mercoledì, giugno 20, 2018

Stagione orchestrale estiva 2018: Tour de France

Il concerto della Musikfreunde Heidelberg stavolta ci trasporterà in Francia.

Suoneremo pezzi di Fauré, Ravel, Debussy, Satie, Bizet e Saint-Saëns. Un programma molto variegato ed eterogeneo con echi jazzistici e moderni, come nel Bacchanale di Ibert, fino ai popolarissimi Can Can di Offenbach e Ouverture della Carmen di Bizet

E quale poteva essere la data del concerto dedicato alla Francia se non il 14 luglio?

Date

Giovedì 12 Luglio alle 19:00 al Gymnasium di Neckargemünd

Sabato 14 Luglio alle 19:00 nella Stadthalle di Heidelberg

Come da tradizione, se vi troverete nei dintorni il 12 o il 14 luglio siete invitati ai concerti.

venerdì, giugno 15, 2018

Carnevale della Matematica #120: "la didattica"

L'edizione di giugno del Carnevale della Matematica, la numero 120, è ospitata da Maurizio Codogno su Il Post e il tema è la didattica.

Io ho contribuito con la cellula melodica e con...

Dioniso ha scritto molto in questo mese su Pitagora e dintorni:
Zenone aveva ragione! – “La matematica degli dèi e gli algoritmi degli uomini” di Paolo Zellini, Sull’annoso problema dei razionali e degli irrazionali con le considerazioni di Zellini sui paradossi di Zenone… Ma quindi Zenone aveva ragione?
Presentazione de “Il mistero del suono senza numero” nella libreria Assaggi di Roma: Dopo varie tappe non poteva mancare Roma, con un roster di eccezione!
What is Mathematics, Really? di Reuben Hersh – Gli oggetti matematici hanno natura mentale o fisica?. Continua la serie dedicata a What is Mathematics, Really? di Reuben Hersh. In questo brano l’autore indaga la natura degli oggetti matematici.
La costruzione di una scala musicale attraverso i numeri – F. Talamucci: il temperamento equabile e i numeri irrazionali. Si parla delle difficoltà di accordatura insite nel temperamento equabile, vista la presenza di numeri irrazionali, e degli aspetti psicofisici correlati a tale scala musicale.

Di musica parla anche Leonardo Petrillo su Scienza e musica, con La rappresentazione integrale di Cauchy, un nuovo post della serie dedicata all’analisi complessa. Questa volta protagonista è la rappresentazione integrale di Cauchy, assieme alle sue varie implicazioni. All’inizio del post è presente una lista delle “puntate precedenti”.


Per quanto riguarda l'edizione numero 121... 
14 settembre 2018: (“all’alba, all’alba”) Mr. Palomar Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale.


mercoledì, giugno 13, 2018

Matematica e musica al premio-UMI Archimede: Matematica è Cultura

Se il 23 giugno vi troverete dalle parti di Palermo venite al Palazzo delle Aquile dove, alle 12:15, parlerò di Matematica e musica. Ci sarà persino Leoluca Orlando!


Scontro Francia-Italia - Macron: "Italia cinica e irresponsabile"

Da che pulpito viene la predica. L’operazione di Bardonecchia non è avvenuta sotto il governo Macron?
E uno dei suoi predecessori non è sotto processo per aver ricevuto 20 milioni da Gheddafi? Che poi avrebbe pure bombardato la Libia e fatto uccidere Gheddafi creando l’attuale situazione di caos in Libia. A qualche maligno potrebbe venire in mente che l’abbia fatto per eliminare le prove.

martedì, giugno 12, 2018

Domande politico esistenziali: triumvirato?

Ma a giudicare da queste prime azioni di governo vi sembra di trovarvi di fronte a un triumvirato, a una diarchia o a una monarchia all'insaputa di uno dei triumviri?

domenica, giugno 03, 2018

La costruzione di una scala musicale attraverso i numeri - F. Talamucci: il temperamento equabile e i numeri irrazionali

Riporto questo interessante brano da La costruzione di una scala musicale attraverso i numeri in cui Federico Talamucci parla delle difficoltà insite nel temperamento equabile e degli aspetti psicofisici correlati a tale scala musicale.

