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domenica, giugno 06, 2010

Il mondo finirà nel 2012? Una questione di Logica modale? - terza parte

Abbiamo visto che il sillogismo avicenniano non è risultato utile a sciogliere il groviglio della questione Maya-Saclà, riassunta nella proposizione:

Il 21 dicembre 2012 finirà il mondo

Vediamo allora se spostandoci avanti nella storia riusciremo a trovare nuovi strumenti modali utili a dirimere la nostra diatriba.

La Logica avicenniana esercitò una certa influenza in Europa occidentale sugli scolastici che svilupparono una particolare attenzione alle modalità, e soprattutto ai concetti di possibilità e necessità. È proprio alla tradizione scolastica infatti che si deve la definizione di "modale" per questo tipo di Logica. Modale in quanto indica il modo in cui una proposizione è vera: necessariamente o possibilmente.
Tuttavia neppure gli scolastici svilupparono strumenti logici adatti al nostro scopo.

Quello che invece potrebbe aiutarci è un altro documento, che mi è capitato tra le mani a Parigi in una libreria dell'usato nel quartiere di Marais. Stavolta la lingua è il francese. La traduzione non presenta quindi difficoltà estreme.
Con mio sommo stupore mi rendo conto di trovarmi per la terza volta di fronte ad un inedito. L'autore è Pierre Beaumarchais e il testo è di nuovo un dialogo avvenuto stavolta nel secondo decennio del XVIII secolo tra il vecchio Leibniz e il ventenne Voltaire. Pare che quel dialogo sia stato narrato a Beaumarchais dalla cameriera di Voltaire che intratteneva rapporti di stretta amicizia con il giovane autore de "Il barbiere di Siviglia". Alcune dicerie del tempo riportano che uno dei criteri con cui Voltaire sceglieva le cameriere era basato sulla competenza storico-filosofica delle giovani aspiranti. Ma leggiamo il dialogo.

L: (con stanca e annoiata prosopopea) Vedete giovane Arouet (ndD lo pseudonimo di "Voltaire" fu assunto dal filosofo solo nel 1718), in questo nostro mondo, che è indubbiamente il migliore tra tutti i possibili mondi, tutti i fatti sono interconnessi tra loro. Tanto è vero che, se voi non foste stato scacciato a gran calci nel sedere da uno dei più bei castelli di Provenza ed allontanato a malo modo dalla bella Cunegonda, ora non sareste qui a beneficiare di questo dialogo con il più grande matematico e filosofo vivente. Pertanto, ciò che all'inizio poteva apparire come un inconveniente si è rivelato essere un grosso vantaggio per il vostro sviluppo intellettuale.

V: (con evidente insoddisfazione) Voi dite bene, esimio Leibniz, ma non potremmo forse immaginare un altro mondo possibile in cui io non sia stato scacciato a gran calci nel sedere ed ora mi trovi nel castello provenzale della mia bella Cunegonda a dialogare con il più grande matematico e fisico vivente, Sir Isaac Newton?



L: (apodittico) Il nostro mondo deve essere necessariamente il migliore e il più equilibrato tra i mondi possibili, in quanto creato da un Dio perfetto. Il Suo imperscrutabile disegno può apparire imperfetto alle nostre miserevoli menti umane, ma la vostra scacciata, in quanto parte del disegno di un Essere perfetto, non può che essere stata concepita per il meglio possibile.

V: (meditabondo) Ma allora, se tutto è stato concepito per il meglio possibile, la proposizione Maya:

"Il 21 dicembre 2012 finirà il mondo"

dovrebbe essere impossibile? Visto che se fosse vera non sarebbe stata concepita per il meglio possibile .... A meno che il meglio possibile per l'Universo non sia rappresentato proprio dalla scomparsa del genere umano o dell'Universo stesso ....
O forse no! La proposizione Maya potrebbe essere possibile ma comunque falsa nel nostro mondo. Infatti potremmo senz'altro immaginare un altro mondo possibile, ben lungi dall'essere il migliore, in cui la proposizione Maya sia vera... E certo! Potremmo immaginare un mondo possibile in cui il 21 dicembre 2012 si verifichi un evento catastrofico planetario o addirittura universale.
Pertanto la proposizione Maya non è impossibile! Difatti, per poterla dichiarare impossibile dovremmo poter asserire la sua falsità in tutti i mondi possibili. In tal caso sarebbe necessaria la sua negazione. Cioè la proposizione non Maya:

"Il 21 dicembre 2012 non finirà il mondo"

Necessaria in quanto vera in tutti i mondi possibili. Ma abbiamo appena visto che si possono concepire dei mondi in cui la proposizione Maya è vera.
Penso che questo potrebbe essere un buon argomento di discussione per il giorno del mio ritorno al castello della bella Cunegonda. E sono abbastanza sicuro che questa mia conclusione sarebbe piaciuta ad Aristotele.

