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lunedì, ottobre 26, 2015

Lettera al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin sull'elogio dell'omeopatia

Mentre la ministra della sanità australiana ha fatto in modo che venisse effettuata una delle indagini più obiettive, accurate e approfondite sull'efficacia dell’omeopatia, con cui si è giunti alla conclusione di inefficacia dell'omeopatia per il trattamento di qualsiasi patologia, la ministra della sanità italiana, Beatrice Lorenzin, scrive la prefazione di un libro che elogia l'omeopatia.
"Il volume si intitola per l'appunto 'Elogio dell'omeopatia' ed è firmato da Giovanni Gorga, nuovo presidente di Omeoimprese: un raggruppamento delle principali aziende italiane produttrici di rimedi omeopatici." Quindi una voce evidentemente sopra le parti.

"Una pubblicazione di parte, perfettamente legittima in una società pluralista." - dice invece, con il solito piglio polemico, il CICAP. "Quello che è inopportuno è che sia il Ministro della Salute, con la sua prefazione, a sostenerne indirettamente il contenuto."
Ecco, io ho firmato e invito tutti a firmare la Lettera aperta al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin sull'elogio dell'omeopatia.


Detto questo bisogna anche dire che (dall'articolo Ministro Lorenzin, l’omeopatia non è una cura):
«Beatrice Lorenzin si è trovata ad affrontare delle “crisi” di tipo pseudoscientifico durante il suo mandato. Si ricordi il caso Stamina. Ora, molti degli ex sostenitori di Stamina si sono riconvertiti in “No vaccini”, una posizione che rischia di causare danni su scala ben maggiore. Anche in questo caso Beatrice Lorenzin ha difeso (bene) la salute dei suoi concittadini.
Beatrice Lorenzin non è laureata in medicina, anzi: non è proprio laureata e questo la ha esposta a una serie di attacchi su quali fossero le sue competenze per essere nominata a capo del ministero della Sanità. La figura del ministro è essenzialmente di rappresentanza. Grazie anche a consulenti esperti, nelle difficili situazioni sopra esposte è riuscita a tenere il timone dritto e salvaguardare la salute dei suoi concittadini. Per questo motivo la sua prefazione, che come prevedibile è stata ampiamente strumentalizzata, è un pericoloso scivolone.
Non è facile essere in una posizione di elevata visibilità pubblica perché qualsiasi errore si presta a essere sfruttato dai mezzi d’informazione. Vedi l’ex collega ministra che si congratulò con i ricercatori italiani che avevano scoperto (erroneamente) i neutrini più veloci della luce ricordando che l’Italia aveva investito ben 40 milioni di euro per costruire il tunnel che partiva dal Gran Sasso arrivava a Ginevra. Errare è umano, ma non è facile riconoscere i propri errori.
I ricercatori italiani hanno spiegato senza problemi quale fosse la criticità nel loro esperimento (c’era semplicemente un cavo non stretto bene) e non sono stati crocefissi dalla comunità scientifica. Invece, nessuno si è scusato riguardo al presunto tunnel. E in fondo è proprio questa la differenza tra la scienza e la pseudoscienza. La scienza commette errori, perché descrive con teorie a volte troppo semplici la realtà. Le teorie si evolvono, e quando ne arriva un’altra che spiega il mondo in modo migliore della precedente non è un dramma. La pseudoscienza invece è sempre uguale a se stessa. L’omeopatia è ferma al tempo del suo scopritore, quando non era chiaro cosa fossero atomi e molecole. Chi sostiene qualsiasi forma di pseudoscienza invece assume una posizione fideistica, che non ammette nessuna conoscenza nuova la quale possa mettere in dubbio le idee preconcette.
Beatrice Lorenzin ha una grande sfida ma anche una grande opportunità. Dimostrare che quando si compiono azioni avventate e soprattutto potenzialmente dannose per la salute di tante persone, è importante un passo indietro. Nessuna “nuova opportunità di cura” (parole della ministra nella prefazione) potrà nascere da credenze pseudoscientifiche di fine 1700, come appunto è l’omeopatia.

lunedì, settembre 28, 2015

L’omeopatia è inefficace per il trattamento di qualsiasi patologia

La notizia è di qualche mese fa ma non fa mai male rinfrescare la memoria. E prima di gridare al solito complotto delle solite case farmaceutiche magari uno potrebbe leggersi l'articolo. E se uno non si fida del Post magari potrebbe leggersi l'articolo del Guardian. E se uno non si fida del Guardian magari potrebbe leggersi i documenti prodotti dal più importante istituto australiano di ricerca medica, il National Health and Medical Research Council, e rivisti e confermati da un gruppo di ricercatori indipendenti. E se uno non si fida nemmeno del National Health and Medical Research Council né del gruppo di ricercatori indipendenti, beh, traete voi le conclusioni.
Detto questo ecco alcuni estratti dell'articolo.


Il National Health and Medical Research Council ha pubblicato i risultati di un’indagine sull'efficacia dell’omeopatia, concludendo che la pratica è inefficace per il trattamento di qualsiasi patologia e può mettere a rischio la salute di chi la utilizza, dato che può ritardare il ricorso a trattamenti di dimostrata efficacia.

