la verità” –la coerenza. Come dire, per restare ancora nel campo della giustizia: escludere in un’indagine che un colpevole sfugga alla condanna, o che un innocente la subisca."

venerdì, aprile 07, 2017

La scomparsa della catacresi

Fonte julioroberts
Mentre gli anglofoni usano molto la catacresi noi stiamo privando la nostra bella lingua di questo stupendo strumento creativo e logopoietico.

Catacresi è quel processo per cui si ricorre all'uso estensivo di un termine già esistente nella lingua per designare oggetti o nozioni per cui non esiste ancora un vocabolo specifico.
Così nei tempi passati hanno avuto origine il collo della bottiglia, le gambe del tavolo, il letto del fiume, la cresta e la catena delle montagne: estensioni dell'uso di parole che originariamente designavano solo parti di individui e non di bottiglie, tavoli, fiumi, montagna.



Mentre nei tempi moderni preferiamo prendere in prestito mouse e hardware dall'inglese invece di usare creativamente e logopoieticamente la catacresi ed estendere l'uso di topo e ferramenta, come invece hanno fatto i nostri cugini Spagnoli... anche se qualcuno potrebbe obiettare che quello sarebbe stato un calco linguistico e non una catacresi, visto che proviene dall'esterno.

mercoledì, marzo 29, 2017

La sinistra, i diritti, i doveri e le buone notizie

Un paio di giorni fa ho sentito Ilvo Diamanti dare una tanto bella quanto idealista definizione di sinistra.
Di sinistra è chi aspira ad estendere a tutti gli stessi diritti. Forse aggiungerei che non dovremmo dimenticarci anche di esigere gli stessi doveri.

Ad ogni modo, mi pare che le due notizie che ho copiato di seguito e che riguardano l'Italia vadano nella direzione giusta. E ricordiamoci di condividere ogni tanto anche le notizie buone mettendo da parte il noto e introiettato italico masochismo.

Approvata alla Camera con 375 la norma che protegge i ragazzi che arrivano senza famiglia nel nostro paese scappando da fame, guerra e violenze. Avranno gli stessi diritti dei loro coetanei. "Italia apripista in Europa".

La scuola in Italia: cala gap ricchi-poveri, dati Ocse

Per quanto riguarda questa seconda notizia, non ho ben capito se il rapporto originale sia questo: Pisa (Programme for International Student Assessment). Se è così, allora ci sono effettivamente un paio di risultati molto positivi nel campo dell'equità del sistema scolastico relativamente a classi sociali e studenti immigrati. Meno positivi altri risultati come quello dell'equità tra studenti e studentesse. Anche se, non mi pare di aver mai assistito né di aver sentito raccontare episodi di discriminazioni del genere nella scuola italiana. Qualcuno dei quattro lettori ha esperienze diverse?

martedì, marzo 28, 2017

Libero, il branco di albanesi e la disinformazione

Notate qualche differenza tra il titolo di sinistra e quello di destra?














Sono foto dello stesso articolo di Libero Quotidiano relativo all'omicidio Alatri del 27 marzo. La prima foto è stata scattata il 27 marzo e l'altra il 28 marzo. La notizia di poche ore fa (28 marzo) è che ci sono due persone indagate e fermate, e che nessuna di quelle due persone è albanese. Sembra che siano residenti locali.
Ovviamente ciò non significa che la situazione non possa cambiare di nuovo. Neppure gli investigatori hanno ancora delle certezze, come facciamo ad averle noi?

E come fa ad averlo Libero Quotidiano poche ore dopo l'evento? Quando si trova a puntare razzisticamente l'indice verso una precisa nazionalità?


Trovo dissennato e deplorevole questo stile giornalistico di Libero Quotidiano. Credo che nuoccia allo sviluppo intellettuale e umano del paese. Titoli del genere seminano odio gratuitamente e danneggiano gli italiani e gli stranieri residenti in Italia.

lunedì, marzo 27, 2017

I miei anni universitari, Assalti Frontali e gli sviluppi costruttivi

Verso la fine degli anni universitari ho abitato a Centocelle e, occasionalmente, frequentavo il CSOA Forte Prenestino. Eravamo agli albori del rap italiano e gli Onda Rossa Posse li ascoltai lì dal vivo per la prima volta. Li seguii per un po' anche dopo la loro trasformazione in Assalti Frontali. Poi, soprattutto dopo il trasloco oltralpe, li ho persi di vista.

