giovedì, aprile 17, 2008

No Country for Old Men

Abbiamo visto "No Country for Old Men". Forse un po' perché le mie aspettative erano molto alte, visto che me ne avevano parlato tutti molto bene; un po' perché quell'accento texano, che al mio orecchio suona molto caldo, musicale e rassicurante, è quasi incomprensibile, e mi sono perso quindi molti dialoghi; il film mi ha deluso. Mi è parso che ci fossero molti buchi nel tessuto narrativo. Viste le lodi e i premi ricevuti da ogni dove, ho pensato che la pellicola non fosse alla mia portata.
Dopo la visione però Zucchero mi ha letto una recensione di Lodoli, la cui chiave di lettura mi è piaciuta molto e ha un po' alleviato la mia delusione. Quella chiave, che non ho saputo trovare da solo, spiega anche molti dei buchi che mi sembrava di aver scorto.

Video e interviste.

8 commenti:

fabio r. ha detto...
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fabio r. ha detto...

e adesso chi glielo dice all'arzillo cavaliere che non è un paese di vecchi? che facciamo, la eutanasia??

Toner ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
dioniso ha detto...

... magari gli mandiamo Anton Chigurh ;-)

dioniso ha detto...

... o ciò che egli rappresenta...

Sebastiano ha detto...

Anch'io ho visto il film, ma doppiato in italiano, e sono rimasto lievemente deluso facendo il confronto con altri film dei Cohen. Resta però un bel film. Sono curioso, qual'è la chiave di lettura? Per me è stata la frase finale di Tommy Lee Jones...

Anonimo ha detto...

la mia chiave di lettura e' stata la scena di Tommy Lee Jones che legge il giornale in un caffe' e commenta un omicidio per futili motivi. Dice qualcosa del genere "quando non si' dice piu' Buon Giorno ne' Grazie e' l'inizio della fine". Sacrosanto e attualissimo in una societa' in cui NOI siamo i buoni e GLI ALTRI sono i cattivi...
micheluccia_in_pessimistic_mode

dioniso ha detto...

Chi non ha visto il film, vuole vederlo e non vuole rovinarsi la visione non legga! ;-)

La chiave di lettura secondo Lodoli (ma ognuno poi ha la sua) è che Anton Chigurh sarebbe una metafora della Morte.

Anche Lodoli era inizialmente deluso.
"Poi, di colpo, ho capito..." "che il western non c'entra nulla, che la trama non conta un fico secco, che droga, strade desolate e messicani sforacchiati servono solo a creare un ambiente, ma che in realtà questo è un grande film sulla morte."
"'Non sei obbligato a farlo', ripetono prima di essere uccise alcune delle vittime". "Lui le guarda con sguardo assente e compie il suo dovere".
"In definitiva il film è solo una lunga serie di omicidi atroci, dei quali dopo poco si perde la ragione, il nesso narrativo, la necessità. E si intuisce che la ragione non sta nella struttura narrativa...." ma nel fatto "che tutti quanti noi siamo inseguiti da un pazzo con una bombola d'aria compressa in una mano e il nostro destino nell'altra: e che non avremo scampo."
"...quel demone indifferente non ci mollerà mai. E non mollerà i nostri amici, nostra moglie, le tante persone che proveranno a salvarci. Alla fine ci scoverà e farà quello che deve fare, senza passione, anzi quasi con noia."