giovedì, gennaio 22, 2009

Obama e la religione civile statunitense

Ho letto l'articolo
La religione civile di Barack di ALEXANDER STILLE. L'ho trovato interessante.
Cito uno stralcio.

Obama è diventato una specie di test delle macchie di Rorschach universale, dove ognuno vede quello che vuole vedere. Al tempo stesso, assistere alla curiosa coreografia dell'inaugurazione di Obama - per molti non americani è la prima volta - potrebbe produrre uno shock. Il giuramento sulla bibbia di Lincoln, i riferimenti a Dio, la lunga preghiera che ha preceduto il discorso del neopresidente, lo sfrontato patriottismo e il sentimento sublime di una finalità nazionale specificamente americana sembrano qualcosa di profondamente estraneo per molti europei. Oltre a esporre elementi familiari del suo programma, Obama ha fatto riferimenti specifici alla grandezza dell'America, a Dio e ai padri fondatori.

Quello a cui stanno assistendo è una tradizione retorica peculiare ma importantissima, appropriatamente definita la "religione civile dell'America". Secoli di guerre di religione hanno bandito Dio dal discorso pubblico in gran parte dell'Europa, e il flagello del fascismo ha reso il nazionalismo qualcosa di molto controverso sul vecchio continente: per questo la liturgia civica americana sembra qualcosa di arcaico ed estraneo. (Un articolo su queste pagine, appena qualche giorno fa, sottolineava l'assenza della religione civile in Italia.)
Più di quarant'anni fa, il sociologo americano Robert Bellah scrisse un saggio fondamentale intitolato La religione civile in America, partendo dai numerosi riferimenti a Dio e a un fine superiore presenti nel discorso inaugurale di John Kennedy.

.....

Naturalmente, come riconosce Bellah, la religione civile dell'America non sempre è stata usata a fin di bene. È stata usata come giustificazione per il Manifest Destiny [la "missione" degli Stati Uniti di espandersi nel continente americano], la guerra contro il Messico e per la negazione dei diritti civili e politici degli indiani. Ovviamente, George Bush ha usato una sua forma di religione civile con i suoi discorsi sull'"asse del male" e la sua affermazione che la libertà era un diritto divino che l'America aveva il dovere di diffondere in tutto il mondo.
Ma considerando la profonda forza emotiva di questo linguaggio, e alla sua capacità di fissare le priorità nazionali - la guerra alla povertà, la corsa alla Luna, i diritti civili - Obama è sempre stato estremamente abile nell'attingere al filone jeffersonian-lincolnian-kennedian-martinlutherkinghiano di questa tradizione. Il nuovo presidente cerca di sfruttare la forza di questa tradizione per contrastare la versione più nazionalistica usata da Bush, e per metterla al servizio del suo nuovo e diversissimo programma.

Non sapevo che questo concetto della "religione civile dell'America" fosse stato elaborato teoricamente. Era un concetto a cui ero un po' inconsapevolmente arrivato osservando i diversi atteggiamenti dell'americano medio messi a confronto con quelli dell'europeo medio. Ho trovato interessante leggere l'articolo di wikipedia che descrive il lavoro di Bellah.

Per quanto riguarda le sensazioni invece, a parte l'ultimo paragrafo, mi trovo abbastanza vicino ad alcune di quelle descritte da Mario Giordano in
Caro Barack, tutto qui?.
Spero anch'io che sia una mia mancanza.

Certo che la chiusura di Guantanamo è sicuramente un'iniziativa molto apprezzabile.

Staremo a vedere...

5 commenti:

ziomassimo ha detto...