Mi ha fatto piacere ritrovarli oggi durante l'ascolto della puntata del 12/02/2017 de LA LINGUA BATTE. Intorno al minuto 20 la puntata contiene una breve intervista a Luca Mascini, alias Militant A. Ho constatato con piacere che il gruppo ha avuto quello che mi è sembrato essere uno sviluppo verso un approccio alla protesta più costruttivo che distruttivo.
In particolare mi è piaciuto il messaggio della canzone Il quartiere è cambiato.
Bella anche Il lago che combatte. Canzone grazie alla quale la vicenda del Lago Ex SNIA è stata fatta conoscere alla città.

sabato, marzo 25, 2017

Nuria Nono-Schönberg alla Tankturm di Heidelberg

Giovedì alla Tankturm evento molto interessante con Nuria Nono-Schönberg. Moglie di Luigi Nono nonché figlia di Arnold Schönberg nonché suocera di Nanni Moretti.

mercoledì, marzo 22, 2017

I salumi sono dannosi?

La risposta è sì ma, alla fine Eliana Liotta e Pier Giuseppe Pelicci (oncologo co-direttore scientifico dell'Istituto Europeo di Oncologia) ci lasciano un po' di speranza...

"Sì. Lo hanno dimostrato svariate ricerche sulle carni lavorate con metodi di affumicatura, salatura e uso di conservanti, quindi anche salsicce e würstel. Una meta-analisi, pubblicata nel 2010 dall’Harvard School for Public Health, ha evidenziato un rischio accresciuto di infarto e diabete in chi consuma carne rossa lavorata, come bacon e salsicce, amate dagli anglosassoni, e lo studio EPIC , su migliaia di europei, ha fornito prove su un aumento di cancro e malattie cardiovascolari. Non sono chiari i meccanismi molecolari, si ipotizza che i colpevoli siano, oltre che i grassi saturi, i sali e i conservanti di salumi e affettati. I nitriti e i nitrati, usati in quasi tutti i prodotti, evitano la proliferazione di agenti patogeni, come quello del botulino. Il nostro metabolismo, però, può convertirli in composti cancerogeni, le nitrosammine. Il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro, a proposito di salumi e carni conservate, usa il verbo to avoid , evitare. E l’Organizzazione mondiale della sanità, a ottobre 2015, ha inserito le carni lavorate e conservate nell’elenco delle sostanze cancerogene, accanto a fumo e amianto. C’è da considerare che i prodotti italiani in genere sono più magri e meglio lavorati rispetto a quelli di altri Paesi. Insomma, gli esperti non possono dire sia raccomandabile, tuttavia il buon senso induce a credere che si possa mangiare di quando in quando una fetta di prosciutto, un po’ di salame o bresaola (non oltre 50 grammi la settimana). È il consumo abituale che viene sconsigliato."

giovedì, marzo 16, 2017

Il giovane Mozart, la tragica ironia e la passione per i numeri

Non sapevo che il piccolo Mozart avesse una passione per l'aritmetica. Questa è sicuramente un'interessante scoperta personale per la settimana dei numeri. Grazie ad Anna Menichetti che ne ha parlato durante la puntata Mozart: i primi anni - WikiMusic del 29/01/2017.

Tra le altre cose molto interessanti sull'infanzia di Mozart che la conduttrice ci fa scoprire, tra cui un curioso aneddoto avvenuto durante un concerto a Napoli, c'è una citazione che mi è piaciuta molto e che rispecchia una caratteristica importante del genio salisburghese.
"Il tempo dell'infanzia non conosce le leggi, limiti emotivi e confini - ha scritto Enzo siciliano. Diventare maturi significa scontrarsi con leggi, con limiti. La pubertà è dilaniata tra il sentimento di quell'eternità e il sentimento della limitatezza. Una sospensione lacerante e dolcissima imbevuta di allegrezze imponderabili e di altrettanto imponderabili malinconie. La musica di Mozart  è forse l'unica musica che sappia parlarci di questa condizione cieca e indolente, di una felicità rapita e interamente terrena. Dove il sogno del paradiso e della suprema armonia è una raggiante promessa. La consapevolezza di qualcosa di tragico c'è sempre in Mozart. Quando scrive "giocoso" c'è sempre una nota dissonante, un accordo che non entra nell'armonia e quando scrive qualcosa di tragico c'è sempre un gioco che interrompe per un attimo il momento della tragedia. Perché è anche un autore fortemente ironico. E, d'altra parte, senza ironia non c'è tragedia."