"Un aspetto contestato alla scala del temperamento equabile1 è stato proprio quello di imporre l'uso di numeri complicati dal punto di vista aritmetico: i numeri irrazionali hanno uno sviluppo decimale infinito, non periodico, necessitano di essere approssimati, ... Pertanto la scala non fu unanimemente associata ad una naturale e spontanea condizione, come poteva essere quella di ottenere i suoni per divisioni in poche parti (dunque facendo uso di semplici numeri razionali che esprimono le divisioni) di una corda. In secondo luogo, se abbiamo presente la formazione fisica di un suono come sovrapposizione di suoni armonici, ovvero di suoni con frequenze f, 2f, 3f, . . ., è da notare l'estraneità dei suoni della scala E dal punto di vista degli armonici: nessun suono, a parte ovviamente l'ottava, fa parte degli armonici di qualche altro. Tuttavia, in ambito sperimentale esiste una legge empirica (formulata già dal 1860) che si adatta perfettamente a spiegare la costruzione della scala equabile: tale legge, nota come legge di Weber, riguarda in generale la relazione tra uno stimolo (che può essere un peso da sopportare, un agente che provoca dolore, oppure, appunto, una fonte sonora) e la percezione che consegue. Si tratta evidentemente di rappresentare un fenomeno a carattere soggettivo (si parla infatti di psicofisica): in modo generale, sulla base di test ed esperimenti, tale fenomeno viene inquadrato da una formula matematica...  la legge afferma che un graduale aumento della sensazione in altezza avviene in corrispondenza di frequenze che si susseguono in progressione geometrica, proprio come nella scala temperata. Pur rimanendo nella sfera delle percezioni e non delle leggi fisiche automaticamente quantificabili, l’obiettivo di avvertire un aumento dell’altezza dei suoni progressivo ed uniforme viene realizzato dalla scala dei suoni irrazionali.



1. La scala del temperamento equabile è caratterizzata dall'essere equidistanziata, che chiameremo scala E , vuole che i gradini G1, . . . , GN di (6) siano tutti uguali e pari ad un numero positivo r: G1 = G2 = · · · = GN = r ovvero f1/f0 = f2/f1 = · · · = 2f0/fN-1 = r. Questo comporta che i suoni della scala formino una progressione geometrica di ragione r. Per determinarli, operiamo ad esempio come segue: 2 = 2f0/f0 = 2f0/fN-1*fN-1/fN-2*. . . * f2/f1*f1/f0 = rN da cui r = N√2. Per ottenere i valori dei suoni della scala temperata possiamo quindi applicare questa formula:

fK = (N√2)Kf0, K = 0, 1, . . . , N

What is Mathematics, Really? di Reuben Hersh - Gli oggetti matematici hanno natura mentale o fisica?

L'ultima volta ho riportato il brano in cui Reuben Hersh spiega le differenze tra "numeri raggiungibili" e numeri puri.
Oggi propongo un brano in cui l'autore cerca di indagare la natura degli oggetti matematici. Sempre in libera traduzione.

Frege ha mostrato che gli oggetti matematici non sono né fisici né mentali. Li ha etichettati come "oggetti astratti". E che ci ha detto riguardo agli oggetti astratti? Solo questo: non sono né fisici né mentali. Ci sono altre cose oltre ai numeri che non sono né puramente mentali né puramente fisiche? Sì! Le sonate. I prezzi. Gli avvisi di sfratto. Le dichiarazioni di guerra. Né mentali né fisiche, ma neppure astratte!

Quali sono le cose che contano al giorno d'oggi? Matrimoni, divorzi, asili nido. Pubblicità e acquisti. Lavori, salari, soldi. Le notizie e i programmi televisivi. La guerra e la pace. Tutte queste entità hanno aspetti mentali e fisici, ma nessuna è un'entità puramente mentale o puramente fisica. Ognuna è un'entità sociale.

Dall'esperienza sappiamo che:
1. Gli oggetti matematici sono creati dagli esseri umani. E in modo non arbitrario, ma come risultato dell'attività su gli oggetti matematici esistenti e secondo i bisogni della scienza e della vita quotidiana. 
2. Una volta creati, gli oggetti matematici possono avere proprietà che per noi sono difficili da scoprire ...

Ma una volta creati, gli oggetti matematici si staccano dal loro creatore, diventano parte della cultura umana e li recepiamo come oggetti esterni, con proprietà note e proprietà ignote. Tra le proprietà ignote, ce ne sono alcune che riusciamo a scoprire e altre no, anche se gli oggetti sono nostre creazioni. È paradossale? Se lo è, ciò è causa del pensiero che riconosce solo due realtà: il soggetto individuale e il mondo fisico esteriore. L'esistenza della matematica mostra l'inadeguatezza di queste due categorie.

La matematica è proprio quel terzo tipo di categoria. Il fatto di essere inventati o creati dagli umani rende gli oggetti matematici diversi dagli oggetti naturali come le rocce, i raggi X, i dinosauri. Alcuni filosofi (Stephen Körner, Hilary Putnam) sostengono che il dominio della matematica pura sia il mondo fisico, ma non le sue realtà, bensì le sue potenzialità.
"Esistere in matematica", significherebbe "esistere in potenza nel mondo fisico". Questa interpretazione è accattivante, perché consente alla matematica di essere significativa. Ma è inaccettabile, perché cerca di spiegare il chiaro con l'oscuro1.


...continua...



1. Ho discusso con Maurizio Codogno come tradurre quest'ultimo capoverso e lui ha parafrasato così:
la matematica è chiara, funziona con certe regole. Mentre il mondo reale è oscuro, non sappiamo in realtà come funziona. Dire che gli enti matematici esistono perché possono esistere in potenza nel mondo fisico significa partire da qualcosa che non conosciamo per spiegare qualcosa che conosciamo. Per questo quell'interpretazione è inaccettabile.

martedì, maggio 29, 2018

Fallimento del governo Conte con Lega e Cinque Stelle

Mi pongo una domanda relativamente all’attuale crisi. E non con fare il polemico. Me la pongo proprio perché vorrei cercare di capire meglio.

