martedì, ottobre 14, 2008

Crimea (Крим) 14: i tartari di crimea

Martedì 9 settembre

Dopo il giro mattutino della Yevpatoria periferica saliamo sul nostro piccolo autobus prenotato da Oli e Ingrid per il giro della steppa.

La steppa è proprio piatta e arida. Mi riporta alla mente le descrizioni della recente lettura de La tregua di Primo Levi.

Cerco di immaginare come possano apparire queste distese a gennaio con neve, temperature sotto i -30° e venti gelidi siberiani...
Oli e Ingrid ci regalano invece un'altra immagine più vivace e spensierata. Dicono che in primavera queste aride spianate si vestono dei più variopinti colori della stagione degli amori.

Dopo aver viaggiato per circa un'ora attraverso questo paesaggio, senza che l'occhio si accorga molto dello spostamento, visto che il paesaggio è sempre lo stesso, giungiamo in quello che secondo l'autista è il nostro villaggio. L'ora è un po' tarda e il mio stomaco sta già pregustando il sollazzo della cucina tartara.
Senonché ci accorgiamo che Oli comincia a discutere animatamente con l'autista. Capiamo che il motivo del contendere è il villaggio dove siamo arrivati.
Secondo Oli non è questa la meta concordata.
Tutta la discussione avviene in una divertente neolingua, miscuglio confuso di russo e tedesco in cui si sentono parole russe alternate a "jetzt gehst du zurück" ("ora torni indietro").

Alla fine Oli ha la meglio e torna indietro. Altra mezzora di steppa a tornare indietro e altra mezzora di nuova strada - che sembra sempre identica alla prima - per trovare la meta.

Finalmente troviamo il locale.
Qui forse è necessario un breve riassunto di ciò che è stato il XX sec per i Tartari di Crimea.
La lingua dei Tartari di Crimea non è il russo. Parlano come prima lingua la lingua tatara di Crimea appartenente al gruppo delle lingue turche.

Pare che la loro origine etnica derivi da un miscuglio tra i Ta-ta Mongoli di Genghis Khan, i rimanenti del vecchio impero bulgaro (Bulgari del Volga), popolazioni di lingua Ugro-Finnica, i rimanenti degli antichi coloni greci della Crimea e popolazioni del Caucaso.

Il popolo tataro di Crimea prese la sua forma definitiva durante l'epoca del khanato di Crimea. Lo stato dei Tatari di Crimea – il canato di Crimea – è esistito dal 1441 fino al 1783.
Durante la maggior parte della sua storia questo Stato dipendeva dall'Impero Ottomano oppure era con esso alleato.

Nel 1783 la Russia sconfisse l'Impero Ottomano e il khanato di Crimea fu annesso alla Russia.

Questo segnò l'inizio del «secolo nero» per i tartari. L'oppressione da parte dell'amministrazione russa causò l'esodo dei Tartari di Crimea nell'Impero Ottomano. I loro discendenti costituiscono ancora adesso la diaspora crimeana in Turchia, Bulgaria e Romania.
Il padre ottantenne di una mia ex-collega rumena fa parte di questa diaspora. Dall'idea che mi sono fatto di lui dai racconti dell mia ex-collega deve essere una persona con una storia molto interessante.

Tutti, sin dai banchi delle scuole elementari, abbiamo studiato la gloriosa Guerra di Crimeadel 1853.
Beh, per i Tartari quella sconfitta causò ulteriori esodi.

Nel 1944 furono infatti accusati Da Stalin di collaborazionismo coi nazisti e furono deportati in massa nelle regioni dell'Asia centrale e in altre parti dell'Unione Sovietica.

Il numero esatto dei Tatari di Crimea non è noto con esattezza ma varie stime lo indicano tra i 5 e i 6 milioni di individui.

