domenica, dicembre 09, 2007

Un sabato nordcarolinese: sintonie e camminate

La temperatura è risalita. La massima oggi è stata di 20°.
Ho cominciato la giornata con un'ora di corsa nell'enorme campus dell'azienda per cui lavoro.
Dopodiché ho pranzato in albergo:
hummos e
insalata con gamberoni (condita con olio e aceto): gustosi. A fine pasto ho chiesto un espresso. Non mi aspettavo di certo il caffè italiano, ma dato che ho sviluppato una certa caffeino-dipendenza non so più rinunciare al caffè dopo pranzo.
La cameriera mi chiede: how many shots?
Dico: in che senso? Just a regular espresso.
Mi aspettavo la solita tazzina di ciofeca lunga. Non mi sarei mai aspettato quello che invece mi ha portato la cameriera: un bicchierone da coca-cola riempito a metà di pseudo-espresso: dose sufficiente a provocare un infarto al miocardio ad un bue muschiato.
Dopo pranzo sono uscito con il mio amico Andrew: un londinese conosciuto in Germania che da qualche mese si è trasferito qui a Raleigh. Nella vita si incontrano ogni tanto della persone con cui si è in sintonia e ci si capisce al volo. È strano. Ho notato che non dipende solo dalla vicinanza culturale. A volte non ci si capisce con alcune persone con cui abbiamo condiviso infanzia e adolescenza e ci troviamo invece in sintonia con altre nonostante l'educazione, la cultura e la lingua diverse. Ecco, Andrew è una di queste persone. Magari a volte si frequentano pure ambienti diversi, si hanno interessi divergenti; a volte i loro comportamenti ci fanno pure incazzare, però quell'intesa rimane.
Abbiamo chiacchierato piacevolmente camminando per tre ore abbondanti tra i sentieri di un enorme parco pieno di pini marittimi, torrenti
e laghetti. Abbiamo anche avvistato un capriolo, oltre a vari scoiattoli.
Anche la cena l'ho consumata in albergo: sea bass con una salsa piccante a base di olive, peperoni e pomodori. Inoltre ho scoperto finalmente il nome italiano di questo pesce: perchia striata. Pare che sia della stessa famiglia della spigola, che loro chiamano european bass.
Come maîtresse c'era una signora intorno ai 60 anni. Ha riconosciuto il mio chiaro accento italiano e si è presentata. Figlia di trapanesi emigrati a Nuova York. Nata e cresciuta nella grande mela. Abbiamo avuto una piacevole conversazione, ma in inglese, visto che sapeva parlare solo il trapanese.

14 commenti:

ziomassimo ha detto...

Qui siamo nel pieno della febbre natalizia che contagia tutto e tutti. Nella patria del consumismo dove ti trovi, come si preparano alla festa consumistica per eccellenza?
Condivido i tuoi pensieri sulla sintonia, succede anche a me la stessa cosa.

Attendo le tue cronache cubane.

dioniso ha detto...

Sono qui troppo confinato e per troppo poco tempo per avere una buona percezione di alcuni aspetti della realta' che mi circonda.
Ti posso dire solo che sabato il centro commerciale era affollatissimo. Ma non ho notato cosi' tante differenze rispetto ad un qualsiasi centro commerciale in Italia o in Germania: il consumismo omologa tutto e qui in particolare si raggiunge il parossismo dell'omologazione, almeno a livello commerciale. Considera che e' quasi impossibile trovare un ristorante a conduzione familiare: sono quasi tutte catene che propongono dappertutto gli stessi piatti. Forse questa omologazione infonde sicurezza in alcune tipologie umane.
Ieri finalmente ho mangiato il manzo americano. Ne avevo sempre sentito parlare. Effettivamente era una carne molto buona. L'ho accompagnata con un buon bicchiere di Merlot.

melusina76 ha detto...

Uh, mi sa che anche io a gennaio devo andare nel North Carolina... leggo quindi con piacere questi post :-)
Sembra tra l'altro che il cibo non sia così male, a parte il fatto che "perchia" non si può proprio sentire. Se ora non lo sapessi probabilmente avrei risposto al malcapitato di turno "perchia ci sarà tua sorella!" ;-)

Sebastiano ha detto...