La ricerca si è basata sullo studio di 255 paper scientifici sugli effetti dell’omeopatia nel trattamento di diverse malattie ed è stata rivista da un gruppo di ricercatori indipendente, che ne ha sottoscritto la validità. L’inefficacia dell’omeopatia era già stata più volte dimostrata da diversi studi clinici, spiega il Guardian, tuttavia esistono anche studi che sostengono posizioni contrarie: l’indagine del NHMRC – la più completa mai realizzata su questo argomento – ha dimostrato che questi secondi sono tutti invalidati dalla presenza di rilevanti errori metodologici o di ricerca, come il ricorso a un campione troppo ristretto.

A proposito delle probabili resistenze nell'accettare i risultati della ricerca, il presidente del NHMRC Paul Glasziou ha detto:

«Ci sarà ancora chi reagirà dicendo che è tutta una cospirazione dei poteri forti. Tuttavia noi speriamo che ci siano molte persone ragionevoli disposte a riconsiderare la loro scelta di vendere, usare o sovvenzionare queste sostanze».

Sull'articolo del Post c'è anche un'interessante sezione che spiega che cos'è l’omeopatia.

mercoledì, settembre 24, 2014

Sono stato truffato?

- Sto cercando delle gocce per disinfettare l'occhio.
- Che cosa intende esattamente?
- Vede? Ho l'occhio infiammato.
- Ma quella probabilmente è un'infezione batterica. Servirebbero delle gocce antibiotiche. E quelle può prescriverle solo il medico. Visto lo stato del suo occhio le consiglierei di andare dal medico.
- Sì, lo so, ma questo tipo di problema mi capita ogni tanto e so che di solito guarisce da solo. Non avrebbe qualcosa che possa accelerare la guarigione e alleviare un po' il fastidio?
- Beh, c'è un unico tipo di gocce per casi come questo che può essere prescritto senza ricetta. Dovrebbe usarle fino a cinque volte al giorno e solo sull'occhio infiammato.
- Va bene. Le prendo.

Tornato a casa cerco di trovare il principio attivo. Ma trovo qualcosa che non mi piace:

10,2 g (= 10 ml) contengono "Calendula officinalis 2a Dil. D4 10 g"

Quel Dil. D4 mi insospettisce parecchio. Vuoi vedere che ho comprato dell'acqua distillata a mia insaputa pensando che fosse un medicinale e pagandola circa 8€, mi dico. E allora vado a cercare che cosa significhi esattamente D4 e lo trovo.
Significa che di Calendula quei 10 ml di gocce ne contengono 1/100.000 di concentrazione iniziale. Cioè 1/10.000 di ml, o, espresso diversamente, 0,0001 ml.
Quindi, supponendo che la boccetta contenga almeno 50 gocce, questo significa che ogni goccia contiene pressappoco 1/500.000 di ml (0,000002 ml) di calendula.
Leggendo questa pagina: Omeopatia: più è diluito più è potente, che contiene un'interessante spiegazione dei significati dei vari D4, CH4, e K4 (invito a leggerla a chiunque volesse avere dei dati oggettivi e capire il significato di tali sigle), mi sono accorto che mi sarebbe potuto andar peggio. Ci troviamo infatti ancora lontano dal limite di Avogadro, che si raggiunge intorno all'11CH. Ma secondo voi non sono comunque troppi 8€ per 0,0001 ml di Calendula? Anche considerando tutto il processo di diluizione, impacchettamento e distribuzione? A quel punto non sarebbe stato meglio se avessi dato ascolto a Zucchero che mi proponeva impacchi di camomilla? Lì di principio attivo che sarebbe stato sicuramente di più.
Poi sono andato a informarmi anche sull'azienda che produce tali gocce e ho scoperto che è una multinazionale con più di 2000 dipendenti e quasi 400 milioni di euro di fatturato che produce cosmetici e medicine "antroposofiche".
Ora, capisco che ognuno è libero di comprare quello che vuole (a patto che la sua scelta non sia finanziata con soldi pubblici). Ma, allo stesso tempo, io non ho il diritto di essere informato, al momento dell'acquisto, che in quello che sto comprando non c'è quasi alcun principio attivo ma solo qualcosa a un livello di diluizione che, in alcuni casi, può rendere il tutto equivalente all'acqua distillata?
Sarebbe un bene per tutti. Per i fedeli dell'omeopatia, perché così sarebbero sicuri di stare acquistando proprio il prodotto che cercavano e di non finanziare le famigerate case farmaceutiche; e per quelli che non rigettano il metodo scientifico, perché così sarebbero sicuri di non regalare soldi a multinazionali che vendono acqua distillata facendosela pagare 1000 volte il valore di mercato. O no?

mercoledì, settembre 04, 2013

Startup e dogmi socratici

Idea per una  startup
Sfruttare la memoria dell'acqua per costruire dischi rigidi a costo zero.
P.S. Togliere prima pesce rosso potrebbe alterare memoria.

Dogma post-socratico
Diffida degli erboristi (alias: Ma non era alle erbe?)

venerdì, aprile 12, 2013

Guida illustrata all'omeopatia

Un paio di giorni fa ho letto l'articolo Guida illustrata all'omeopatia, pubblicato da MedBunker quasi un anno fa. L'ho trovato molto interessante perché spiega molti dettagli che credo siano ignoti alla stragrande maggioranza di chi usa l'omeopatia, ma non solo a loro. Personalmente ho trovato diverse informazioni che ignoravo.
Vero è che, come dice uno dei lettori (commento che riporto sintetizzato di seguito) nei commenti all'articolo, a poco serve diffondere tali informazioni.

