domenica, maggio 27, 2012

KulturFestival Italia: Tarantole, tammorre e tarantelle

Devo confessare che è stata molto dura. Soprattutto negli ultimi due giorni di festival. Sono state giornate di stress ed emozioni forti. Ma alla fine  siamo rimasti tutti molto soddisfatti.

I Dissonanti sono arrivati sabato 19 verso le 19 dopo un viaggio in autobus di più di 1200 Km in 18 ore. Ad accompagnarli un gruppo di circa trenta affezionati pieni di allegria e voglia di ballare e di divertirsi. Tra di loro anche l’assessore alla cultura, a rappresentare il comune di Arce. Ed è pure grazie al generoso contributo del comune e del sindaco che siamo riusciti ad organizzare questo evento.
Qui avevo già raccontato parte dell'odissea organizzativa dell'evento. E l'odissea ha raggiunto il suo acme proprio sabato sera. Pensavo che saremmo riusciti a sistemare tutto, gruppo ostello 1, gruppo ostello 2 e tre gruppi case private, in un'ora circa. Ma di ore alla fine ne sono servite più di quattro. Il mio cellulare sembrava impazzito e le intemperie hanno causato problemi aggiuntivi di coordinamento tra i due eventi in corso e l'arrivo del gruppone. Stavamo quasi per prenderci a male parola e abbiamo anche dovuto annullare la breve incursione programmata per la pausa dell'altro concerto.
Ma come tutte le odissee anche questa ha un riscatto finale.

E il lungo riscatto comincia nel primo pomeriggio della domenica. Quando, dopo il pranzo al Karlstorbahnhof preparato da Zucchero, partiamo con la sfilata "inautorizzata" per il centro di Heidelberg. I Dissonanti che sfilano e suonano mentre il seguito canta e balla riempiendo la Hauptstrasse di gioia. Uno spettacolo indimenticabile che anche nei miei scenari più ottimistici non avrei mai osato immaginare.
L'immagine del corteo in attesa al semaforo rosso della Karlstor è una delle più emblematiche. Ma da bravi akantiani, non appena il flusso automobilistico cessa si riparte. E si prosegue ballando, cantando e conversando. Ascolto i fantastici racconti delle avventure occorse la sera precedente.
Tra le festose scorribande degli affezionati dei Dissonanti, muniti di organetti, tamburelli e copricapi di palloncini, si enumerano incursioni in diversi locali del centro e addirittura un ingaggio a pagamento per un'improvvisata coreo-musicale ad una festa di compleanno.
Ma forse la storia più bella è quella del gruppo di turisti orientali coinvolti nella pizzica e nella ballarella.
Purtroppo tra i racconti ascolto anche quello dell'intervento della Polizei, forse a seguito di una chiamata, volto a reprimere il tentativo musico-insurrezionale di una delle tante cellule coreo-musicali impazzite. La Polizei è comunque clemente. Fornisce solamente informazioni sulla precisa regolamentazione delle espressioni artistiche per le vie del centro e dota il pericoloso gruppuscolo anarchico di mappa con luoghi e orari delle possibili esecuzioni.
Il racconto mi preoccupa un po' e chiedo ai Dissonanti di suonare con un più discrezione, ma qualcuno mi fa notare che il mio invito è un ossimoro. Comunque allunghiamo il passo per ridurre la possibilità di ulteriori chiamate alla Polizei.

Poi, all'altezza della Heiliggeistkirche, propongo una deviazione verso la strada parallela. E provo un po' di sconcerto quando un'amica tedesca mi dice: Ma dai! Che importa se ci fanno la multa. Facciamo una colletta e la paghiamo.
Ma che succede!? Stiamo forse trasformando Heidelberg in una pericolosa avanguardia di sregolatezza mediterranea!?
Comunque alla fine arriviamo incolumi sulla piazza del mercatino dove le colleghe volanti ci salutano dalla loro bancarella. Bancarella che il giorno prima mi ha visto protagonista di una memorabile esecuzione de La Tartaruga al mio recente acquisto: il pbone verde.
E lì, sulla Friedrich-Ebert-Platz, tra le bancarelle del mercatino toscano, si suona, si canta e si balla.
Poco prima delle tre ci rincamminiamo verso Karlstorbahnhof, luogo del laboratorio danze e concerto.
Alla lezione non siamo in molti. Poco più di dieci credo. Ma gl'insegnanti sono bravi e si balla parecchio. Io, in particolare, ballo con molta energia e alla fine le endorfine mi chiudono lo stomaco. In questi casi so che non dovrei mangiare ma verso le 19, mentre sistemo gli avanzi della cena del gruppo, la tentazione è troppo forte, e ingurgito tre penne della pasta al forno di Zucchero. Mai decisione fu più sbagliata. Mi parte un fastidioso mal di stomaco.  Il concerto dovrebbe cominciare alle 20 e io a quell'ora sono ancora molto sofferente.
Sto pensando di annullare il discorso di ringraziamento. Ma fortunatamente il  gruppo dei trenta affezionati è in ritardo. Arrivano alle 20:30. Dieci minuti dopo la scomparsa del mio mal di stomaco. E allora il discorso si tiene! Mi metto d'accordo con Chiara, Brigida e Alvaro: i Dissonanti eseguiranno un pezzo e quindi noi saliremo sul palco. Il livello di emozione è intenso e per la seconda volta in poche ore cedo a una tentazione: non resisto al richiamo del ritmo e mi metto a ballare.
Il pezzo cessa e saliamo sul palco. Parlare in pubblico è sempre fonte di ansia per me. Ma di solito riesco a dominarle bene. Quello che invece questa volta non riesco a controllare è il fiatone causato dallo sforzo fisico del ballo. Credo di aver trasmesso un'impressione di forte tensione. Me lo conferma Alvaro: "all'inizio stiv' tirat' com' 'na corda 'e viulino". Ma dopo la prima traduzione di Chiara il respiro torna normale. Ringrazio Alvaro, artefice dell'organizzazione cisalpina dell'evento, sindaco, assessore, soci, collaboratori e pubblico. Poi la parola passa a Brigida. Ricevo tre copie della storia di Arce, una delle quali finirà nella biblioteca comunale di Heidelberg. E infine parla Alvaro. Le parole di Brigida e di Alvaro mi emozionano.
Ma dopo i discorsi si passa all'azione.
Si va avanti ballando per ore.
Pizzica, tammurriata, ballarella e tarantella.
I Dissonanti sarebbero andati ancora avanti per ore. Ma gli orari qui sono un po' più restrittivi e verso le 23:30 dobbiamo chiudere.
Molti tra il pubblico condividono con me commenti pieni di entusiasmo per quella musica e per il cuore e la passione mostrati dal gruppo. Una signora tedesca amante dell'Italia mi ha detto: è stato proprio bello! mi sembrava di essere in Italia negli anni della mia giovinezza. E io personalmente ho provato quel tipo di emozioni che non si cancellano con gli anni. Credo che per molti questa presenza dei Dissonanti a Heidelberg rimarrà un evento indimenticabile.
E dopo tutte le fatiche condivise un'abbraccio con Alvaro non poteva mancare. Un grazie di cuore a Dissonanti e amici. Avete portato il calore della nostra patria.

Il resto delle foto e dei video le trovate sul sito dell'associazione Volare di Heidelberg e anche sui tre album del fotografo Franco Caracci (Heidelberg - "in giro per la città"Heidelberg - "L'anteprima"Heidelberg - "Il concerto"). 

6 commenti:

Juhan ha detto...

Bravi!

dioniso ha detto...

Grazie!

Moky ha detto...

Siete riusciti a corromperli, gli amici tedeschi, uh? Deve essere stata una "parata" indimenticabile!
Con l'arrivo della polizia a calmare questi casinisti di italiani!!

p.s. che non c'entra col post: guarda che mi ricordo che devo pagare il debito di febbraio... e' che no avendo photoshop.... ;)

dioniso ha detto...

Sì, proprio indimenticabile :-)

P.S. guarda che io sottoporrò tutto a perizia grafica eh!

ziomassimo ha detto...

bravo... bellissimo!
mi sarebbe piaciuto molto essere presente per vivere quelle belle sensazioni in prima persona.
spero proprio che ci siano altre possibilità.

dioniso ha detto...

E certo! Al festival 2013. Intanto per il 9 luglio ci stiamo preparando a ospitare la Murgia.