
Sabato zucchero ed io abbiamo viaggiato per più di 350 Km verso il
Ruhrgebiet per partecipare al quarto congresso dei
DS Germania in qualità di delegati della nostra sezione
Rhein-Neckar. Il congresso si è tenuto ad
Haltern am See nel
Bildungszentrum del sindacato
IG BCE. Devo spendere una parola di elogio nei confronti di questo centro di formazione del sindacato tedesco. Non credo che in Italia ci sia qualcosa di analogo. Una grande struttura atta ad ospitare seminari, corsi, congressi e riunioni. Ben organizzata e strutturata. Da citare anche la mensa: sono riusciti a proporci una cucina ispirata a quella italiana nettamente superiore a quella della maggior parte dei ristoranti italiani che si trovano qui in Doichlanda.
Il congresso è stato molto vivo e animato: il tema principale di discussione era la formazione del nuovo
Partito Democratico con conseguente dissolvimento dei DS e parallelamente della Margerita all'interno della nuova formazione. Le mozioni da discutere erano tre: quella del segretario Fasssino, quella di Mussi e quella di Angius-Zani.
La
mozione Fassino espone le motivazioni, la necessità, gli obiettivi, i principi e i valori del nuovo partito. Propone inoltre anche le modalità e i tempi di fondazione.
La
mozione Mussi si oppone all'idea di Fassino sostenendo che il risultato della nascita del PD sarà lo scioglimento della forza principale della sinistra italiana, cioè i DS, ma il nuovo partito nato dalle sue ceneri e da quelle della Margherita, non sarà più di sinistra. Infatti, dice la mozione, il Partito Socialista Europeo si è detto disponibile ad accogliere nuovi venuti, ma tutti i dirigenti della Margherita dicono con chiarezza: "mai nel PSE". Verrà quindi a mancare in Italia un forte partito di sinistra. Mussi indica, in alternativa al PD, l’obiettivo di una più grande e unitaria forza della sinistra e si candida alla segreteria del partito.
La
mozione Angius-Zani non critica le motivazioni, i principi e i valori del nuovo partito espressi nella mozione Fassino. Critica invece le modalità e i tempi di fondazione. Il Congresso che ci accingiamo a svolgere, dice la mozione, ha un carattere straordinario e per molti versi anomalo, indetto sulla base di un accordo preventivo tra il gruppo dirigente dei DS e il gruppo dirigente della Margherita. Questo accordo, raggiunto a Orvieto il 6 e 7 ottobre 2006, prevede la nascita del Partito Democratico nel 2008; prefigura di conseguenza entro quella data lo scioglimento dei DS come organizzazione politica autonoma, in parallelo con lo scioglimento della Margherita. Noi non siamo d’accordo su queste decisioni né sui tempi fissati per la nascita del cosiddetto "Partito Democratico" e proponiamo che tutto sia ridiscusso nel prossimo Congresso.
Personalmente trovo coinvolgente l'idea di Fassino e approvo i principi e i valori fondanti della nuova forza. Il segretario, dopo un'analisi della situazione politico-sociale del paese, afferma che l’Italia si trova ad un passaggio così cruciale da richiedere una forza politica di vasto consenso elettorale, di robuste radici sociali, con una classe dirigente credibile e profondamente rinnovata che guidi l’Italia verso un nuovo approdo. Il Partito Democratico dovrebbe servire per dare all’Italia una nuova stagione della democrazia. Fassino inoltre punta molto sul coinvolgimento di giovani e donne; asserisce di voler creare un partito per chi nel 2010 avrà 20 anni; pone tra i valori fondanti la laicità - tema che personalmente sento molto - e la solidarietà; parla di pace, europeismo e difesa dell'ambiente; propone primarie per selezionare le candidature e consultazioni referendarie di iscritti e elettori su scelte di valore strategico.
Per quanto riguarda i tempi e i modi mi trovo però d'accordo con la mozione Angius-Zani. Credo anch'io infatti che le decisioni finora assunte non siano fondate su un confronto democratico, ma piuttosto su decisioni verticistiche. La mozione Angius-Zani propone l'avvio di una "fase costituente aperta" i cui esiti non devono essere scontati in partenza e propone inoltre un'iniziativa politica rivolta verso lo SDI, i Repubblicani, i Verdi e verso aree portatrici di nuove culture: iniziativa che manca nell'accordo di Orvieto. Un partito come il PD, affermano, non può nascere, semplicemente, dalla testa di due gruppi dirigenti. Aggiungono inoltre che se si vuole mettere in campo un nuovo soggetto politico allora dovrebbe essere ovvio e naturale puntare alla scadenza della XV legislatura, nel 2011, e presentare in quella occasione al giudizio degli elettori la nuova forza del riformismo italiano, che dovrà proporre una nuova guida per il governo del paese, da scegliere attraverso elezioni primarie e una nuova classe dirigente. Angius e Zani sottolineano infine che i DS sono parte del Socialismo Europeo e non è pensabile una scissione né un distacco da questa grande esperienza politica.
Il congresso si è quindi concluso con varie nomine, tra cui quella dei due delegati per il congresso nazionale di Firenze del 19/21 aprile. Siccome le tre mozioni hanno raccolto rispettivamente il 41%, il 18% e il 41%, i delegati sono andati uno alla mozione Fassino e uno alla Angius.
A livello nazionale italiano i risultati sono stati: mozione Fassino poco sopra il 75%, mozione Mussi attorno al 17%, mozione Angius-Zani tra il 7 e l'8%. Risulta quindi che circa un quarto del partito non è d'accordo con il segretario. Sono molto curioso di vedere se e in che modo si terrà conto di questo dissenso interno.
Complessivamente sono stato molto soddisfatto di questa mia partecipazione attiva al dibattito politico per il futuro del mio paese. Negli ultimi mesi il mio interessamento personale ai temi della politica era andato un po' scemando. Questo congresso mi ha restituito un po' di entusiasmo.