Ottimo articolo, ma non serve a nulla e ti spiego il perché. Ci sono tre tipi di fanatico dell'omeopatia:
Uno di essi è il finto scienziato che ciancia di teorie pseudoscientifiche. Fare un discorso minimamente scientifico con questo è una perdita di tempo.
Il secondo tipo è l'uomo di fede. Lui è felice perché l'omeopatia lo ha guarito da una malattia e non vuole stare a sentire discussioni. Anche con questo è inutile parlare di scienza, l'unica cosa di cui gli importa è la sua esperienza personale. Spesso la malattia era psicosomatica o una fesseria passeggera.
Il terzo tipo è il complottista, spesso corrispondente al tipo 1. Per lui tutta la scienza e la medicina ufficiali fanno parte del "complotto mondiale", mentre la "scienza non ufficiale" è la salvezza dell'umanità quale che essa sia. Quelli così sono riconoscibili dal fatto che credono in qualunque balla, purché antiscientifica. Che sia cristalloterapia, fiori di bach o imposizione delle mani, non ha importanza. Quelli così non ti ascoltano neanche, secondo loro tu quale medico e ricercatore fai parte del nuovo ordine mondiale e probabilmente fai i riti satanici nel sotterraneo dell'ospedale.

Ma cito anche la risposta dell'autore dell'articolo: non ho mai avuto alcuna intenzione di "convincere" qualcuno. Informo. Poi ognuno scelga la sua strada.
Indi per cui, con lo stesso spirito, cerco di riportare qui i punti salienti dell'articolo. (Alla fine sono riuscito a sintetizzare ben poco. L'articolo è così informativo che risulta difficile sintetizzarlo.)

Quante discussioni sull'omeopatia?
Tante, troppe e non si finirà mai. Questo perché nel caso di questa pratica, si tenta di dimostrare il funzionamento di qualcosa che già in origine non esiste. E' come se si discutesse sulla capacità di volare dell'unicorno: non sarebbe più corretto aspettare prima di trovarlo, un unicorno?
Per questo secondo me, prima di discutere sull'eventuale funzionamento dei rimedi omeopatici (che ad oggi non hanno mai mostrato di avere un effetto superiore al placebo), bisognerebbe dimostrare che la teoria omeopatica abbia anche una minima ragione di essere reale. Gli omeopati (ma anche la scienza) ci provano da due secoli, senza riuscirci, chi spiega i motivi di questo fallimento cerca di informare i pazienti ed i consumatori di cosa si sta parlando. Se termini come "numero di Avogadro" e "diluizione ultramolecolare" possono essere ostici, una spiegazione più "popolare" può raggiungere un pubblico più vasto.
Così provo a creare una guida illustrata all'omeopatia, una serie di fumetti che spiegano cos'è e come vorrebbe funzionare un granulo omeopatico. So benissimo che questo non smuoverà la fede dei seguaci di Hannehman, ma probabilmente farà sorgere qualche dubbio a chi, appunto, ha dubbi. Quando in discussioni sull'omeopatia qualcuno mi dice "su di me ha funzionato", non rispondo dicendo che si tratta di una suggestione ma chiedo: visto che hai questa sensazione, chiediti come possa fare una pallina di zucchero ad aver "funzionato" su di te. Il punto è proprio questo, non sono i "pazienti" omeopatici ad essere stupidi, è l'omeopatia ad esserlo ed è questa la strada da percorrere per informare correttamente i consumatori. Per questo ho creato una sorta di veloce riassunto su ciò che è l'omeopatia che potrebbe fare comodo a chi non sa cosa acquista a costi spropositati.
Tratto e liberamente adattato da How Homeopathy (Supposedly) Works Illustrated, ecco la guida a fumetti all'omeopatia.
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Gli omeopati credono che "il simile cura il simile", una malattia che causa debolezza è curata da una sostanza che causa la stessa debolezza, ma questo succede solo quando la sostanza utilizzata è diluita ripetutamente. Non esiste nessuna prova (e lo suggerisce pure il buon senso, immaginate di passarvi del peperoncino in un occhio che brucia e lacrima...) che per curare un sintomo bisogna assumere qualcosa che provoca lo stesso sintomo, questa ipotesi, risalente al 1800, non è mai stata dimostrata, nemmeno dagli omeopati.
Più è diluita la sostanza più questa diventa "attiva". Qualche preparazione omeopatica può presentare alcune molecole, ma questo succede per quelle a bassa diluizione, quelle ad alta diluizione (oltre la 12ma, quindi in linguaggio omeopatico oltre la 12CH) non contengono alcuna traccia della sostanza iniziale.
Ha senso? No. Non può averne, ma questo è quello su cui si basa l'omeopatia.

Il primo passo è quello di trovare una sostanza che provochi nel paziente lo stesso sintomo della malattia da curare, per esempio un prurito può essere curato con un estratto di ortica o, un'ustione*, da una sostanza acida come il succo di limone o l'aceto, oppure il bruciore agli occhi con il pepe, che provoca bruciore agli occhi. 