Ma la responsabilità del fallimento del governo Lega - Cinque Stelle è da attribuire più al Presidente della Repubblica, che ha chiesto di sostituire un ministro? Oppure a chi ha deciso di mandare tutto a monte a causa di quel ministro?

venerdì, maggio 25, 2018

Presentazione de "Il mistero del suono senza numero" nella libreria Assaggi di Roma

Dopo Crotone, Arce, HeidelbergScandriglia, Bari e Francoforte, non poteva mancare Roma.

Sono rimasto molto soddisfatto del risultato e mi sono divertito. Sono rimasto molto soddisfatto del risultato e mi sono divertito. I contributi di Roberta Fulci, Tommaso Castellani e Paolo M. Albani sono stati determinanti. E le domande e i commenti di un ex professore di filosofia mi hanno rallegrato particolarmente.




       



mercoledì, maggio 16, 2018

Zenone aveva ragione! - "La matematica degli dèi e gli algoritmi degli uomini" di Paolo Zellini

L'ultima volta ho condiviso considerazioni di Zellini sul tema del realismo in matematica e dall'annoso pitagorico problema dei razionali e degli irrazionali.
Oggi proseguiamo su quel tema riportando le considerazioni di Zellini sui paradossi di Zenone... Ma quindi Zenone aveva ragione?

"In questo mondo capriccioso, nulla è più capriccioso della fama presso i posteri. Una delle più notevoli vittime della mancanza di senno è Zenone di Elea. Malgrado abbia inventato quattro argomentazioni tutte smisuratamente sottili e profonde, la stupidità dei filosofi a lui successivi proclamò che Zenone non era altro che un ingegnoso giocoliere e le sue argomentazioni erano tutte sofismi. Dopo duemila anni di continua confutazione, questi sofismi sono stati nuovamente enunciati, e formarono la base di una rinascita della matematica ad opera di un professore tedesco...
Weierstrass, col bandire rigorosamente tutti gli infinitesimali, ha finalmente dimostrato che noi viviamo in un mondo immutabile, e che la freccia, in ogni singolo istante del suo volo, è realmente in quiete.
Russell (Principles, par. 332) pensava che l’argomento della freccia enunciasse un fatto del tutto elementare, e che il trascurarlo avesse tenuto la filosofia del movimento in un pantano per lunghi secoli. Il suo richiamo a Karl Weierstrass si può spiegare in questo modo: assieme ad Augustin-Louis Cauchy, Weierstrass fu il primo matematico a rifondare con chiarezza l’analisi senza infinitesimi, affermando che

una funzione f(x) tende a un limite L, per x che tende a l, se, in corrispondenza a un dato valore positivo ε comunque piccolo, si può trovare un numero positivo δ (dipendente da ε) tale che la distanza di f(x) da L è minore di ε quando la distanza di x da l è minore di δ. Se L = 0 la funzione f si approssima a 0 per x che tende a l, ma nella definizione si evita appositamente di dire che il valore f(x) diventa infinitesimo.

Scompare allora l’idea del fluire, della tensione dinamica della variabile verso il suo limite, semplicemente perché le variabili, entro i confini disegnati da ε e da δ, non si muovono affatto, assumono soltanto i valori che a loro competono. L’immobilità prevale sul movimento
Si può allora definire la velocità di un corpo in un istante t soltanto come il limite del rapporto tra lo spazio percorso e il tempo di percorrenza al tendere della variabile tempo all’istante t. Questo limite, un semplice numero, è la derivata dello spazio come funzione del tempo di percorrenza all’istante t. In questo modo si potevano evitare le «quantità evanescenti» concepite nei primi sviluppi del calcolo infinitesimale.
...
I numeri razionali e irrazionali, pensati come limiti di variabili, ereditavano la natura effettiva e reale di concetti fisici come la velocità e l’accelerazione. Negli stessi numeri si potevano ravvisare delle entità atomiche paritetiche ai punti della retta. Il movimento poteva essere interpretato attraverso le sole coordinate dello spazio-tempo, e quindi per via di successive posizioni fisse e puntuali. «La meccanica può spiegare il movimento solo attraverso l’immobilità».

Solamente nei numeri, era questa la conclusione importante, si trovava la realtà del continuo spazio-temporale. E i numeri che assolvevano a questo compito potevano essere sia razionali che irrazionali. Di più, l’esistenza dei numeri reali (razionali + irrazionali) sarebbe apparsa, dopo Weierstrass, l’effetto di una libera creazione del matematico, ancorché indotta da proprietà oggettive del corpo numerico. Quale migliore accordo tra pensiero e natura, tra libertà ed effettività?
...
ma la continuità geometrica era già di fatto concepita, grazie alle teorie di Cantor e di Dedekind, come un dominio di numeri attuali. Il disegno dell’aritmetizzazione dell’analisi aveva già atomizzato l’estensione continua. L’attualità poggia infine, nella teoria del continuo numerico, su entità atomiche definite, costituenti un sistema di divisioni reali, di eventi istantanei in relazione con altri eventi collocati in qualche punto del continuo. Tra numeri e punti si stabilisce assiomaticamente una corrispondenza biunivoca, e per il tramite dei numeri i punti dello spazio e gli istanti del tempo acquistano una nuova specie di realtà."

