domenica, novembre 21, 2010

Figure retoriche: adynaton

L'adynaton: è una figura retorica il cui nome deriva dal greco ἀδύνατον e significa "impossibile". Esso è un metalogismo che consiste nell'evidenziare l'assoluta irrealizzabilità di un evento attraverso la constatazione della maggiore probabilità che ne accada un altro assolutamente impossibile, descritto con una perifrasi iperbolica e paradossale.

Esempio:

« È più facile che una Trota comprenda la teoria delle stringhe, che un presidente del consiglio residente ad Arcore si dimetta. »

venerdì, novembre 19, 2010

Presentazione mondiale

Sto lavorando alla presentazione per il mio viaggio americano di dicembre. Inizialmente mi era stato detto che sarebbero stati invitati solo i membri di un dipartimento. Una settimana fa mi è stato comunicato che sarebbero stati invitati i membri di due dipartimenti. Adesso ho appena ricevuto l'invito alla partecipazione mandato dalla segretaria americana. È stato inviato alla lista "Worldwide". E dice che la presentazione sarà trasmessa in diretta in mondovisione e pure registrata.
Ora, cari colleghi americani, vabbè che sono migliorato negli ultimi anni, ma vi vorrei fare presente che state parlando con uno che fino a qualche anno fa era divorato dall'ansia se doveva parlare davanti a più di quattro o cinque persone.
Madonna che stress! Consigli?

Pasta con crema di broccoli siciliani, salmone e pinoli

Era da un po' che non mi cimentavo in questa ricetta. Dall'ultima volta saranno passati 5-6 anni. L'ho riprovata affidandomi alla mia memoria. Sono sicuro quindi che sarà piena di rivisitazioni e contaminazioni. Zucchero ha apprezzato molto la mia riedizione. Dopo qualche settimana di ripetizioni si è però stancata. Per evitare di lasciare la ricetta di nuovo parcheggiata per altri 5-6 anni la riporto qui.

Ingredienti (per due):
2-300 g di broccolo siciliano sbollentato, 100 g di salmone affumicato, un paio di cucchiai di pinoli, olio d'oliva di buona qualità, cipolla, aglio, peperoncino, sale.

Preparazione:
Sbollentatate i broccoli per un minuto circa. Separate le cimette più piccole. Fate appassire la cipolla in una padella con 2-3 cucchiai d'olio a fuoco bassissimo. Aggiungete quindi i broccoli sbollentati e lasciate cuocere coperchiando per 12-13 minuti aggiungendo poca acqua bollente all'occorrenza. In una padella più piccola scaldate mezzo spicchio d'aglio spezzettato a fuoco super-bassissimo.

Aggiungete quindi i pinoli e le cimette più piccole. Frullate il contenuto della padella più grande. Mescolate il frullato con il contenuto della padella più piccola. Ripassate brevemente la pasta in padella con la salsa aggiungendo i pezzetti di salmone.

martedì, novembre 16, 2010

Pane burro e ....

Pensavo che pane burro e philadelphia fosse l'ultima frontiera. Di recente invece sono venuto a sapere che c'è anche chi, come Futuro e libertà, sta oltre. Con pane burro e nutella.

domenica, novembre 14, 2010

Carnevale della Matematica #31

L'edizione numero #31 del Carnevale della Matematica la troverete sul blog Science Backstage di Gianluigi Filippelli. Blog che vi consiglio di frequentare indipendentemente dal Carnevale della Matematica. In questa edizione a coadiuvare Gianluigi c'è un'ospite d'eccezione: il Cappellaio Matto.

