venerdì, novembre 06, 2009

Spammatori


Da qualche giorno qualcuno si diverte a scrivere qua e là commenti sgrammaticati e senza senso.
Ho inserito la moderazione per i post più vecchi per vedere se riesco ad eliminare il fenomeno.

8 commenti:

ubik ha detto...

non fui ieu...Ad Oxford eccellevo in filologia romanza e grammatica, anche se di nascosto vedevo le repliche in dvd del DRIVE-IN

dioniso ha detto...

:-) Sì, ma tu sei abile nella simulazione ;-)

A parte gli scherzi, mi piacerebbe proprio capire chi possa essere.
Non è la solita spam automatica e neppure quelli che ti dicono: "ma che bel blog! A proposito, io vendo vini (o magari qualcosa di più vicino alle attuali tendenze) ecco il link".

È qualcuno che non lascia link e ripete sempre le stesse frasi tipo: "quello che stavo cercando, grazie", "good start", "leggere l'intero blog, pretty good", "imparato molto", "Perche non:)", "molto intiresno, grazie".

Ci vedo l'azione di un traduttore automatico dietro. Non riesco però a vederci alcuno scopo. Boh!

ziomassimo ha detto...

Davvero uno strano fenomeno, ma dov'è che appaiono questi commenti di cui parli e che cosa si intende, in questo contesto, per "moderazione"?

dioniso ha detto...

Ieri li avevo eliminati tutti, ma qui ad esempio sono ricomparsi stanotte.

Moderazione significa che i commenti non vengono pubblicati se io non confermo.

fabio r. ha detto...

bravo! così si fa! a morte (o al bando) le scatolette di carne!!

gianlu ha detto...

Bel post.
:-)
scherzi a parte se ti può consolare Anche a me succede. E' inquietante

ubik ha detto...

vedo che leggi Howard Zinn, a me piace molto ed è considerato un grande populista (il termine negli USA è affatto dispregiativo, Springsteen e Seeger sono considerati tali). Come trovi il libro, era nella lista di quelli da comprare?

dioniso ha detto...

ciao fabio r.
bist du vegetarisch?

gianlu ,
:-)
tu sei riuscito a trovare una spiegazione?

ubik,
è affatto dispregiativo? O non è affatto dispregiativo?
In realtà non lo conoscevo fino a pochi mesi fa, quando ho sentito la parte finale di una registrazione di Marx in Soho. Mi ha incuriosito molto così mi sono messo a leggerelo. Mi è piaciuta molto anche la prefazione dove parla della sua adolescenza di figlio di emigranti ebrei austriaci a Nuova York, della condizione familiare letteralmente proletaria, della sua presa di coscenza e dei suoi primi contatti con i comunisti e poi con gli anarchici americani. Realtà precedentemente a me totalmente ignota