Altre considerazioni correlate:
Zellini e l'ontologia della matematica
Roberto Natalini e il rapporto tra matematica e realtà

lunedì, maggio 14, 2018

Carnevale Matematica #109 su Pitagora e dintorni: il 10° anniversario

L'edizione di maggio del Carnevale della Matematica, la numero 109, è ospitata da me su Pitagora e dintorni e il tema è "matematica e filosofia".


Ovviamente è un carnevale bellissimo. E allora che aspettate ad andare a leggervelo?!



La prossima edizione, la 120, del 14 giugno 2018 avrà come nome in codice “canta, canta, canta il merlo tra i cespugli”, sarà ospitata da Maurizio Codogno su Il Post e avrà come tema "didattica".

Calendario con le date delle prossime edizioni passate e future del Carnevale

giovedì, maggio 10, 2018

Il volo delle chimere" sarà al Salone del libro di Torino

Da oggi fino al 14 maggio "Il volo delle chimere" sarà al Salone del libro di Torino con Scienza Express!
Lo si potrà trovare allo stand E38 al Padiglione 1.

Buon Salone e buone letture

mercoledì, maggio 09, 2018

Brahms e Čajkovskij

Da Brahms e Tchaikovsky di Guido Zaccagnini

“La nostra confusione è tuttavia preferibile alla penosa fiacchezza camuffata da seria creatività di Brahms e di altri compositori simili. Essi si estenuano senza speranza. Pieni di pretese di essere profondi senza una vera profondità.”

“Il concerto per violino di Brahms mi è piaciuta poco. Come tutto il resto che ha scritto.
Prendiamo per esempio l’inizio del concerto. È bello come introduzione, è un ottimo piedistallo per le colonne. Ma le colonne non ci sono. E subito dopo un piedistallo ne segue un altro. Intendo dire che la musica di Brahms non esprime mai niente. E se esprime qualcosa non finisce di esprimerla.
La sua musica è costituita da brandelli di qualcosa incollati fra loro artificialmente. ... È come se il compositore si fosse prefisso il compito specifico di apparire incomprensibile e profondo. Sembra divertirsi a canzonare le nostre sensibilità musicali. Quando ascolti la sua musica ti domandi: Brahms è profondo o sta solo tentando di nascondere la sua povertà di invenzione con un’imitazione della profondità?”

Pëtr Il’ič Čajkovskij

Adesso ho un’idea della ragione per cui il nostro direttore, brahmsiano fino al midollo, non ci faccia mai suonare musiche di Čajkovskij.
E aggiungo che, sommessamente, mi trovo abbastanza vicino al giudizio di Čajkovskij.

martedì, maggio 08, 2018

Come la matematica (e i vaccini) ti proteggono dalle malattie infettive

Condivido questo articolo perché, oltre a essere interessante da un punto di vista matematico, mi riguarda anche personalmente. Infatti appartengo a quel gruppo di persone che corrono grossi rischi se l'immunità di comunità viene a mancare.
Di seguito una libera traduzione di alcuni brani dell'articolo.

Supponi di sentire un pettegolezzo sfizioso che non riesci a tenere per te. Siccome odi i pettegoli, ti concedi di spettegolare con una sola persona e poi tieni la bocca chiusa. Non è grave, giusto? Dopo tutto, se la persona con cui hai spettegolato adotta lo stesso compromesso, il pettegolezzo non si diffonderà molto. Se il pettegolezzo viene rivelato a una nuova persona ogni giorno, dopo 30 giorni solo 31 persone, incluso te, ne saranno a conoscenza.
Quindi quanto male potrebbe fare dirlo a due persone invece di una sola?

Inimmaginabilmente tanto!
Se ogni giorno ogni persona informa due nuove persone, dopo 30 giorni il pettegolezzo avrà raggiunto più di un quarto della popolazione mondiale (2.147.483.647 persone, o 2^31 - 1, per essere precisi). Come può un così piccolo cambiamento – dirlo a due persone invece di una - produrre una così grande differenza? La risposta sta nei tassi di incremento.

Si fa presto a traslare questa metafora nell’ambito delle malattie infettive considerando il numero medio di nuove infezioni che ogni persona infetta dovrebbe produrre al posto del numero di persone a cui si rivela il pettegolezzo. Quel numero è indicato con R0.

Ecco alcuni numeri di riproduzione di base per alcune malattie ben note.

