domenica, aprile 03, 2011

Fave e pecorino come consapevolezza di appartenenza matematica

Lo so, sono ancora delle primizie. E di solito aspetto la stagione giusta. Ma avevo già resistito nelle due settimane precedenti e quando ieri le ho viste dal mio fruttivendolo pugliese di fiducia non ce l'ho fatta più ed ho ceduto.
In questa fine di settimana ho quindi anticipatamente goduto di uno dei miei pasti preferiti di mezza primavera: fave (pugliesi), pecorino e olio (sabini) con vino rosso (siciliano). E anche il tempo era di mezza primavera.
In verità il legume non era ancora al meglio della sua espressione olfatto-gustativa. Nonostante ciò, oltre ad un certo beneficio interiore, le fave mi hanno anche suscitato una riflessione, catalizzata forse dal Sedàra, che mi ha condotto ad una consapevolezza di appartenenza matematica. Ora ne sono abbastanza certo: non sono un pitagorico! Credo di avere tendenze più cognitiviste.
Per maggiori dettagli sui rapporti tra fave, pitagorismo e cognitivismo vedi: Ma i numeri esistono veramente? O sono solo una nostra invenzione?

3 commenti:

juhan ha detto...

Purtroppo le fave da noi (West Padagna, quelli di Cota) le fave sono state abolite: simbolo di tempi grami e --dai diciamola tutta-- dei terroni, peccato.
In compenso sono state riscoperte dall'agricoltura biologica come alternativa alla soia, contaminata dalle pratiche GM.

fabio r. ha detto...

la goduria delle godurie, tra aprile e maggio on mangerei altro (e spesso lo faccio...)!

dioniso ha detto...

juhan, vabbè dai! qualche speranza ce l'avete ancora.

fabio! Bentornato!
Neppure tu sei un seguace della scuola pitagorica eh!?