La  storia purtroppo ignora anche questo dialogo, ma ci dice tuttavia che la paternità dell'idea dei mondi possibili è effettivamente attribuita a Leibniz.
La storia ci dice inoltre che la Logica modale moderna nascerà circa due secoli dopo Leibniz con le assiomatizzazioni pubblicate nel 1932 da C. I . Lewis nel libro Symbolic Logic. Due decenni dopo queste assiomatizzazioni vennero inquadrate in ambito più logico matematico soprattutto ad opera di Alfred Tarski.
Ma che cosa significa "in ambito più logico matematico"? E soprattutto, questo ambito ci aiuterà nella comprensione della questione Maya? Lo vedremo nella quarta ed ultima parte.

domenica, gennaio 18, 2015

Il pugno di papa Francesco - Deve essere punito chi insulta le religioni?

Ho letto "Il pugno di Francesco e la lezione di Voltaire" di Eugenio Scalfari.
Riflettendo soprattutto sugli stralci che ho riportato di seguito ho fatto delle considerazioni sui fatti e mi sono posto alcune domande. 

Sequenza di fatti
1. Riviste europee, nell'arco di alcuni anni (1, 2), hanno pubblicato vignette ritenute offensive da una parte del mondo islamico.
2. Il fatto ha innescato una serie di reazioni violente.
3. La strage di alcune settimane fa (Forse la si può pensare collegata ai fatti precedenti da una catena di cause-effetti? Ma anche ammesso che non lo sia le mie considerazioni e le mie domande non cambierebbero molto.) a causa delle vignette considerate offensive nei confronti della religione islamica.
4. Molte riviste e quotidiani europei hanno ripubblicato quelle vignette.
5. In alcune zone del mondo islamico si sono verificati episodi di violenza contro chiese e simboli europei.

Ora, dati questi fatti, sarebbe giusto, come dice Scalfari, creare una norma che vieti e punisca chi si prende gioco delle religioni? Critica sì, ma insulto no: dice Scalfari. Forse si eviterebbero spirali di violenza come quella che stiamo osservando? 
Ma poi chi dovrebbe decidere il confine tra critica e insulto? Un giudice immagino.
E chi dovrebbe decidere il criterio per definire una religione? Dovremmo perseguire chi offende qualsiasi religione seppur minuscola? E i Pastafariani sono una religione? Dovremmo perseguire anche chi offende loro?

Ecco infine le citazioni dall'articolo di Scalfari.

"Nel viaggio in aereo tra lo Sri Lanka e le Filippine Bergoglio ha però detto una frase che ha suscitato un acceso dibattito: "Chi insulta mia madre si aspetti un pugno". A chi alludeva era evidente; non ai terroristi o non soltanto ad essi che compirono cose ben più gravi, ma probabilmente al giornale "Charlie Hebdo" che insulta Maometto e quindi la religione da lui rappresentata. Cristo ha detto, secondo i Vangeli, di porgere l'altra guancia a chi ti insulta. Francesco invece lo minaccia con un pugno. È un errore? Una contraddizione?"
...
"Anche lui ha pianto per i caduti e pregato per loro, ma se insultano la madre, cioè le religioni, gli minaccia un pugno. Si è scordato di porgere l'altra guancia?"
...
"Forse Francesco ha sbagliato a minacciare il pugno contro chi insulta le religioni, ma il precedente c'è e il pugno dovrebbe essere - credo io - una norma che vieti e punisca chi si prende gioco delle religioni. Puoi criticarle, certamente, ma non insultarle. Questo è il pugno. Voltaire non sarebbe d'accordo ma non possiamo chiedere a Francesco di esser volterriano."

giovedì, novembre 22, 2007

Castelli in aria di Edoardo Lombardi Vallauri

"Sono castelli di cristallo, questi che costruisce nell'etere il linguista fiorentino e romano, Edoardo Lombardi Vallauri": "esemplificazioni di cose complesse" come dice lui. Ho trovato estremamente interessanti queste riflessioni e domande su fatti e comportamenti della nostra natura umana.
Lombardi Vallauri analizza e smonta ragionamenti o luoghi comuni confermandoli o confutandoli al termine di una piacevole e logica passeggiata dialettica.

Queste esemplificazioni mi hanno indotto a riflessioni su me stesso e sulle persone che mi circondano.
Una delle puntate più interessanti è forse la ventinovesima "Frittate e grattacieli - Perseveranza ed eclettismo al vaglio della vita ... ". Qui il semplificatore classifica l'umanità in due tipologie: i grattacieli e le frittate. Mi sono subito ritrovato come frittata (ovviamente! mi direte: quando si parla de magna'!...). Ho pensato però che in un momento della mia vita ho avuto l'ambizione di essere un grattacielo, magari anche a più vette. Poi mi sono accorto che la mia natura era quella di frittata. Devo aggiungere però che ora mi ci trovo piuttosto bene in questa tipologia.
I grattacieli sono molto più rari. Se penso ai miei conoscenti me ne viene in mente solo uno che si avvicini a tale tipologia.

