Un diario con divagazioni su varie mie passioni. Tra le quali la musica, la matematica, la scrittura, la cucina, i viaggi, la Germania e i balli popolari del centro-sud Italia.
martedì, maggio 30, 2017
domenica, maggio 28, 2017
Un cammino transappenninico:126Km in cinque giorni
Ci riproviamo.
Partenza - Scandriglia
Prima tappa - Àrsoli (30Km, 7h) - Bed & Breakfast "Le Macchie", signora Filomena 338 497 6325
Seconda tappa - Subiaco (18Km, 3:50h) - Ristorante Belvedere -Via dei Monasteri, 33, 00028 Subiaco, 33, 0774 85531
Terza tappa - Altipiani di Arcinazzo (20Km, 5h) - Piazza Suria, 03010
Quarta tappa - Alatri (27Km, 5:45h) - Via G. Rodilossi, 13, 03011
Arrivo - Arce (31Km, 6:45h)
Partenza - Scandriglia
Prima tappa - Àrsoli (30Km, 7h) - Bed & Breakfast "Le Macchie", signora Filomena 338 497 6325
Seconda tappa - Subiaco (18Km, 3:50h) - Ristorante Belvedere -Via dei Monasteri, 33, 00028 Subiaco, 33, 0774 85531
Terza tappa - Altipiani di Arcinazzo (20Km, 5h) - Piazza Suria, 03010
Quarta tappa - Alatri (27Km, 5:45h) - Via G. Rodilossi, 13, 03011
Arrivo - Arce (31Km, 6:45h)
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mercoledì, maggio 24, 2017
"Il mistero del suono senza numero" su Amazon
Da oggi si può prenotare "Il mistero del suono senza numero" su Amazon con disponibilità a partire dal 29 maggio. Quale regalo migliore per propiziarsi Apollo, che è uno dei personaggi del libro?
Nel frattempo ricordo anche che "Il mistero del suono senza numero" è un romanzo divulgativo su musica e numeri ambientato nell’antica Crotone che narra, attraverso misteri e intrighi all’ombra della matematica e della musica, come la scuola di Pitagora indagò il ruolo del Numero nel libro della Natura.
Quarta di copertina e altre informazioni...
Nel frattempo ricordo anche che "Il mistero del suono senza numero" è un romanzo divulgativo su musica e numeri ambientato nell’antica Crotone che narra, attraverso misteri e intrighi all’ombra della matematica e della musica, come la scuola di Pitagora indagò il ruolo del Numero nel libro della Natura.
Quarta di copertina e altre informazioni...
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domenica, maggio 14, 2017
Carnevale Matematica #109 su Pitagora e dintorni
Ovviamente è un carnevale bellissimo. E, non avendo una cellula melodica, è dotata di una colonna sonora un po' inconsueta. Forse una melodia natalizia? Chissà? E allora che aspettate ad andare a leggervelo?!

La prossima edizione, la 110, del 14 giugno 2017 avrà come nome in codice “canta tra i cespugli all’alba”.
Calendario con le date delle prossime edizioni passate e future del Carnevale
Calendario con le date delle prossime edizioni passate e future del Carnevale
domenica, maggio 07, 2017
Dentro pi greco c'è tutto
Dentro pi greco c'è tutto
C'è il tuo numero di telefono
e quello del tuo primo amore
C'è il primo tema che hai scritto
e Dante nel suo splendore.
Ma c'è pure la storia greca
quella latina e quella sumera
e di tutta l'umanità intera.
Dentro pi greco c'è il mondo
e quindi pure questo verso
Ma non doveva esserci solo il tondo?
No, c'è tutto l'universo!
Ci sono mappe meravigliose
C'è il tuo monte e la tua valle
Lì ci son tutte le cose
Ma serve il tempo per trovarle.
– Ma che cosa sta canticchiando? Che cos'è quest'oscenità!?
– Sono i versi della canzone per il prossimo Carnevale della matematica del 14 maggio, il numero 109. Sapete che lo ospito su questo blog? Essendo un numero primo, il 109 non ha una cellula melodica. Quindi devo trovare una colonna sonora alternativa.
– Guardi, prima di tutto questa idea del pi greco che contiene tutto non è per niente originale. L'ho già sentita da qualche parte. Poi, è in ritardo di due mesi, visto che il Giorno del pi greco è stato già celebrato due carnevali fa. E infine, i versi e la musica sono obbrobriosi! Lasci perdere. Cerchi qualcos'altro. E, soprattutto, non venga di nuovo a chiedermi le proprietà del numero del Carnevale!
