martedì, settembre 06, 2011

Muia

Eratocle si era conquistato la prima fila e dall'inizio alla fine della cerimonia i suoi occhi erano rimasti puntati su di lei.
A quindici anni il suo corpo era già quello di una donna. Un'incantevole giovane donna. Somigliava a sua madre ma la sua bellezza era più prorompente. I lunghi e folti capelli corvini le scendevano fino ai larghi fianchi. A volte qualche ciocca di quei lucidi fili di seta andava ad intrecciarsi con le sue lunghe ciglia: splendide cornici di grandi occhi neri come una notte di tempesta. Le ciocche più ribelli arrivavano talvolta a sfiorarle il generoso seno. Le labbra rosse e carnose si stagliavano sulla pelle nivea e profumata come un papavero in un campo di gigli. Ogni parte del suo corpo era in armonia con tutto il resto. Persino quella lieve peluria sul labbro superiore.
Per la cerimonia che le avrebbe assegnato il titolo di matematica, Muia aveva voluto indossare il peplo turchese, quello che esaltava al meglio i suoi colori e le sue forme giunoniche. Due belle spille d'argento a doppia spirale fermavano l'abito sulle spalle e una cintura color zafferano, visibile solo sul lato aperto, lo fissava alla vita producendo eleganti drappeggi. Ad adornare le orecchie della ragazza due piccoli dischi d'oro cesellati con motivi floreali erano fissati ai perni che trafiggevano i suoi lobi e da ognuno dei due dischi pendeva un delicato cono, anch'esso d'oro, con superficie modellata a spiraloide. Sandali nuovi di pelle nera fasciavano i suoi graziosissimi piedi. Eratocle avrebbe saputo descrivere ogni minuscola porzione di quelle splendide candide dita.
A presiedere la cerimonia c'era Ippaso. Pitagora aveva preferito farsi sostituire visto che tra i divenendi matematici c'era anche sua figlia.
- Scordatela! - Il commento sussurrato da quella voce, che riusciva a mantenere una profonda sonorità anche se mormorata, lo fece trasalire. Eratocle, torvo in viso, si voltò. Dietro di lui vide l'enorme figura di Milone che lo sovrastava.
- Non vedi come guarda Ippaso? - continuò Milone.
- Di chi stai parlando!?
- Come di chi sto parlando? Di Muia. Non è lei che hai continuato a fissare per tutto il tempo?
- Ti sbagli! - Ora anche il bisbiglio di Eratocle andava facendosi più sonoro. - E poi è ovvio che Muia guardi Ippaso. Visto che lui sta per nominarla matematica.
- Si vede che con le donne hai poca esperienza, Eratocle.
Troppo presi dal loro bisticcio, Milone ed Eratocle non si erano accorti che Ippaso aveva smesso di parlare e li stava fissando.
- Eratocle e Milone! Avete qualcosa d'importante da discutere? Qualcosa d'interessare da condividere con noi? - ed allargò teatralmente le braccia ad indicare il vasto pubblico.
- Nulla d'importante Ippaso - tagliò corto Milone.
- Bene, allora possiamo continuare - disse Ippaso mentre il rimbombo della voce di Milone andava spegnendosi.

11 commenti:

Juhan ha detto...

Secondo me non dovrebbe essere possibile interrompere così.

Titti ha detto...

Giusta ed energica autorevolezza! Interessanti gli orecchini...ottimo spunto per una mia prossima creazione (salvo l'immagine).
Grazie per avermi ricordato che quello che gli americani chiamano "post" (la parte di un orecchino che trafigge l'orecchio) e che io, pur scervellandomi non sono arrivata a capo di niente, si chiama PERNO!
La cosa buffa è che sto imparando i termini tecnici in inglese senza sapere i corrispettivi italiani. E il vocabolario non mi aiuta.

dioniso ha detto...

Infatti quello è solo un frammento Juhan. Come ti è sembrata la descrizione di Muia?

Ciao Titti, che cos'è a possedere "giusta ed energica autorevolezza"? Tutto il pezzo o qualcosa in particolare?
Mi fa piacere averti fornito uno spunto. Poi dovrai mostrarmeli però :-)

Juhan ha detto...

A Piubés le ragazze sono tutte così, forse un po' meno mediterranee.

dioniso ha detto...

Come a Macondo?

Titti ha detto...

L'autorevolezza di Ippaso che mette in riga i due disturbatori.

Oddio, te li dovrò mostrare? In che guaio mi sono cacciata....

dioniso ha detto...

Be' dai, almeno una foto... :-)

Moky ha detto...

Leggendo l'inizio ho pensato "gesummaria, ora Dioniso si e' dato alla scrittura dei romanzi rosa!!".. poi ho capito... Potresti pero', per arrotondare lo stipendio, sviluppare una serie di libri lussurio-matematici, magari dandoti uno pseudonimo tedesco come autore, per non rovinarti la carriera seria che hai (?)....
Io confesso che ho, on occasion, trascorso momenti rilassati e sorridenti leggendo libri per cui sono stata presa abbondantemente in giro dal marito... Leggerei volentieri le avventure erotiche di Muia, Ippaso e Eratocle!!!!...

E ho avuto la fortuna di vedere alcuni dei gioielli di Titti e sono BELLISSIMI (per me)... Spero proprio che faccia degli orecchini ispirati a quelli della foto...

dioniso ha detto...

Ciao Moky.
Ottima idea! Un nuovo genere. L'eromatematica. Dici che venderei? Mi resta solo da trovare uno pseudonimo :-)

Yuki aka Prisma ha detto...

A una prima lettura la descrizione di Muia mi è sembrata un po' ridondante e carica, ma poi, leggendo il seguito, il tutto appare come scaturito dal punto di vista di Eratocle e ogni parola scelta ci racconta la sua infatuazione per la ragazza.
Questo assaggio preannuncia che in questo intreccio ci saranno ben altri triangoli, oltre a quelli pitagorici! Sono curiosa di leggere il seguito :)

dioniso ha detto...

Un po' barocco eh!? Sì, me l'ha detto pure Zucchero.

Il triangolo no! Non l'avevo considerato!