Il mio contributo viene introdotto troppo generosamente in questo modo:

Ed eccoci a uno dei contributi più attesi, o almeno io lo attendevo con trepidazione, visto il bel lavoro che, con la matematica (e non solo) fa sul suo blog (ricordo ciò che fece per il Carnevale russelliano). Ovviamente il buon Dioniso prosegue con la sua serie Numeri e Geometria attraverso la storiaLa fine del medioevo e l'inizio del rinascimento: il Regiomontano. L'episodio ruota o parte se preferite dalla caduta di Costantinopoli e dalla sua importanza per la storia della matematica. Spero che siate abbastanza curiosi da voler approfondire l'argomento andando a leggere direttamente l'articolo di Dioniso.


L'edizione natalizia, la numero #32 del 14 dicembre, sarà ospitata da Annarita Ruberto sul blog Matem@ticaMente.

 Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale

Pagina fan del Carnevale su Facebook

lunedì, novembre 08, 2010

Wiedergeburtstag

Cito di nuovo l'ignoto signore che sulla spiaggia di Ostia stappava la sua quinta bottiglia di vino: ....


 ... "e sò cinque!"

domenica, novembre 07, 2010

World Wide Web, Ragnatela Mondiale o Megaragnatela? - la lingua nella comunicazione scientifica

Qualche mese fa ho letto "Le parole di Einstein - Comunicare scienza fra rigore e poesia" di Daniele Gouthier ed Elena Ioli.
Tra gli interessanti temi trattati dagli autori c'è naturalmente anche quello linguistico. Essendo io un neo-crusc semipentito, sono stato particolarmente stimolato dal tema della contaminazione linguistica e dell'attuale passività dell'italiano rispetto all'inglese.
Gli autori introducono l'argomento riportando il frammento di un'immaginaria conversazione tra due scienziati in un laboratorio: "Non va bene! La gaussiana che hai tracciato non fitta quell'insieme di dati che hai plottato. Il range dei valori è troppo piccolo. Ci serve altro input".
Anche nel mio ambiente, quello delle aziende informtatiche, conversazioni analoghe sono all'ordine del giorno. Mi è capitato addirittura di sentir dire "deletiamo (delete) quei file". Per non parlare poi, in ambito più generale, dei famigerati miscion e lochescion. Ed entrando nell'ambito dei termini inglesi usati a sproposito: gadget, trolley, outing e molti altri. Linguaggio che in una mia lettura precedente viene definito "il prestigioso linguaggio manageriale" con cui "ci s'illude d'essere avveniristici, mentre non si fa altro che risuscitare il linguaggio dei vecchi medici ciarlatani che sulle ricette scrivevano aqua fontis invece di acqua e il malato si sentiva subito meglio".

Gouthier e Ioli affermano che "la traduzione pedissequa di parole come to fit, adattare, to plot, costruire un grafico, nei fastidiosi anglicismi non aiuta a fare chiarezza e denota una certa povertà lessicale". Se tra gli specialisti la comprensione si realizza senza intralci, "quando il fruitore del messaggio diventa un pubblico che non condivide la stessa specializzazione, ecco che il ricorso ad una simile terminologia rende un cattivo servizio e alimenta la confusione".
Sarebbe secondo me auspicabile che il comunicatore si ponesse una domanda: quanti italiani capiscono l'inglese? Una stima nasometrica molto ottimistica potrebbe arrivare al 20%. A questo punto il comunicatore dovrà quindi decidere se rivolgersi principalmente ad una minoranza di meno di un quinto della popolazione del proprio paese oppure se cercare di rivolgersi anche a quella parte meno linguisticamente dotata.

Ma il comunicatore potrebbe spingersi oltre e riflettere sulla passività dell'italiano rispetto all'inglese e sulla mancanza di coraggio nel proporre e far circolare novità linguistiche.

