venerdì, dicembre 04, 2009

Black Italians

Nelle ultime settimane, durante le mie attività sportive ascoltavo le puntate della trasmissione Black Italians di Igiaba Scego.

Ho trovato tutte le puntate molto interessanti e consiglierei a tutti di ascoltarle. Purtroppo gli mp3 non si trovano più sul sito di radio tre. Un paio si possono recuperare da qui.
Da qui invece potrete ascoltarle.

In particolare mi sono piaciute la prima puntata:

Associazione mamme afroitaliani/e

"cosa vuol dire avere un figlio nero o misto nell'Italia di oggi? E cosa vuol dire essere un genitore bianco di un figlio nero o misto nell'Italia di oggi?"


e questa:

Leone Jacovacci

"Il sociologo Mauro Valeri racconta la storia di Leone Jacovacci, il primo nero di Roma a vincere il titolo dei pesi medi nell'Italia fascista."

Anche questa puntata con Laura San Pedro è interessante. L'attrice nera/inglese/spagnola/nigeriana e anche un po' italiana ripete diverse volte quanto le dia fastidio sentirsi definire "di colore".

Qui troverete altre informazioni sul tema.

Ho trovato molto interessante anche questo articolo di Gian Antonio Stella: I fischi in campo a Balotelli e la colpa di sentirsi italiano.

Qualche estratto:

Ma certo, il ragazzo qualche volta rovescia la sua timidezza, che dicono alle qualità tecniche, in provocazioni da bullo. Come quando, dopo un gol alla Roma, andò a fare le linguacce ai tifosi giallorossi....

Troppo facile, però, dire che ha un caratteraccio. Dietro le sue intemperanze, le sue ribellioni, i suoi sfoghi, c’è qualcosa di più. ....

Ciò che non viene perdonato al giovane campione interista è di non essere uno dei tanti campioni di colore («vabbè, puzzano, ma se ci fanno vincere...») che arrivano, aiutano a conquistare gli scudetti o una medaglia olimpica e a fine carriera se ne tornano a casa. Balotelli è nero ma parla bresciano ed è italiano. Peggio, rivendica la sua identità italiana: «Sogno la maglia azzurra come l’ha sognata ogni bambino italiano». È questo che manda in corto circuito i razzisti. .....
Per loro, non esistono black italians. Gli immigrati vanno bene fintanto che restano invisibili, non camminano per strada, non danno fastidio e non hanno diritti. Sono buoni a nulla, non possono essere 'uno di noi'. Balotelli fa cadere il velo su queste spaventose contraddizioni». ....

E sempre lì si torna, all’urlo «non esistono italiani neri». Lo stesso lanciato contro Leone Jacovacci, il giovane e formidabile pugile figlio di un laziale e una congolese che, dopo essere cresciuto nel viterbese ed essersene andato dall’Italia per sottrarsi ai pregiudizi razziali guadagnando la fama sul ring col nome di Jack Walker, ebbe il fegato di sfidare il Duce nel 1928 tornando a Roma per strappare il titolo tricolore al campione in carica nazionale ed europeo Mario Bosisio. Una vicenda straordinaria, raccontata dallo storico Mauro Valeri nel libro «Nero di Roma» e conclusa da una progressiva emarginazione.....

«Ti accorgi che quei ragazzi di origine africana sono in realtà italianissimi quando li senti parlare con i compagni in dialetto veneto, romano, na poletano, piemontese...». Per loro forse, domani, sarà un po’ più facile. Forse. Ma se piglieranno qualche fischio in meno, all’uscita dagli spogliatoi, sarà perché molti se li sta prendendo oggi Balotelli. Il quale, decida o no Marcello Lippi di convocarlo, la sua maglia azzurra se l’è già conquistata. Con quell’amore verso un paese che qual che volta tanto amore non se lo merita affatto.

9 commenti:

ziomassimo ha detto...