Ho dato uno sguardo al Curriculm di Lombardi Vallauri ed è impressionante. Tanto per citarne una ha tradotto opere scientifiche dal francese, dal tedesco e dall'inglese.
Ho anche visto che ha scritto un libro il cui titolo mi incuriosisce: "Capire la mente cattolica".

Mi sono piaciute particolarmente anche la ventitreesima puntata: "Natura Matrigna - Noi, menti illimitate condannate a vivere nello spazio e nel tempo....", che mi ha fatto notare che il pessimismo leopardiano non è poi così distante dalla critica di Voltaire all'ottimismo leibniziano e che mi ha insegnato un nuovo vocabolo tedesco: streben (dal Faust) che è l'opposto del Nirvana, della pace interiore buddista; la decima puntata: "Educare al dovere e al piacere - Il dovere è un mezzo, il piacere un fine..."; e l'undicesima: "Come e perché si discute - C'è davvero qualcuno che non vuole sempre avere ragione? ... "

Per ascoltare le puntate:
http://www.radio.rai.it/radio3/elenco.cfm?Q_PROG_ID=786

Per scaricare gli mp3 (si trovano solo le ultime puntate):
http://www.radio.rai.it/radio3/podcast/lista.cfm?id=3831

Pagina iniziale di Castelli in aria:
http://www.radio.rai.it/radio3/terzo_anello/castelliinaria/index.cfm

lunedì, giugno 28, 2010

Tetralogia logica

La mia tetralogia logica è stata pubblicata su Matem@ticaMente.
L'articolo viene generosamente recensito in questo modo.

Cari lettori,

pubblico un secondo contributo, tratto dal Carnevale della Matematica n.26, tra i pezzi che mi hanno colpito particolarmente. Si tratta di una interessantissima tetralogia sulla logica dal titolo "Il mondo finirà nel 2012? Una questione di Logica modale temporale?".

L'originale contributo quadripartito si giova di una serie di dialoghi immaginari, che si svolgono tra personaggi storici di eccellenza. Nella prima parte i protagonisti sono Aristotele e Diodoro Crono.

Nella seconda parte sono presentate alcune quartine, le "Rubʿayyāt" di ʿOmar Ḫayyām, in cui sono descritti i sogni e i deliri del matematico persiano Avicenna intento a dialogare con Aristotele.

Nella terza parte, mediante il duetto dialogico tra Leibiniz e Voltaire, viene considerata la "previsione" dei Maya sulla fine del mondo secondo le convinzioni della logica occidentale che, tra il 1600 e il 1700, era ai suoi albori.

Nella quarta e ultima parte, la succitata "previsione" è esaminata, tenendo conto del rivoluzionario pensiero di  Frege e Russell.

Ma mi  fermo qui, invitandovi a leggere l'accattivante tetralogia partorita dall'immaginazione di Dioniso. L'ho assemblata in un unico documento, scaricabile in versione pdf e consultabile in modalità fullscreen nel widget di Issuu (cliccare al centro del widget).

sabato, dicembre 30, 2006

Candido

Leggendo "Candido" ho sco-perto di essere più volterriano che leibniziano. Lo si evince anche leggendo questo.
Io non ho mai studiato storia della filosofia. Ho avuto però un contatto con la teoria dei mondi possibili quando studiavo la logica modale e condizionale. Non sapevo però che il cardine della filosofia di Leibniz fosse il precetto che il nostro sia il migliore dei mondi possibili, e che tutti gli eventi, anche se apparentemente negativi, accadano solo per il meglio: l'ottimismo leibniziano.
Voltaire scrive Candido, non per opporre una teoria del pessi-mismo all'ottimismo leibniziano, ma per mettere in ridicolo tale teoria.
Nell'opera, Candido incontra il precetto dell'ottimismo leibniziano attraverso il tutore Pangloss, che rappresenta parodisticamente il filosofo Leibniz. Il protagonista, nonostante una serie di sciagure che refutano il suddetto precetto, si ostina a voler credere agli insegnamenti del tutore.

venerdì, ottobre 29, 2010

Viagracrazia: la nuova frontiera dopo plutocrazia e mediacrazia

È motivo d'orgoglio essere cittadini di un paese che è da sempre all'avanguardia nella ricerca e nella sperimentazione di nuovi modelli socio-politici. Faro ed esempio in un mondo senza più ideologie e punti di riferimento. Voltaire, Diderot, Franklin, Jefferson e Tocqueville ci fanno un baffo!