"Per arginare il rischio di sottosviluppo e decadenza della lingua nazionale è importante avere il coraggio di proporre e far circolare novità linguistiche, nella consapevolezza che l'ambiente e la pratica ne decreteranno o meno la permanenza" attraverso una selezione naturale. "La passività dell'italiano è tanto più preoccupante poiché è grave che una comunità scientifica non senta la necessità di disporre di parole nella lingua nazionale per esprimere una parte significativa della propria cultura". Pur mantenendo un certo grado di consapevole apertura alle contaminazioni esterne, "dovrebbe essere sentito come un imperativo quello di accogliere il conio di nuovi termini piuttosto che il semplice prestito da altri bacini linguistici".
"La scienza appartiene all'esperienza collettiva e deve entrare a far parte del dibattito intellettuale nella lingua nazionale, pena la riduzione di quest'ultima a reperto semifossile, incapace di divenire strumento di pensiero e di cultura moderni".
Mi sentirei di aggiungere che molti termini irrinunciabili del nostro attuale patrimonio linguistico collettivo sono nati proprio attraverso la  coraggiosa proposta di neologismi. Coraggio che non manca sicuramente nel mondo germanofono dove ad esempio l'uso del calco semantico viene praticato sin dai tempi dei primi contatti tra cultura germanica e cultura classica greco/romana. Ma la maggior parte delle volte non sarebbe neppure necessario lo sforzo di coniare e proporre un neologismo. Spesso sarebbe sufficiente una semplice traduzione.

Un altra considerazione interessante è quella del potere evocativo delle parole. Ad esempio nella mia mente di fruitore italiano dilettante della domenica, il termine passeggiata evoca qualcosa. Mentre il termine walk non evoca nulla. E allora perché usare random walk al posto di passeggiata aleatoria? L'espressione buco nero evoca immediatamente un immagine, l'espressione black hole no.
Concludo con la citazione dell'iniziativa Le magnifiche cinque (traduzioni), di cui sono venuto a conoscenza attraverso l'articolo Il Cogitario Fuffatico di Egolalipazia, come esempio di incoraggiamento alla proposta e alla circolazione di novità linguistiche.

venerdì, novembre 05, 2010

Cose nostre: maratona per la legalità, ricordando il sindaco Angelo Vassallo

Riporto e rilancio questa iniziativa. Copiata dal blog Michele Dotti.

Venerdì 5 novembre 2010 (dalle 20 alle 24), esattamente a due mesi di distanza dal brutale assassinio del "sindaco pescatore" andrà online "a rete unificata" una straordinaria maratona per la legalità.
..
Cose+nostre+logo.jpg"Cose nostre: per la legalità e la cultura, ricordando Angelo Vassallo", questo il titolo della diretta, alla quale io avrò il grande onore di portare un mio personale contributo.
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Per l'occasione sarà attivo questo sito (cosenostre.tv) che raccoglierà adesioni, testimonianze di solidarietà, segnalazioni e denunce di illegalità. La diretta sarà trasmessa anche su tutte le micro web tv aderenti e rilanciata dai grandi network editoriali italiani ed esteri.

Provenzano rimpiazza Lenin

Cari comunisti, e soprattutto voi giudici, mi dispiace comunicarvelo, ma avete perso anche questo di primato.

martedì, novembre 02, 2010

Berlusconi e le intercettazioni

"Presenteremo un provvedimento di iniziativa parlamentare..."  "L' ultilizzo di questo strumento dovrà essere limitato al terrorismo internazionale, alle organizzazioni criminali, alla pedofilia e agli omicidi..."
Quindi per quanto riguarda le intercettazioni nei suoi confronti non dovrebbe cambiare nulla.

venerdì, ottobre 29, 2010

Viaggio verso l'ignoto

Chissà come riemergeremo tra tre giorni....

Multiculturalismo e integrazione

Sempre più spesso, e soprattutto a queste latitudini, mi capita di sentire la parola "integrazione" usata in un modo che mi turba. E non mi riferisco all'integrazione matematica.
Ieri mi è capitato di sentire una citazione di Patrick Savidan (filosofo francese). Ri-cito e reinterpreto a memoria: "L'integrazione non dovrebbe essere intesa come assimilazione ma come un processo basato sul rispetto reciproco".

Definizione presa dal dizionario:
integrazione: fusione fra diversi gruppi etnici e razziali.