C'è il tuo numero di telefono
e quello del tuo primo amore
C'è il primo tema che hai scritto
e Dante nel suo splendore.
Ma c'è pure la storia greca
quella latina e quella sumera
e di tutta l'umanità intera.
Dentro pi greco c'è il mondo
e quindi pure questo verso
Ma non doveva esserci solo il tondo?
No, c'è tutto l'universo!
Ci sono mappe meravigliose
C'è il tuo monte e la tua valle
Lì ci son tutte le cose
Ma serve il tempo per trovarle.
– Ma che cosa sta canticchiando? Che cos'è quest'oscenità!?
– Sono i versi della canzone per il prossimo Carnevale della matematica del 14 maggio, il numero 109. Sapete che lo ospito su questo blog? Essendo un numero primo, il 109 non ha una cellula melodica. Quindi devo trovare una colonna sonora alternativa.
– Guardi, prima di tutto questa idea del pi greco che contiene tutto non è per niente originale. L'ho già sentita da qualche parte. Poi, è in ritardo di due mesi, visto che il Giorno del pi greco è stato già celebrato due carnevali fa. E infine, i versi e la musica sono obbrobriosi! Lasci perdere. Cerchi qualcos'altro. E, soprattutto, non venga di nuovo a chiedermi le proprietà del numero del Carnevale!
martedì, aprile 25, 2017
Carnevale della matematica di maggio
Il 14 maggio la 109-esima edizione del Carnevale della matematica (nome in codice: “furbo”) sarà ospitata da me su Pitagora e dintorni. Il tema sarà "Storia della matematica". E, come sempre, tutti i contributi fuori tema andranno benissimo lo stesso.
Essendo un numero primo, il 109 non ha una cellula melodica. Ma il Carnevale avrà comunque una sua colonna sonora. Quale sarà? Con che cosa avrà a che fare?
Lo scopriremo il 14 maggio.

Lista dei Carnevali passati e futuri
Essendo un numero primo, il 109 non ha una cellula melodica. Ma il Carnevale avrà comunque una sua colonna sonora. Quale sarà? Con che cosa avrà a che fare?
Lo scopriremo il 14 maggio.

Lista dei Carnevali passati e futuri
lunedì, aprile 24, 2017
Il mio primo libro cartaceo: Il mistero del suono senza numero
A partire dalla settimana dell'8 maggio il mio primo libro cartaceo pubblicato con Scienza Express dovrebbe essere in distribuzione. Si intitola "Il mistero del suono senza numero" ed è un romanzo divulgativo su musica e numeri ambientato nell’antica Crotone che narra, attraverso misteri e intrighi all’ombra della matematica e della musica, come la scuola di Pitagora indagò il ruolo del Numero nel libro della Natura.
Qui troverete le varie recensioni e le diverse attività che si sono succedute intorno al libro e questa è la sua pagina Facebook.
Quarta di copertina:
Che cosa ossessiona Pitagora e lo spinge nella bottega di un fabbro? Quale teoria lo porta a rivoluzionare la sua scuola a Crotone? E che cosa c’entra la musica? Ippaso, il suo allievo più brillante ma anche il più ribelle e arrogante, si accorge che qualcosa non va. C’è un numero che manca, c’è un suono di troppo. Forse l’interpretazione pitagorica dell’Universo è in pericolo? Mentre Ippaso indaga, c’è chi trama nell’ombra per ostacolarne l’amore segreto e per impedire che le sue scoperte facciano crollare la dottrina pitagorica. Colpi di scena, amore e intrighi si intrecciano alle scoperte matematiche dei pitagorici e alla ricerca della risposta ultima che arriverà solo dopo oltre duemila quattrocento anni.
Leggetelo, fatelo leggere e regalatelo!
Amazon
Feltrinelli
Mondadori
Hoepli
scienza express
Qui troverete le varie recensioni e le diverse attività che si sono succedute intorno al libro e questa è la sua pagina Facebook.
Quarta di copertina:
Che cosa ossessiona Pitagora e lo spinge nella bottega di un fabbro? Quale teoria lo porta a rivoluzionare la sua scuola a Crotone? E che cosa c’entra la musica? Ippaso, il suo allievo più brillante ma anche il più ribelle e arrogante, si accorge che qualcosa non va. C’è un numero che manca, c’è un suono di troppo. Forse l’interpretazione pitagorica dell’Universo è in pericolo? Mentre Ippaso indaga, c’è chi trama nell’ombra per ostacolarne l’amore segreto e per impedire che le sue scoperte facciano crollare la dottrina pitagorica. Colpi di scena, amore e intrighi si intrecciano alle scoperte matematiche dei pitagorici e alla ricerca della risposta ultima che arriverà solo dopo oltre duemila quattrocento anni.
