sabato, gennaio 16, 2010

Il deserto dei Tartari

"E a più di quarant'anni, senza aver fatto nulla di buono, senza figli, veramente solo al mondo, Giovanni si guardava attorno sgomento, sentendo declinare il proprio destino".

8 commenti:

gianlu ha detto...

Posso permettermi un "Ach quatsch"?

Su su non mi pare proprio il caso di immedesimarsi!

Arimortis ha detto...

Chissá se ci sará un luogo o un momento in cui capiremo il senso dell'essere stati qui.
Quattro passi in questi casi sono una gran terapia.

dioniso ha detto...

Ciao Gianlu!
Quella citazione conclude la pagina secondo me più bella (almeno tra quelle che ho letto finora) del Deserto dei Tartari. La pagina in cui Giovanni si rende conto a posteriori che la sua giovinezza era finita nel giorno in cui aveva cominciato a non salire più le scale a due a due.

Arimortis, sinceramente non ho idea, ma propendo più per il no.
Forse dovremmo buddisticamente imparare a concentrarci sul qui e ora e annullare il rimuginare sul passato e il proiettarsi nel futuro. Tanto sono esercizi sterili e inutili.

Sì le camminate sono delle vere terapie, ma anche la mia recente scoperta: la pizzica!
Ora, per allegerirci un po' si parte per la visione di Avatar. Fortunatamente siamo riusciti a trovare un cinema che lo proietta in lungua originale.

Abbracci!

Sebastiano ha detto...

Secondo me è quasi impossibile non immedesimarsi, e infatti sto sempre molto attento a fare le scale due gradini alla volta!

dioniso ha detto...

mah, io mi spingerei forse a provare a farne anche tre... non si sa mai ;-)

ziomassimo ha detto...

mi ricorda tanto il finale di "Bianca" di N. Moretti...

dioniso ha detto...

Non ricordo bene il finale di Bianca. È quello in cui lui si trasforma in lupo mannaro? O quello era Sogni d'oro?

ziomassimo ha detto...

Si, quello è Sogni d'oro.
Bianca finisce con lui che entrando nel cellulare che lo condurrà in carcere, pronuncia una frase molto simile a quella tratta da Buzzati, da te citata.