Anna Menichetti racconta anche degli importanti viaggi in Italia di Mozart bambino. Una riflessione personale mi porta a chiedermi quanto i ripetuti contatti, a partire dai suoi 13 anni. con la cultura e la società italiane abbiano influito nello sviluppo della sua indole ironica.

domenica, marzo 12, 2017

Xylella un anno dopo: un nuovo articolo di Le Scienze

Con "un anno dopo" intendo un anno dopo l'ultima volta che ne ho parlato su questo blog. Da allora non mi era più capitato di leggere un articolo. Anche se adesso mi sono accorto che tutti gli articoli in tema di Le Scienze sono raccolti nella pagina EMERGENZA XYLELLA.
Forse gli sviluppi più interessanti sono riportati in:

Xylella: la parola ai consulenti della Procura
"La perizia tecnica dei consulenti della Procura non sembra contenere informazioni differenti da quelle pubblicate dai ricercatori indagati. La variabilità biologica di cui parla il decreto è solo ipotizzata e necessita di ulteriori approfondimenti. Allo stato attuale delle conoscenze e di quello che si sa delle perizie, quindi, il ceppo di Xylella responsabile del CoDiRO è uno solo. È possibile che la Procura abbia fatto confusione con le parole e che il decreto di sequestro si basi su un equivoco?" - di Beatrice Mautino

"La rivista dell'American Association for the Advancement of Science torna a occuparsi della questione Xylella con un articolo che affronta le questioni sociali e culturali che hanno pesato - e spesso ostacolato - sull'attuazione degli interventi di controllo dell'epidemia e sottolinea l'importanza di affiancare all’impegno tecnico e scientifico anche lo studio di strategie comunicative e di coinvolgimento delle parti in causa" - di Beatrice Mautino

La vulnerabilità pugliese all'attacco di Xylella
"Il paesaggio della Puglia, un'immensa monocoltura di olivi molto vicini tra loro, rende il territorio particolarmente vulnerabile all'attacco di Xylella fastidiosa, il cui vettore può spostarsi per chilometri nell'arco della vita. Lo rivela un nuovo modello, secondo il quale eliminare il batterio dal territorio è ormai quasi impossibile ma è indispensabile contenere il contagio per evitare che si diffonda ancora di più" - di Beatrice Mautino
L'importanza relativa degli oliveti alla diffusione di Xylella fastidiosa in Puglia. I colori sulla barra laterale mostrano la probabilità (mediata su 1000 simulazioni e riscalata tra 0 e 1) di un oliveto di essere infettato da X. fastidiosa in simulazioni in cui il batterio diventa endemico in Puglia. Le aree in grigio scuro sono terreni con altre coperture, mentre quelle in grigio chiaro sono aree non analizzate. Le linee magenta delineano l'attuale zona cuscinetto che è monitorata intensamente per prevenire la diffusione di X. fastidiosa verso nord. 

"Le larve di sputacchina non volano, ma l’insetto adulto ha una capacità di movimento di circa 100 metri al giorno, e “poiché un insetto vive dai 4 ai 6 mesi (dalla tarda primavera, al tardo autunno) la distanza complessiva che può percorrere nel corso della sua vita è di chilometri” scrivono gli autori. Quindi, anche se non tutte le sputacchine si muovono così tanto, la loro densità fa sì che gli spostamenti lunghi debbano essere messi seriamente in conto. Quindi, quali azioni seguire? Ha più senso intervenire sul contenimento del vettore o tagliare gli alberi? E quanti?"

venerdì, marzo 10, 2017

Altramatematica a metà prezzo

Lo sapevate che in occasione del Pi Day, dal 13 al 19 marzo, tutti gli ebook di Altramatematica
saranno venduti a metà prezzo. Anzi che dico a metà prezzo. Lo sconto sarà addirittura del 50,25%. O, detto in altri termini, un euro in meno a ebook.
E tra questi ovviamente ci sono anche i miei!
Ma comprandovi tutta l'offerta dei 16 ebook risparmierete ben 16€: 15,84 invece di 31,84. E allora che aspettate?

martedì, febbraio 21, 2017

Occidente senza utopie: l'idea di Stato americana e quella europea

Ho trovato molto interessante la spiegazione di una delle differenze tra l'idea americana e quella europea di Stato che Massimo Cacciari e Paolo Prodi danno nel libro Occidente senza utopie.
Quella differenza, che secondo gli autori si può far risalire alle rivoluzioni americana e francese, ha prodotto effetti ancora chiaramente visibili nelle nostre rispettive società moderne. Almeno questa è l'impressione che mi sono fatta dopo aver frequentato saltuariamente gli Stati Uniti e aver lavorato quotidianamente con colleghi statunitensi negli ultimi quasi due decenni.

