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sabato, luglio 18, 2026

Il caso del gioielliere Roggero: tra propaganda politica e realtà dei fatti

Le uccisioni del gioielliere Mario Roggero erano per legittima difesa? No.
Erano eccesso di legittima difesa? Neppure.

Non si tratta di un'opinione personale o di uno schieramento politico: lo dice chiaramente la legge italiana, basandosi su fatti accertati in tre gradi di giudizio. E allora, perché nel dibattito pubblico degli ultimi giorni non si parla d'altro? La risposta sta nella distanza tra la realtà dei fatti e la narrazione che i partiti di governo stanno costruendo per puro calcolo elettorale.

La realtà dei fatti (oltre la narrazione dell'eroe)

La propaganda populista ama descrivere Roggero come un cittadino onesto, un lavoratore esasperato che si è difeso dall'ennesima rapina. Ma le carte processuali e la storia dell'uomo raccontano una verità molto diversa e decisamente più inquietante.

Per prima cosa, Roggero non era un cittadino qualunque legalmente armato. Nel 2005 era già stato condannato (tramite patteggiamento) per violazione di domicilio e minacce a mano armata, dopo aver fatto irruzione nella notte a casa del fidanzato della figlia, minacciando i genitori del ragazzo con una pistola carica. (Tra l'altro, usando la stessa logica salviniana ci si potrebbe chiedere se i genitori del ragazzo avrebbero potuto legittimamente sparare al gioielliere.) A causa di questo episodio gli era stato revocato il porto d’armi. Nonostante il divieto, ha scelto deliberatamente di violare la legge, procurandosi un’arma non denunciata e clandestina.

Il giorno della rapina, l'azione dei malviventi era ormai conclusa. I rapinatori erano usciti dal negozio e la famiglia del gioielliere era al sicuro e incolume. È a quel punto che Roggero ha scelto di trasformarsi in giustiziere: ha inseguito i fuggitivi fin fuori dal locale, sparando a distanza ravvicinata.

La dinamica successiva non ha nulla a che vedere con la difesa: dopo aver colpito i malviventi, ha inseguito uno di loro mentre era già a terra agonizzante, lo ha preso a calci in testa e, quando l'uomo ha tentato disperatamente di rialzarsi, ha sparato ancora per ucciderlo. Un secondo rapinatore è morto sul colpo, il terzo è sopravvissuto rimanendo ferito.

Inseguire dei ladri in fuga, sparare loro alle spalle, infierire su un corpo agonizzante con i calci e finirlo a colpi di pistola non è difesa. È un duplice omicidio volontario.

La sentenza e il ruolo delle attenuanti

La condanna a 14 anni e 9 mesi tiene già conto di tutte le attenuanti del caso, legate allo stato di shock e alla provocazione subita. Senza lo sconto della magistratura, per un reato del genere la pena avrebbe superato i 30 anni o l'ergastolo. Inoltre, considerando l'età avanzata del condannato (72 anni) e gli strumenti previsti dal nostro ordinamento (come la liberazione anticipata e la detenzione domiciliare per gli ultimi anni di pena), Roggero difficilmente passerà l'intera condanna dietro le sbarre.

Il ruolo del carcere e la sua funzione rieducativa su un uomo di oltre settant'anni sono temi su cui è legittimo e doveroso dibattere. Ma è un dibattito che appartiene alla magistratura di sorveglianza, da affrontare nei tempi e nei modi previsti dalla legge.

Lo sciacallaggio politico e lo snaturamento della grazia

Visto che ci troviamo in piena fase preelettorale, i leader del populismo nostrano, da Salvini a Meloni, fino a Vannacci, non hanno perso tempo. Hanno cavalcato la vicenda per recuperare voti, invocando a gran voce la grazia presidenziale e alimentando una disinformazione mediatica finalizzata a creare una polarizzazione da tifo da stadio.

