giovedì, luglio 23, 2026

La ricreazione è finita

Romanzo consigliatissimo. Tra i migliori che io abbia letto negli ultimi anni. Contiene un’esilarante descrizione del mondo accademico attuale, vissuto in prima persona e una ricostruzione dell’ambiente dei movimenti extraparlamentari degli anni 70 in un contesto di provincia.

“La minoranza dei vecchi bacucchi autoritari si arroccò e si chiuse ancor più nel vecchio dispotismo, con l’esito di esser percepiti ogni giorno di più come vestigia di un passato di cui disfarsi senza troppi rimpianti. La maggioranza dei professori cercò invece di tenere il passo del nuovo corso, di assecondarlo, di raffazzonare una didattica più dialogica, più libera, meno autoritaria, meno paternalista: il risultato fu ancora peggiore. Non solo non riconquistarono i facinorosi per cui ogni autorità era in sé maligna, ma persero anche il rispetto degli studenti, specie i più piccoli, che avevano bisogno di punti di riferimento e di qualcuno che tenesse la barra dritta. I professori che tentarono di seguire il flusso della contestazione furono i primi a naufragare: ci misero pochissimo a perdere prima autorità, poi slancio, infine identità. I loro sguardi si spensero, le lezioni divennero stanche, i voti si alzavano senza una logica comprensibile, se non quella per cui gli insegnanti si erano stancati di essere contestati.”

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