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sabato, marzo 24, 2012

Nuntio vobis gaudium magnum: Habemus Pomum!

Ne è spuntato uno! Esattamente 21 giorni dopo la semina.
E ora dovrò cercare di dare le giuste cure a questa prima pianta di Rubinette affinché possa resistere fino all'inverno per essere trapiantata nel terreno di mio padre in Sabina. Juhan, mi servono consigli!

Da notare anche il recente frutto dello Jalapeño, i cui semi prelevai da una donazione del mio amico Marcello.

sabato, marzo 03, 2012

Se son meli spunteranno

È da una decina d'anni che faccio la spesa al mercato del quartiere. E dopo una serie di approssimazioni successive ho trovato il mio fruttivendolo preferito. Per la verità si tratta di una preferenza relativa. Infatti nel quartiere confinante c'è n'è uno che mi piace di più. E se poi ci spostiamo verso gli acquisti diversamente ecologici, c'è anche il mio amato fruttivendolo italiano.
Ad ogni modo, quello che volevo dire è che dal primo di questi fruttivendoli, dopo altre approssimazioni successive, ho trovato il mio tipo di mela preferito. Dolce ma non troppo e molto aromatica. Solo di recente, dopo anni che la mangiavo, mi sono chiesto come si chiamasse. E mi è anche venuta l'idea di comprarne una piantina a piantarla nel terreno si mio padre in Sabina.
Sono così venuto a sapere che la varietà si chiama Rubinette. Ho chiesto quindi alla fruttivendola se vendevano anche le piantine. Dopo una telefonata con il principale la signora mi ha reindirizzato presso la Bioland Baumschule Frank Wetzel.
Oggi pomeriggio mi sono quindi inoltrato per i campi di Neuenheimer Feld ed ho raggiunto la scuola. Lì ho appreso che le Rubinette sono state selezionate e brevettate da uno svizzero. E il signore mi ha detto che a loro non conviene comprarle, visto che la scuola commercia principalmente il risultato delle proprie selezioni e che per aver senso dal punto di vista economico dovrebbero ordinarne almeno un migliaio di piante.
Mentre tornavo a casa deluso e infelice un pensiero ingenuo ha attraversato la mia mente: ma se mangiassi una mela, togliessi i semi e li piantassi in un vaso otterrei delle piantine? Detto fatto. Tornato in casa ho avviato l'esperimento. Riuscirò a farla al brevettatore svizzero? Seguiranno aggiornamenti.

sabato, ottobre 16, 2010

L'abete della mia infanzia

Dopo il requiem per Banano dello scorso anno ora tocca ad Abete. (Anno di ecatombi botaniche questo 2010!)

Mi è giunta notizia che Abete è rimasto vittima dei lavori di rifacimento del piazzale condominiale della casa dei miei nonni. Lo avrebbero tagliato in quanto le radici "avrebbero potuto danneggiare le fognature".
Fu il maresciallo della guardia forestale a regalare quell'abete a mio padre quando io avevo intorno ai tre anni. Lo tenevamo in vaso sul balcone e nel periodo natalizio lo spostavamo in casa e lo addobbavamo. Poi in una primavera della mia preadolescenza venne trapiantato nel piazzale della casa dei miei nonni. Mi piaceva credere che avessimo la stessa età. Mi piaceva osservane la crescita. Ed ero abbastanza certo che sarebbe vissuto molto più a lungo di me.
Maledetti assassini di abeti!

venerdì, maggio 21, 2010

Nature morte: un ecatombe botanica

Quest'anno, nonostante le amorevoli cure (forse meno amorevoli degli altri anni?), abbiamo avuto una moria di piante alcune delle quali ci accompagnavano da anni.

Pino domestico: il più amato. Nato da un pinolo regalatomi da Zucchero nel 2005. Era il simbolo di una rinascita. La sua dipartita mi ha addolorato e inquietato.

Nespolo: nato da un seme intorno al 2001-2002.

Fico: acquistato lo scorso anno.

Rose: acquistato tre o quattro anni fa.

Rosmarino: prontamente rimpiazzato da rametti fatti germogliare in acqua su consiglio paterno.

Tulipani: acquistati quest'anno per Zucchero.

...eppure l'inverno non è neppure stato tra i peggiori. Che sarà stato? I primi effetti della profezia Maya?

mercoledì, maggio 13, 2009

Mesti aggiornamenti botanici: epitaffio a (o requiem per) Banano

Africa me genuit, Heidelberg rapuere, tenet nunc Discarica.

Un terribile incidente ha funestato la nostra giornata portandoci via, dopo più di due anni di felice convivenza, il nostro caro Banano.

Qui potrete ammirarlo quando era appena un neonato.

Nella foto a lato lo potete ammirare quando era un virgulto e, a poche settimane di vita, ci lasciava ancora incerti sulla sua natura. Come avevo scritto qui, la piantina nacque da un vaso in cui avevo seminato sia una palma reale, i cui semi provengono dal Jardin Botánico de Cienfuegos, che un banano.
Dopo aver combattuto e vinto la sua prima titanica battaglia di selezione naturale nella guerra tra poveri che lo vedeva contrapposto alla comunista Palma Reale - penso che Banano avesse delle tendenze più anarchiche - era spuntato lui: Banano.

Nel resto delle fotografie potete ammirarlo:

da adolescente,

quando aveva raggiunto la maturità,

nel pieno del suo vigore,

dopo il primo incidente invalidante,

e infine nella sua ultima dimora.

Da queste pagine si può leggere tutta lasua storia.

Addio Banano! Ti abbiamo amato!



Requiem æternam dona ei, Domine,
et lux perpetua luceat ei.