La richiesta di grazia avanzata in questo momento, oltre a essere totalmente fuori dai binari procedurali, nasconde un'intenzione pericolosa. La politica non sta chiedendo un atto umanitario basato sul percorso di recupero dell'uomo; sta usando la grazia come se fosse un "quarto grado di giudizio". L'obiettivo sotterraneo è far passare il messaggio che la magistratura abbia applicato una legge sbagliata e che il Presidente debba annullarela sentenza.

Questo è un gravissimo snaturamento del concetto di grazia, che nasce come eccezione umanitaria e non come strumento politico per scavalcare il potere giudiziario.

Trasformare in eroe nazionale una persona violenta, che gira con armi illegali e che uccide oltre i confini di ogni legge, è il sintomo di una profonda crisi culturale. Ai politici che gridano nelle piazze non importa nulla del destino umano di Mario Roggero; importa solo la propria poltrona, e sanno perfettamente che soffiare sul fuoco della rabbia sociale è il modo più rapido per mantenerla.

Per un approfondimento sulla vicenda e sul dibattito giuridico, consiglio l'ascolto della puntata di Rai Radio 3: Tutta la città ne parla | Chi deve fare giustizia?

mercoledì, febbraio 27, 2013

Espressioni di protesta

Alcune delle espressioni di protesta degli ultimi giorni ricordano un po' quella proverbiale del marito che si evirò per danneggiare la moglie.

martedì, febbraio 26, 2013

Percentuale degli aventi diritto al voto che hanno votato Berlusconi

Se ne parlava ieri in casa di amici.

- Ma allora un terzo degli italiani hanno votato Berlusconi?

Ecco i numeri. Deprimenti lo stesso. Ma non tanto quanto lo sarebbero stati se un terzo degli italiani lo avesse votato.


CameraElettori: 46.906.343 - Votanti: 35.271.540 
IL POPOLO DELLA LIBERTÀ  7.332.121          21,56%
Percentuale degli aventi diritto al voto che hanno votato Berlusconi:  
7.332.121 / 46.906.343 - 15,6%

Senato: Elettori: 42.271.957 - Votanti: 31.751.350
IL POPOLO DELLA LIBERTÀ    6.829.135        22,30%
Percentuale degli aventi diritto al voto che hanno votato Berlusconi:  
6.829.135 / 42.271.957 - 16,1%

Cioè meno di un sesto degli aventi diritto al voto.

E all'alba di questo nuovo periodo d'instabilità che segue il vecchio periodo d'instabilità vi auguro
Buona giornata!

domenica, febbraio 24, 2013

Elezioni e la campagna di trasparenza “Riparte il futuro”

In questa prima giornata elettorale rilancio l'articolo di Giovanna Cosenza La campagna “Riparte il futuro” si è chiusa. Ma chi riparte davvero?