L'omeopata sceglie il rimedio in questione, quello che produce lo stesso sintomo della persona da curare. I rimedi hanno spesso nomi strani o latini, per esempio per trattare l'insonnia gli omeopati usano "Coffea cruda", ovvero l'estratto di caffè che contiene soprattutto caffeina.
Per curare chi non riesce a prendere sonno quindi, l'omeopata prescriverà caffeina, sostanza che è conosciuta come eccitante.

Una piccola quantità di questo rimedio sarà mescolato ad acqua, per intenderci una goccia di caffeina sarà mescolata a 99 gocce di acqua. Possono essere utilizzati altri solventi, come l'alcol, ma questo renderebbe tutto più complicato visto che l'alcol, già da solo, ha degli effetti sedativi e così non potremo mai sapere se l'efficacia di un rimedio è dovuto alla caffeina diluita o all'alcol.

Una goccia di caffeina è diluita in 99 gocce di acqua. E' la prima diluizione, la 1CH.

Questa prima diluizione, in omeopatia, è chiamata 1CH (diluizione centesimale di Hannehman). A questo punto le molecole di caffeina si trovano mescolate a quelle di acqua. Gli omeopati sostengono che le molecole di caffeina "comunicano" a quelle di acqua le loro caratteristiche e queste ultime, a contatto con quelle di caffeina, le "memorizzano" (la chiamano "memoria dell'acqua"). Non è chiaro come avvenga questo fenomeno e quali proprietà siano "memorizzate", non è chiaro nemmeno come faccia l'acqua a capire perché memorizzare l'effetto causato sull'uomo e non quello causato in un'altra specie (ogni specie animale può avere effetti diversi dalla stessa molecola) e non si sa come mai l'acqua memorizzi le proprietà della caffeina ma non quelle degli eventuali contaminanti, della plastica del contagocce, del vetro del bicchiere, qualcuno dice che questa "attivazione" avverrebbe per merito della "succussione", procedimento che spiegherò fra poco, il problema è che dopo la "succussione" il prodotto omeopatico verrà a contatto (per forza, se viene assunto da una persona) con la lingua (piena di batteri e sostanze organiche), il palato, la saliva, la trachea ma mentre durante la preparazione l'acqua "memorizzerebbe" ciò con cui viene a contatto, subito dopo perde (non si sa perché)  questa sua capacità, sembra quasi che la molecola d'acqua capisca quando si trova in un bicchiere e quando scorre nel tubo digerente. Succede quindi qualcosa del genere:


Gli omeopati sostengono, come detto, che questo processo di "memorizzazione" avvenga dopo la "succussione".
Per "attivare" queste proprietà, cioè, bisogna agitare 100 volte il bicchiere che contiene la soluzione acqua-caffeina ogni volta che si procede con una diluizione. Già, perché una sola diluizione non basta: per rendere più efficace il rimedio servono più diluizioni, anche 100, 1000 (l'ideatore dell'omeopatia definiva "ideale" una diluizione a 30CH).
Così si prende una goccia della prima diluizione, la 1CH e si diluisce in altre 99 gocce di acqua:

Una goccia della 1CH si diluisce in 99 gocce di acqua, è la 2CH.
A questo punto la sostanza iniziale (la caffeina), sarà presente solo in tracce. Si procede allo stesso modo fino a quando si raggiunge la diluizione desiderata, più si diluisce la sostanza più, naturalmente, essa sarà poco presente. Una 30CH avrà ripetuto il procedimento per 30 volte. Naturalmente dopo un certo numero di diluizioni, la caffeina iniziale sarà già scomparsa, per logica e per le leggi di fisica e chimica, oltre la 12ma diluizione non esiste più nessuna molecola del principio attivo iniziale (nel nostro caso la caffeina) ed oltre la 24ma anche l'acqua iniziale sarà ormai sostituita da acqua "nuova". Questo però, secondo gli omeopati, non cambia nulla, anzi, più si continua a diluire maggiore sarà l'effetto del prodotto.
Succede qualcosa del genere:

L'acqua ormai non ha traccia del principio attivo ma le sue molecole si ricordano. Ma solo di lui, niente altro colpirà la loro memoria.



Visto che maggiore è la diluizione, più potente è l'effetto, si potrebbe pensare che una diluizione altissima potrebbe causare non solo un effetto troppo potente ma anche dei pericoli per la salute. Nel caso della caffeina, ad esempio, una diluizione molto alta (100CH) dovrebbe causare gravissimi disturbi, addirittura il coma ma questo con l'omeopatia non succede, non si sa come né perché ma l'omeopatia non ha alcun effetto collaterale. L'acqua sa come comportarsi e fa solo del bene, anche di questa proprietà non se ne conoscono i motivi ed i meccanismi...

Il finale è sorprendente.
Accade un altro fenomeno inspiegabile. L'acqua così ottenuta (quindi tanto diluita da non avere più traccia di principio attivo) è spruzzata in un granulo di zucchero (in realtà i granuli sono "spruzzati" a migliaia dentro una sorta di "ruota", tanto che un granulo riceverà più acqua omeopatica ed un altro di meno, ma questo, non si sa perché per gli omeopati non ha importanza. Dopo qualche tempo l'acqua evapora ed il granulo, che ormai non contiene né principio attivo né acqua è confezionato per essere messo in vendita.