 "A questo punto i due cammini (quello americano e quello europeo) si distinguono. Da una parte (quella americana) una religione che possiamo chiamare civile, nella quale Dio è garante di un patto politico che gli uomini giurano nella loro costituzione, dall’altra una politica che tende ad assorbire la religione al suo interno costruendo le nuove divinità della nazione, della classe e della razza. Si delineano quindi due vie: una che potremmo definire la via delle “religioni civiche”, l’altra che potremmo definire la via delle “religioni politiche”. Non si tratta certamente di due vie separate ma di due cammini in qualche modo particolarmente intrecciati nella storia del pensiero teologico e del pensiero politico-costituzionale.
...
Sul continente europeo la storia sembra seguire la linea tracciata da Rousseau. Il problema al centro del cinquantennio che va all’incirca dal 1780 al 1830 sembra consistere nel venir meno del principio di una doppia appartenenza che aveva caratterizzato le età precedenti: in vista del monopolio del controllo e del modellamento dell’uomo si impone una sola e unica fedeltà, quella della Nazione. Lo Stato esce vincitore dalla contesa ma attraversando una metamorfosi rilevante, inglobando cioè una forte quota di sacralità da una Chiesa costretta a una linea difensiva sempre più ristretta: l’emergere dell’ideologia dello Stato-nazione al quale l’individuo è consacrato come suddito e poi come cittadino dalla sua nascita (non dal battesimo)."

lunedì, febbraio 20, 2017

Suburra

Ieri abbiamo visto Suburra. Se ne può fare a meno nonostante la presenza di attori molto bravi.

Io avevo letto il libro. Beh, uno rimane sempre deluso dal film quando ha letto il libro, direte. Ma in questo caso credo che regista e sceneggiatori, incluso l'autore del libro, ci si siano messi d'impegno per trasformare il bel libro di de Cataldo in un film brutto. Hanno eliminato la metà buona (in tutti i sensi) della storia e hanno raccontato la metà cattiva cambiando aspetti che hanno peggiorato anche quel residuo di storia. Ne è venuta fuori un'accozzaglia di personaggi appiattiti e irrecuperabilmente cattivi e scene esageratamente e irrealisticamente violente mentre si è perso l'aspetto più interessante dei contrasti, delle tensioni e della complessità dei personaggi.

Ho letto diverse recensioni piene di entusiasmo. Inclusa una di Marco Travaglio. Tra quelle che ho visto, quella che più si avvicina alla mia opinione è questa: Suburra è un luna park moralistico e senza ironia.

mercoledì, febbraio 15, 2017

Carnevale della Matematica #106 - libri di matematica e insalate di cibernetica

L'edizione di febbraio del Carnevale della Matematica, la numero 106, è ospitata da Rudi Matematici e il tema è "libri di matematica e insalate di cibernetica".
Io ho contribuito con una cellula melodica:

La cellula melodica da Dioniso : una quinta aumentata o - per quegli scellerati che ignorano l'enarmonia pitagorica - sesta minore, che dir si voglia, che genera la melodia per il semplicissimo verso gaussiano del 106 costituito da sole quattro sillabe.Dioniso è sempre eccessivo, non fateci caso... come possa venirgli in  mente che esista ancora qualcuno al mondo che non conosca l'enarmonia pitagorica, davvero non ce lo spieghiamo.



E con un paio di articoletti così introdotti:

Ma torniamo cominciando, nel senso che cominciamo con i contributi dei blogger, tornando ad uno già citato, Dioniso: 
Roberto Natalini e il rapporto tra matematica e realtà
Notata l'eleganza dionisiaca? Inizia il Carnevale citando un carnevalista (cosa che prima di lui, siamo pronti a scommettere, nessuno era mai riuscito a fare) e poi rimane in tema, dacché quello di Zellini è certo libro di matematica. 

Il mese prossimo l'edizione numero 107 del 14 marzo 2017 (“lieto”) verrà ospitata da DropSea – e il tema sarà: Pi day.

Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale.

domenica, febbraio 12, 2017

Sanremo e Occidentali's Karma

Giorni fa Zucchero mi ha detto: senti questa, è Occidentali's Karma, la mia canzone preferita.
L'ho ascoltata e la prima impressione è stata: ironica, non banale, orecchiabile e coinvolgente (confesso che l'abbiamo pure ballata).