Leggetelo, fatelo leggere e regalatelo!
Dove lo si può trovare?
Lo si può prenotare già ora in qualsiasi libreria o su
Lo si può prenotare già ora in qualsiasi libreria o su
Amazon
Feltrinelli
Mondadori
Hoepli
scienza express
...e su molti altri siti.
sabato, aprile 22, 2017
Libertà di stampa in Germania
Quando leggo fatti come quelli descritti da Petra Reski che ho riportato di seguito non posso fare a meno di pensare alla classifica che vede l'Italia al 77° posto per la libertà di stampa. Tempo fa avevo sentito Calabresi affermare che uno dei parametri è il numero di denunce che i giornalisti ricevono. La prima cosa che mi è venuta da pensare è: siamo sicuri che in un paese in cui i giornalisti non ricevono denunce ci sia libertà di stampa?
Beh, leggendo leggendo i fatti di Petra Reski e l'articolo "Le classifiche sulla libertà di stampa sono una cosa seria?", dove si spiega anche la soggettività di molti parametri, che è spiegata anche qui, i miei dubbi su quella classifica si sono amplificati.
Beh, leggendo leggendo i fatti di Petra Reski e l'articolo "Le classifiche sulla libertà di stampa sono una cosa seria?", dove si spiega anche la soggettività di molti parametri, che è spiegata anche qui, i miei dubbi su quella classifica si sono amplificati.
Ecco lo stralcio tratto dalla richiesta della Reski: La libertà di stampa non è una parola. E’ un atto.
"Chi intende parlare di mafia in Germania deve pentirsene: “Colpirne uno per educarne cento”.
Col vostro sostegno contribuirete a far sì che la libertà di stampa in Germania non sia solo sulla carta – e a far sì che il tema “Mafia in Germania” non sia ancora un tabù.
...
La legge tedesca rende molto facile alla mafia querelare i giornalisti – e vincere anche questi processi. Così si costruisce uno scenario minaccioso teso a colpire giornalisti, autori, film-maker, case editrici ed emittenti radiotelevisive.
Col denaro raccolto vorrei pagare le spese legali e le spese processuali, il cui preciso ammontare potrò calcolare solo quando la controversia giudiziaria sarà risolta – comprese le altre cause notificatemi (tra l’altro per risarcimento danni). Alla fine farò naturalmente sapere a tutti i donatori l’esatto ammontare delle spese.
Se resterà qualcosa (speriamo!) lo devolverò a un’organizzazione antimafia – naturalmente renderò pubblico tutto questo. Con la vostra donazione non solo mi aiuterete a far fronte alle mie spese legali, ma promuoverete anche lo scambio di idee su un tema che merita l’attenzione di tutti."
Col vostro sostegno contribuirete a far sì che la libertà di stampa in Germania non sia solo sulla carta – e a far sì che il tema “Mafia in Germania” non sia ancora un tabù.
...
La legge tedesca rende molto facile alla mafia querelare i giornalisti – e vincere anche questi processi. Così si costruisce uno scenario minaccioso teso a colpire giornalisti, autori, film-maker, case editrici ed emittenti radiotelevisive.
Col denaro raccolto vorrei pagare le spese legali e le spese processuali, il cui preciso ammontare potrò calcolare solo quando la controversia giudiziaria sarà risolta – comprese le altre cause notificatemi (tra l’altro per risarcimento danni). Alla fine farò naturalmente sapere a tutti i donatori l’esatto ammontare delle spese.
Se resterà qualcosa (speriamo!) lo devolverò a un’organizzazione antimafia – naturalmente renderò pubblico tutto questo. Con la vostra donazione non solo mi aiuterete a far fronte alle mie spese legali, ma promuoverete anche lo scambio di idee su un tema che merita l’attenzione di tutti."
giovedì, aprile 20, 2017
Recitiamo il ruolo che ci attribuisce la società, quello che vorremmo essere o quello che siamo?
Parafraso quello che ho appena sentito dire dallo scrittore americano ospite a Fahrenheit.
Tutti recitiamo. C'è una fase in cui si recita il ruolo che ci attribuiscono gli altri. Se dico a un bambino che è stupido quello reciterà il ruolo dello stupido. Se gli dico che è bello si comporterà da bello.
Poi, nell'adolescenza, si comincia a recitare quello che vorremmo essere. Ma non sempre quel ruolo coincide con quello che siamo in realtà. Scoprire chi siamo è fondamentale ma bisogna conoscere il più possibile, sperimentare il più possibile e avere bravi educatori.
