giovedì, maggio 26, 2011

Il mito della prestazione intellettuale

Mi è capitato più volte di osservare come "l'intelligenza" venga elevata a valore assoluto con cui giudicare l'umanità: il più importante tra i parametri con cui misurare il valore di un essere umano.
Probabilmente prima ci si dovrebbe chiedere: che cos'è l'intelligenza? In casi estremi essa viene equivocata con la prestazione scolastica. Spesso il risultato di questo abbaglio è quello di generare o dei frustrati insoddisfatti con bassa autostima oppure dei collezionatori di risultati presuntuosi e pieni di sé.
Per quanto mi riguarda devo ammettere che nei miei anni di formazione, per non far torti, ho frequentato entrambi le categorie: in certi ambiti quella dei collezionatori di risultati e in ambiti diversi quella dei frustrati insoddisfatti.
Considerate queste premesse fa molto piacere conoscere dei giovani che invece usano il loro acume in modo molto sobrio e sereno senza ansia da prestazione.

6 commenti:

Knulp ha detto...

Osservazione molto stimolante! In generale, la gente pensa sia possibile misurare l'intelligenza come si misura l'altezza, e poi mettere tutti in ordine dal più intelligente al meno intelligente, come si fa con l'altezza. Ma io credo che l'intelligenza (se esiste una tal cosa) sia multiforme e multidimensionale, e che non si possa stabilire un ordinamento totale basato su di essa...

dioniso ha detto...

Grazie Knulp!
Mi trovo completamente d'accordo con la tua interpretazione. E questa tendenza a misurare l'intelligenza raggiunge il parossismo qui in Germania ed in particolare nel nostro stato: il Baden-Würrtenberg. Stato in cui il sistema scolastico pretende di far giudicare all'insegnate della quarta elementare se il bambino sarà in grado di accedere al ginnasio. E da quella decisione dipenderà la futura possibilità di accesso all'università.
Recentemente ho parlato con la moglie del mio collega trombonista che è insegnante di scuola elementare. Fino a qualche anno fa insegnava nel Palatinato dove il sistema è più aperto. Dice che da quando è arrivata qui lo stress le si è decuplicato. Sono tutti stressati: genitori, bambini e insegnanti. I bambini subiscono tremende pressioni. E l’insegnante si trova ad assistere a scene di pianti accorati a causa di voti bassi.
Ora però sembra che ci sarà un cambiamento. Per la prima volta dal dopoguerra lo stato non sarà governato dalla CDU, bensì da un’alleanza rosso-verde. Dicono che cambieranno il sistema.

ubik ha detto...

sottoscrivo

dioniso ha detto...

Bene ;-)

paopasc ha detto...

Anche se è vero che è di difficile misurazione, stante il fatto che possiamo misurare l'"umanità" di una persona penso che possiamo misurarne anche l'intelligenza, con l'osservazione di specificare di quale tipo si tratta.
Sul fatto di assegnare parte dell'"umanità" di una persona all'intelligenza, noto una discrasia tra la vulgata popolare e ciò che invece abitualmente si crede, cioè l'identificazione dell'intelligenza con la furberia.
La prestazione intellettuale quale mito consegue forse all'osservazione che spesso (almeno un tempo) chi aveva studiato aveva un tenore di vita superiore.

dioniso ha detto...

Ciao paopasc, nutro qualche dubbio sul fatto che un giorno si arriverà a misurare univocamente un concetto così sfuggente e multiforme (per usare le parole di Knulp) come l'intelligenza.
Ma ciò non esclude che forse si potrà arrivare a misurarne vari aspetti. Molti dei quali sono già abbastanza misurabili. Come le capacità logico-deduttive astratte. Però già qui penso si possano trovare molti esempi di persone con ottime qualità logico -deduttive astratte ma che poi si trovano in grandissima difficoltà se posti di fronte a deduzioni che riguardano ambiti diversi.

Ammettiamo che ad un certo punto si arrivasse a misurare un numero n sufficientemente grande di ... chiamiamole dimensioni dell'intelligenza umana. A quel punto avresti una sorta di spazio vettoriale di dimensione n. Ma non basterebbe. Dovresti definirci una metrica. E come la definiresti? Credo che ogni proposta risulterebbe piuttosto arbitraria.