martedì, gennaio 25, 2011

(h)Ar(d)core

Sembra che i fascicoli della difesa dicano che durante i festini c'erano sì due ambienti, ma uno era usato per la cena e poi ci si spostava nell'altro ambiente che ospita la sala per la proiezione di pellicole d'essai e la biblioteca con scrittoi per leggere i libri prendere gli appunti.
Da voci di corridoio sembra che tra le pellicole più visionate ci fosse l'incompiuta "Il prato di Bežin", la cui proiezione in lingua originale era seguita da dibattito e singolar tenzone in cui le ragazze proponevano ed interpretavano, recitando in russo, i possibili finali mancati da Эйзенштейн (Ėjzenštejn per i non-cirillografi).

Tra i volumi della biblioteca invece sembra che il preferito fosse un antico libro proveniente da Alessandria che le ragazze declamavano in greco antico confrontandosi poi con citazioni a memoria tradotte a braccio nel dialetto della magna Grecia.
Il prezioso manoscritto ancora inedito sarebbe stato scovato da Dell'Utri, noto bibliofilo e cacciatore di inediti. Si tratterebbe dei diari di un personaggio mitologico finora sconosciuto noto come Priapo il Viagro, sovrano di (Χ)αρ(δ)κωρε. Discendente diretto del Priapo figlio di Dioniso e di Afrodite. Ma che a differenza del progenitore aveva bisogno di una pozione preparata dalla maga Circe per poter vantare le caratteristiche genetiche della stirpe priapista. Dal nome della pozione deriverebbe il soprannome di Priapo II.

4 commenti:

Knulp ha detto...

bellissima interpretazione!

dioniso ha detto...

Grazie Knulp!

Moky ha detto...

Noto del sarcasmo?? :D
Ma noooo....

dioniso ha detto...

Ma no! Ero serissimo ;-)