giovedì, giugno 05, 2008

Die Welle: come ci saremmo comportati noi?

Recentemente abbiamo visto il film tedesco 'Die Welle' liberamente ispirato a questo esperimento.
Il tema è: come ci saremmo comportati noi, cittadini qualsiasi, se ci fossimo trovati nella Germania degli anni '33-'45?
L'esperimento generò risultati inattesi.



Altri interessanti esperimenti sul tema:

Esperimento carcerario di Stanford

Peer pressure

Esperimento Milgram

17 commenti:

fabio r. ha detto...

curioso,... l'attenderò per vederlo. tu che ne dici? leggendo l'articolo che hai linkato cmq sembrano cose da 1984, non nuovissime...

dioniso ha detto...

1984? Sinceramente guardando il film non mi è venuto in mente Orwell. Pensandoci ora però dei paralleli ci sono. Il film è però basato su dei fatti reali ed è proprio questo ad accrescerne l'interesse.
Non è sicuramente un capolavoro del cinema, però secondo me è da vedere.

gianlu ha detto...

Scrivo questo commento perchè sembra che la testimonianza dell'esperimento di Palo Alto confuti la tesi che sto per esporre e volevo ragionarci un po' con voi.
L'altro giorno con Leo Perutz, nelle mail che ci siamo scritti discutevamo anche di nazismo. Ora l'argomento è sempre un po' scomodo e non voglio generare alcun fraintendimento.
Quindi anche se lo sapete già, lo ripeto, a me piacciono un mondo i tedeschi e la germania. Forse un giorno ci andrò a vivere, perchè credo che potrei stare lì con la mia famiglia molto meglio che qui.
Credo inoltre che la Germania sia oggi lontanissima da quel periodo.
Detto questo, la questione su cui mi pongo delle domande è se il modello tedesco, (organizzazione) possa in qualche modo aver favorito la diffusione del virus nazista.
Per fare un parallelo con l'argomento scuola tedesca, ho letto che il metter in discussione l'autorità (ad esempio quella dei professori) o il funzionamento del sistema scolastico è completamente fuori luogo per un tedesco. Non è che anche questa cosa è un po' attinente?

melusina76 ha detto...

Interessante! Mi sono divorata tutti i link. Sarebbe bello avere una versione, non dico italiana, ma almeno inglese di Die Welle.

dioniso ha detto...

gianlu, probabilmente ci sono molteplici concause che possono portare un popolo, o parte di esso, a compiere delle atroci nefandezze. Una di esse può anche essere quello che tu dici.
Io però non vedrei questo come una confutazione dell'esperimento di Palo Alto.

Quell'esperimento mostra che trovandosi in certe situazioni particolari la maggior parte della gente reagisce in un certo modo. Ovviamente possono esserci degli altri elementi che potrebbero contribuire ad accrescere gli effetti o ad attenuarli.

Probabilmente l'esperimento produrrebbe risultati attenuati se si scegliesse un campione con una tendenza alla solidarietà anarchica irrispettosa dell'autorità, rispetto ad un campione con una già consolidata tendenza all'acritico rispetto delle regole e alla non criticabilità dell'autorità.

Melusina, non so se è stato doppiato.... Forse sì.


Avete visto questa notizia?
Queste competizioni calcistiche risvegliano sempre i peggiori istinti nazionalistici e anch'io penso che i fotomontaggi siano di pessimo gusto... Però mi chiedo pure: ora dove sarebbe andata a finire la capacità di autoironia? Come funziona? L'autoironia sarebbe solo quella qualità che gli altri dovrebbero avere quando tu li prendi per il culo? E poi quando qualcuno prende te per il culo l'indignazione è unanime?

dioniso ha detto...

Non c'entra quasi nulla, ma avete letto questo articoletto della Brambilla? Sembra scritto da un esponente del PD.

ziomassimo ha detto...

...Lo dicevo io che PD e PDL erano uguali!
;-)
Effettivamente stavolta la roscia ha pienamente ragione.

ziomassimo ha detto...

dioniso, evidentemente siamo caduti tutti e due in un equivoco. In quanto non si tratta della "roscia" ma di tale Michele Brambilla.

dioniso ha detto...

Ma guarda! Mi pareva incredibile! Meno male che te ne sei accorto. Le mi certezze stavano per essere minate! ;-)

ubik ha detto...

