martedì, marzo 29, 2011

Falsi terremotati a Forum: un emblematico esempio di egemonia sottoculturale

Falsi terremotati a Forum
Dalla Chiesa: una menzogna
L'assessore contro gli elogi «organizzati» per il premier sulla ricostruzione


La falsa aquilana di 'Forum' conferma "C'era un copione". E chiede scusa - Repubblica.it
www.repubblica.it
Parla la protagonista della puntata che ha recitato l'elogio della ricostruzione, ma era una falsa moglie di un falso marito. E soprattutto non vive all'Aquila. Le scuse ai cittadini anche dal vero marito. Mediaset respinge le accuse alla Dalla Chiesa di GIUSEPPE CAPORALE

Se vi andate a leggere L'egemonia sottoculturale di Massimiliano Panarari troverete delle interessanti chiavi di lettura per comprendere casi come questo: si confezionano una storia ed una realtà fittizzie e le si danno in pasto alle masse teledipendenti per convincerle della bontà delle loro classi dirigenti.

11 commenti:

Moky ha detto...

Incredibile! Questo e' il vero Grande Fratello...

paopasc ha detto...

Ma il rischio è insito in ogni forma di governo o il rischio è maggiore laddove non vi è egemonia culturale?

dioniso ha detto...

Moky, in qualche modo sì. Anzi è peggio perché più subdolo.
Le trasmissioni dichiaratamente politiche non hanno il potere persuasivo che hanno invece queste trasmissioni di intrattenimento. In altre parole, Santoro, Gad Lerner e la Gabanelli non convincono nessuno. Chi guarda quelle trasmissioni lo fa o perché la pensa già in un certo modo, oppure perché vuole avere conferma di quanto è fazioso Santoro.
Invece, come dice anche Mereghetti, la casalinga di Voghera che guarda forum non ha i meccanismi di difesa attivati e questo tipo di messaggi subliminali la rendono inconsapevole vittima di una subdola persuasione

paopasc,
credo che il rischio sia insito in ogni forma di governo moderno. Vedi anche Stati Uniti e neocon.
E sicuramente il rischio è maggiore laddove non vi sia egemonia culturale.
Semplificando molto l'interpretazione di Panarari, tra gli anni 50' e 80' in Italia c'era l'egemonia culturale di ispirazione gramsciana. Dove l'intellettuale avrebbe dovuto educare, emancipare e far prendere coscienza alle masse. Dagli anni '80 in poi invece l'egemonia culturale di ispirazione gramsciana è stata rimpiazzata con l'egemonia sottoculturale di ispirazione gelliana e prassi berlusconiana; in cui tecniche simili ma con strumenti molto più potenti vengono usate per persuadere le masse che la realtà in cui vivono e i propri governanti siano i migliori possibili ed il modello a cui aspirare.

dioniso ha detto...

Risposta di paopasc:
si, indubbiamente è vero: la politica è persuasione. Ma lo è anche l'ideologia. Il problema è ancora più generale di quanto si possa pensare e ha a che fare proprio con lo spuntarci di un'idea in mente: quanto è nostra e quanto è manipolata dagli altri/eventi?

Moky ha detto...

Le trasmissioni politiche italiane sono si una noia fuori dal normale...
Qui io ADORO le trasmissioni di Jon Stewart ("The daily show") e quella di Stephen Colbert "The Colbert report", sul canale Comedy central; sono entrambi stand-up comedian che parlano delle notizie del giorno con un twist satirico, quella di Colbert anzi e' una parodia delle trasmissioni di Fox News, quindi fa finta di essere anche lui un republican, destrorso e religioso-sono-meglio-di-te. Sono trasmissioni ad altissima popolarita', di intrattenimento ma anche altamente educative ed informative: rido come una matta ma mi stimolano a pensare e mi hanno decisamente reso molto piu' attiva ed attenta in campo politico di quanto non lo fossi in Italia. Niente pero' donnette scosciate e sculettanti come le veline di Striscia la Notizia: al loro posto hanno sempre ospiti di altissimo livello, scienziati, politici (che "grigliano" con le loro domande ed umorismo), autori, artisti... insomma, intrattenimento e educazione in uno!
Tu credi che trasmissioni cosi' sarebbero possibili in Italia? Ci vorrebbe la presenza di canali "privati" indipendenti, come Comedy central...

dioniso ha detto...

paopasc,
si, indubbiamente è vero: la politica è persuasione. Ma lo è anche l'ideologia.
Sicuramente.