L'acqua che ha "memorizzato" la caffeina viene spruzzata su un granulo di zucchero. Dopo l'evaporazione dell'acqua il granulo è confezionato per essere venduto. Non contiene nulla, né caffeina né acqua.

Il granulo così ottenuto (quindi una semplice pallina di zucchero che non contiene nulla) non solo causerebbe un effetto (ma solo quello scelto dagli omeopati) dovuto alla caffeina (che non c'è più) memorizzata dall'acqua (che non c'è più) ma questo sarebbe opposto a quello causato normalmente dalla molecola sull'uomo, questo perché possiederebbe proprietà sconosciute, tramite le quali agirebbe su strutture sconosciute con un meccanismo sconosciuto. Gli studi scientifici confermano che questo non possa accadere ma gli omeopati non ci credono. Gli effetti di una sostanza sul corpo umano avvengono normalmente quando questa sostanza incontra un "recettore", una struttura cioè che riconosce la sostanza in questione:


L'omeopatia sostiene che il granulo di zucchero agisca in ogni caso, senza spiegarne i motivi:


Vista la palese assurdità della procedura, molti scienziati hanno provato a capire se davvero una pallina di zucchero riuscisse in questa impresa. Così hanno realizzato degli studi che hanno dimostrato quello che, grazie alle conoscenze scientifiche esistenti, già si immaginava: il granulo di zucchero non serve a curare alcuna malattia e non ha alcun effetto, anzi, per la precisione ha lo stesso effetto di un placebo (cioè di una pallina di zucchero). Concludendo:

Un granulo di zucchero ha l'effetto di un granulo di zucchero.

Questa è l'omeopatia.

Il fatto che nei granuli omeopatici (oltre la dodicesima diluizione) non ci sia altro che zucchero è un dato di fatto (noto anche agli omeopati naturalmente, si tratta di semplice chimica), tanto che la stessa presidente della SIOMI (Società italiana di medicina omeopatica ed integrativa) lo dichiara tranquillamente. La stessa persona però, quando questo è stato dichiarato dal sottoscritto si è scandalizzata (ed indignata!). Per risolvere l'equivoco allora, l'ho invitata qualche settimana fa ad un esperimento pubblico, davanti a 20 granuli (10 omeopatici e 10 di zucchero) avrebbe dovuto stabilire con qualsiasi mezzo lei volesse, quali fossero i granuli omeopatici e quali le caramelle di zucchero: non ha risposto al mio invito, presumo che non abbia modo di dimostrare le sue ragioni.
Chi acquista prodotti omeopatici potrebbe stupirsi davanti a questi fatti, il consiglio che posso dare è quello di informarsi bene e con un po' di impegno scoprirà che ha speso i suoi soldi per caramelle di zucchero vendute come se fossero "farmaci" ma capire dipende da loro, le aziende omeopatiche naturalmente si guarderanno bene dallo spiegarvi tutto ciò e vivono grazie al fatto che la maggioranza dei consumatori non abbia alcuna idea di cosa sia l'omeopatia.

Analisi chimica (cromatografia) di due composti: prima riga di test, seconda riga prodotto omeopatico, terza riga farmaco. Il prodotto omeopatico non contiene nulla
I governi e gli ordini dei medici "chiudono un occhio" su questa pratica preferendo regolamentare un ambito che altrimenti cadrebbe in mano ad imbonitori e ciarlatani, rendendo obbligatoria la prescrizione di omeopatia solo ai medici, si cerca di contenere una potenziale minaccia per la salute. In Inghilterra, paese nel quale l'omeopatia è rimborsata dal servizio sanitario nazionale però, il Science and Technology Committee (Comitato per la scienza e la tecnologia) del parlamento d'oltremanica, ha dichiarato:
To maintain patient trust, choice and safety, the Government should not endorse the use of placebo treatments, including homeopathy. Homeopathy should not be funded on the NHS and the MHRA should stop licensing homeopathic products.

(trad.): Per proteggere la sicurezza, la fiducia e la libertà del paziente, il governo non dovrebbe incoraggiare l'uso di trattamenti placebo come l'omeopatia. L'omeopatia non dovrebbe essere finanziata dal NHS (servizio sanitario nazionale, ndt.) e l'MRHA (l'agenzia dei farmaci inglese, ndt.) dovrebbe interrompere l'approvazione di prodotti omeopatici.
Gli omeopati, negli anni, si sono lanciati in spiegazioni talvolta fantasiose altre volte che pescano a piene mani da parti della fisica e della chimica sperimentale. Peccato che gli omeopati per primi non sappiano nemmeno di cosa stiano parlando perchè altrimenti basterebbe un esperimento fatto bene per dimostrare come esistenti le loro teorie. Le basi teoriche dell'omeopatia sono del tutto assurde: si somministra una sostanza che provoca un sintomo per curare una malattia che provoca lo stesso sintomo (ipotesi non dimostrata e senza senso) e per fare questo si somministra un granulo di zucchero che non contiene nulla e quindi non provocherà alcun sintomo, per questo motivo il mondo quantico delle particelle subatomiche è strano, l'omeopatia è stupida.