Fuori tema: Un saluto a Beatrice.

lunedì, marzo 02, 2009

Colazione e balconaggio

Sabato mattina ero molto assonnato. Mi sono alzato un po' più tardi del solito. Sempre in tempo comunque per la mia spesa del sabato mattina prima che la folla esca di casa.

Ho inforcato la fida (ma nemmeno più tanto) Dulcinea e come al solito ho cominciato il giro con la panetteria di fiducia (nella foto) comprando due muffin ai mirtilli (fuori stagione, lo so), una briosche, un panino ed un einback (una sorta di maritozzo di pasta lievitata).

Ho proseguito il solito giro passando per la boulangerie francese, dove ho comprato due croissant e un tortino valparaiso (mousse di cioccolata fondente con sommità laccata con la medesima, cuore di mousse di cioccolata bianca, su una base biscottata).

Quindi il solito giro al mercato (nella foto), dove avevo poco da comprare. Ho preso solo un paio di teste d'aglio, un cosciotto d'agnello per il pranzo della domenica e del pesce (Heilbutt bianco, che si è poi rivelato una sòla, meglio quello normale) per la cena.

Tornato a casa ho preparato il caffè, il mio amatissimo tazzone di latte, la spremuta con le arance rosse siciliane e disposto i vari pezzi a tavola. Ci siamo concessi questa abbondante colazione. È stato molto piacevole.

Nel pomeriggio mi sono dedicato alle mie amate piante inaugurando i lavori della svasatura primaverile (anche se della primavera si è percepito un lontanissimo e timidissimo sentore solo negli ultimi due o tre giorni).
Il banano, essendo cresciuto troppo, necessitava di un vaso più grande.

Purtroppo quattro delle fragilissime foglie si sono irrimediabilmente danneggiate durante l'operazione ed ho dovuto amputarle.
Zucchero era nel nostro salotto, usuale dimora del banano. Mi ha visto uscire in tenuta da giardinaggio con quella pianta enorme (prima della cura) e rientrare con quella triste lontana parvenza del banano che fu (dopo la cura).
Una prima espressione di perplessità si è disegnata sul suo volto, per poi trasformarsi in una divertita risata.

Oltre al banano ho fornito di una nuova casa anche i famigerati habaneri: il jamaicano e i tre messicani. Con loro fortunatamente l'operazione è riuscita meglio.... almeno per ora. Dovranno passare sempre quelle due tre settimane di adattamento alla nuova dimora per poter dare la sentenza definitiva...

sabato, agosto 02, 2008

Nature Morte (Aggiornamenti botanici: un vizio di famiglia)

Per l'atmosfera vacanziera
che pervade la blogsfera
lascio a tutti questa schiera
di recenti nature morte
(anche se non proprio tutte)
paian belle oppure brutte

Pesto di pomodori secchi, frutta secca, peperoncino, aglio e olio.

Fico d'India con neofoglia.

Peperoncino messicano orgoglioso di aver confutato l'attribuzione marcelliana di sterilità.

Famigerato habanero affetto da gelosia.

Germogli di stelle alpine generate da semi di Vipiteno.

Banano heidelberghense.

Pomodori da balcone dionisiaco-zuccherino.

Rosmarino, alloro, maggiorana, timo, nespolo, menta romana, abete, pino domestico, peperoncini calabresi, dragoncello, salvia, origano.

Fiorentina biografica.

Fiorentina in cottura.

Fiorentina quasi cotta.

Porzione residua di Fiorentina.

Dionispapà innaffiante il suo orto indossando una delle vecchie magliette psichedeliche dionisiache.

Sezione pomodori 1.

Zucche castagna(*) (Hokkaido).

Bieta rossa(*), basilico e fagiolini.

Sezione pomodori 2 e fagiolini viola(*).

Sezione peperoni e melanzane.

Zucchine gialle(*) e verdi affettate e sbollentate in acqua e aceto da Dionismammà che vengono disposte nei cestelli dell'essiccatoio regalato da Zucchero e Dioniso a Dionispapà per il suo ultimo compleanno e che vengono lasciate essiccare per ore a temperatura tra i 35° e i 40°.

Nota: Viste le temperature odierne, ho suggerito a Dionispapà un comportamento ecologico; e cioè sistemare l'essiccatoio sul balcone e lasciarlo andare con la sola ventola accesa: senza resistenza.

(*): nati da semi tedeschi

sabato, marzo 15, 2008

Aggiornamenti botanico-ortopedici

Questa settimana mi sono dedicato un po' alla piante. L'imminente primavera impone i lavori di potatura, svasatura e semina.
Tra le altre cose ho quindi regalato una nuova e più ampia dimora (anche se esteticamente un po' carente) a Beniamino (foto di novembre) e all'incognito (foto di novembre). A novembre dissi che l'incognito potrebbe essere un banano. Ne sono sempre più convinto.
Inoltre Beniamino ha pure subito una potatura che non è piaciuta molto a Zucchero.
L'habanero è sofferente, ma spero che i tepori primaverili lo rinvigoriscano.
Infine, nel vaso grande che potete vedere di fronte al banano, ho seminato dei pomodorini da balcone.

Ieri invece ho avuto un piccolo incidente. Stavo andando come al solito in piscina in bicicletta. Piovigginava. Al semaforo rosso ho commesso l'errore di frenare curvando. La bicicletta ha slittato e mi è sfuggita di mano. Sono caduto di ginocchio ai piedi di una ragazza. Le due paia di pantaloni che portavo sono rimaste intatte, ma non la mia pelle. Mi sono procurato una sbucciatura che forse supera per dimensioni pure quelle della mia infanzia. Penso che per un po' di giorni non potrò né nuotare, né fare la camminata nordica e né correre. Se si aggiungeranno poi le mega-abbuffate dell'imminente Pasqua italiana, penso che la mia forma ne risentirà pesantemente.