Tutti recitiamo. C'è una fase in cui si recita il ruolo che ci attribuiscono gli altri. Se dico a un bambino che è stupido quello reciterà il ruolo dello stupido. Se gli dico che è bello si comporterà da bello.
Poi, nell'adolescenza, si comincia a recitare quello che vorremmo essere. Ma non sempre quel ruolo coincide con quello che siamo in realtà. Scoprire chi siamo è fondamentale ma bisogna conoscere il più possibile, sperimentare il più possibile e avere bravi educatori.
sabato, aprile 15, 2017
Carnevale della Matematica #108 - mese della consapevolezza matematica e statistica
L'edizione di aprile del Carnevale della Matematica, la numero 108, è ospitata da MaddMaths! e il tema è "mese della consapevolezza matematica e statistica".
Io ho contribuito con la cellula melodica ...
...Tutto ciò, avrà un significato? Forse lo scopriremo leggendolo (o forse no), ma insomma, pare veramente che siamo arrivati al Carnevale della Matematica numero 108, di cui nella Poesia Gaussiana (o dell’unicità della fattorizzazione) di Popinga, la strofa corrispondente è "canta il merlo? il merlo, il merlo canta"([Math Processing Error]). Ed non perdete la "cellula melodica" puntualmente offertaci da Dioniso Dionisi di Pitagora e dintorni:
...e con un articoletto così introdotto:
Dioniso in persona ci propone il post La scuola platonica che ha scritto per Through the optic glass (L a rivista di storia della scienza su Medium redatta da autori italiani) e che è parte della revisione/nuova edizione che sta facendo degli articoli della serie sulla storia della matematica.
Il mese prossimo l'edizione numero 109 del 14 maggio 2017 (“furbo”) sarà ospitata addirittura da... pensate un po'... Pitagora e dintorni. Il tema sarà: storia della matematica.
Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale.
Io ho contribuito con la cellula melodica ...
...Tutto ciò, avrà un significato? Forse lo scopriremo leggendolo (o forse no), ma insomma, pare veramente che siamo arrivati al Carnevale della Matematica numero 108, di cui nella Poesia Gaussiana (o dell’unicità della fattorizzazione) di Popinga, la strofa corrispondente è "canta il merlo? il merlo, il merlo canta"([Math Processing Error]). Ed non perdete la "cellula melodica" puntualmente offertaci da Dioniso Dionisi di Pitagora e dintorni:
...e con un articoletto così introdotto:
Dioniso in persona ci propone il post La scuola platonica che ha scritto per Through the optic glass (L
Il mese prossimo l'edizione numero 109 del 14 maggio 2017 (“furbo”) sarà ospitata addirittura da... pensate un po'... Pitagora e dintorni. Il tema sarà: storia della matematica.
Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale.
giovedì, aprile 13, 2017
Richard Strauss, Carmen, Wagner e la musica tedesca
Richard Strauss diceva ai suoi allievi: se volete studiare una partitura orchestrale andare a studiare quella della Carmen di Bizet e non quelle di Wagner. (La fonte è Carmen, opéra-comique di Geroges Bizet - WikiMusic del 05/03/2017)
Io l'ho sempre sostenuto che Wagner, nella sua innegabile grandezza, è anche molto sopravvalutato.
Su questo tema ho una mia teoria personale che, essendo personale e soggettiva, lascia ovviamente il tempo che trova.
Allora, ecco la mia teoria semplice, semplicistica e... un po' complottistica.
Una costante che si ritrova tra gli intellettuali tedeschi attraverso i secoli è quella dell'auto-attribuzione, un po' ambiziosa e arrogante, del ruolo di riformatori nonché di fustigatori dei depravati costumi dei popoli mediterranei. Questo aspetto, riscontrabile in diversi ambiti culturali, unito alla massiccia attività in campo musicologico, ha fatto sì che, a volte su basi piuttosto soggettive, gli aspetti musicali predominanti tra i compositori tedeschi venissero fatti assurgere al ruolo di parametri fondamentali su cui misurare la qualità delle opere musicali.
Quindi, così come nella storia prevale sempre la storiografia dei vincitori, anche nella musica ha prevalso la musicologia di chi ne ha prodotta di più.
