domenica, novembre 21, 2010

Figure retoriche: adynaton

L'adynaton: è una figura retorica il cui nome deriva dal greco ἀδύνατον e significa "impossibile". Esso è un metalogismo che consiste nell'evidenziare l'assoluta irrealizzabilità di un evento attraverso la constatazione della maggiore probabilità che ne accada un altro assolutamente impossibile, descritto con una perifrasi iperbolica e paradossale.

Esempio:

« È più facile che una Trota comprenda la teoria delle stringhe, che un presidente del consiglio residente ad Arcore si dimetta. »

22 commenti:

juhan ha detto...

Grazie per la spiegazione, s'impara sempre qualcosa. Io però avrei scritto "il Trota".
E il Berlüsca mi sa che ce lo teniamo almeno fino alla settimana dei tre giovedì (modo di dire piemontese, equivalente delle calende greche).

dioniso ha detto...

Grazie a te per il suggerimento Juhan, ma così la "metafa" è più sottile no?
Bello il detto piemontese. Potrebbe sostituire l'antecedente della trota ed essere trasformato in adynaton.
Con la stessa funzione retorica viene usato un detto del mio paese. Che recita: "Quanno Pasqua vè de maggiu a ficora fiurisce e a mula parturisce". Si capisce? (allitterazione)

juhan ha detto...

dubbio sulla ficora (tentativamente il fico).
Quello mio in versione originale suona "la smana di i tre giobia" dove la "n" è come un in francese.

paopasc ha detto...

Ottimo e abbondante Dioniso, ottimo e abbondante. Mo' provo subito i bottoni di condivision.
peccato che Juhan mi abbia rubato la battuta che mi era "sorta spontanea" non appena ho letto il pezzo.
Ma siamo sicuri che sia un detto valido? cioè: sei sicuro che il trota non comprenda la teoria delle stringhe?

juhan ha detto...

Sono indaffarato con i post sul tuo dialetto. Non ci sono per nessuno. Paopasc non ti genare, vai con il piemontese, se porta.

dioniso ha detto...

Juhan, sì, la ficora è il fico. Ed è anche usata con un ovvio significato allegorico. Ma l'avrai capito leggendo i post sul mio dialetto. Ti sono piaciuti?
"La smana di i tre giobia" con la "n" nasale?

paopasc, Grazie! Visto che per condividere il post specifico devi andare proprio sulla pagina del post, altrimenti condivide tutto il blog.
No, non sono sicuro che una trota non possa comprendere la teoria delle stringhe. Ma allora ti potrei rispondere: siamo sicuri che un cammello non possa passare per la cruna di un ago?
Pare poi che in verità si sia trattato di un errore di traduzione. Non si trattava di un cammello ma di una cima.
Tu parli qualche dialetto?

juhan ha detto...

Sì n nasale. Certo che mi sono piaciuti, ho seguito anche parecchi link. I dialetti e le lingue sono una delle mie passioni (anche se parlo solo un po' di piemontese e 'tagliano).
Invece per quanto riguarda le stringhe sono a livello del Trota, quello DOC. Va detto che per l'argomento sono n00b/niubbo sto solo leggendo l'Universo Intelligente di B. Greene, interrotto per un'altra pizza galattica: anathem di N. Stephenson.
OT: bello il tuo blog, molto vario; ah! sono anche a dieta (sovrappeso), tienine conto ;-)

fabio r. ha detto...

bell'esempio, calzante direi, molto più della cruna e del cammello...

dioniso ha detto...

juhan, come ti sarai accorto dialetti e lingue sono anche una delle mie passioni (oltre al sabino parlo abbastanza bene pure il romano, che è piuttosto unico come caratteristiche tra i dialetti laziali).
Per quanto riguarda le stringhe sono a livello Trota pure io. E non ho in programma miglioramenti per ora.
Grazie per il complimento sul blog. Sì è vario. È una mia caratteristica quella di fare tante cose, ma tutte male :-)
Mi dovrò astenere da post gastronomici allora. E pensare che oggi abbiamo mangiato questo risotto alla melagrana e volevo pubblicare la ricetta, visto che mi sono accorto di non averla ancora pubblicata. Tra parentesi, Zucchero ha superato se stessa. Il risotto era delizioso.

fabio r., bentornato! beh, certo! Vuoi mettere la trota col cammello?

juhan ha detto...

Ma no, pubblica le ricette: a leggerle non fanno ingrassare, poi tanto io non so cucinare. Inoltre: anche un mio collega (tanto tempo fa) chiamava Zucchero la sua morosa; poi questa ci ha preso gusto e ha cominciato a firmarsi Zukki.

dioniso ha detto...

E il diminutivo di Zukki qual'era?
Ora provo a chimarci anche la mia. Vediamo come reagisce :-)

juhan ha detto...

Ho capito a cosa alludi ma da noi non avrebbe senso, almeno fin quando installi la lingua italiana ;-)
Anche perché Zukki è già un diminutivo, o no?

dioniso ha detto...

Vero, era già un diminutivo. Ma un diminutivo di orientamento anglofono. Volevo italianizzarlo :-)

Come si chiama da voi l'ortaggio?

juhan ha detto...

Cusòt. I bambini (dagli anni '70 non parlano più dialetto) usano cusotti come i francofoni huitant per 80.

ziomassimo ha detto...

Dioniso: devo dire che, per come ti conosco, è vero che fai tante cose, ma non è altrettanto vero che le fai tutte male, anzi. Anche perchè quello semmai sono io, non "rubarmi" le incompetenze!
;-)
"di dieci cose fatte, te n'é riuscita mezza" diceva Lorenzo jovanotti Cherubini.
:-)

Sapevo anch'io dell'errore di traduzione del cammello e della cruna: pare infatti che in verità fosse riportato il termine "kamilos", appunto "cima" ovvero corda. Infatti é l'etimologia del termine genovese, storpiato nel tempo, "camallo", che sono coloro che al porto sono adetti alle cime delle navi. Esteso poi più comunemente a tutti gli operai portuali.

dioniso ha detto...

Ammazza! Non sapevo di questa tua passione
per la filologia greco/aramaica

ziomassimo ha detto...

:-) mi prendi in giro...
ti assicuro che il mio é solo nozionismo ed innata curiosità!

dioniso ha detto...

beh, quantomeno un nozionismo approfondito. È una cosa di famiglia allora :-)

Blùm ha detto...

Bello questo post, dioniso. Io al massimo posso contribuire con "se il mi' nonno aveva le rote era un carretto". Ah, poi Furio li ha mangiati quei due cachi: a fette, come le mele. Ha detto che erano pure buoni. Grazie!

dioniso ha detto...

Ciao Blùm, garzie!
Sì, lo avevo sentito e conosco pure la variante romana un po' più scurrile: "se mi' nonno c'aveva 10 palle era 'n bigliardino" (ora magari ziomassimo interverrà per farmi notare l'imprecisione semantico-sintattica del mio romanesco ;-)

Bene, fammi sapere se hai bisogno di altre consulenze ortofrutticole :-)

ziomassimo ha detto...

La frase è corretta, salvo per quel GL che in romanesco deve diventare necessariamente j: "BIJARDINO".
;-)

dioniso ha detto...

ziomassimo, io t'ho provocato e tu me te magni! :-)
Infatti! C'ho pensato dopo averla scritta. Avrei potuto eliminare il mio commento e riscriverlo. Ma così avrei evitato questo piacevole dibattito.
Ebbene sì, quella "GL" (che poi non è pronunciata come una "gli" italiana) tradisce le mie radici burine! C'hai ragione tu! A Roma se dice "BIJARDINO".