martedì, febbraio 28, 2012

I libri elettronici e l'odore della carta: paronomasie artistiche?

Carta, inchiostro e Divina Commedia. In che rapporto stanno questi tre oggetti? 
Forse in questo caso i primi due oggetti sono un mezzo per poter fruire del terzo oggetto? Un po' come la pellicola e la tela su cui essa viene proiettata stanno a La corazzata Potëmkin?  Non proprio. Ma non è facile trovare una metafora calzante.

Seconda domanda: ma che odore ha la carta? No, perché ho appena aperto un libro e non ho sentito nessun odore. Sono arrivato a percepire qualcosa solo dopo aver appiccicato il naso alla pagina. E non sono raffreddato. Dite che ho bisogno di un otorino?

Terza domanda: ma esiste veramente qualcuno che compra un libro basandosi sull'odore della carta? No, perché io ho tanta nostalgia dell'odore pungente della pergamena. E che dire di quelle meravigliose miniature. 
Basta vado a creare il gruppo facebook: "Gutenberg deve morire"! 
Che c'è?! 
Ah, Gutenberg è già morto... Vabbe'...

13 commenti:

dioniso ha detto...

Riporto un interessante commento da Google+

Marco Fulvio Barozzi - Una volta tanto sono in disaccordo. La carta ha un suo odore che l'estimatore sa riconoscere e apprezzare. Nella mia copia dell'Inferno colgo un bouquet di frutta di bosco esposta al vento di mistral, con un retrogusto tanninico e persistente. Pertanto si sposa testi forti, con carni alla griglia (i dannati) e cacciagione (il veltro). Da leggere a 18°C.
14:40

Juhan ha detto...

Intanto La Corazzata Potëmkin probabilmente la vedi su un monitor, di questi tempi. Per il libro è diverso; a costo di sembrare uno che vuole farsi pubblicità dai un'occhiata all'ottava immagine di questo post: http://okpanico.wordpress.com/2012/02/13/visto-nel-web-13/ (sì l'ho copyata).

dioniso ha detto...

Fantastica:
tablet_sumero.
Posso rubartela e aggiungerla al post?

Moky ha detto...

Infatti: di cosa odora la carta, se non dell'aria che la circonda? Piu' che dell'odore della carta, uno puo' parlare del rumore della pagina sfogliata... Magari uno dice "mi manca l'odore della carta", quando invece intende le memorie associate al leggere un libro di carta (la mamma che ti leggeva un libro prima di addomentarti, tu che leggevi un libro di poesie d'amore nella speranza che la tua ragazza dicesse di si'... e ovviamente quando dico "tu", non intendo specificamente te, Dioniso..)

Forse abbiamo paura di sentirci antiquati... cosi' come i sumeri vs. gli egiziani... :)

Luciano ha detto...

preparati alla mia replica :-)

dioniso ha detto...

Oddio! La replica di ubik noooooo!!!! :-)

Juhan, l'immagine l'ho inserita poi. Spero non ti dispiaccia.

dioniso ha detto...

Moky, sì, infatti. Ma la nostalgia si esprimerà magari sulla voce di mia madre, sul fatto che si addormentava e continuava a leggere dicendo cose sconnesse (capitava a mia madre). E di certo il bimbo di oggi la cui madre gli leggesse un libro elettronico non vivrebbe esperienze inferiori. Così come tutti gli esempi da te citati.

ubik, ce dovemo rassegna'! Nun me fa er Sumero! T'ho già detto che parli come Bessarione da Trebisonda. ;-)

Luciano ha detto...

Dionisè, la gente non si è rassegnata ai totalitarismi, figuriamoci se alcuni di noi si rassegnano. Come ho cercato di spiegare qui http://gliecologisti.wordpress.com/2012/03/01/e-book-considerazioni-impopolari/
in realtà i Sumeri sono gli estimatori dei libri digitali, visto l'entusiasmo per tavolette e simboli, icone che un tempo erano geroglifici...

Luciano ha detto...

http://gliecologisti.wordpress.com/2012/03/01/e-book-considerazioni-impopolari/

dioniso ha detto...

Infatti, infatti. Abbasso lo stalinismo del digitale!
Sì, sì lo dicevo pure su FB: il cerchio si è chiuso e siamo tornati alle tavolette. La mummia dell'Eufrate boy starà esultando.
Comunque non è mia intenzione ingaggiare una battaglia tra partito digitale e partito cartaceo. Ho letto a volo d'uccello le tue osservazioni. Alcune sono valide, altre secondo me un po' meno. Ma proprio per questo io continuo a leggere anche libri cartacei, nelle situazioni che più si addicono ad essi, ma non per questo mi rifiuto di usare i grandi vantaggi che il formato elettronico offre. Da quello che scrivi mi pare pure che traspaia il fatto che tu abbia studiato bene la teoria, ma forse ti manca un po' la pratica. Sembra che tu quell'oggetto lo rifiuti un po' a priori. Padronissimo di farlo. Visto che siamo amici però ti dico che secondo me ti stai perdendo qualcosa.

dioniso ha detto...

Per completezza riporto quello che avevo scritto subito dopo l'acquisto dell'iPad: Perché mi piace l'iPad? iPad o portatile? - elibro.... Contiene una discussione che coinvolge anche l'argomento libri elettronici.

Luciano ha detto...

ho approfondito, ma anche toccato se t'interessa, cioè ho valutato l'ipotesi e me lo sono anche fatto prestare da un mio collega. Da questo credo che proprio non mi piacerà.
Riguardo alle tesi meno convincenti lo penso anche io che ci sono dei punti che vanno affrontati meglio da parte mia, ma era una bozza di appunti che mi servono acnhe da promemoria per eventuali sviluppi futuri.
Da amico comunque rispondo alla tua gentile premura: a me piace perdermi delle cose.
Il post lo avevo letto a suo tempo e me lo sono riletto in questa occasione.
Sullo stalinismo digitale, bè devo dire che questo davvero si esercita con una persuasione asfissiante e di ogni minuto e sul web poi si autocostruisce di un mito autoreferenziale con venature nerd o geek dipende :-)
Comunque non fa per me.

dioniso ha detto...

Vabbe', ho capito 'a sottile metafa. Mi asterrò da future rotture di ***** :-)