Sulla questione Balotelli vorrei dire la mia, da tifoso e appassionato di calcio. A prescindere dalla sua bravura tecnica, il ragazzo sui campi di gioco in più di un’occasione ha mostrato atteggiamenti scorretti ed antisportivi. Quindi io ho di lui una considerazione pessima e perché non la posso esternare senza correre il rischio di apparire razzista? Perché ha la pelle nera? Mi domando allora chi è il razzista.
Nel film “Si può fare” Bisio-Nello ad un certo punto dice: “Io non gli do ragione solo perché sono matti. Li ho sempre trattati alla pari. Se mi fanno incazzare, mi incazzo: questo è rispetto”, parafrasando si potrebbe dire che il rispetto è poter dire liberamente ad un nero stronzo, che è stronzo!

gianlu ha detto...

PAROLE SANTE
Quelle di ziomassimo!
Balotelli è insopportabile.

dioniso ha detto...

ziomassimo, io non sono tifoso e non conosco il comportamento di Balotelli. Diciamo che mi fido di quello che dici (anche se la voce di un tifoso della squadra avversaria non è propriamente quanto di più obiettivo si possa immaginare).
Comunque ti dico che sono parzialmente d'accordo con te. Sarei stato totalmente d'accordo se tu avessi messo un punto qui: "Quindi io ho di lui una considerazione pessima." Invece non mi trovo d'accordo con il resto perché è troppo esemplificativo. E poi una cosa è "poter dire liberamente ad un nero stronzo, che è stronzo"; altra cosa è dire ad un nero stronzo, che è un negro di m***a.
Anch'io ho un collega/amico nero che a volte mi ha fatto incazzare e mi sono comportato di conseguenza. Però non mi è mai passato nemmeno lontanamente per la testa di esprimere il mio sentimento facendo riferimenti al colore della sua pelle.

Ad ogni modo non vorrei incartarmi in lunghe e inutili discussioni per cui rimando il tutto al nostro incontro natalizio ;-)

fabio r. ha detto...

eccola qua la voce del contro tifoso INTERISTA!
sono d'accordo che Mario sia un simpatico giovane coglione sbruffone, ma è un geniaccio, e poi quanti coglioni ci sono nel calcio? giovani e sfrontati? mandarloa quel paese è un "diritto" dei tifosi, ma grida come "UN ITALIANO VERO NON PUO' ESSER NEGRO" E' PURO RAZZISMO. STOP!

ziomassimo ha detto...

Sono assolutamente e naturalmente d'accordo con le considerazioni di dioniso e fabio.
Infatti io penso che la..."stronzaggine" non ha colore!

ubik ha detto...

«Se saltelli muore Balotelli»
«Non ci sono negri italiani»
«Ne-gro / di-mer-da!»
bastano queste frasi per lasciare perdere ogni antipatia personale e per chi è tifoso solidarizzare senza se e senza ma...sennò si ricade in quel vecchio errore che non voleva ammettere i terroristi come costola della propria storia definendoli "compagni che sbagliano", parafrasando: "tifosi che sbagliano" o figli di una cultura sessista e impunemente razzista perchè nuotano in quell'acqua che nessuno toglie?

Sebastiano ha detto...

Ciao,
i cori da stadio sono pensati sempre per colpire il lato che si ritiene più debole del personaggio avversario. I cori razzisti contro Balotelli non sono soltanto razzisti in se' ma anche perchè, più profondamente, vedono il fatto che lui sia un nero italiano come il suo punto "debole".
Spero di essermi spiegato, nonostante il pensiero un po' contorto. Poi a me Balotelli sta simpatico, forse più per reazione a quei cori che per il suo comportamento (discutibilissimo), ma non è questo il punto focale del discorso.
Concludo naturalmente con un "Forza Inter"!

dioniso ha detto...

ubik/Sebastiano
sono d'accordo con entrambi.

ziomassimo ha detto...

Ribadisco che, come diceva Fabio, gli insulti a Balotelli sono un "diritto" dei tifosi, fanno parte del gioco, da sempre (specialmente ad un personaggio che non fa veramente nulla per farsi amare).
Mentre gli insulti razzisti sono sempre e comunque solo una vergogna.