martedì, agosto 28, 2007

La cucina di Dioniso e Zucchero

Eulinx mi ha passato un meme. Si tratta di fotografare e descrivere la propria cucina.
La prima fotografia mostra il pezzo di cui andiamo più fieri: i fornelli a gas.
E che avranno di così speciale?! Si chiederanno i miei amici italiani. Nulla, se contestualizzati in un ambiente italiano: sono dei normalissimi fornelli presenti in milioni di appartamenti italiani. Se conoscete però qualcuno che vive in Germania, provate a chiedergli che tipo di fornelli ha in casa. Nella quasi totalità dei casi la risposta sarà: Elektroherd natürlich! E cioè i famigerati fornelli elettrici che per un paio d'anni hanno minato il nostro sistema nervoso e minacciato pericolosamente la nostra passione per la cucina. Dopo avere bruciato pentole e aver toccato con mano la schiacciante superiorità della cucina a gas abbiamo deciso di liberarci del pesante (e questo posso dirlo con cognizione di causa, visto che l'ho trascinata a mano per sei rampe di scale con l'aiuto del povero Manuel che capiva quando dovevamo fermarci dall'intensità della tonalità di rosso che colorava il mio volto) fardello. Bisogna aggiungere che noi siamo riusciti a passare al gas perché abbiamo la fortuna di vivere in uno dei pochissimi appartamenti della città che possiedono la conduttura che permette di utilizzare il gas in cucina.
Per il resto la nostra cucina non ha nulla di speciale, anzi, diciamo che è una composizione/accozzaglia di diversi pezzi comprati in occasioni diverse. Inizialmente pensavamo di rimanere in questo posto per due anni al massimo e tendevamo quindi a circondarci di arredamento e accessori provvisori ed economici. Quando ci siamo resi conto che le cose stavano andando diversamente abbiamo cominciato a fare acquisti che soddisfacessero di più le nostre esigenze.
Qui vedete la bistecchiera da fornello che io ho voluto comprare da IKEA per cercare subdolamente di rimpiazzare (senza successo) la sottostante bistecchiera elettrica tanto amata da Zucchero ma altrettanto temuta da me.
Sopra la bistecchiera a destra c'è la pentola per la cottura a vapore presa con dei punti e regalataci da mia madre. Sotto invece c'è il mio adorato termometro da cucina con sonda, che ha un intervallo di misurazione che va dai -200° ai +200°. Lo uso principalmente per controllare le temperature di frittura (che non superino mai il punto di fumo!), degli arrosti e del frigorifero. È una mia mania, lo so, Micheluccia! Ma so anche che altri lettori apprezzeranno. ;-)
Questo è il mobiletto- scolapiatti progettato da Domenico e costruito dallo stesso e da Leonardo con l'umile apporto manuale di Zucchero ed io. Altra particolarità germanica: non si trovano i veri scolapiatti. Grazie ai nostri amici siamo riusciti ad avere il nostro scolapiatti all'italiana introvabile qui.
Questo invece è il nostro vecchio scolapiatti sul quale scorgerete la Mukka, usata ormai solo quando vengono i miei, e i nostri piatti da ospiti di Caleca - regalo di nozze.
Qui vedete all'opera uno strumento che Zucchero mi ha fatto conoscere qualche mese fa e ho imparato ad apprezzare molto: il leccapentole. L'ho usato domenica per leccare i residui della mia piccola produzione di marmellata di more. Qui "leccare" va inteso nel suo senso letterale. È un vizio che ho sin da bambino e rappresenta uno dei miei piccoli piaceri: ripulire le pentole e mangiare i resti. Di solito mi servivo di un cucchiaio, ma ora ho scoperto questo efficientissimo strumento.
In questa fotografia potete scorgere il gratì e il frullatore multiuso, fondamentale nella preparazione dell'hummos. Qui invece c'è la nostra piccola lavastoviglie, sulla quale potrete riconoscere la nostra usatissima brocca filtrante Brita e l'aceto che usiamo al posto degli anticalcare e dei brillantanti chimici. Infine questo è il nostro scaffaletto porta spezie, questo è il nostro blocchetto per le liste della spesa, questo è il nostro piccolo frigorifero, questo è il ripiano alla sinistra dei fornelli dove si scorge l'usatissima bilancetta digitale e questo è lo scaffaletto porta tisane.
Passo il testimone del meme a qualsiasi lettore che abbia voglia di raccontare la propria cucina. Se lo raccoglierete vogliatemi lasciare un commento, così sbircerò le vostre cucine.