Emblematicamente modesta è, invece, l'indole di Rossini che, a 72 anni, sull'ultima pagina di quel capolavoro che è la Petite messe solennelle scrisse:
“Dio buono, ecco terminata la povera messa. Ho scritto proprio della “musique sacrée ... ou de la sacrée musique” (gioco di parole che in francese dovrebbe suonare come "musica sacra ... o musica insignificante". Per comprendere wikipedia propone un parallelo con "musica benedetta" e "benedetta musica"). Tu sai che io ero nato per l’opera buffa e non ho che un po’ di cuore e pochissima scienza. Sii dunque benedetto e accordami il Paradiso. Giacomo Rossini”.
Rossini amava anche raccontare che nel 1822 ebbe un incontro con l'allora già celeberrimo Beethoven. Il compositore renano gli avrebbe consigliato di continuare a scrivere opere comiche in quanto "questo è ciò che voi italiani sapete fare". E a Rossini piaceva suggellare tale aneddoto auto-screditandosi con la definizione di pianista della "quatrième classe". Non è da escludere che un tale atteggiamento abbia influenzato la critica dei tempi. La musica di Rossini cominciò infatti a ricevere la giusta considerazione solo a partire dalla metà del XX secolo.
Anche questo incontro tra Rossini e Beethoven mi pare molto emblematico.
Io l'ho sempre sostenuto che Wagner, nella sua innegabile grandezza, è anche molto sopravvalutato.
Su questo tema ho una mia teoria personale che, essendo personale e soggettiva, lascia ovviamente il tempo che trova.
Allora, ecco la mia teoria semplice, semplicistica e... un po' complottistica.
Una costante che si ritrova tra gli intellettuali tedeschi attraverso i secoli è quella dell'auto-attribuzione, un po' ambiziosa e arrogante, del ruolo di riformatori nonché di fustigatori dei depravati costumi dei popoli mediterranei. Questo aspetto, riscontrabile in diversi ambiti culturali, unito alla massiccia attività in campo musicologico, ha fatto sì che, a volte su basi piuttosto soggettive, gli aspetti musicali predominanti tra i compositori tedeschi venissero fatti assurgere al ruolo di parametri fondamentali su cui misurare la qualità delle opere musicali.
Quindi, così come nella storia prevale sempre la storiografia dei vincitori, anche nella musica ha prevalso la musicologia di chi ne ha prodotta di più.
Emblematicamente modesta è, invece, l'indole di Rossini che, a 72 anni, sull'ultima pagina di quel capolavoro che è la Petite messe solennelle scrisse:
“Dio buono, ecco terminata la povera messa. Ho scritto proprio della “musique sacrée ... ou de la sacrée musique” (gioco di parole che in francese dovrebbe suonare come "musica sacra ... o musica insignificante". Per comprendere wikipedia propone un parallelo con "musica benedetta" e "benedetta musica"). Tu sai che io ero nato per l’opera buffa e non ho che un po’ di cuore e pochissima scienza. Sii dunque benedetto e accordami il Paradiso. Giacomo Rossini”.
Rossini amava anche raccontare che nel 1822 ebbe un incontro con l'allora già celeberrimo Beethoven. Il compositore renano gli avrebbe consigliato di continuare a scrivere opere comiche in quanto "questo è ciò che voi italiani sapete fare". E a Rossini piaceva suggellare tale aneddoto auto-screditandosi con la definizione di pianista della "quatrième classe". Non è da escludere che un tale atteggiamento abbia influenzato la critica dei tempi. La musica di Rossini cominciò infatti a ricevere la giusta considerazione solo a partire dalla metà del XX secolo.
Anche questo incontro tra Rossini e Beethoven mi pare molto emblematico.
martedì, aprile 11, 2017
Giuro di dire tutta la verità: la logica e il diritto
A chi non è mai capitato di pensare che la formula giuridica che obbliga a dire tutta la verità, solo la verità e niente altro che la verità fosse un po' ridondante?
In realtà, questa formulazione serve per escludere i falsi negativi, e cioè che un colpevole sfugga alla condanna, o i falsi positivi, e cioè che un innocente la subisca.
Ecco come ne parlano Stefano Leonesi e Carlo Toffalori nel loro libro Logica a processo: da Aristotele a Perry Mason, in cui paragonano i concetti di coerenza e completezza della logica matematica a quelli della suddetta formula giuridica.
"Occorrerà che assiomi e regole di deduzione si rivelino così centrati e potenti da superare la prova dei fatti, e cioè:
• escludere dai teoremi qualsiasi contraddizione.
• garantire a ogni proposizione una soluzione, ovvero una dimostrazione o una confutazione.