Ehilà. Ho una notizia: sono d'accordo con Dioniso!!!
Anche io credo che sono determinate situazioni a far scattare determinati meccanismi. I Khmer Rossi ad esempio sterminarono milioni di cambogiani e con campi di concentramento, torture. Così come i Gulag (diversi dai Lager: lo so). Insomma i totalitarismi si sono diffusi e affermati sotto ogni latitudine. Una delle particolarità del nazismo è il fatto che è stato eletto democraticamente e che prese spunto ed esempio dal fascismo: altro totalitarismo cresciuto in situazioni più anarchiche: vuoi per il carattere mediterraneo e anche "anarchico" o menefreghista dell'italiano.
In genere cerco (a volte non ci riesco) a non associare un carattere ad un popolo, magari alcune caratteristiche che ne fanno anche un elemento identitario.
Ad esempio il fotomontaggio "polacco" inquieta e mi ha inquietato sapere uno degli episodi più terribili della Shoah raccontato nel libro "chi è il mio prossimo" di A. Sofri e che viene raccontato in un altro libro:
Jan T. Gross, “I carnefici della porta accanto”, Mondadori

Il 10 luglio 1941 metà della popolazione del paese di Jedwabne. in Polonia massacrò altra metà: milleseicento persone, tutti gli ebrei del paese tranne sette. Il villaggio era stato occupato dai tedeschi il 22 giugno. ma ad affogare le donne con i figli in braccio, a bruciare la barba dei vecchi, a decapitare le ragazzine, a bastonare, strangolare, scannare gli ebrei, non furono soldati tedeschi senza volto e senza nome. Furono i compaesani polacchi: compagni di scuola delle vittime, colleghi, amici.

Nel dopoguerra un processo attribuì la responsabilità dell’eccidio ai nazisti. Per sessant’anni la verità è stata tenuta nascosta. Finche Jan T. Gross, attingendo alle deposizioni e ascoltando i ricordi dei testimoni, non è stato in grado di ricostruire quell’orribile giorno d’estate: e in questo saggio shockante ha rivelato verità atroci ma ineludibili, riscrivendo così la storia del Novecento polacco. Un libro che ha riacceso il dibattito sul ruolo della popolazione civile nello sterminio degli ebrei, destinato a diventare un classico della storiogratia sull’Olocausto.

Jan T. Gross insegna Politica e studi europei alla New York University. E autore di numerose opere. fra cui Revolution from Abroad: Soviet Conquest of Poland’s Western Ukraine and Western Belorussia (Princeton U.P. 1988), e ha curato The Politics of Retribution in Europe: World War Il and lts Aftermath (Princeton U.P. 2000).
E con questo vi saluto.
Baci

gianlu ha detto...

eine frage
ma chi � michele brambilla?

fabio r. ha detto...

off topic: letto il tuo bel post sui nonni caro Bacchus... bello!! grazie per il tuo commento.

Chi non ricorda la storia sarà condannato a riviverla...

Bis bald

dioniso ha detto...

Grazie per il complimento Fabio.
Tanto per chiarire i post in questione erano questi.

dioniso ha detto...

Sto ascoltando la rassegna stampa e stanno leggendo l'articolo di Sofri sulle vicende dell'ospedale Santa Rita. Ho cercato l'articolo su Repubblica ma non l'ho trovato. Qualcuno ha il collegamento?

Mentre ascoltavo la lettura mi interrogavo se le azioni di quei medici non potessero essere messe lontanamente in correlazione con il tema di questa discussione.
Ovvero, chiunque sia cresciuto nel culto consumistico del danaro posto in certe condizioni si comporterebbe allo stesso modo?

ubik ha detto...

Te lo recupero io. Tranqilo.
Sentito bello?

Anonimo ha detto...

Il film parla di un meccanismo psicologico. Nel passato lo abbiamo visto manifestarsi con i mostri del Nazismo e del Comunismo ..
Quello che viene mostrato nel film potrebbe realizzarsi in qualsiasi momento.
La cosa impressionante è che i soggetti psicologicamente più deboli, sono proprio quelli che poi si rivelano i più pericolosi e spietati.
Un film che racconta tante cose sull'Uomo e dove l'evoluzione sia (fino ad ora) fallita.
Perchè se ci guardiamo intorno questa storia si ripete, tutti i giorni in tutto il mondo:
Per motivi politici, sociali, economici, religiosi, ma anche per motivi più banali.

dioniso ha detto...

Ciao anonimo,
sono d'accordo con te.
Torna a trovarmi.

Saluti