giovedì, agosto 23, 2007

La festa

È stata una giornata faticosa ma molto piacevole. Sono stato proprio contento di aver organizzato questa festa e di essermi impegnato per renderla piacevole ai numerosi amici e parenti accorsi al mio invito.
L'organizzazione è cominciata con diverse settimane di anticipo, ma i giorni di maggiore - direi quasi estenuante - impegno sono stati giovedì sera, venerdì e sabato.
La giostra è cominciata giovedì pomeriggio con la spesa, lo spezzettamento delle olive e il dissalamento dei capperi per la pasta (15 porzioni) e il farro (30 porzioni). Il venerdì mattina è proseguita con: viaggio in auto verso il mio ufficio per ritirare i 25 chili di carne dal cuoco della nostra mensa, trasporto della stessa verso il posto della festa, ritorno a casa, pranzo, preparazione del farro anche in versione vegetariana, della pasta e dell'hummos (15 porzioni).
La sera c'è stata la cena prefestiva, con le avanguardie di arrivi dall'Italia, presso la Kulturbrauerei. Questa birreria è la nostra preferita. Portiamo sempre lì gli ospiti che vogliono provare la cucina e la birra tedesca.
Pare che si siano divertiti sia gli adulti che i bambini.
Sabato sono andato a ritirare i 5 filoni di pane e la "forma" di panini. Nel contempo Zucchero preparava i paninetti sia con salame e prosciutto che nella versione vegetariana.
Verso mezzogiorno ho fatto il primo viaggio verso il posto della festa trasportando fuochisti, interpreti, vino e cibarie. Gli aiutanti hanno cominciato ad accendere il fuoco, preparare la bruschetta e grigliare le costatine di abbacchio neozelandese.
Verso le 13:30 ho fatto il secondo viaggio trasportando altri aiutanti. Verso le ore 14:00, orario di inzio ufficiale, ci sono stati i primi arrivi indipendenti, che hanno cominciato a prendere confidenza con il luogo.
Più tardi è arrivata zucchero portando i paninetti (visibili tra i due ospiti barbuti).
Verso le 17:30 eravamo tutti: quarantasei adulti e nove bimbi, e c'era proprio una bella atmosfera; la povera cameriera addetta alle bevande non ha avuto più tregua e io ero ormai in uno stato di ipereccitazione organizzativo/intrattenitoria che non mi consentiva di seguire una conversazione per più di un minuto.
Più tardi c'è stata la pausa calcetto, che ha coinvolto sia gli adulti che i bambini. Non è mancato neppure l'infortunio con corsa in ospedale, veloce riparazione e ritorno.
La festa si è protratta fino all'imbrunire quando gli ultimi invitati ci hanno lasciato riportandosi sacchetti contenenti Würste, filetto di maiale e dolci di mia madre, tra cui dei pezzi di una crostata di ottima marmellata casereccia di arance.
Il giorno successivo abbiamo portato i bambini allo zoo. Da citare la condivisione dello spazio abitativo di scimmie e capre, e l'orso in posizione plastica.

mercoledì, agosto 15, 2007

Piccolo Mondo e pasta fredda

Ieri sera, dopo anni e anni, ci siamo finalmente imbattuti in un ristorante italiano di Heidelberg la cui cucina non ha ceduto a facili, convenienti e discutibili contaminazioni. Non solo si astengono dal proporre atrocità come l'insalata con i peperoni turchi condita con la Remoulade o la pizza Hawaii, ma usano solo pesce fresco (persino i frutti di mare sono freschi), cucinano con gusto e come ciliegina sulla torta i gestori sono simpatici. La signora che ci serviva proviene dall'Etiopia ed è probabilmente la moglie del signore che cucinava e la madre dell'altro cameriere.
Uniche critiche: tra gli ingredienti della carbonara figurava la panna e mancava l'olio a tavola (fatto comunque normale in Germania).
Abbiamo preso l'insalata di mare ed il pesce era tenero, fresco e gustoso, condito con un olio d'oliva decente. Zucchero ha poi preso le fettuccine con gli scampi, io degli spaghetti con cozze, vongole e calamari; come secondo la spigola e infine un sorbetto al melone. L'unica cosa che non ci è piaciuta molto è stato il sorbetto. La serata complessivamente è stata molto piacevole.
Il ristorante si chiama "Piccolo Mondo", Klinkgenteichstr. 6, (06221) 602999

Per concludere propongo un altro piatto totalmente estivo nella cui preparazione in abbondanti quantità sarò impegnato nei prossimi giorni: la mia versione della pasta fredda.