A parte il fatto che grazie a questa spropositata esposizione mediatica, ne ho già le scatole piene, ma in effetti speravo anche io in qualcosa di più. Tuttavia trovarmi in compagnia di Giordano mi turba un pò, anche perchè se Obama non ci suscita le giuste emozioni, tanto meno lo farà mai il suo "padrone"...

fabio r. ha detto...

qui posso commentare (il post sulle razze è troppo impegnativo per rispondere o commentare in un blog...): ho un problema però con la tua citazione di Giordano. io IL Giornale purtroppo (per fortuna) non lo aprirei nemmeno per incartare la cacca del cane (con tutto il rispetto per la cacca ) quindi questo è - aihmè -uno dei pochi casi in cui nn posso agganciarmi ad un articolo giornalistico...
Per il resto: ho letto belle cose di Stille negli anni, e l'idea della religione civile USA la trovo intrigante.
negli stati uniti d'altronde, sin dalla fondazione, o meglio prima della stessa fondazione, in epoca coloniale, la aprola politica si è intrecciata profondamente alla paola "biblica", ed il florilegio di citazioni bibliche in discorsi pubblici (così come l'uso di giurare sulla Bibbia dai tribunali alla vita civile) è ormai nel dna stesso degli americani...

Alessandro Portelli in una delle sue lezioni indimenticabili (ah, che bei tempi...) parlava proprio della dialettica USA che nasce nella lingua dei padri pellegrini, in un inglese civile che eppure affonda le proprie radici nei sermoni, e la carta costituizionale degli USA riflette ancora questa visione utopica del futuro per un popolo di neo eletti, a partire da quel fantastico "We, the people of the united states" fino al "pursuit of happiness" sembra rompere con l'illuminismo sociale europeo mentre invece lo rende personale..

Vabbè la sto facendo di fuori... forse un giorno ne parleremo con calma magari vis a vis ad Heidelberg, senza scocciare altri lettori..

Grazie per l'aiuto sui link in anticipo, manda pure le istruzioni per dummmies a fabio.ronci@alice.it

Danke

dioniso ha detto...

ziomassimo/fabio r.

sapete una cosa?! So che vi parrà strano, ma non mi ero reso conto che si trattava del Giornale :-( Mi concedo un anglismo: shame on me!!

È andata così: ieri, mentre ascoltavo la rassegna stampa (prima pagina) di radiotre è stato letto quell'articolo e ho pensato che mi trovavo abbastanza vicino ad alcune delle sensazioni descritte. L'ho cercato con google e l'ho collegato.
Ora mi sento un po' in imbarazzo.... crisi esistenziale.... Sarò berlusconiano dentro? Noooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!

fabio r.
molto interessanti i tuoi commenti. Ti prego contiuna, non la stai facendo di fuori :-)

L'aiuto sui link te l'ho già spedito a fabio.ronci@hotmail.it ora te lo giro a fabio.ronci@alice.it
Grüße

Crazy time ha detto...

Ho letto l'articolo di Mario Giordano. L'ho trovato disfattista, scorretto, banale.

Il 20 gennaio Barack Obama e' diventato Presidente degli Stati Uniti, oggi e' il 22 gennaio. In due giorni ha deciso di chiudere Guantanamo, che e', come dici tu, un'iniziativa molto apprezzabile e ha deciso di tendere la mano all'Islam.

Ci pare poco? Dopo tutto il terrorismo psicologico dell'era Bush e dopo l'esportazione della democrazia a suon di bombe, un Presidente non guerrafondaio mi fa tirare un sospiro di sollievo di tutto rispetto.

Come ha sottolineato Vittorio Zucconi, il discorso di Obama ha puntato sul senso di responsabilita' di tutti i cittadini. Ha fatto bene, e' quello che un Presidente deve fare. Non come il nano denoantri che ci rimbecillisce di reality e ci mette tutti al grande fratello. Benvenga la sobrieta'. Il circo sta altrove. (a casa nostra, per esempio).

Qui si respira un'aria nuova, forse resteremo delusi o forse no. Intanto Obama due decisioni importanti gia' le ha prese e dobbiamo dargliene atto. Il resto si vedra', no?

un saluto

valeriascrive

dioniso ha detto...

Ciao valeriascrive, sì sicuramente.
Quello che non mi ha emozionato molto è stata la cerimonia.

Boh, magari sarò stato contagiato dal disfattismo pure io. Spero solo momentaneamente... :-)


Sei tornata alla base no?

Saluti