Il primo requisito è, appunto, la coerenza, il secondo la completezza. Si vorrà poi, in riferimento al concetto tarskiano di verità, che un’affermazione finisca per essere provata se e solo se è suffragata appunto dai fatti, che dunque il sistema deduca tutto quello che corrisponde alla realtà e niente di quello che la smentisce. Per dirla in termini giuridici, si chiederà al sistema di dimostrare la verità: “tutta la verità” –la completezza –e “niente altro che la verità” –la coerenza. Come dire, per restare ancora nel campo della giustizia: escludere in un’indagine che un colpevole sfugga alla condanna, o che un innocente la subisca."
In realtà, questa formulazione serve per escludere i falsi negativi, e cioè che un colpevole sfugga alla condanna, o i falsi positivi, e cioè che un innocente la subisca.
Ecco come ne parlano Stefano Leonesi e Carlo Toffalori nel loro libro Logica a processo: da Aristotele a Perry Mason, in cui paragonano i concetti di coerenza e completezza della logica matematica a quelli della suddetta formula giuridica.
"Occorrerà che assiomi e regole di deduzione si rivelino così centrati e potenti da superare la prova dei fatti, e cioè:
• escludere dai teoremi qualsiasi contraddizione.
• garantire a ogni proposizione una soluzione, ovvero una dimostrazione o una confutazione.
Il primo requisito è, appunto, la coerenza, il secondo la completezza. Si vorrà poi, in riferimento al concetto tarskiano di verità, che un’affermazione finisca per essere provata se e solo se è suffragata appunto dai fatti, che dunque il sistema deduca tutto quello che corrisponde alla realtà e niente di quello che la smentisce. Per dirla in termini giuridici, si chiederà al sistema di dimostrare la verità: “tutta la verità” –la completezza –e “niente altro che la verità” –la coerenza. Come dire, per restare ancora nel campo della giustizia: escludere in un’indagine che un colpevole sfugga alla condanna, o che un innocente la subisca."
venerdì, aprile 07, 2017
La scomparsa della catacresi
![]() |
| Fonte julioroberts |
Catacresi è quel processo per cui si ricorre all'uso estensivo di un termine già esistente nella lingua per designare oggetti o nozioni per cui non esiste ancora un vocabolo specifico.
Così nei tempi passati hanno avuto origine il collo della bottiglia, le gambe del tavolo, il letto del fiume, la cresta e la catena delle montagne: estensioni dell'uso di parole che originariamente designavano solo parti di individui e non di bottiglie, tavoli, fiumi, montagna.
Mentre nei tempi moderni preferiamo prendere in prestito mouse e hardware dall'inglese invece di usare creativamente e logopoieticamente la catacresi ed estendere l'uso di topo e ferramenta, come invece hanno fatto i nostri cugini Spagnoli... anche se qualcuno potrebbe obiettare che quello sarebbe stato un calco linguistico e non una catacresi, visto che proviene dall'esterno.
martedì, aprile 04, 2017
Musikfreunde Heidelberg - Brahms Symphonie No. 3 in F-Dur, Op. 90
Mi hanno ripreso addirittura per un minuto intero. Notare il ruolo fondamentale che ricoprivo in quel momento per la tessitura della trama orchestrale.
mercoledì, marzo 29, 2017
La sinistra, i diritti, i doveri e le buone notizie
Di sinistra è chi aspira ad estendere a tutti gli stessi diritti. Forse aggiungerei che non dovremmo dimenticarci anche di esigere gli stessi doveri.
Ad ogni modo, mi pare che le due notizie che ho copiato di seguito e che riguardano l'Italia vadano nella direzione giusta. E ricordiamoci di condividere ogni tanto anche le notizie buone mettendo da parte il noto e introiettato italico masochismo.
La scuola in Italia: cala gap ricchi-poveri, dati Ocse
Per quanto riguarda questa seconda notizia, non ho ben capito se il rapporto originale sia questo: Pisa (Programme for International Student Assessment). Se è così, allora ci sono effettivamente un paio di risultati molto positivi nel campo dell'equità del sistema scolastico relativamente a classi sociali e studenti immigrati. Meno positivi altri risultati come quello dell'equità tra studenti e studentesse. Anche se, non mi pare di aver mai assistito né di aver sentito raccontare episodi di discriminazioni del genere nella scuola italiana. Qualcuno dei quattro lettori ha esperienze diverse?
martedì, marzo 28, 2017
Libero, il branco di albanesi e la disinformazione
Notate qualche differenza tra il titolo di sinistra e quello di destra?
Sono foto dello stesso articolo di Libero Quotidiano relativo all'omicidio Alatri del 27 marzo. La prima foto è stata scattata il 27 marzo e l'altra il 28 marzo. La notizia di poche ore fa (28 marzo) è che ci sono due persone indagate e fermate, e che nessuna di quelle due persone è albanese. Sembra che siano residenti locali.