Malattia
 R0
Morbillo
12-18
Vaiolo
5-7
Parotite
4-7
Influenza (ceppo pandemico 1918)
2-3

Source: CDC and NIH


Ed ecco alcuni esempi di HIT (soglia di persone vaccinate affinché si crei l’immunità di comunità) per le stesse malattie.

Malattia
R0
 1–1/R0
HIT
Morbillo
12
 1–1/12
91.7%
Vaiolo
5
 1–1/5
80%
Parotite
4
 1–1/4
75%
Pandemia influenzale
2
1–1/2
50%



sabato, maggio 05, 2018

Presentazione de "Il mistero del suono senza numero" nella libreria Assaggi di Roma

Copiato da Presentazione | Il mistero del suono senza numero (ScienzaExpress) di Flavio Ubaldini

23 maggio 2018 19:30 – 20:30 Presentazione | Il mistero del suono senza numero (ScienzaExpress) di Flavio Ubaldini - Mappa libreria assaggi


Flavio Ubaldini

PRESENTA

Il mistero del suono senza numero (ScienzaExpress)

Ne parlano con l'autore Roberta Fulci e Tommaso Castellani


Letture a cura di Paolo M. Albani

Il mistero del suono senza numero (ScienzaExpress)

Che cosa ossessiona Pitagora e lo spinge nella bottega di un fabbro? Quale teoria lo porta a rivoluzionare la sua scuola a Crotone? E che cosa c’entra la musica? Ippaso, il suo allievo più brillante ma anche il più ribelle e arrogante, si accorge che qualcosa non va. C’è un numero che manca, c’è un suono di troppo. Forse l’interpretazione pitagorica dell’Universo è in pericolo? Mentre Ippaso indaga, c’è chi trama nell’ombra per ostacolarne l’amore segreto e per impedire che le sue scoperte facciano crollare la dottrina pitagorica. Colpi di scena, amore e intrighi si intrecciano alle scoperte matematiche dei pitagorici e alla ricerca della risposta ultima che arriverà solo dopo oltre duemila quattrocento anni.


Flavio Ubaldini
(Scandriglia, 1969) è laureato in matematica e diplomato in trombone. Vive e lavora in Germania. Nel 2014 ha pubblicato, per 40K Unofficial La musica dei numeri e La musica dell’irrazionale. Nel 2016 il suo dramma I Pitagorici è stato messo in scena al Politecnico di Torino.

martedì, maggio 01, 2018

Carnevale della matematica di maggio 2018 e Carnevale della Matematica dal vivo

Il 14 maggio la 119-esima edizione del Carnevale della matematica (nome in codice: “zampettando melodioso”) sarà ospitata sul mio blog matematico, Pitagora e dintorni. Il tema sarà "matematica e filosofia". Ma, come sempre, tutti i contributi fuori tema andranno benissimo lo stesso.
Inoltre il 119-esimo sarà un carnevale speciale! Quello del 10° anniversario. Il 1° si tenne nel lontano 14 maggio del 2008 su Gli studenti di oggi.


Ma non è finita qui! A maggio, e precisamente il 18-19, si terrà anche  il Carnevale della Matematica dal vivo a Napoli!

Se vorrete contribuire la scadenza è, come al solito, il 12, ma se riuscirete a mandarmi i contributi con un po' di anticipo non mi dispiacerà.

domenica, aprile 29, 2018

Il mio secondo libro cartaceo: Il volo delle chimere

Tra qualche giorno il mio secondo libro cartaceo pubblicato da Scienza Express dovrebbe essere in distribuzione. Il titolo è "Il volo delle chimere" e Spartaco Mencaroni ne è coautore.

Il libro narra le vicende intrecciate di due giovani espatriati, tra cura e ricerca.
È un romanzo sulla ricerca medica e sul rapporto medico-paziente e contiene riflessioni su fiducia e cura, bufale e pseudoscienza, medicina e vita.

Qui troverete le varie recensioni e le diverse attività che avranno luogo intorno al libro e questa è la sua pagina Facebook.

Quarta di copertina:

Come la Chimera, essere composto da parti di altri animali, questo libro narra due storie di italiani all’estero alle prese con scelte difficili ed eventi sconvolgenti.
Da un lato la giovane biologa Linda intraprende una nuova vita scontrandosi con un ambiente ostile e con i risultati di una ricerca difficili da conseguire.
Dall’altro l’informatico Fosco vede la propria esistenza stravolta da una leucemia che lo catapulta in una del tutto inattesa battaglia per la vita.
Nessuno dei due è solo. Entrambi traggono forza dalla comunità, grande o piccola che sia, che li circonda e li sostiene.
Le due storie si intrecciano e si sfiorano con delicatezza senza mai toccarsi. Il lettore parteggia per l’uno e per l’altra e si appassiona alle vicende dei due giovani che, ciascuno a proprio modo, ricercano un senso per la propria esistenza, in una storia chimerica fatta di espatri e ritorni, di amori e amicizie, di vita e di morte.

Leggetelo, fatelo leggere e regalatelo!

