domenica, gennaio 04, 2009

Pane al Kamut

Essendo il nostro fornaio di fiducia momentaneamente chiuso, venerdì ho comprato il pane dal fornaio iperbiologico. Da questo fornaio non abbiamo ancora individuato un pane preferito. Ogni volta scelgo quindi qualcosa di nuovo.
Stavolta cercavo un pane non troppo scuro poiché volevo usarlo per gustare la nuova produzione di olio di Dionispapà e i pani troppo scuri sono notoriamente poco adatti a tale scopo in quanto poco porosi.
Individuo una pagnottina che pare soddisfare i prerequisiti. Chiedo alla ragazza quali siano le farine utilizzate per la preparazione della suddetta. Mi dice un nome che non conosco e neppure capisco. Percepisce il mio disorientamento. Spiega: un cereale che è una sorta di protograno (Urweizen).
Bene, la prendo!

Accanto alla pagnottina di Urweizen ce n'era un'altra leggermente più scura.
Quella invece che cos'è?
È la stessa cosa, ma con dei semi di papavero (Mohn) in superficie.
Ah! Me la sostituisca con quella, va! Un po' di papavero fa sempre bene.

Ieri sono tornato alla panetteria e mi sono fatto compitare il nome del cereale pensando che fosse un cereale noto. Kamut, dice la ragazza. Controlla una tabellina e pare che in inglese e in francese si usi lo stesso nome.

Tornato a casa ho controllato su wikipedia ed ho scoperto che si tratta in realtà di un nuovo cereale che anche in Italiano, ma anche in tutte altre le lingue del mondo, si chiama Kamut.

Come faccio ad essere sicuro che anche in tutte altre le lingue del mondo si chiami Kamut? Semplice! Si tratta di un marchio registrato della società americana Kamut International.

In realtà pare che sia una sorta di grano duro (Zucchero se ne era già accorta dal solo odore) ma più ricco di proteine e di selenio.
Il pane era molto buono, anche perché era appena sfornato, ed adatto alla degustazione dell'olio. Il fatto però che sia preparato con un cereale brevettato non è che mi piaccia molto.

17 commenti:

Gelato al limon ha detto...

ma i verio bio mangiano pane faTTI con farina di farro (dinkel). I panini da scaldare in forno di Plus sono molto apprezzati

Eva kant ha detto...

Ciao ragazzi! vi posso dare un consiglio? è una buona idea la macchina del pane, l'ho comprata un paio di anni fa ed è un piacere farsi il pane a casa (rimane un piacere andare dal fornaio di fiducia, sperimentare i nuovi, ecc)e anche noi in questi giorni stiamo assaggiando, assaggiando e ancora assaggiando l'olio nuovo della mamma di Eva Kant..
Buon anno!!

ubik ha detto...

Mi associo a Eva Kant. Per quanto riguarda il marchio il brevetto nel caso del biologico puo' rappresentare una garanzia dalle grinfie di chi vorrebbe appropriarsi del seme e modificarlo. In questo modo invece viene tutelato e difeso...vedi terra Madre di Carlo Petrini

fabio r. ha detto...

ok per il biobrot, ma se devo mangiare una bruschetta con l'oilio nuovo (come fatto stasera) uso -vivaddio - il pane di Strettura (ridente località vicino Spoleto) cotto nel forno a legna. una delle poche prove dell'esistenza di Dio...

ubik ha detto...

@Fabio:
e' perche' non conosci il pane di Allumiere...
:-)

Eva Kant ha detto...

@ Fabio: beato te! qui a Firenze il pane è senza sale ("sciocco" in fiorentino doc) e pian piano mi ci sono abituata, ma mi mancano le rosette romane! (e tante altre cose di Roma)

dioniso ha detto...

Gelato al limon,

anche nel nostro pane preferito, Bergsteigerbrot (pane dello scalatore), c'è della farina di farro. Il 60% mi sembra. Quindi non siamo veri bio, ma solo bio per quasi due teri. I panini da scaldare in forno di Plus non li conosco invece. Che sono?

Ciao Eva kant!
Buon anno anche a te!!

dei nostri amici di qui ce l'hanno e la usano. Però non mi è venuto ancora mai in mente di comprarne una. .... chissà ... in futuro ...
Invece ieri, un po' fuori stagione, e visto che avevamo provato a fare un Gelato allo Champagne con una simile a ricetta questa
L'olio nuovo di ta madre dove viene prodotto? In abbruzzo?

ubik,

per quanto riguarda il marchio il brevetto, può anche essere come dici tu, ma essendoci di mezzo una compagnia, nutro dei dubbi che lo facciano per scopi filantropico-ecologici.

fabio r.,

mi unisco a Eva Kant: beato te che puoi gustare l'olio nuovo con il pane di Strettura cotto nel forno a legna. Qui non conviene prendere il pane bianco. Non è parte della loro tradizione. Di solito lo commercializzano con il nome di ciabatta.

Eugenio Marino ha detto...

Quindi anche tuo padre, come il mio, fa l’olio? Io in questi giorni, davanti al camino, ne uso molto per le bruschette con solo aglio, olio e sale: ne vado matto.

Eugenio ha detto...

Quindi anche tuo padre, come il mio, fa l’olio? Io in questi giorni, davanti al camino, ne uso molto per le bruschette con solo aglio, olio e sale: ne vado matto.

Eva Kant ha detto...

l'olio è abruzzese, proviene dalla collina sul mare, è delicato.
com'era il gelato allo champagne?

fabio r. ha detto...