Ovviamente ciò non significa che la situazione non possa cambiare di nuovo. Neppure gli investigatori hanno ancora delle certezze, come facciamo ad averle noi?
E come fa ad averlo Libero Quotidiano poche ore dopo l'evento? Quando si trova a puntare razzisticamente l'indice verso una precisa nazionalità?
Trovo dissennato e deplorevole questo stile giornalistico di Libero Quotidiano. Credo che nuoccia allo sviluppo intellettuale e umano del paese. Titoli del genere seminano odio gratuitamente e danneggiano gli italiani e gli stranieri residenti in Italia.
Sono foto dello stesso articolo di Libero Quotidiano relativo all'omicidio Alatri del 27 marzo. La prima foto è stata scattata il 27 marzo e l'altra il 28 marzo. La notizia di poche ore fa (28 marzo) è che ci sono due persone indagate e fermate, e che nessuna di quelle due persone è albanese. Sembra che siano residenti locali.
Ovviamente ciò non significa che la situazione non possa cambiare di nuovo. Neppure gli investigatori hanno ancora delle certezze, come facciamo ad averle noi?
E come fa ad averlo Libero Quotidiano poche ore dopo l'evento? Quando si trova a puntare razzisticamente l'indice verso una precisa nazionalità?
Trovo dissennato e deplorevole questo stile giornalistico di Libero Quotidiano. Credo che nuoccia allo sviluppo intellettuale e umano del paese. Titoli del genere seminano odio gratuitamente e danneggiano gli italiani e gli stranieri residenti in Italia.
lunedì, marzo 27, 2017
I miei anni universitari, Assalti Frontali e gli sviluppi costruttivi
Verso la fine degli anni universitari ho abitato a Centocelle e, occasionalmente, frequentavo il CSOA Forte Prenestino. Eravamo agli albori del rap italiano e gli Onda Rossa Posse li ascoltai lì dal vivo per la prima volta. Li seguii per un po' anche dopo la loro trasformazione in Assalti Frontali. Poi, soprattutto dopo il trasloco oltralpe, li ho persi di vista.
Mi ha fatto piacere ritrovarli oggi durante l'ascolto della puntata del 12/02/2017 de LA LINGUA BATTE. Intorno al minuto 20 la puntata contiene una breve intervista a Luca Mascini, alias Militant A. Ho constatato con piacere che il gruppo ha avuto quello che mi è sembrato essere uno sviluppo verso un approccio alla protesta più costruttivo che distruttivo.
In particolare mi è piaciuto il messaggio della canzone Il quartiere è cambiato.
Bella anche Il lago che combatte. Canzone grazie alla quale la vicenda del Lago Ex SNIA è stata fatta conoscere alla città.
Mi ha fatto piacere ritrovarli oggi durante l'ascolto della puntata del 12/02/2017 de LA LINGUA BATTE. Intorno al minuto 20 la puntata contiene una breve intervista a Luca Mascini, alias Militant A. Ho constatato con piacere che il gruppo ha avuto quello che mi è sembrato essere uno sviluppo verso un approccio alla protesta più costruttivo che distruttivo.
In particolare mi è piaciuto il messaggio della canzone Il quartiere è cambiato.
Bella anche Il lago che combatte. Canzone grazie alla quale la vicenda del Lago Ex SNIA è stata fatta conoscere alla città.
sabato, marzo 25, 2017
Nuria Nono-Schönberg alla Tankturm di Heidelberg
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Giovedì alla Tankturm evento molto interessante con Nuria Nono-Schönberg. Moglie di Luigi Nono nonché figlia di Arnold Schönberg nonché suocera di Nanni Moretti. |
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mercoledì, marzo 22, 2017
I salumi sono dannosi?
La risposta è sì ma, alla fine Eliana Liotta e Pier Giuseppe Pelicci (oncologo co-direttore scientifico dell'Istituto Europeo di Oncologia) ci lasciano un po' di speranza...