Mi piace ma non vincerà mai, ho pensato. Credevo che fosse un po' troppo ardita e poco sanremese.
Quindi, o devo ridefinire la mia idea di sanremesitudine oppure Francesco Gabbani è riuscito a trovare una di quelle rare e fortunate alchimie che piacciono a tipologie diverse di pubblico.

giovedì, febbraio 09, 2017

Prontuario di comportamento di fronte a un problema: per me stesso

1. Se vedi un problema (esempio: un rifiuto lasciato in strada), prima di tutto, invece di lamentarti al bar o in un gruppo a casaccio su Facebook, cerca di fare quello che puoi eliminare quel problema (esempio: prendi quel rifiuto e gettalo in un contenitore appropriato).

2. Se vuoi lamentarti, indipendentemente dal fatto di essere riuscito a risolvere il problema o meno, fallo in modo costruttivo esponendo cordialmente e appropriatamente il problema a chi può fare qualcosa per risolverlo.

3. Solo a questo punto, a seconda dei risultati dei primi due punti, chiediti se sia il caso di esporre il problema, a scopo educativo oppure per ascoltare costruttivamente altri pareri, su un social media.

So che è una lista ideale e non sempre applicabile ma cercherò di osservarla il più possibile.

lunedì, febbraio 06, 2017

Ho visto il musical "La la land" - mi è piaciuto?

Domenica ho visto La la land.

Per più di metà del film il mio voto si aggirava intorno al 6 meno. Poi è andato in leggero crescendo fino a un 7 e mezzo intorno ai 10 minuti prima della fine. Con il finale è schizzato al 10, forse pure con lode.
Quindi, che voto finale dovrei assegnargli? Il massimo? Una media? E che tipo di media?

Le occasioni che non possono che essere perdute

venerdì, febbraio 03, 2017

Il biglietto per il Pantheon?

Ho appena ascoltato la puntata "Il genio di Gian Lorenzo Bernini" di Quante storie con Tomaso Montanari come ospite. La discussione su Franceschini e il biglietto d'ingresso al Pantheon comincia al 5° minuto.

Ho trovato sconfortante la mancanza di concretezza dello storico dell'arte e mi sono trovato totalmente d'accordo con Augias soprattutto quando, verso il 16° minuto, dice che noi abbiamo l'eredità del nostro passato e che per tutelarla dobbiamo, con ogni dovuta cautela, usare anche i soldi prodotti dal patrimonio artistico per salvare il patrimonio artistico stesso.

Credo che l'idealismo utopico e assolutamente privo di concretezza, di cui Tomaso Montanari sembra pervaso, sia uno dei problemi del nostro paese.
È un'idealismo che, a prima vista, fa anche una buona impressione perché infarcito di belle idee, buoni sentimenti e romanticismo. Ma è totalmente privo di realismo.

La discussione mi ha ricordato il dibattito tra Carofiglio e la Guerritore sulla riforma costituzionale: da una parte la consapevolezza che la soluzione non è quella ideale ma è un buon compromesso per risolvere subito diversi problemi, dall'altra un'accozzaglia di luoghi comuni, benaltrismo e belle soluzioni ideali ma irrealizzabili per un futuro molto ipotetico. Bellissime affermazioni che non hanno alcun riscontro pratico.

giovedì, gennaio 26, 2017

Dialogo con un medico teutonico sull'italico masochismo

Ebbene sì. L'ortopedico che mi cura è er Principe dell'ortopedici der Baden-Württemberg! Ma niente di trascendentale, eh. È convenzionato con la mutua. Però ha una tecnica di manipolazione osseo-muscolare tanto spaventosa quanto efficace. Prima di diventare io stesso un suo paziente mi capitò di accompagnare mia moglie a una seduta. Beh, la visita der Principe che le si avventava sulla colonna vertebrale cominciò a darmi un po' di nervosismo ma quando l'energumeno iniziò a imprimerle rotazioni strattonate sul collo cominciai a essere combattuto tra il desiderio di voltarmi dall'altra parte e quello di saltare al collo dell'ortopedico. Fortunatamente durò poco.

– Fantastico! – disse mia moglie ruotando ampiamente il collo mentre uscivamo dall'ambulatorio. – Guarda come lo muovo bene adesso!

Fatto sta che diventavi anch'io un suo paziente.