@dioniso: conosco bene il pane tedesco, per curiosità e frequentazioni..non mi dispiace la scelta che c'è in Baeckerei, devo dire. Quando abitavo ad Heidelberg (1000 anni fa') era uno spasso andare in forno e scegliere il pane ogni giorno, lo faccio ancora in Germania.
@Eva Kant: qui in bassa Umbria il pane è sciapo! c'è anche il salato ma devo dire che per tradizione resta sciapo ed anch'io lo preferisco. tra l'altro: sai perchè è sciapo? (e qui farò contento dioniso). beh, tutto è legato allo stato della chiesa, che imponeva tasse sul sale e sul macinato, così come sul commercio di uova. quindi nel 700 in Umbria (regione atipica, comunistoide ma di Santi) tolgono il sale, e poi nel '800 si inventano una pasta senza uova tipo alla chitarra, che hya nomi diversi secondo le zone. (tipo nabfricoli a Narni, o ciriole a Terni, o picchiarelli a S.gemini) ma il nome comune è Strozzapreti, appunto per rimarcare l'idea che così i preti venivano strozzati, ovvero si toglieva una tassa alla chiesa!
forte no?
saluti gastronomici!!

p.s. Dioniso: se hai tempo e voglia dai un'occhiata a questo link(l'ho scritto io)

http://www.medioevo.com/index.php?option=com_medioevocontent&task=view&id=185&Itemid=36&lang=it

Ciao

fabio r. ha detto...

p.s. scusate: errore fi battitura! la pasta a Narni viene detta Manfricoli (ovvero manis freguli, cioè sfregata, stesa a mano). sorry

Gelato al limon ha detto...

vai da Plus e nel reparto pane trovi i sacchetti di plastica con dentro 4 panini "dinkel". Piacciono. E adesso vado a fare 4 compere.

dioniso ha detto...

Eugenio,

sì, produce circa 1000 l a stagione e fa tutto da solo. Ogni anno mi ripropongo di aiutarlo un po'. Ma, una volta per un motivo, una volta per un altro, non ci riesco quasi mai...
Pure io vado matto per le bruschette con solo (moooolto) aglio, olio e sale.
Tuo padre in che zona ha le piante?

Eva Kant,

collina sul mare.... Pescara? Teramo? Chieti?
Quello sabino invece è piuttosto deciso...

Il gelato allo champagne non era male. Però secondo me la parte finale della ricetta era sbagliata. Diceva di mettere l'intruglio in un contenitore metallico precongelato da infilare nel congelatore per un'ora ricordandosi di mescolare ogni 20 minuti. A parte che abbiamo verificato che ci vuole più di un'ora. Ma adottando questa tecnica ad un certo punto si creano dei grumi (cosa che non succederebbe con la gelatiera, che mescola continuamente favorendo la cremosità), in quanto verso la fine l'intervallo di 20 minuti è troppo lungo.
Per l'eventuale prossimo tentativo proveremo a mescolare la prima volta dopo 20 minuti, la seconda dopo 10, la terza e le restanti volti dopo 5.

La ricetta completa (è facile):

Mescolare 250 ml di latte, 40 g di zucchero a velo, una scorza di limone e 2 tuorli. L'intruglio di porta lentamente a bollore e poi si aggiungono 100 ml di panna montata e un bicchiere di champagne. A quel punto la sostanza viene versata in un contenitore di metallo ghiacciato da infilare nel congelatore per un'ora ricordandosi di mescolare la prima volta dopo 20 minuti, la seconda dopo 10, la terza e le restanti volti dopo 5.

fabio r.,
quando veniamo in Italia ci manca molto il nostro Bergsteigerbrot
Non conoscevo la storia del sale. Interessante.
Appena avrò del tempo darò uno sguardo al tuo link. Oggi no. Stiamo per partire per Francoforte nonostante la neve.

Gelato al limon,
grazie per il consiglio. Ma cerco di non comprare mai il pane al supermercato. In generale cerco di farlo con tutti i prodotti che posso anche trovare da piccoli produttori locali....

Eva Kant ha detto...

@ Fabio: grazie per le notizie, anche in Abruzzo si mangiano gli strozzapreti!
@ Dioniso: la collina è a Silvi Alta, a nord di Pescara.
Pensavo di comprare una gelatiera l'estate prossima, visto il costo del gelato, il piacere di farsi le cose da sè e poi posso utilizzare alimenti nutrienti (uova e frutta biologiche, latte freschissimo), ma alcuni mi hanno sconsigliato dicendo che poi di fatto non si usa la gelatiera...boh?

dioniso ha detto...

Anche in Sabina si mangiano gli strozzapreti! Una faccia una razza! :-)

Pure Zucchero mi ha detto, ma lascia perdere, la useremmo un paio di volte e poi non sapremmo dove riporla.....
Effettivamente abbiamo la casa piena e alcuni oggetti non sono stati praticamente mai usati.

A proposito, ieri sono tornato nella panetteria super-bio. Ho detto alla ragazza che avevo controllato e Kamut si dice così anche in italiano in quanto sia il cereale che il nome sono stati brevettati da un compagnia americana. Ella mi ha risposto con quella che secondo wikipedia è la formuletta inventata dalla compagnia americana:

no, ma è un protocereale dei tempi degli antichi Egizi.

mah, da quello che ho letto io è stato brevettato da un compagnia americana.

È rimasta un po' delusa....

federico ha detto...

Ma basta con sto Kamut che importiamo in massa da Usa e Canada! come si fa a chiamarci bio etc quando facciam compiere migliaia e migliaia di chilometri a dei grani? pensate all'impatto ambientale..l'impronta ecologica che ha sto kamut! pensiamo poi che l'italia era il granaio d'europa! Mangiate SARAGOLLA! grano italiano, non ibridato.. coltivato dal IV sec dc in Abruzzo! per maggiori info: http://www.donnagnora.it/Home/IPRODOTTI/PastePaneeTaralli/Pastasaragolla/tabid/204/Default.aspx