mercoledì, agosto 22, 2012

Documenti

Subito dopo l'applicazione della prima flebo Fosco e Sara si erano messi a leggere il materiale che il dottor Strauß gli aveva lasciato. Già la lettura del titolo li spaventò.

Multizentrische Therapieoptimierungsstudie der akuten lymphatischen Leukämie bei Erwachsenen und Adoleszenten ab 15 Jahren - Therapieoptimierung durch Evaluation der minimalen Resterkrankung
Anche se a tradurlo non ci misero molto. E non ebbero neppure molte difficoltà nel comprendere le prime righe. Quello che avevano in mano era sostanzialmente un consenso informato per inserire Fosco in questo "studio per l'ottimizzazione della terapia per la leucemia linfatica acuta attraverso la valutazione della malattia residua minimale".

- Questa malattia residua minimale dev'essere un parametro importante - osservò Fosco.

- Direi di sì, visto che lo citano nel titolo - rispose Sara.

- Guarda, qui di seguito lo chiamano MRD. Usano l'acronimo inglese: Minimal Residual Disease. Chissà come la misureranno questa malattia residua.

Fosco continuò a leggere, nel modo in cui si era gradatamente abituato a fare quando voleva capire velocemente qualcosa in quella lingua. In modo automatico e quasi inconsapevole ignorava i termini che non capiva e poi cercava di ricostruire il significato della frase colmando a senso le lacune disseminate qua e là. Spesso questa tecnica funzionava, ma non sempre.

Dopo aver girato pagina lo sguardo di Fosco si rabbuiò. Voltandosi si accorse che quella frase aveva scosso anche Sara.

"Lei ha una malattia grave che, se non trattata, può portare alla morte entro poche settimane o pochi mesi."

Cercò di riprendere a leggere.

- Qui dice: i risultati stanno mostrando guarigioni sempre più frequenti ottenute attraverso l'uso prolungato di chemioterapia intensiva e "Bestrahlung". Controlleresti che è 'sto Bestrahlung?

- Radioterapia - disse Sara dopo aver consultato il dizionario.

- Ma come!? Mi curano con la radioterapia? - esclamò Fosco. - Non abbiamo letto che le radiazioni sono una delle poche cause note della leucemia?

Sara lo guardò un po' smarrita.

- Eppure io ho sempre cercato di evitare le radiografie superflue - continuò Fosco abbassando lo sguardo. - Solo quel cretino del dottor Schulz ha voluto ripetermi l'ortopanoramica per due volte in due anni - riprese rabbioso. - Saranno state quello a scatenare tutto?

- Non lo sappiamo. E penso che non potremo saperlo mai - rispose Sara.

- Oppure qualcosa di strano che è successo nei mesi scorsi. Magari durante il viaggio a Cuba - proseguì Fosco. Poi tornò a guardare il documento. Sfogliava e leggeva a volo d'uccello - Certo però che questa lingua ci fornisce proprio pochi appigli. Chemotherapie si capisce ma Bestrahlung per radioterapia... E guarda quest'altra parola: "Knochenmark". Ma che cos'è? Dunque, "Knochen" significa osso e "Mark"... l'ho già visto scritto.... Sì, sui barattoli di polpa pomodoro!

- Midollo osseo - disse Sara alzando lo sguardo dal dizionario.

- Ah! Certo! La polpa di osso... - disse Fosco mentre l'immagine di un osso buco gli si materializzava nella mente. - Che cos'è il midollo osseo se non una polpa di osso?

Il bello di quella lingua era che, seppur quasi priva di appigli iniziali, metteva a disposizione una struttura logico-semantica che facilitava la deduzione una volta noti alcuni mattoni linguistici di base. Ma quel barlume di soddisfazione che era comparso negli occhi di Fosco tornò a spegnersi dopo la lettura di due delle altre tre terapie alternative che il documento era probabilmente obbligato a citare.

  1. Una terapia priva di chemio e radioterapia volta al solo alleviamento delle complicazioni che insorgeranno. Tale opzione la condurrebbe alla morte entro pochi mesi.
  2. Farmaci a basso dosaggio e con pochi effetti collaterali possono esser usati per combattere le cellule cancerogene. Neppure questa opzione produrrebbe una guarigione.
  3. Terapie di altri protocolli di studio approvati, ai quali, in ogni caso, sono associati effetti collaterali paragonabili a quelli del presente studio.

Continuando a leggere avevano capito che il protocollo proposto prevedeva una fase di chemio e radioterapie con una durata che poteva andare dai quattro ai sei mesi dopo la quale ci sarebbe stato il trapianto.

- Dobbiamo farcelo tradurre - disse Fosco dopo aver richiuso il documento. - Sono troppi i dettagli che non riusciamo a capire.

- Sì, hai ragione - disse Sara.

- Non che io abbia dubbi sul da farsi, viste le alternative offerte. Però... Insomma, non vorrei neppure firmare un documento che parla della mia vita e della mia morte senza averne compreso bene il contenuto.

- Potremmo chiedere ad Angela, l'amica di Donatella. Lei è traduttrice.

6 commenti:

ziomassimo ha detto...

caro "Fosco",
ti confesso che sto stampando e raccogliendo questi tuoi scritti (che dovrebbero essere arrivati al III capitolo, se non sbaglio) perchè trovo che siano, oltre che molto ben scritti, anche un grande messaggio di coraggio, forza e soprattutto speranza.

Seltz ha detto...

Ti rinnovo i miei complimenti, riesci a rendere scorrevole un pezzo di vita che sicuramente può riservare solamente pesantezza...
Grazie per questa condivisione, un abbraccio!

dioniso ha detto...

ziomassimo, che fai? Dialoghi con un personaggio fittizio? ;-)
Comunque mi fa piacere che tu stia stampando e raccogliendo questi scritti. Spero che un giorno quelle stampe possano essere affiancate a qualcosa di più compatto.


Grazie Seltz! Sei molto gentile.

Comunque mi è stato detto che questo capitolo è il più brutto tra quelli scritti sinora. Siete d'accordo? Mi dicono che forse sarebbe da aliminare.

Moky ha detto...

No, perche'? Io non lo eliminerei, descrive benissimo la sensazione di sentirsi "persi" non solo di fronte ad una diagnosi orribile, ma anche di fronte ai dubbi lasciati da un'imperfetta comprensione della lingua in campo medico.
"E se fosse peggio di quello che pensiamo di aver capito?" E quando si tratta di medicina, i dubbi esistono sempre anche quando si parla la stessa lingua, figurasi poi nel vostro caso...

ziomassimo ha detto...

effettivamente forse é il più brutto, nel senso di pesante e drammatico. sale la lucida consapevolezza della grave situazione, ma proprio per questo non va assolutamente eliminato. anzi, é un esempio ed un invito a non disperare mai, ad essere lucidi e preparati a qualsiasi evenienza, a non sentirsi soli e persi, a combattere sempre...

dioniso ha detto...

Moky e ziomassimo, grazie per aver scritto la vostra opinione.