*Nota: non metto link né immagini perché un po' "impressionanti" ma per capire cosa intendono gli omeopati con "il simile cura il simile", la pagina internet di un'omeopata racconta che ad un bambino ustionatosi con l'acqua bollente, lui ha consigliato "bagni in acqua calda". La mano del bambino si è ridotta in condizioni tanto pietose da non potervi mostrare le immagini.
La stessa omeopata racconta la sua esperienza con un altro ustionato (sempre alla mano) al quale, invece di fare mettere la mano sotto acqua fredda almeno per dargli sollievo, gli ha consigliato di metterla sopra la fiamma di una candela.
Il malcapitato ha notato che il dolore, intensissimo appena iniziato "l'esperimento", si è calmato dopo pochi secondi per poi sparire del tutto. L'omeopata è contenta del risultato.
Lo sarebbe di meno se riflettesse sul fatto che "bruciando" la mano dell'ustionato, ha distrutto anche le terminazioni nervose che conducevano la sensazione di caldo e dolore: era questo il motivo del "sollievo" del suo povero paziente...

Omeopatia: che male vuoi che faccia.

martedì, febbraio 12, 2013

Pronto Soccorso omeopatico

Video condiviso dall'amico Luciano. Non ce l'ho fatta a non condividerlo pure sul blogghetto.



... ma poi purtroppo ci sono gli "allopatici" che si ostinano a fare ricerche, anche in vivo, per trovare 'ste cose inutili: Diabete, scoperta la proteina chiave per abbatterlo

lunedì, novembre 26, 2012

Gli stregoni dell'acqua fresca

Copio di seguito un articolo di Daniele Zaccaria pubblicato su Gli Altri del 23 novembre. L'articolo parla di omeopatia. Lo si può anche trovare in formato PDF nella rassegna stampa del sito della Camera: Gli stregoni dell'acqua fresca.


sabato, novembre 17, 2012

Primarie, sei domande per la scienza e la risposta della Puppato


Un gruppo di giornalisti, blogger, ricercatori e cittadini, constatata la mancanza di domande ai candidati alle primarie del centrosinistra sulle loro posizioni politiche in materia di scienza e ricerca, chiede loro di dichiarare la posizione concreta su sei temi centrali delle politiche della scienza e della ricerca: fecondazione assistita, OGM, politiche energetiche, sicurezza del territorio, medicine alternative e altro ancora.
La rivista Le Scienze si è fatta portavoce dell'iniziativa.

Laura Puppato ha risposto e dal mio punto di vista ha dato almeno una risposta sbagliata. Risposta che mi semplificherà il compito di decidere quale candidato votare. Visto che quella posizione è per me sufficiente a scartare la Puppato dai candidati personalmente papabili.

Ecco la domanda e di seguito la risposta sbagliata:

6. Qual è la sua posizione in merito alle medicine alternative, in particolare per quel che riguarda il rimborso di queste terapie da parte del Servizio Sanitario Nazionale?

La medicina alternativa, per esempio l’omeopatia, ritengo sia una branca della medicina che ha dimostrato la sua utilità. Essa è considerata dalla direttiva Eu del 2006 e dall’Oms a partire dal marzo del 2010 – un rimedio farmacologico a tutti gli effetti. Con necessità quali controlli, presenza di etichettatura e bugiardino che in Italia non sono ancora prescritti né sono legge dello Stato, tanto che questo porterà il nostro Paese ad essere nuovamente sanzionato per non aver applicato la direttiva Ue sui farmaci omeopatici. L’assimilazione ai farmaci tradizionali dei farmaci omeopatici è un dovere vista la normativa in materia. Bisogna procedere con serietà e correttezza, mettendo fine ad una chiusura preclusiva dello Stato Italiano nei confronti della medicina alternativa e dei farmaci ad essa correlati. Naturalmente l’assimilazione ai farmaci tradizionali deve comportare la loro prescrivibilità attraverso il SSN.

Credo che la risposta sia sbagliata in quanto non possiamo sprecare risorse del SSN per finanziare  pratiche che non si distinguono dal placebo. Quindi chi vuole usare la cura omeopatica è libero di farlo, ma se la paga di tasca sua e non con le risorse della nazione. Altrimenti perché non finanziare pure le consultazioni dei cartomanti attraverso il SSN? Quello che penso sull'omeopatia l'ho detto diverse volte. Una breve sintesi l'ho scritta qui.


Le sei domande

1. Quali politiche intende perseguire per il rilancio della ricerca in Italia, sia di base sia applicata, e quali provvedimenti concreti intende promuovere a favore dei ricercatori più giovani?

2. Quali misure adotterà per la messa in sicurezza del territorio nazionale dal punto di vista sismico e idrogeologico?

3. Qual è la sua posizione sul cambiamento climatico e quali politiche energetiche si propone di mettere in campo?

4. Quali politiche intende adottare in materia di fecondazione assistita e testamento biologico? In particolare, qual è la sua posizione sulla legge 40?

5. Quali politiche intende adottare per la sperimentazione pubblica in pieno campo di OGM e per l’etichettatura anche di latte, carni e formaggi derivati da animali nutriti con mangimi OGM?

6. Qual è la sua posizione in merito alle medicine alternative, in particolare per quel che riguarda il rimborso di queste terapie da parte del SSN?