Ciao Dioniso, anch'io ricordo una delle mie prime esperienze di "espresso" americano. Nel mio caso la parte positiva fu che il caffè era buono; il problema è che io chiesi un "double espresso"! Tornai a casa in preda a tachicardia e tremori, rimbalzando qua e là. Era il 94 e l'america era ancora un altro mondo, soprattutto per me!! Comunque, almeno a Baltimora, un buon caffè non è difficile da trovare. Ciao!!!

dioniso ha detto...

melusina76, e dove andrai esattamente?
No, se eviti i posti ben noti per il cibo spazzatura, il livello non e' affatto male. Visto che vivi in Germania penso che mi capirai se ti dico che qui almeno l'insalata non la preparano con le foglie intere: la tagliano. Sono ancora carenti sui pomodorini pero', che, come fanno putr i tedeschi, lasciano interi.

sebastiano, probabilmente e' piu' facile dove ci sono grandi comunita' di italiani. Non credo che qui nella Bible Belt ce ne siano. O magari basta solo conoscere il posto giusto. Ma comunque posso rinunciare benissimo all'espresso. Lo citavo solo come fatto divertente.

Un saluto

melusina76 ha detto...

Dovrei andare a Winston Salem, bel posticino che ricorda allegri roghi di streghe ;-)

dioniso ha detto...

E che fai a fare a Winston Salem?
Hai letto le notti di Salem di Stephen King? E' stato il suo primo libro che lessi a 14 anni: mi terrorrizzo', ma credo si riferisse ad un'altra Salem, nel Maine probabilmente.

melusina76 ha detto...

Andrò a fare quello che fai tu ;-) in missione per l'azienda.
In effetti la Salem di Stephen King è un'altra, questa è decisamente più innocua.

ubik ha detto...

Ciao Dioniso. Se pure con un certo ritardo ho letto i tuoi post dal North Carolina. Stupendi e invidiabili. L'ironia eccellente. Mi sembri in gran forma. E un poco ti invidio perchè so che è una gran bella regione. A question: mi par di capire che al lavoro le "terribili" preoccupazioni si siano eclissate...che ci dici in proposito?

dioniso ha detto...

melusina76, ci sei già stata? Dove farai scalo a Charlotte? Sei a conoscenza delle escursioni termiche che possono esserci?
Quando sono arrivato la notte scendeva sotto zero. Oggi invece c'era il sole e siamo arrivati a 27 gradi: dall'inverno all'estate in 3 giorni. In questo momento hanno anche emergenza idrica per le scarse piogge.

ubik, grazie per i complimenti. Si pare che le cose stiano girando bene: mi hanno accolto tutti molto bene e la presentazione con i pezzi da 90 e' andata bene. La mia capa, che si trova qui, pare molto contenta di me.... ma non si può mai dire. Diciamo che ho smesso da tempo di preoccuparmi. Tanto so molto bene che esistono certi eventi contro i quali si può opporre ben poca resistenza.

Oggi abbiamo avuto il pranzo di Natale di gruppo presso un "Country club" dove si gioca a golf. C'erano i dolci al buffet: mi sono sfondato. Adoro i dolci e quando c'e' un buffet non riesco a controllarmi e prendo tutto.
Domani alle 13 riparto. Sara' traumatico tornare di 5 gradi della Germania.

dioniso ha detto...

Volevo aggiungere che per raggiungere il suddetto "Country club" ho usufruito di un passaggio offertomi da un collega (l'unico che parla con un forte accento del sud: tipo padre di Big Fish).
Siamo saliti sul solito suvvone esagerato, stavo appena cominciando a godermi il tepore dei 27 gradi, quando il collega ha avuto le brillante idea di mandare l'aria condizionata al massimo.

melusina76 ha detto...

5 gradi? Scendi, scendi... il weekend ci aspettano gelate in Germania!
Cmq credo che atterrerò a Greensboro e non sapevo delle escursioni termiche! Grazie per l'info, sarà molto utile in effetti.

ziomassimo ha detto...

...alla faccia del "Country Club"!

Mi fa piacere che la situazione lavorativa ti giri bene e concordo pienamente sul fatto che, specialmente in ambito lavorativo, preoccuparsi è assolutamente inutile e pure dannoso, aggiungerei io. Te lo dice un precario "DOC"!
Buon rientro.

dioniso ha detto...

melusina76, Quasi quasi ci ripenso allora ;-)
Stamane mi sono svegliato prestissimo. Forse e' meglio cosi' almeno mi riabituo al fuso europeo.

ziomassimo, eh si' chi puo' dirlo meglio di te?