Fusione! E non assimilazione! E tanto meno annullamento!

Viagracrazia: la nuova frontiera dopo plutocrazia e mediacrazia

È motivo d'orgoglio essere cittadini di un paese che è da sempre all'avanguardia nella ricerca e nella sperimentazione di nuovi modelli socio-politici. Faro ed esempio in un mondo senza più ideologie e punti di riferimento. Voltaire, Diderot, Franklin, Jefferson e Tocqueville ci fanno un baffo!

Bungagiorno!

giovedì, ottobre 28, 2010

Le 10 regole di Chomsky sulla manipolazione dell’informazione

Riporto qui queste 10 regole di Chomsky sulla manipolazione dell’informazione in quanto sono piuttosto in tema con il discorso sull'egemonia sottoculturale.

  • La prima norma è la “strategia della distrazione”. Dice Chomsky: «Consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. E’ anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, dell’economia, della psicologia». 
  • Seconda norma è quella che potremmo definire “falso problema/risposta demagogica”: «Si crea un problema, una ‘situazione’ prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desidera far accettare. Ad esempio si possono lasciar dilagar la violenza urbana e i disordini sociali, oppure creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici». 
  • Terza norma è la gradualizzazione delle soluzioni politiche, e quindi «Per far accettare una misura inaccettabile basta applicarla gradualmente, col contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta». 
  • Quarta norma è quella dello spostamento nel tempo: «Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento». 
  • Quinta norma è il comunicare ai cittadini come fossero bambini. «La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, questa tenderà, con una certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico: come quella di una persona di 12 anni o meno». 
  • La sesta norma è quella che definirei “patemica”. «Sfruttare l’emozione – afferma Chomsky – è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette di aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti». 
  • La settima, è la progettazione e gestione di un’ignoranza diffusa. «La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori». 
  • E questa norma è legata a doppia mandata con l’ottava. Quella che prevede che il pubblico mediatico si convinca che «è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti. E che questi sono valori positivi e condivisibili». 
  • La norma numero nove è quella del “senso di colpa”, e quindi: «Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto-svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è ribaltamento né rivoluzione, non c’è nessuna possibilità di cambiamento in senso democratico» 
  • L’ultima norma, la numero dieci, è quella che possiamo definire del “doppio binario della conoscenza scientifica”. Per Chomsky il vero potere consiste nel conoscere compiutamente i predicati psicobiologici del pubblico (mediante gli assoluti progressi della biologia, della neurobiologia e della psicologia applicata), e poter confidare sul fatto che i cittadini (scientificamente analfabeti) non siano in grado di conoscere sé stessi.

mercoledì, ottobre 27, 2010

Zuppa di ceci, farro e porcini

La scorsa fine settimana mi ha visto impegnato nell'ideazione e nella sperimentazione di questa ricetta. Il risultato non è stato affatto male. Inoltre il piatto è molto adatto per questo periodo. Sia per gli ingredienti che per il calore interiore che esso effonde.

Ingredienti (per 4 porzioni):
1 litro di brodo di verdure, 100 g di ceci, 150 g di farro, 150 g di porcini, salvia, rosmarino, timo, uno spicchio d'aglio, olio extravergine d`oliva, parmigiano, sale e pepe

Preparazione:
Lasciate i ceci in ammollo per 12 ore circa. Cuoceteli per 45 minuti nella pentola a pressione. Scolateli e metteteli da parte. Lasciate il farro in ammollo per un paio d'ore. (Nota del 2015: provare a cuocere il farro in acqua e solo gli ultimi 5 minuti nel brodo) Quindi scolatelo e versatelo nel brodo in ebollizione. Nel contempo soffriggete a fuoco bassissimo in 1-2 cucchiai d'olio mezzo spicchio d'aglio con la salvia, il rosmarino e il timo. Dopo 3-4 minuti aggiungete i ceci. Alzate leggermente la fiamma e lasciateli soffriggere per altri 3-4 minuti. Versateli quindi nella pentola con il farro e il brodo in ebollizione. Complessivamente il farro dovrà cuocere per 30 minuti circa (a meno di indicazioni diverse). Soffriggete a fuoco bassissimo in 1-2 cucchiai d'olio il resto dell'aglio. Dopo un paio di minuti alzate leggermente la fiamma, aggiungete i porcini e lasciateli cuocere per 5-6 minuti. Versateli quindi nella pentola con il farro e i ceci.
Servite la zuppa con una cucchiaiata di parmigiano e del pepe macinato fresco.