Ingredienti: (per 4 persone)
250 g di fusilli, 2/300 g di pomodorini maturi, 10 olive nere, 7/8 cucchiai di olio d'oliva, 375 g di mozzarella di bufala, 1 piccolo spicchio d'aglio, una manciata di capperi siciliani sotto sale, basilico, sale e pepe.

Preparazione:
Versate in una ciotola i pomodorini tagliati a metà e salateli. Aggiungete le olive snocciolate e spezzettate, l'olio, la mozzarella tagliata a cubetti, lo spicchio d'aglio schiacciato o a pezzettini e i capperi dissalati.
Cuocete la pasta e scolatela 1/2 minuti prima rispetto al tempo di cottura riportato sulla confezione. Lasciatela riposare un paio di minuti irrorando con un po' d'olio e infine versatela nella ciotola.

lunedì, agosto 13, 2007

Spaghetti alla puttanesca

Questa ricetta è uno scrigno che custodisce gli odori dell'estate e i bei ricordi romani. È stata una delle prime ricette che Zucchero ha cucinato per me quando abbiamo cominciato a frequentarci. Continua ad essere uno dei miei primi preferiti.

Ingredienti: (per 4 persone)
300/400 g spaghetti, 500 g di pomodori da sugo, 100 g di alici sotto sale, 50 g di capperi sotto sale, 100 g di olive nere, 1 spicchio d'aglio, peperoncino fresco, concentrato di pomodoro, 2 cucchiai d'olio.

Preparazione:
Diliscate la alici, lavatele bene e asciugatele. Fatele scaldare in una padella a fuoco bassissimo (se il fuoco non è bassissimo non si scioglieranno) e stemperatele con una forchetta. Quando si saranno sciolte aggiungete uno spicchio d'aglio schiacciato e il peperoncino.
Pelate i pomodori dopo averli immersi in acqua bollente per un minuto, eliminatene i semi, tagliateli a pezzetti e infine aggiungeteli al soffritto. Unitevi le olive, i capperi precedentemente lavati e sgocciolati e due cucchiaini di concentrato di pomodoro. Lasciate cuocere fin quando la salsa risulterà scura, densa e ben amalgamata. Cuocete infine gli spaghetti al dente e ripassateli in padella con la salsa per un minuto.