Il problema è ancora più generale di quanto si possa pensare e ha a che fare proprio con lo spuntarci di un'idea in mente: quanto è nostra e quanto è manipolata dagli altri/eventi?
Bè, sì, l'argomento è sicuramente molto più complesso di quello che si possa esprimere in un postarello come questo. Però penso che ci siano molteplici livelli di inconsapevolezza nel farsi persuadere

Moky,
A quali trasmissioni politiche italiane ti riferisci? Io non generalizzerei. "Anno Zero", per quanto lo si possa accusare di faziosità non mi sentirei di definirlo noioso. "Report" è un programma di approfondimento fatto molto bene. Poi ci sono le trasmissioni più di intrattenimento tipo "Parla con me" e "Che tempo che fa" che non sono affatto male. E sono tutte trasmissioni RAI (tre nello specifico). Ma anche L'infedele di Gad Lerner su La 7 è una bella trasmissione.
Forse tu ti riferisci a delle trasmissioni specifiche?

Per quanto riguarda trasmissioni che parlano delle notizie del giorno in modo satirico, purtroppo, a quanto ne so io, credo ci sia solo Striscia la notizia del subdolo Ricci. Che su altri livelli (più sottili) lavora come Forum, per convincere altri settori del pubblico delle stesse cose.

Ospiti di alto livello, come tu dici, li si trova spesso da Fazio e dalla Dandini ( "Che tempo che fa" e "Parla con me" )

paopasc ha detto...

Come avrai notato Dioniso, avevo cominciato una serie di post sulla persuasione (per ora ce n'è uno) che vorrebbero sfociare in una definizione di come fa a spuntarci in testa un'idea. Perchè anche ammmesso che molti si lascino condizionare/convincere c'è pur sempre qualcuno a cui è venuta in mente l'idea una prima volta. Anche qui si potrebbe opporre che una contro-idea è pur sempre emanazione dell'idea originale alla quale ci si contrappone. Ora, vediamo nel dettaglio. Tu dici (o meglio, lui dice): egemonia sottoculturale. Ma è peggiore o migliore dell'egemonia culturale (l'anti-Berlusconismo è egemonia culturale, p.e.)?
Potresti rispondere: l'egemonia culturale, di qualunque origine, approfondisce maggiormente i temi e, in definitiva, o fa meno danni o dà più benefici, rispetto all'egemonia sottoculturale. Questo perchè ogni acculturazione rende la visione più complessa e la complessità è una descrizione migliore dei fenomeni sociali e naturali.

dioniso ha detto...

Hai interpretato il mio pensiero meglio di me :-) .... Oppure sono vittima di una sottile e subdola persuasione paopasciana? :-)
Sì, cercherò di non perdermi la tua serie.

dioniso ha detto...

A proposito. Ti eri accorto di queste nuove funzionalità di blogger?

paopasc ha detto...

Si, le avevo (intra)viste e...si, sei vittima di una subdola influenza paopasciana.
In più: tu ed io potremmo agire in tandem. Io preparo (in tempi biblici, s'intende) un'ipotesi credibile di cosa diavolo è l'umana ragione (o chiamala come ti pare, che ancora non c'è mica una definizione) e tu la formalizzi.
A quel punto diventa inattaccabile.

dioniso ha detto...

Mi hai persuaso di nuovo. :-) Affare fatto!