"Sì. Lo hanno dimostrato svariate ricerche sulle carni lavorate con metodi di affumicatura, salatura e uso di conservanti, quindi anche salsicce e würstel. Una meta-analisi, pubblicata nel 2010 dall’Harvard School for Public Health, ha evidenziato un rischio accresciuto di infarto e diabete in chi consuma carne rossa lavorata, come bacon e salsicce, amate dagli anglosassoni, e lo studio EPIC , su migliaia di europei, ha fornito prove su un aumento di cancro e malattie cardiovascolari. Non sono chiari i meccanismi molecolari, si ipotizza che i colpevoli siano, oltre che i grassi saturi, i sali e i conservanti di salumi e affettati. I nitriti e i nitrati, usati in quasi tutti i prodotti, evitano la proliferazione di agenti patogeni, come quello del botulino. Il nostro metabolismo, però, può convertirli in composti cancerogeni, le nitrosammine. Il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro, a proposito di salumi e carni conservate, usa il verbo to avoid , evitare. E l’Organizzazione mondiale della sanità, a ottobre 2015, ha inserito le carni lavorate e conservate nell’elenco delle sostanze cancerogene, accanto a fumo e amianto. C’è da considerare che i prodotti italiani in genere sono più magri e meglio lavorati rispetto a quelli di altri Paesi. Insomma, gli esperti non possono dire sia raccomandabile, tuttavia il buon senso induce a credere che si possa mangiare di quando in quando una fetta di prosciutto, un po’ di salame o bresaola (non oltre 50 grammi la settimana). È il consumo abituale che viene sconsigliato."
"Sì. Lo hanno dimostrato svariate ricerche sulle carni lavorate con metodi di affumicatura, salatura e uso di conservanti, quindi anche salsicce e würstel. Una meta-analisi, pubblicata nel 2010 dall’Harvard School for Public Health, ha evidenziato un rischio accresciuto di infarto e diabete in chi consuma carne rossa lavorata, come bacon e salsicce, amate dagli anglosassoni, e lo studio EPIC , su migliaia di europei, ha fornito prove su un aumento di cancro e malattie cardiovascolari. Non sono chiari i meccanismi molecolari, si ipotizza che i colpevoli siano, oltre che i grassi saturi, i sali e i conservanti di salumi e affettati. I nitriti e i nitrati, usati in quasi tutti i prodotti, evitano la proliferazione di agenti patogeni, come quello del botulino. Il nostro metabolismo, però, può convertirli in composti cancerogeni, le nitrosammine. Il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro, a proposito di salumi e carni conservate, usa il verbo to avoid , evitare. E l’Organizzazione mondiale della sanità, a ottobre 2015, ha inserito le carni lavorate e conservate nell’elenco delle sostanze cancerogene, accanto a fumo e amianto. C’è da considerare che i prodotti italiani in genere sono più magri e meglio lavorati rispetto a quelli di altri Paesi. Insomma, gli esperti non possono dire sia raccomandabile, tuttavia il buon senso induce a credere che si possa mangiare di quando in quando una fetta di prosciutto, un po’ di salame o bresaola (non oltre 50 grammi la settimana). È il consumo abituale che viene sconsigliato."
giovedì, marzo 16, 2017
Il giovane Mozart, la tragica ironia e la passione per i numeri
Non sapevo che il piccolo Mozart avesse una passione per l'aritmetica. Questa è sicuramente un'interessante scoperta personale per la settimana dei numeri. Grazie ad Anna Menichetti che ne ha parlato durante la puntata Mozart: i primi anni - WikiMusic del 29/01/2017.
Tra le altre cose molto interessanti sull'infanzia di Mozart che la conduttrice ci fa scoprire, tra cui un curioso aneddoto avvenuto durante un concerto a Napoli, c'è una citazione che mi è piaciuta molto e che rispecchia una caratteristica importante del genio salisburghese.
"Il tempo dell'infanzia non conosce le leggi, limiti emotivi e confini - ha scritto Enzo siciliano. Diventare maturi significa scontrarsi con leggi, con limiti. La pubertà è dilaniata tra il sentimento di quell'eternità e il sentimento della limitatezza. Una sospensione lacerante e dolcissima imbevuta di allegrezze imponderabili e di altrettanto imponderabili malinconie. La musica di Mozart è forse l'unica musica che sappia parlarci di questa condizione cieca e indolente, di una felicità rapita e interamente terrena. Dove il sogno del paradiso e della suprema armonia è una raggiante promessa. La consapevolezza di qualcosa di tragico c'è sempre in Mozart. Quando scrive "giocoso" c'è sempre una nota dissonante, un accordo che non entra nell'armonia e quando scrive qualcosa di tragico c'è sempre un gioco che interrompe per un attimo il momento della tragedia. Perché è anche un autore fortemente ironico. E, d'altra parte, senza ironia non c'è tragedia."
Anna Menichetti racconta anche degli importanti viaggi in Italia di Mozart bambino. Una riflessione personale mi porta a chiedermi quanto i ripetuti contatti, a partire dai suoi 13 anni. con la cultura e la società italiane abbiano influito nello sviluppo della sua indole ironica.
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