giovedì, agosto 09, 2007

Heidelberg - Sabina: diario di un emigrante - Parte II

....continua...
Personalmente, in questi otto anni di Germania, ho imparato molto per quanto riguarda il rispetto di alcune regole di convivenza civile. Primo fra tutti il comportamento automobilistico.
Essendo abituato allo stile di guida italiano, inizialmente vedevo soprattutto gli aspetti negativi dello stile di guida tedesco. In effetti, a volte esagerano un po’ in rigidità, ma complessivamente il loro stile rende le strade molto più sicure. Alcuni esempi: vi trovate in autostrada nella corsia di destra a 120 Km/h. La macchina che vi precede è più lenta. Date uno sguardo allo specchietto: c'è un'altra macchina dietro, ma è distante. Mettete la freccia per sorpassare e accelerate un po’.
In Italia la macchina retrostante, accelera, si porta a 150 Km/h, vi arriva a 20 cm dal paraurti e l'autista lampeggia e impreca, alzando estremamente la probabilità di incidente mortale.
In Germania la macchina retrostante, rallenta, si mantiene alla distanza di sicurezza, aspetta che il sorpasso sia finito, dopodiché sorpassa.
Altro esempio: c'è un ingorgo che si estende fino ad un incrocio con semaforo. In Italia le macchine occupano l'incrocio, in modo tale che nel momento in cui il semaforo diventa verde per gli automobilisti della strada incrociata, i malcapitati non possono comunque passare perché l'incrocio è bloccato.
In Germania le macchine si mantengono all'altezza del semaforo, anche se è verde. Vanno avanti solo se c'è spazio sufficiente a lasciare libero l'incrocio. Nel momento in cui il semaforo diventa verde per la strada incrociata l'incrocio è libero. Un’altra differenza che ho notato sta nella propensione al consumo e allo spreco.
Nonostante i tedeschi siano più ricchi hanno mediamente un comportamento molto attento agli sprechi.
A volte vanno un po’ oltre, e qui avrei diversi aneddoti divertenti da raccontare, ma di solito questa attenzione è benefica, sia per l’ambiente che per il contenimento dei prezzi.
Vi fornisco degli esempi. Nel 2002, con l’entrata in corso dell’Euro, anche i commercianti tedeschi hanno provato a far salire i prezzi. I consumatori però si sono mostrati molto attenti tendendo a scegliere oculatamente. Di conseguenza l’effetto rincari è stato più controllato che in Italia. Altro esempio di parsimonia virtuosa si riscontra nella raccolta differenziata dei rifiuti. Prima di tutto essa viene osservata con religiosa attenzione: rifiuti biologici, carta, vetro, imballaggi.
E poi c’è lo Sperrmüll: quando ci si vuole liberare di oggetti ingombranti: sedie, tavoli, piccoli elettrodomestici, e oggetti simili, in giorni fissati a seconda dei quartieri, i suddetti oggetti vengono lasciati lungo i marciapiedi per essere poi raccolti dalla nettezza urbana. Fin qui niente di sorprendente. Il fatto interessante è che in quelle serate le strade si riempiono di un viavai di gente, studenti ma non solo, in bicicletta, ma anche con furgoni, che setacciano i marciapiedi in cerca di oggetti che possano essere riutilizzati.
Questo comportamento potrebbe sembrarci un po’ ridicolo, ma non lo è. Basti pensare a quanto ci guadagna l’ambiente e anche le finanze pubbliche.
Finora ho citato solo tematiche in cui secondo me è la società tedesca a trovarsi in posizioni di vantaggio.
Ovviamente ci sono anche casi in cui accade il viceversa.
Penso che sia sempre una scelta saggia notare i pregi dell’altro, per prendere coscienza dei propri difetti ed eventualmente migliorarli. Vorrei però concludere con un tema che fa onore questa volta all’Italia, e cioè il fumo nei luoghi pubblici. L’Italia è stato il secondo paese dell’Unione Europea ad applicare la legge antifumo per la tutela della salute.
Purtroppo in Germania, nonostante una serie infinita di discussioni e bizantinismi che hanno coinvolto governo federale e governi locali, e per forti opposizioni trasversali di detrattori della legge che asserirebbero che in tal modo si limiterebbe la libertà dei fumatori (e dove mettiamo la libertà dei non-fumatori di non essere avvelenati?), non è stata ancora varata una legge antifumo. (Nota: in realtà dal primo agosto tre stati hanno cominciato ad applicare la legge. Al momento in cui ho scritto la legge non c'era ancora).
Concludo con un’osservazione sulle usanze relative ai titoli. A volte sento dire che gli Italiani amano fregiarsi di titoli.
Se qualcuno dovesse capitare in Germania durante una campagna elettorale noterebbe che tutti i manifesti con le foto dei candidati riportano dei titoli. Il meno illustre è quello di semplice dottore. Si può però facilmente trovare Dottor Professor, Dottor Dottor e altro.
Questa grande passione tedesca per i titoli, non è comunque confinata solo alla politica. Mi è capitato spesso di vedere dei titoli nei biglietti da visita, che ai
miei orecchi evocavano gli esilaranti e ridicoli titoli fantozziani delle alte gerarchie impiegatizie. "Dr. Dr. XXX", "Prof. Prof. YYY", "Prof. Doz. Dr. ZZZ", "Apl.
Prof. / Priv.-Doz.: Priv.-Doz. Dr. WWW", e altre amene combinazioni.

martedì, agosto 07, 2007

Pseudo-caponata dietetica

Cosí come nell'opera del sec. XVIII si inseriva una briosa opera buffa tra gli atti di una noiosa opera seria, io inserisco una ricetta come intermezzo all'articolo.;-)
Questa ricetta non è quella della vera caponata. Una delle differenze principali è che la caponata prevede che le melanzane vengano fritte. In questa ricetta invece non si frigge. Solo gli ingredienti sono più o meno gli stessi. Devo anche aggiungere che la vera caponata è molto più buona, ma anche meno salutare.... per quello che può contare....
L'ultima volta che l'ho preparata ho comprato gli ingredienti al mercato vicino casa. Ho detto alla fruttivendola che mi servivano per preparare una ricetta siciliana. Mi ha chiesto se gliela potevo dare. Mi sono quindi dovuto avventurare nella traduzione in tedesco della ricetta.