L'iniziativa è promossa e organizzata attraverso il gruppo Facebook"Dibattito Scienza"
Hashtag Twitter: #dibattitoscienza #primarieCSX


martedì, settembre 13, 2011

venerdì, agosto 05, 2011

Ancora sull'omeopatia: ma in fondo... checcefrega?

Qui voglio provare a formulare una risposta breve ma un po' più articolata al commento di ziomassimo su "Farmaci omeopatici: la BOIRON minaccia querela contro un blog".
Personalmente non mi sono ancora fatto una precisa idea in merito. Tuttavia ritengo che se uno non ci crede possa molto semplicemente, quanto liberamente, non usufruire delle cure omeopatiche.
Non comprendo, sia da una parte che dall'altra, tutto questo accanimento. Insomma, ma in fondo... checcefrega??? ;-)
Il mio intento è anche quello di rimanere il più possibile aperto ai punti di vista diversi che potrebbero arricchire la discussione.

Caro ziomassimo, prima di cominciare il discorso penso sia necessario stabilire dei parametri condivisi. Altrimenti sarà inutile stare a discutere.

Secondo me qui il parametro fondamentale è il metodo scientifico. E l’idea da condividere è che esso permetta di distinguere un discorso scientifico da un discorso religioso o pseudoscientifico.

Si può tranquillamente decidere di non condividere questa idea e allora il discorso finisce qui.

Se invece la si condivide si dovrà anche accettare il fatto che il metodo scientifico sia il migliore (unico) criterio finora prodotto dal genere umano per poter stabilire la validità oggettività di una teoria. E che questo metodo ci dice che l'omeopatia è innocua ma inefficace. Detto in altri termini presi in prestito da un mio amico: ha la stessa efficacia di una zigulì.

E qui veniamo alla domanda "Non comprendo, sia da una parte che dall'altra, tutto questo accanimento. Insomma, ma in fondo... checcefrega??"

Non mi sembra io mi sia "accanito" contro chi usa l'omeopatia. Io non ho nulla contro chi vuole curarsi con il placebo. L'ho detto più volte. Io penso che sia positivo il fatto che qualcuno trovi giovamento usando un qualsiasi rimedio. In passato si usava la polvere di unicorno e rimedi analoghi e sicuramente c'era chi guariva: o per effetto placebo, allora ignoto, o perché sarebbe guarito anche senza alcun rimedio.
Però permetti che io mi possa "accanire" contro la Boiron? Una potentissima multinazionale che fa profitti spacciando acqua distillata per farmaco e che minaccia un semplice blogghista come me, che si permette di dire la verità?
Tu che di solito sei dalla parte dei deboli non ti sembra che in questa storia il debole sia Samuele di blog(0)?
Inoltre ti vorrei riportare la considerazione che ho tratto dall'articolo citato qui sotto: il dottor Ernst è convinto che prima di concedere la licenza per la vendita, anche per i farmaci alternativi, così come viene fatto per quelli convenzionali, dovrebbe essere dimostrata l'efficacia. Solo così si potrà evitare che, ad esempio, alcuni omeopati commercializzino trattamenti per la malaria, nonostante la mancanza di prove della loro efficacia, danneggiando così i loro pazienti.

Dopo questa considerazione mi posso spingere a dire che nella mia critica all'omeopatia  non solo non vedo i pazienti difensori dell'omeopatia come tifosi della squadra avversaria. No, li vedo come possibili vittime che dovrebbero trarre beneficio dalle voci critiche.

Per concludere riassumo brevemente anche qualche stralcio dell'interessantissimo articolo che Seb mi ha segnalato nella precedente discussione.

L’articolo parla del dottor Edzard Ernst, del suo gruppo di ricerca e del loro tentativo di effettuare uno studio rigoroso di tutti i metodi alternativi: dall’agopuntura alla cristalloterapia fino ai rimedi erboristici.

Il dottor Ernst dice che spesso si sono trovati di fronte a difficoltà: il denaro era difficile da trovare, i "medici" alternativi diventavano sempre più riluttanti a collaborare, mentre la ricerca medica tradizionale vedeva gli studi su cose come la guarigione ayurvedica come una perdita di tempo.

Nel corso degli anni il dottor Ernst e il suo gruppo hanno eseguito sperimentazioni cliniche e hanno pubblicato oltre 160 meta-analisi di altri studi. È risultato che circa il 95% dei trattamenti esaminati (in campi diversi come agopuntura, fitoterapia, omeopatia e riflessologia) si sono rivelati statisticamente indistinguibili dal placebo. Solo nel 5% dei casi l'efficacia rilevata era superiore al placebo.

mercoledì, agosto 03, 2011

Farmaci omeopatici: la BOIRON minaccia querela contro un blog

Un paio di volte l'argomento omeopatia è entrato nelle discussioni del Blogghetto (qui e qui ad esempio) o in quelle di blog amici (qui ad esempio). Leggendo quelle discussioni penso possa trasparire qual è il mio pensiero in materia.