Dove lo si può trovare?
Lo si può prenotare già ora in qualsiasi libreria o su

...e su molti altri siti man mano che ci si avvicinerà alla data di inizio della distribuzione.

domenica, aprile 22, 2018

Corruzione reale e corruzione percepita

Segnalo l'articolo Le molte idee sbagliate sulla corruzione in Italia di Giovanni Belardelli. Lo riporto integralmente con qualche evidenziazione e sottolineatura.
Ne ha parlato anche Alessandro Campi a PRIMA PAGINA del 21 aprile 2018, intorno al minuto 34.

Secondo la maggioranza degli italiani, nel nostro Paese la corruzione politica sarebbe aumentata rispetto ai tempi di Tangentopoli. Si tratta però di un’opinione che non ha un riscontro nella realtà, sostengono in un libro appena pubblicato da due autorevoli magistrati, Raffaele Cantone e Francesco Caringella: «Oggi — scrivono — assistiamo a una forma di corruzione certamente diffusa, ma qualitativamente e quantitativamente non paragonabile alle vicende degli anni Novanta» (La corruzione spiegata ai ragazzi, Mondadori). Una valutazione analoga è stata espressa di recente anche dal presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara il quale, ampliando il discorso oltre la dimensione della corruzione politica in senso stretto, ha affermato di non credere assolutamente «che l’Italia sia uno dei Paesi più corrotti del mondo» (Il Dubbio, 7 aprile). Si tratta di giudizi che sono passati sostanzialmente inosservati, ma che dovrebbero invece far riflettere poiché implicano che una delle autorappresentazioni dominanti nell’opinione pubblica — quella dell’Italia come Paese nel quale la corruzione è sempre più diffusa — ha scarso fondamento.

Ma come ha potuto affermarsi una rappresentazione del genere? Secondo il presidente Eurispes proprio i successi nella lotta alla corruzione ottenuti in Italia, insieme alla creazione di un’apposita autorità di contrasto (l’Anac), avrebbero dato al fenomeno una sovraesposizione mediatica, accreditando così l’immagine di una corruzione in continua crescita. È una spiegazione plausibile, visto che classifiche come quella di Transparency International, che ci collocano sempre in cattiva posizione, si basano appunto sulla «corruzione percepita». Ma, proprio alla luce di questa considerazione, si dovrebbe anche ricordare come da anni gli episodi di corruzione, soprattutto di corruzione politica, ricevano una copertura mediatica che probabilmente non ha l’eguale in altri Paesi democratici. Per giunta, questa copertura è necessariamente molto maggiore quando il singolo episodio corruttivo viene scoperto e nel momento in cui una procura conduce le indagini, rispetto alla fase dibattimentale e all’eventuale proscioglimento che, se avviene, riceve uno spazio inevitabilmente marginale (a quel momento si tratta di storie considerate ormai «vecchie», che non interessano più l’opinione pubblica).

Queste spiegazioni, da sole, sarebbero però insufficienti. Se la rappresentazione dell’Italia come Paese nel quale la corruzione politica è sempre maggiore si è potuta diffondere, fino a diventare un luogo comune, ebbene ciò è avvenuto perché quella rappresentazione (quella forma di «falsa coscienza», avrebbe detto Marx) ha svolto anche una funzione importante. L’idea che il malaffare e la corruzione fossero esclusivo appannaggio dei partiti (e di quegli esponenti del mondo economico che si arricchivano grazie al rapporto con la politica) ha infatti rappresentato una sorta di grande alibi per tutti noi. Ha indotto a distogliere lo sguardo dalla miriade di piccole illegalità diffuse che dominano la nostra vita sociale: dall’abusivismo edilizio (1,5 milioni pare siano le abitazioni ignote al catasto) all’assenteismo di massa in certe municipalizzate, dalle certificazioni Isee più o meno «riaggiustate» alla scarsa verosimiglianza di molte dichiarazioni Irpef e via elencando. Non sono comportamenti che riguardano tutti gli italiani, certo; rivelano però quella debolezza di senso civico, quella scarsa disponibilità a rispettare leggi e norme che sono state evocate tante volte, praticamente da chiunque si sia interrogato sulla storia del nostro Paese e sul modo d’essere e di comportarsi dei suoi abitanti. Certi episodi di piccola illegalità ci dicono questo, e cioè che spesso chi li compie non pensa di fare qualcosa di veramente scorretto, men che meno di illegale. Considerarsi uno dei Paesi in cui la corruzione politica è più diffusa, anzi sempre in aumento, ha questo vantaggio: induce a ritenere che le persone da biasimare, i veri corrotti, siano sempre e soltanto loro, gli esecrati politici. Abbiamo alimentato per decenni questa autorappresentazione poco fondata, che peraltro — particolare non irrilevante — ha fortemente contribuito, ancora il 4 marzo, ai successi elettorali di alcune formazioni politiche e agli insuccessi di altre. Sarebbe il caso che, ovviamente senza abbassare la guardia nei confronti della corruzione politica, cominciassimo a guardare non soltanto ai vertici della società ma anche alla base, quella di cui facciamo parte tutti noi.

sabato, aprile 21, 2018

Marginalizzazione, esclusione e violenza

"Quello che dovremo evitare noi ma che dovrà evitare soprattutto la sua generazione è che in Italia si verifichino le condizioni che si sono verificate in altri paesi europei. E questo sa come si fa? Si fa prevenendo la marginalità, l'allontanamento di chiunque, cittadino o straniero, dalla vita comune. Perché chi è marginalizzato spesso ricorre alla violenza. Sia essa terroristica, mafiosa o ordinaria.
Questa è la cosa più importante secondo me."