La campagna “Riparte il futuro”, lanciata il 16 gennaio scorso da Libera e dalGruppo Abele di don Luigi Ciotti e conclusa il 20 febbraio, ha chiesto a tutti i candidati, di tutti i partiti, di sottoscrivere la trasparenza accettando:
  • di pubblicare online il curriculum vitae, la condizione reddituale e patrimoniale, gli eventuali conflitti d’interesse, la situazione giudiziaria;
  • di impegnarsi a riformare nei primi 100 giorni della nuova legislatura l’art. 416 ter del Codice Penale, la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso.
Prima petizione online in Europa di questa portata, “Riparte il futuro” ha ottenuto finora risultati incoraggianti: a oggi circa 140mila firme di cittadini e testimonial celebri, e 860 candidati che hanno aderito ottenendo di essere  “marchiati” con un braccialetto bianco (altri 214 sono in via di adesione).
L’appello era super partes, rivolto a tutti i candidati di tutti i partiti e schieramenti. Tuttavia, a guardare i risultati, le adesioni non sono affatto distribuite in modo uniforme e, per come la vedo io, sono abbastanza deludenti. Credo che nelle ultime riflessioni prima del voto una valutazione di questi risultati possa essere utile. Senza dimenticare che la raccolta firme prosegue sul sito (firma anche tu!), così come dovrà proseguire in concreto l’impegno preso dai Braccialetti bianchi di oggi che saranno eletti in Parlamento.
I partiti più coinvolti sono stati PdSel e M5S (clic per ingrandire):
Riparte il futuro per partito
Le regioni coinvolte seguono quest’ordine: in testa la Valle d’Aosta con il 15,8% dei candidati trasparenti, seguita dalla Liguria (12,7%) e dal Friuli Venezia Giulia (9,5%). La graduatoria regionale prosegue con le Marche (8,7%), Toscana (8,1%), Emilia Romagna e Piemonte (7,7%), Trentino Alto Adige (6,6%), Umbria (6,1%), Lombardia (5,3%), Veneto (4,4%), Puglia e Calabria (4%), Lazio (3,6%), Campania (3,1%), Molise e Sicilia (3%), Sardegna (2,6%), Abruzzo (2,4%), Basilicata (1,6%). Clic per ingrandire:
Riparte il Futuro per regione
Ecco infine la lista delle political celebrities che hanno aderito.
  • PD: Pier Luigi Bersani, Enrico Letta, Laura Puppato, Ignazio Marino, Anna Finocchiaro, Ivan Scalfarotto, Dario Franceschini
  • SEL: Nichi Vendola, Monica Frassoni, Grazia Francescato
  • Scelta Civica: Renato Balduzzi, Pietro Ichino, Andrea Olivero
  • Rivoluzione Civile: Antonio Ingroia, Paolo Ferrero
  • PDL: Jole Santelli, Nunzia de Girolamo
  • Centro Democratico: Bruno Tabacci
  • FLI: Fabio Granata
  • Fratelli d’Italia: Giorgia Meloni

lunedì, febbraio 11, 2013

Elezioni, Dibattito Scienza e Movimento 5 Stelle

Il sito Dibattito Scienza nasce dopo il successo dell'iniziativa in occasione delle primarie del centro sinistra che è riuscita ad aggregare "oltre mille tra ricercatori, insegnanti, giornalisti, docenti universitari, blogger e semplici cittadini, accomunati da un forte interesse per l’interazione tra scienza e politica nel senso più nobile del termine. Il sito invita i candidati a esprimere il proprio punto di vista su temi legati alla scienza, alla tecnologia e alle politiche della ricerca. Dal cambiamento climatico alle politiche sanitarie, dalle questioni di bioetica alle mappe sismiche, fino ai piani energetici, negli anni a venire la politica dovrà elaborare programmi per affrontare problemi che richiedono solide competenze scientifiche e capacità di adottare decisioni razionali e competenti, non dettate dalla convenienza personale o dalla ricerca del consenso."


Fino a qualche giorno fa erano arrivate solo le risposte di Bersani, Giannino e Ingroia. Poi nel fine settimana (o intredima per i più cruscanti) ho notato anche le risposte del Movimento 5 Stelle. Incuriosito sono andato a leggerle.
Niente male - mi son detto. - Forse sono stato troppo severo nel giudicare questo movimento.
Poi è successa questa cosa qui e la decima domanda è stata ritrattata. E ora, avendo visto come si comportano i suoi candidati, non penso più di essere stato troppo severo nel giudicare quel movimento.

Ah, la decima domanda era questa:

10) Qual è la sua posizione in merito all'uso di animali nella ricerca biomedica? Pensa sia corretto limitare l’uso di alcune specie animali a scopo di ricerca?

Ecco la risposta iniziale in seguito ritrattata:
L’uso degli animali nella ricerca biomedica è ancora di fondamentale importanza. Questo campo deve essere fortemente normato e controllato, per evitare abusi, e minimizzare le sofferenze ed il disagio degli animali, salvaguardando gli scopi di salute pubblica.