lunedì, ottobre 25, 2010

Avetrana e Tg3: Il rispetto del lenzuolo bianco

Ieri sera guardavamo il Tg3. Tra le notizie non poteva certo mancare l'aggiornamento da Avetrana. E fin qui nulla di anormale. Quello che mi ha dato molto fastidio però è stato il fatto che abbiano trasmesso gli audio degli interrogatori di Michele e Sabrina Misseri che contenevano la confessione "dettagliata e tormentata" dell’omicidio.
Il commento che ho fatto è stato: ma che cosa aggiungono questi audio a quello che già sapevamo? Qual'è il loro scopo se non quello di aumentare gli ascolti alimentando la morbosità?
Da una testata come il Tg3 ci si aspetterebbe un po' più di sensibilità.
Poco fa Zucchero mi ha letto questo articolo di Mario Calabresi: "Il rispetto del lenzuolo bianco". Mi è piaciuto molto, lo condivido e inoltre include quella riflessione che facevamo ieri sera.
Neppure Repubblica e Corriere ci hanno risparmiato quegli audio.

domenica, ottobre 24, 2010

Museo vichingo Lofotr (Lofoten - Norvegia 20)

8 giugno 2009

Ci rimettiamo in viaggio verso Borg. Ci hanno consigliato di visitare il museo vichingo Lofotr. E anche questo consiglio si rivelerà ottimo.
Il museo è stato pensato come la ricostruzione della più grande casa vichinga mai trovata in Norvegia (83 metri). L'ipotesi è che la casa appartenesse ad una famiglia molto ricca e che fosse abitata anche da una folta schiera di servitù e di schiavi.

Una ragazza italiana molto preparata ci accompagna attraverso la visita,
Con il supporto di studi archeologici si è cercato di ricostruire tutto con materiali e tecniche dell'epoca: dai costumi che indossano le guide,
agli strumenti di lavoro...
Ai tessuti.
Da notare la svastica
Ai telai.
Usavano esclusivamente la lana. Per una vela erano necessari circa dieci anni di lavoro.

Ai cibi.
Con lo stoccafisso in primis naturalmente. Sembra che i vichinghi ne caricassero enormi quantità nelle loro imbarcazioni per i lunghi viaggi. Si conservava per anni. Lo consumavano anche crudo frantumandolo a martellate.
Divinità della fertilità

Cinghiali
Zucchero che scappa dalle gelide acque del Mare di Norvegia (circa 5°). Dopo aver visto Zucchero non posso resistere e mi cimento anch'io nel pediluvio glaciale. Ed esperisco una strana sensazione: appena entrato sento l'acqua molto fredda, ma penso: tra qualche secondo mi abituerò. Dopo una decina di secondi la sensazione di freddo diventa insopportabile e si deve scappare.
E pensare che ci sono gruppi che si incontrano in inverno per farsi il bagno!

Dopo i sollazzi balneari ci rimettiamo in viaggio per Svolvær. Giunti al porto ci accommiatiamo da F ed M e nella fila per l'imbarco conosciamo A ed E: un'altra coppia di sposini in viaggio di nozze. Sono di Lecco.
Ci imbarchiamo quindi verso le 21 sulla Vesterålen. L'equipaggio si rivelerà molto più gentile di quello della Midnatsol.

Giornate precedenti ....