E anche secondo me. La marginalizzazione e l'esclusione possono essere tra i principali generatori di violenza. È per questo che, tra le molte altre misure utili per minimizzare le potenziali espressioni violente del futuro, l'approvazione dello ius culturae, o di una legge simile sarebbe, fondamentale.

Rosario Aitala - giudice della Corte Penale Internazionale a Quante storie del 5 aprile - min 9:30 - In risposta alla domanda di uno studente: "Perché in Italia non ci sono stati ancora attentati?

domenica, aprile 15, 2018

Carnevale della Matematica #118: mese della consapevolezza matematica e statistica

L'edizione di aprile del Carnevale della Matematica, la numero 118, è ospitata da MaddMaths!
Il tema di questo mese è “mese della consapevolezza matematica e statistica”.

 Io ho contribuito con la cellula melodica e con un articolo introdotto così:

Iniziamo da Dioniso (alias Flavio Ubaldini) di Pitagora e dintorni che ci presenta le Invenzioni a due voci e Il mistero del suono senza numero: libri che dialogano. Il tema della scorsa volta riguardava Vincenzo Galilei, padre di Galileo, compositore, teorico musicale, liutista, allievo di Zarlino nonché protagonista a livello teorico della nascita del melodramma. Vincenzo Galilei, andando contro una pratica comune del tempo, per cui spesso le teorie si accettavano per tradizione, assume un atteggiamento critico nei confronti delle teorie musicali dominanti, come quella del suo maestro Zarlino, quando queste non coincidono con i risultati dei suoi esperimenti. Un atteggiamento pragmatico e scientifico ante litteram che probabilmente influenzò il pensiero del figlio Galileo.

Il carnevale si conclude con un importante annuncio:

MaddMaths! presenta "Il Carnevale della Matematica dal vivo" - Napoli, 18 e 19 maggio 2018
Il 14 maggio 2008 si teneva il primo Carnevale della Matematica italiano. Da allora sono passati 10 anni e 117 altri carnevali (qui trovate un elenco di tutti i Carnevali, oggi si celebra il n. 118). La famiglia dei carnevalari si è allargata, consolidata, è aumentato il pubblico, e si sono proposte le tematiche più disparate. Però, dentro di noi, negli anni è cresciuto un po' di rammarico per il fatto che il Carnevale avesse solo uno svolgimento virtuale. Qualche volta ci siamo incontrati di persona, tante mail ce le siamo scritte, ma sempre rimaneva la voglia di fare qualcosa dal vivo. Quest'anno MaddMaths! presenta il primo Carnevale della Matematica dal Vivo. Abbiamo infatti deciso di organizzare due giorni di divulgazione e animazione matematica a Napoli richiamandoci alla tradizione del Carnevale. Questo evento si svolgerà il 18 e 19 Maggio prossimi presso la sede storica dell'Università di Napoli del Complesso dei SS. Marcellino e Festo. Ci saranno eventi, conferenze, interventi-spettacolo, animazioni e laboratori tenuti da noi di MaddMaths! con un paio di ospiti "speciali".
Le informazioni e il programma li trovate qui. Venite a trovarci e a divertirvi con noi!
E con il passaggio di testimone:

Ecco, si spengono le luci e finisce anche questo Carnevale della Matematica. Ringraziamo tutti i partecipanti e i lettori che ci seguono fedeli e pazienti. Il prossimo carnevale, il numero 119 (“zampettando melodioso”) sarà tenuto da Pitagora e dintorni

Ebbene sì. Il prossimo Carnevale della Matematica si terrà sul mio blog matematico!

[119] 14 maggio 2018: (“zampettando melodioso”) Pitagora e dintorni

Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale.

mercoledì, aprile 11, 2018

Ciclo di incontri ”fresco di stampa” del consolato italiano presenta: Il mistero del suono senza numero

Ciclo di incontri

Freschi di stampa

Incontro con l’autore

Flavio Ubaldini

17 aprile 2018, ore 19.00

Consolato Generale d’Italia Francoforte

SALA EUROPA, 3 piano (Kettenhofweg. 1)

Francoforte sul Meno

Ingresso libero

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA (solo 50 posti a sedere): francoforte.culturale@esteri.it

– Si prega di portare con sé un documento di riconoscimento –




Che cosa ossessiona Pitagora e lo spinge nella bottega di un fabbro? Quale teoria lo porta a rivoluzionare... 