Ingredienti: (per 6 persone)
1 melanzana (500 g circa), 2 zucchine piccole, 1 peperone rosso, 2 pomodori da sugo, 1 cipolla, 1 spicchio d'aglio, una manciata di capperi siciliani sotto sale, 6 olive nere e 6 verdi, peperoncino fresco, 2-3 cucchiai d'olio, 3-4 cucchiai di aceto, 1 cucchiaino di zucchero e sale.

Preparazione:
Soffriggete la cipolla in una padella a fuoco molto dolce. Quando la cipolla si sarà appassita aggiungete l'aglio schiacciato o a pezzettini (a seconda delle inclinazioni personali), i capperi dissalati, le olive snocciolate e tagliate a pezzettini e il peperoncino. Lasciate ancora soffriggere per un paio di minuti, aggiungete le melanzane tagliate a dadini, salate, mescolate e coperchiate. Dopo qualche minuto aggiungete i peperoni, salate, mescolate e coperchiate. Aggiungete le zucchine, salate, mescolate e coperchiate. Aggiungete i pomodori spezzati, salate, mescolate e coperchiate. Aggiungete quindi lo zucchero e l'aceto. Mescolate, coperchiate e lasciate cuocere fin quando il liquido non sarà totalmente evaporato.

venerdì, agosto 03, 2007

Heidelberg - Sabina: diario di un emigrante - Parte I

Pubblico in due puntate questo articolo che ho scritto un paio di mesi fa per la rivista del mio paesello. Ho usato dei contenuti che avevo già scritto per il blog, tra i quali dei pezzi di un articolo di Cotroneo.

La nostra comunità si trova attualmente a dover affrontare i problemi e a godere dei vantaggi correlati all’immigrazione. La storia ci ha insegnato che tutte le migrazioni portano inevitabilmente problemi e vantaggi per ospiti e ospitanti. Io vorrei riportare il mio punto di vista di cittadino italiano e sabino residente in Germania, raccontando qualche mia esperienza ed esprimendo alcune riflessioni.
Mi piacerebbe che questo mio sforzo possa contribuire al non facile processo di comprensione e scambio reciproco che può, se impostato correttamente, arricchire sia la comunità ospitante che l’emigrato.
Bisogna comunque anche tener presente che la mia storia e le mie impressioni sono quelle di un emigrante privilegiato. Ho deciso di andare a lavorare in Germania perché sono sempre stato curioso di conoscere nuove lingue e culture, ma sarei potuto rimanere in Italia e vivere bene lo stesso. Molti emigranti sono invece spinti da esigenze primarie di sopravvivenza e i problemi che si trovano ad affrontare sono
ben più difficili di quelli incontrati da me.
Il bilancio della mia permanenza di otto anni ad Heidelberg è sicuramente positivo. Ho sempre mantenuto un atteggiamento di curiosità e interesse verso la cultura e le usanze tedesche, soprattutto nei confronti di quelle usanze diverse, che in quanto tali potrebbero essere classificate come strane.
La relazione tedeschi-italiani è una lunghissima relazione di amore-odio. A partire da quando noi eravamo caput mundi e loro erano i barbari e alcuni combattevano per l'Impero altri contro, attraversando la fase in cui l'Impero erano loro e ci dominavano ma eravamo quasi un'unica nazione, fino alle vicende più recenti. Il luogo comune popolare sui tedeschi è stato purtroppo drammaticamente influenzato dagli anni dell’occupazione durante la Seconda Guerra Mondiale. Quel tragico periodo ha fatto comprensibilmente dimenticare agli italiani tutto quello che i tedeschi hanno fatto per la scienza, la musica e la letteratura.
Provvidenzialmente la guerra è stata poi persa dai tedeschi, non senza lasciare però danni immensi nella coscienza dell'umanità e nella loro di coscienza.
Danni che ancora oggi non sappiamo quantificare del tutto. Poi negli anni del dopoguerra è servito un metodico lavoro per convincere i diffidenti italiani che la Germania era paese accogliente. C'è un dopoguerra italiano-tedesco dell'emigrazione
che meriterebbe un capitolo a parte, e che, anche se non ha raggiunto i livelli di drammaticità di altre situazioni di emigrazione, ha rappresentato un capitolo dolente, un altro, nei rapporti conflittuali tra noi e loro.
Dopo la guerra, il rapporto con la Germania poteva essere solo di due tipi, o elitario oppure conflittuale e banale. O si celebrava spocchiosamente la cultura tedesca, oppure si pensava che i tedeschi erano quelli là. Tutti ordine e distintivo.
Quelli che fanno funzionare tutto bene, ma sono rigidi e privi di sentimento. Non è così, ma sotto sotto ne sono convinti anche loro di questa cosa. Sono consapevoli che la loro società funziona molto bene, che le loro industrie producono le automobili migliori e ne vanno fieri, ma questa consapevolezza priva troppo spesso di una qualità: l’autoironia. Si prendono troppo sul serio e faticano molto a ridere dei propri difetti. Forse proprio per questo qualche volta ripiombano in quel lontano sogno, in quella volontà di potenza; anche quando nella modernità del nuovo millennio cercano la leggerezza. Ridono dei nostri spaghetti, delle nostre mamme italiane, ma poi si buttano a capofitto su qualsiasi cosa di italiano che circoli per il mondo: ristoranti, arte, letteratura. La cultura tedesca guarda a quella italiana con una ammirazione e un'attenzione che non trovi da nessun'altra parte del mondo. Sapere l'italiano, tra gli intellettuali tedeschi, è un modo per distinguersi, un valore aggiunto, e ne vanno fieri.