Nel 1989 Michail Sergeevič Gorbačëv (Михаил Сергеевич Горбачёв) permise ai tartari di tornare nella madrepatria.
Oggi la penisola è abitata da circa 270 mila Tatari di Crimea.
L'esodo pero continua. Migliaia di nuovi arrivi sono registrati ogni anno. Da quello che ho capito avviene tutto ad un livello di semiclandestinita tollerato.

Spesso i nuovi arrivati trovano un pezzo di terra più o meno adatto e cominciano a costruirvi abitazioni che almeno inizialmente sono prive di ogni infrastruttura.
Il governo cerca di intervenire come può con le proprie limitate risorse.
Il risultato è che molti di questi villaggi vengono a trovarsi in condizioni igieniche piuttosto primitive.

L'interno del ristorante sembra decente.
Immagino quindi che siamo capitati in uno di quei villaggi in cui il governo è riuscito ad intervenire.

Devo subito ricredermi quando chiedo di poter usare il bagno.
Mi mandano nel retro del ristorante e mi trovo a dover attraversare una discarica a cielo aperto.
Il ripensamento è confermato quando entro nel bagno.
L'acqua corrente non è disponibile nel villaggio. Per farmi lavare le mani Oli deve versare un secchio di acqua in un cassoncino provvisto di rubinetto.

Al mio rientro trovo la prima portata che è un dolce fritto. Lasciamo il dolce per la fine e aspettiamo le altre portate.
Nel frattempo nugoli di mosche assalgono il dolce. Zucchero ed io siamo impegnatissimi nello scacciare le mosche. I nostri commensali non sembrano dar molto peso ai simpatici insetti.
Addirittura Oli ad un certo punto ci chiede: ma vi danno fastidio?
Io penso: e che vuoi che fastidio ci diano!? Ho appena visto nel retro che cosa hanno visitato prima di lanciarsi sul dolce!

Poi arrivano una specie di ravioli di pane ripieni di carne macinata.

L'immancabile zuppa di castrato.

La comitiva gradisce molto. Anche Zucchero ed io a dir la verità....

Altra frittura.

Peperoni.

Spiedini d'agnello.
Portate dopo portare. Alla fine non ce la facciamo più. Persino i nostri baldi giovani hanno raggiunto il limite.
Rimangono molti avanzi.
Arriva il conto. Calcoliamo e convertiamo: 7€ a persona. Siamo increduli. Decidiamo di lasciargli una mancia. Si rifiutano categoricamente di accettarla.
Penso che almeno con tutti gli avanzi intatti rimasti avranno la cena pronta per tutta la famiglia.
Invece prendono una scatola, impacchettano tutto e lo danno ai nostri giovani commensali che non sembrano molto dispiaciuti.

Alla fine i ristoratori ci salutano soddisfatti.

Foto di gruppo con scatola di avanzi.

Per concludere la giornata tartara torniamo al caffè tartaro





La sera durante una passeggiata per il lungo mare assistiamo a questa improbabile interpretazione crimea dal vivo dell'Italiano di Toto Cutugno.


Ulteriori informazioni sui tartari di Crimea:

The Stalinist Penal System: A Statistical History of Soviet Repression and Terror, 1930-1953

International Recognition of Crimean Tatar Deportation and Genocide

Esempio di musica tartara su YouTube

4 commenti:

fabio r. ha detto...

bello...
certo che però pure lì col fritto non ci vanno lisci eh? io ed il mio fegato in quel luogo ci separeremmo definitivamente, penso...

ma la Tartare?

dioniso ha detto...

Sì e non solo per il fritto ;-)

La Tartare non la proponevano... oppure intendevi le Tartare. No, perché l'argomento è stato già lungamente disquisito... ;-)

gianlu ha detto...

Quindi l'autista ce stava a provà.
Vi avrà portato come minimo dal cugino....
Altra discreta mangiata comunque e con gli avanzi ci avete finito la vacanza?

dioniso ha detto...

gianlu, gli avanzi se li sono pappati i nostri giovani amici.

Saluti