Bungagiorno!

lunedì, giugno 14, 2010

Carnevale della Matematica #26: Russell e la logica (quasi una monografia)

"Uomo di sani Principia, tra una moglie e l'altra spedi paradossalmente una tazza di tè nello spazio."

E' questa la biografia essenziale di Bertrand Russell, che Gianluigi Filippelli propone per introdurre il tema non obbligatorio proposto per il Carnevale numero 26: Russell e la logica.
"La motivazione del tema è dovuta al recente compleanno dello zio Bertrand, nato il 18 maggio 1872, quindi in una data compresa tra questo e il Carnevale precedente, ospitato dalla grandissima Annarita Ruberto".

Il mio contributo viene introdotto Gianluigi (che ringrazio per la bella recensione) in questo modo:

Dioniso, per l'occasione del tema, interrompendo il suo classico percorso storico tra i numeri e ci propone una bellissima tetralogia logica scritta attraverso una serie di dialoghi immaginari dal titolo Il mondo finirà nel 2012? Una questione di Logica modale temporale?: nella prima parte protagonisti sono Aristotele e Diodoro Crono; nella seconda parte vengono presentate alcune Rubʿayyāt di ʿOmar Ḫayyām(1), ovvero delle quartine dove vengono descritti i sogni/incubi di Avicenna, logico e matematico persiano, nei quali il nostro dialoga fittamente con Aristotele; nella terza parte protagonisti sono Leibiniz e Voltaire in un testo attribuito a Pierre Beaumarchais dove si esamina l'affermazione Maya sulla fine del mondo alla luce delle novità logiche di quel periodo, fine 1600 inizi 1700, quando la logica occidentale inizia veramente a muovere i primi passi; nella quarta e ultima parte dove, prendendo spunto dalle rivoluzioni introdotte da Frege e Russell(2) (e dalla sua scuola) esamina con i metodi e le notazioni della logica della prima metà del XX secolo l'affermazione incriminata (e quelle che poi i soliti folli giornalisti non smettono di disseminare in giro per il mondo).
Nel complesso una tetralogia veramente molto bella, quasi quanto le famose tetralogie di Leonardo Ortolani su RatMan Collection, che ha il pregio, nonostante i dialoghi siano nei fatti frutto dell'immaginazione di Flavio, di sintetizzare al meglio il pensiero logico dei protagonisti. Da non perdere!


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lunedì, febbraio 04, 2008

La memoria e la storia - prima parte

La Storia e i grandi eventi, influenzati quasi esclusivamente dai potenti, possono travolgere, schiacciare e distruggere le esistenze di milioni di poveri e piccoli esseri umani, destinati al ruolo di vittime. Un'inevitabile e trascurabile effetto collaterale di imperscrutabili giochi di potere. Come scrive Voltaire nel Candido: "Che importa che ci sia del male e del bene? Quando Sua Altezza spedisce una nave in Egitto, si da ella forse pensiero se i topi che sono nella stiva stanno o non stanno comodi?"; o nel Dizionario filosofico: "Quando noi battiamo il grano, il correggiato è la causa finale della separazione del grano. Ma se questo correggiato, battendo il mio grano, schiaccia mille insetti, ciò non avviene affatto perché lo voglio, e nemmeno per caso: è solo perché quegli insetti si son trovati in quel momento sotto il mio correggiato, e dovevano trovarcisi."
Elsa Morante, nel suo bellissimo romanzo "La Storia", narra magistralmente le vicende di alcune di queste povere vittime, usando come cornice Roma durante la Seconda Guerra Mondiale.
Da tempo volevo scrivere qualcosa sulle memorie dei miei nonni, trovatisi involontariamente in un contesto geografico-temporale che li ha resi vittime innocenti, infime pedine mosse da giocatori spietati su di un'enorme scacchiera.
Vorrei scrivere quello che mi è rimasto nella memoria di alcune delle storie che mi raccontavano i miei nonni. Le storie dei nonni mi hanno sempre affascinato molto e a volte passavo ore ed ore ad ascoltarle. Me le godevo particolarmente dal mio letto nei pomeriggi invernali di influenza. Vorrei scrivere qualcosa come minimo tributo a queste memorie che altrimenti andrebbero totalmente perdute.
Quella dei miei nonni - in parte anche quella successiva - è stata l'ultima generazione italiana a vivere grandi sofferenze collettive, ma anche grandi speranze per la ricostruzione di un paese e di una società distrutti.
Gli anni di nascita dei miei nonni vanno dal 1912, al 1915, al 1917, fino al 1926.
Riporterò brevemente quello che è rimasto nella mia memoria di alcune delle loro storie in due pezzi che pubblicherò nei giorni seguenti.