Ma che c'entra l'italico masochismo? – vi chiederete. Beh, quel medico, da qualche anno, frequenta spesso l'Italia. E io frequento lui con una cadenza bimestrale. Eh sì! Lavorare tutto il giorno al computer qualche problema alla muscolatura lo provoca. Comunque, con il tempo ho scoperto che al medico piace chiacchierare durante quelle sedute.

Per cui mi trovo spesso nella situazione un po' surreale in cui mi intrattengo in piacevoli conversazioni mentre er Principe sfrutta la potenza della sua statura per torcermi arti, schiena e collo. Ecco, una di queste conversazioni è avvenuta di recente.

– Mi dispiace per quello che è successo in Italia. – crack1
– Eh, sì. Aha!2 Due catastrofi naturali insieme. Uhu!2
– Scusi, quello era il mio gomito. Penso proprio che l'Unione Europea dovrebbe concedere più flessibilità. – crick1 – Non ha senso imporre la rigidità di quei parametri quando succedono certe catastrofi. – crack
– Sono d'accordo. Ahu! Comunque in Italia ci sono state anche molte polemiche. Uha!
– Ah, quello è tipico dell'Italia. Quando non la frequentavo – scrack – leggevo spesso notizie negative sulla stampa tedesca. Poi, quando ho cominciato a frequentare l'Italia, ho capito che buona parte del problema è causato dalla stampa italiana a cui piace gettare fango sul proprio paese dando molto risalto ai fatti negativi e alle interpretazioni negative dei fatti e ignorando spesso le notizie positive. – stock – Un po' di autocritica va bene ma in quel modo si fanno dei danni al paese perché la stampa estera non fa che riprendere quelle notizie negative. Non credo proprio che la Germania di fronte a due emergenze del genere avrebbe fatto di meglio.
– Sa che quando vivevo in Italia avevo quell'atteggiamento anch'io? Mi è servito qualche anno di permanenza all'estero per capire che non tutto ciò che proviene dal nord Europa è automaticamente migliore e tutto ciò che è italiano e per definizione peggiore. A volte la distanza aiuta a inquadrare meglio le cose in una prospettiva più generale. Una cosa simile a quella che ha detto lei mi è capitata di sentirla da una corrispondente della televisione svedese.
– Bene. Alla prossima.
– Alla prossima.


1. Rumore del legamento o dell'osso sottoposti a torsione, pressione o trazione.
2. Lamenti o urla causati da torsioni, pressioni o trazioni di legamenti, ossa o muscoli

domenica, gennaio 15, 2017

Carnevale della Matematica #105 - dimostrazioni non standard

L'edizione di gennaio del Carnevale della Matematica, la numero 105, è ospitata da MAURIZIO CODOGNO e il tema è " dimostrazioni non standard".
Io ho contribuito con una bella cellula di gradi congiunti nella scala di re minore… oppure nel modo frigio degli antichi greci?



E con un paio di articoletti così introdotti:

Cominciamo con Dioniso, che non solo ha prodotto la cellula melodica ma ha anche scritto più o meno ovunque. Dioniso scrive; «Spesso, quando mi trovo a leggere dei saggi, ho l’abitudine di annotarmi e/o condividere i passaggi che ritengo più interessanti. Con “La matematica degli dèi e gli algoritmi degli uomini” di Paolo Zellini la cosa mi rimane difficile perché, un po’ come la storia della mappa di Borges, il risultato delle mie annotazioni tendono essere una mappa uno a uno e a coincidere con il libro stesso.» In compenso, scrive sempre Dioniso, «Durante l’intervista di Fabio Fazio Zellini non ha brillato. Nonostante la complessità del tema si sarebbe potuto preparare un po’ meglio per presentare un libro di notevole spessore. Certo è che i tre minuti di introduzione di Fazio sono stati penosi: una fiera del luogo comune sulla matematica.» [Zellini all’università spiegava bene, però i suoi libri sono davvero troppo densi, e forse non era il caso di andare da Fazio]. Infine Dionisoo parla dei suoi “ternologi”, sia in inglese, nel blog che in lingua italiana: «In seguito alla pubblicazione su Mathematics in Europe, dopo Lorenzo, lo studente del Politecnico di Torino, anche il professor Shaun Stevens propone una nuova 2-ternoformula per il 7. E quale modo migliore di fare gli auguri di buon anno se non attraverso un n-ternologio?

Il mese prossimo l'edizione numero 106 del 14 febbraio 2017 (“canta vispo”) verrà ospitata da Rudi Matematici – e il tema sarà: ....?

Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale.