venerdì, maggio 03, 2013

Ancora sui vaccini

La mia risposta a un amico che ha condiviso con me questo articolo:

Una mamma avverte: genitori, attenti alle vaccinazioni!

I dati ci dicono cose molto diverse. I danni a causa dei vaccini possono capitare ma sono molto rari. Considera una cosa. Tutti quelli che conosci che hanno meno di 60 anni sono stati vaccinati. Tu sei stato vaccinati, i tuoi amici sono stati vaccinati, i tuoi parenti sono stati vaccinati, i tuoi colleghi sono stati vaccinati. Quanti ne conosci tra questi che hanno avuto grossi problemi a causa dei vaccini? Prova invece a chiedere a qualche anziano se conosce bambini dei suoi tempi morti o rimasti invalidi a causa di poliomielite, tetano, epatite e difterite. Io da bambino pensavo che il mio nonno paterno fosse figlio unico. Ma poi ho scoperto che aveva un fratello e una sorella morti da bambini.
Sai invece che cosa succedeva prima dei vaccini? Sai quanti bambini morivano o rimanevano paralizzati a causa della poliomielite? In Italia si era arrivati a quasi ventimila l'anno. Sai quanti si ammalavano e molti morivano di difterite? Circa tremila l'anno. Sai quanti si ammalavano e molti morivano di tetano? Circa mille l'anno.
E sai che se si eliminassero le vaccinazioni si potrebbe tornare a dati simili?
Bisogna stare attenti quando si parla di queste cose. Bisogna guardare i dati oggettivi più che dare ascolto alle sensazioni e ai sentimenti.

Alcuni dati li puoi trovare su questa storia dei vaccini. Ti consiglio caldamente di guardarla e riflettere sui numeri. Nelle diapositive 13 e 14 si parla delle reazioni avverse. Ti invito a riflettere su quei numeri. Le reazioni avverse ai vaccini in Italia sono dell'ordine di qualche centinaio l'anno. Che è ben diverso dall'ordine delle decine di miglia di vittime causate dalle malattie prima dei vaccini.

2 commenti:

Stefano De Paolis ha detto...

i dati bisognerebbe darli giusti: per la polio, in Italia, vi è stato un picco di ottomila casi nel 1958 (guarda caso a ridosso della introduzione della vaccinazione). Negli Usa vi fu un picco di ventumila nel 1952, appena introdotto il vaccino c.d. Sabin (lo stesso Sabin, circa 30 anni dopo, affermò che il vaccino non diede quell'apporto risolutivo che si dice).
Lo stesso può dirsi della difterite, il cui rischio, oggi e nelle nostre condizioni (compresa l'immigrazione selvaggia e clandestina da almeno 25 anni) è pari a zero.
Il vaiolo è stato eradicato dalla azione congiunta di vaccinazione e quarantena (isolamento), dato che la sola vaccinazione non fermava le epidemie (dati OMS).
L'epatite B (il cui vaccino è stato reso obbligatorio in Italia a fronte del pagamento di una tangente) si contrae da trasfusioni e rapporti sessuali: che necessità c'è di farlo a tutti i neonati? peraltro la copertura si aggira intorno ai 12/15 anni, giusto in tempo per l'inizio della maturità sessuale..
Se paragoniamo il declino delle malattie vaccinabili tra popolazioni vaccinate e non vaccinate, osserviamo un andamento del tutto speculare.
La farmacovigilanza è uno strumento che fa acqua da tutte le parti (fonte SSN-ISS), ma gli effetti avversi vi sono e sempre più evidenti e numerosi.
Con ciò non dico che i vaccini non possano servire, ma che dovrebbero essere usati con maggiore attenzione, e che il loro aumento in numero e la tenera età della loro inoculazione costituiscono un pericoloso mix.
Nulla è come sembra, nemmeno i vaccini

dioniso ha detto...

Non voglio negare che dovrebbero essere usati con maggiore attenzione. Ma da qui al dire che sono solo dannosi e dovrebbero essere eliminati, ce ne passa. La mia era una risposta a un'affermazione del genere. Sono d'accordo sui picchi ma bisogna anche guardare i grafici (http://www.slideshare.net/carlape/storia-dei-vaccini diapositive 7,8,10) nella loro interezza.