...continua...

giovedì, agosto 02, 2007

Notizie per gli italiani all'estero

Ho trovato delle novità interessanti per gli italiani all'estero:

1. Carta d’identità
Come previsto dalla legge Finanziaria 2007 i Consolati italiani in Europa, a partire dalla fine di giugno, hanno cominciato a rilasciare ai connazionali residenti nella circoscrizione e iscritti all’AIRE la carta d’identità in formato tradizionale.
Ai Consolati, dunque, è stato inviato il modello di carta d’identità in vigore in Italia con una intestazione modificata in prima pagina, dove invece della dominazione “Comune“ compare quella di “Ufficio consolare“ e l’indicazione, sull’ultima pagina, del Comune di iscrizione Aire.
La procedura per il rilascio è indicata in una direttiva ongiunta firmata da Viminale e Farnesina: l’Ufficio consolare, dopo aver verificato l’iscrizione in Aire del cittadino, dovrà richiedere al Comune competente il necessario nulla osta al rilascio/rinnovo della carta d’identità. Il Comune dovrà verificare l’esattezza dei dati anagrafici e, se questi non presentano discordanze, rilascerà il nulla osta entro tre giorni lavorativi dall’arrivo della richiesta.

2. Carta di Sconto IT Card
È stata realizzata in giugno la preannunciata “It Card“, una tessera personalizzata realizzatautilizzando il logo istituzionale del ministero dei Beni Culturali in una prospettiva di identità visuale e grafica del sistema Italia. La carta permette ai nostri connazionali residenti all’estero, che si recheranno in Italia, di usufruire di una serie di sconti su una vasta gamma di servizi.
Grazie alla collaborazione con Asso Cral Italia, Trenitalia, Federalberghi ed altre realtà ricettive e di servizi sono stati attivati sconti dal 10 al 50% su: tariffe alberghiere e degli
agriturismo, biglietti ferroviari ed aerei, autonoleggi, tour cittadini, biglietti di ingresso in vari teatri e acquisti in numerosi esercizi commerciali.
La “It Card“, già pervenuta alle sedi più vicine e in via di distribuzione presso le altre per un totale di un milione e trecentomila carte(circa il 40% degli iscritti in anagrafe), viene rilasciata gratuitamente dagli uffici consolari ai connazionali che ne fanno richiesta, assieme ad una sintetica brochure nella quale è spiegato come utilizzare la carta, quali sono gli sconti a cui dà diritto, ma anche i siti utili e i numeri verdi a cui sarà possibile chiedere informazioni o fare segnalazioni.
La carta ha validità fino al dicembre 2012 e vuol essere un contenitore aperto, nel quale far confluire nei mesi e negli anni a venire una gamma sempre più vasta di offerte ed opportunità. Sono infatti in via di definizione gli accordi del Mae con il Ministero per i Beni Culturali e con l’Eni, per introdurre sconti per l’ingresso nei 460 musei e siti archeologici facenti parte della rete nazionale e per la distribuzione del carburante presso le stazioni Agip in Italia e in Europa.

Le notizie provengono dal Rapporto Semestrale
Gennaio - Giugno 2007 del Vice Ministro con delega per gli Italiani nel Mondo

mercoledì, agosto 01, 2007