Uno degli argomenti usati spesso dai sostenitori dell'omeopatia è il fatto che dietro i farmaci tradizionali ci sono le case farmaceutiche: radice di tutti i mali dell'umanità.
Come se dietro i farmaci omeopatici non ci fossero allo stesso modo aziende il cui obiettivo principale è quello di fare profitti.
La differenza è che un farmaco tradizionale deve passare per almeno cinque anni di sperimentazione sugli animali e cinque anni di sperimentazione sui pazienti (tra l'altro io sono incluso in uno di tali studi come paziente) per dimostrare la sua efficacia attraverso il metodo scientifico del doppio cieco. Mentre il farmaco omeopatico no. Anche perché le poche volte che un farmaco omeopatico è stato sottoposto a tali sperimentazioni il risultato è stato sempre lo stesso: non è stata rilevata differenza tra il farmaco omeopatico ed un bicchiere d'acqua fresca (effetto placebo).

Detto ciò, la storia di cui volevo parlare è la seguente. È capitato che Samuele di blog(0) aveva scritto due post molto interessanti (ecco i link al primo e al secondo) che parlavano di omeopatia e facevano il nome: Boiron, la multinazionale dell'omeopatia, il più grande produttore di farmaci omeopatici al mondo.
Ieri Samuele ha scritto un altro post in cui annuncia che l'Amministratore Delegato della Boiron ha mandato al suo provider una lettera dove gli viene intimato di rimuovere immediatamente, e comunque entro e non oltre 24 ore dal ricevimento della presente, tutti gli articoli [...].
Ora Samuele ha eliminato tutti i riferimenti alla suddetta multinazionale.
Come dice .mau.,
peccato che la Boiron non abbia voluto aggiungere riferimenti a sperimentazioni standard (col metodo del doppio cieco) che confrontino l'Oscillococcinum con un placebo, riferimenti che così avrei potuto pubblicare qui e confutare la famosa barzelletta "Il raffreddore ti dura una settimana se non ti curi, mentre se ti curi ti passa in soli sette giorni".
Per concludere, anch'io mi impegno a seguire .mau. e il dottor Fisk e dare un piccolo contributo nel caso in cui Samuele dovesse trovarsi querelato dalla Boiron.

mercoledì, gennaio 28, 2009

Astrologia, omeopatia e scienza: la falsificabilità come criterio di demarcazione

Mi ricollego al discorso sull'omeopatia cominciato qui e proseguito qui.

Lo faccio citando alcuni osservazioni del pensiero di Karl Popper.

Secondo Popper le teorie scientifiche sono asserzioni universali e dunque possono essere solo falsificate dall’esperienza.
L'affermazione “Tutti i corvi sono neri” non può essere verificata dall’osservazione di qualunque numero, per quanto grande, di corvi neri, ma può essere falsificata dalla sola osservazione di un singolo corvo non-nero.

Dall'altro lato invece le asserzioni esistenziali (esiste qualcosa
così e così) possono solo essere verificate dall’esperienza, ma mai falsificate
.
L'affermazione “Esiste un corvo rosso”, può essere verificata dalla sola osservazione di un singolo corvo rosso, ma non potrà mai essere falsificata dall’osservazione di qualunque numero, per quanto grande, di corvi non rossi. Si potrà sempre affermare che il corvo rosso esiste, ma non è ancora stato osservato.

La caratteristica distintiva della scienza non è quindi la sua infallibilità, ma la sua fallibilità.
L’onestà scientifica non impone quindi di confermare le proprie teorie ma di cercare invece di confutarle.
Le teorie scientifiche si distinguono dalle quelle pseudoscientifiche per il fatto di essere falsificabili: possono essere contraddette dall’esperienza.

Le teorie pseudoscientifiche o metafisiche sono invece infalsificabili o per la loro forma logica (asserzioni esistenziali, alla cui categoria appartengono molti dei dogmi religiosi) o per l’atteggiamento metodologico dei loro sostenitori che le rendono immuni dalla confutazione con stratagemmi ed “ipotesi ad hoc” (a questa categoria appartengono invece ad esempio astrologia ed omeopatia).

Popper, come tipici esempi di pseudoscienze che non soddisfano il requisito della falsificabilità citava l’astrologia, il marxismo e la psicoanalisi.
"Queste teorie sono in grado di “spiegare” praticamente tutto (“un marxista non può aprire il giornale senza trovare innumerevoli conferme della propria teoria”), ma i loro sostenitori non sono in grado, anzi si rifiutano, di specificare di fronte a quale tipo di evidenza contraria sarebbero disposti a considerarle confutate."

In seguito Kuhn e Lakatos mostrarono che la teoria di Popper era un'esemplificazione. Probabilmente in futuro qualcun altro mostrerà che anche le loro teorie epistemologiche sono delle esemplificazioni.

L'esemplificazione di Popper però approssima molto bene la realtà.

Leggendo queste teorie mi è tornata alla mente un'assurda trasmissione televisiva condotta da Vespa (penso si trattasse di Porta a porta) in cui si metteva a confronto un unico membro del CICAP con una pletora di astrologi e difensori dell'astrologia. Ovviamente il cicappino, che seguiva l'approccio scientifico, veniva subissato e messo a tacere da maghi, astrologi e relativi clienti che lo tacciavano ripetutamente di emettere sentenze da una cattedra, di avere delle certezza e di non voler mettere in discussione le proprie convinzioni.

Popper ci insegna che la realtà è esattamente opposta: chi mette continuamente in discussione le proprie convinzioni sono proprio quelli che seguono l'approccio scientifico.

Inserisco il collegamento alle dispense che hanno ispirato questo post.