FrancoforteNews

domenica, marzo 25, 2018

Le nuove alte cariche dello stato: Casellati e Fico

Da semplice cittadino ho cercato di documentarmi quel minimo indispensabile sulle biografie delle nuove alte cariche dello stato che ci rappresenteranno. Sono partito da quella più importante. Allora, vediamo qual è questo nuovo che va a sostituire il vecchio.
Pietro Grasso, ex presidente del senato ed ex Capo della Direzione nazionale antimafia – che contribuì con il suo lavoro alla cattura del capo di Cosa Nostra, Provenzano – viene sostituito da...
Maria Elisabetta Alberti Casellati, avvocato ed esponente di Forza Italia dal 1994. Tra gli aspetti rilevanti delle sue idee e del suo profilo politico vengono citati: la sua contrarietà alle unioni civili; la sua volontà di abolire la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza; il suo obiettivo di voler riaprire le case chiuse; l’assunzione della figlia a capo della sua segreteria[1][2], con un compenso di 60 mila euro.





Laura Boldrini, ex presidente della camera ed ex portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite, viene sostituita da...
Roberto Fico, ex imprenditore ed esponente del Movimento 5 Stelle dal 2005. Tra gli aspetti rilevanti delle sue idee e del suo profilo politico vengono citati: la rinuncia all'indennità di funzione come Presidente della Commissione di Vigilanza Rai (26.712,00 euro l'anno) e all'auto blu; l'introduzione della trasmissione in diretta streaming sulla web tv della Camera dei Deputati di tutte le audizioni; una risoluzione volta a risolvere ed evitare i possibili conflitti di interesse da parte degli agenti di spettacolo; l'apertura dell sito opentg.it per rendere più facilmente accessibili e fruibili i dati sul sul pluralismo politico televisivo. Inoltre Fico è favorevole all'estensione del diritto al matrimonio e all'adozione da parte di coppie dello stesso sesso; è favorevole all'eutanasia per i malati terminali; è favorevole e allo ius soli; e si oppone alla privatizzazione dell'acqua pubblica.

mercoledì, marzo 21, 2018

Carnevale della Matematica #117: il giorno del pi greco

Colpevolmente pubblicizzo l'edizione di marzo del Carnevale della Matematica, la 117, quella del giorno del pi greco, con ben 7 giorni di ritardo.
Ma per scusarmi posso dire che sono stato impegnatissimo. E poi… sono rimasto senza benzina, con una gomma a terra, senza i soldi per prendere il taxi... Per non parlare delle cavallette! Insomma, non è stata colpa mia. Lo giuro!

Ma per farla breve (così posso tornare a scacciare le cavallette)... Io ho contribuito con la cellula melodica #117 e con...

Flavio, per questa occasione, ci propone la recensione di Dio e l'ipercubo di Francesco Malaspina

Per quanto riguarda l'edizione numero 118... 
14 aprile 2018: (“canta, piccolino”) MaddMaths!
Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale.

domenica, marzo 04, 2018

Davvero godibile questa narrazione tra musica e matematica nella Crotone della scuola pitagorica

Copio qui una breve recensione che Francesco Malaspina, professore di Algebra lineare e geometria al Politecnico di Torino, ha scritto su Facebook per "Il mistero del suono senza numero".


"Davvero godibile questa narrazione tra musica e matematica nella Crotone della scuola pitagorica. Vi consiglio il mistero del suono senza numero di Flavio Ubaldini che ho conosciuto a Bari grazie agli amici del Liceo Scientifico "G.Salvemini" Bari."

mercoledì, febbraio 28, 2018

Dio e l’ipercubo di Francesco Malaspina

Ho trovato interessante il parallelo tra le due ipotesi reciprocamente contraddittorie dell’esistenza e della non esistenza di Dio e il quinto postulato di Euclide.
Così come l’accettazione del quinto postulato di Euclide o della sua negazione generano due tipi di geometrie distinte ma totalmente coerenti al loro interno, anche la scelta dell’assioma dell’esistenza di Dio o della sua negazione genererebbero due universi distinti ma totalmente coerenti al loro interno.

Nell’introduzione Francesco Malaspina dice di non volersi impegnare in una qualche "spericolata dimostrazione dell’esistenza di Dio" e nemmeno nel voler smontare l’assioma della non esistenza di Dio. L’autore afferma di aver semplicemente scelto l’assioma dell’esistenza di Dio non per esserci arrivato con un ragionamento logico ma per averlo incontrato tra i più poveri e per aver conosciuto persone che assumendolo hanno dimostrato teoremi eleganti.

Ho anche trovato un parallelo tra l’idea che è alla base di “Dio e l’ipercubo” e l’idea generatrice de “Il mistero del suono senza numero”. «Il mestiere del matematico consiste soprattutto nel trovare legami tra oggetti apparentemente lontani e modellizzare in qualche modo la realtà che osserva. Qui vorrei collegare le due grandi passioni della mia vita, e avere un pretesto per parlare dell’amore di Cristo attraverso la matematica e viceversa.» Ecco, nel mio libro io ho cercato di fare la stessa cosa con le due grandi passioni della mia vita: musica e matematica.