mercoledì, giugno 24, 2026

Perché Salvini rimane alla guida della Lega nonostante la quasi decimazione dei consensi?

Mi è capitato più volte di chiedermi perché i suoi compagni di partito non avessero ancora sostituito Salvini alla guida della Lega, visti i risultati elettorali degli ultimi anni, che hanno quasi decimato i consensi del suo partito. In qualsiasi altra forza politica una simile parabola avrebbe condotto a un rapido cambio al vertice.

Oggi ho capito il perché.
“Matteo Salvini è ufficialmente il proprietario e titolare legale dei simboli del partito. A gennaio, al termine di un iter burocratico avviato nel 2018, il Ministero delle Imprese ha registrato a suo nome tre marchi. Tra questi figurano la dicitura "Lega per Salvini premier" e lo storico "Spadone" di Alberto da Giussano.
Questa mossa garantisce al segretario il controllo esclusivo e personale sui loghi ufficiali del movimento. In pratica, la Lega è blindata: senza di lui, il partito perde letteralmente il suo nome e i suoi simboli storici.”

domenica, giugno 14, 2026

Venerdì abbiamo assistito a una recita dell’Orfeo di Monteverdi a Schwetzingen.

Mi è capitato spesso, in Germania, di vedere esempi estremi di Regietheater (ovvero “regia alla tedesca”). Cioè opere decontestualizzate senza un senso con evidenti incongruenze tra scena e testo.
Questa, invece, è stata una messa in scena formidabile: costumi belli, originali e appropriati; un raffinato gioco di teatro nel teatro nel teatro; strutture scenografiche mirabili; ottima resa delle emozioni.
Insomma, un vero godimento per l’occhio, per l’orecchio e per l’anima.
Davvero bravi: regista, direttore, cantanti, musicisti, costumisti e scenografi.

lunedì, giugno 01, 2026

Kissing Gorbaciov: quando il punk italiano sbarcò in Unione Sovietica

È possibile che gruppi rock punk italiani siano stati invitati a suonare in Unione Sovietica? E che relazione può mai esserci tra lultimo presidente dell'URSS e un paesino sperduto della Puglia? 

Le risposte a queste domande, le trovate in Kissing Gorbaciov (Kissing Gorbaciov), lo straordinario documentario del 2023 diretto da Luigi D'Alife e Andrea Paco Mariani.

L'utopia che si fa storia

Il film ricostruisce un'avventura nata nel 1988, quando un gruppo di giovani amministratori locali pugliesi decise di investire sulla cultura per cambiare il proprio territorio. Ispirati dal fermento della Perestrojka sovietica, organizzarono un festival ("Le idi di marzo") portando per la prima volta dei gruppi rock sovietici in Occidente, affiancati da pilastri del rock-punk nostrano come Litfiba e CCCP - Fedeli alla linea - Wikipedia.
L'anno successivo, a pochi mesi dal crollo del Muro di Berlino, il viaggio si invertì: furono i musicisti italiani a imbarcarsi su un traballante aereo della Aeroflot per un surreale viaggio tra Mosca e Leningrado.

Perché vederlo

È un'opera che consiglio a tutti. Il documentario riesce magistralmente a trasmettere la temperatura sociale e politica di un'epoca irripetibile.

       Per chi ha vissuto quegli anni (fine anni '80, inizio anni '90): il film è un viaggio a ritroso fatto di memoria, nostalgia e immagini d'archivio inedite e potenti. Cattura quell'atmosfera di cambiamento universale che si respirava ma, al tempo stesso, restituisce le sfumature e le stranezze specifiche delle realtà geografiche coinvolte, dalla Puglia profonda alle piazze grigie dell'URSS.

       Per chi non li ha vissuti: è una scoperta. Unimmersione. Fornisce uno spaccato della situazione storico sociale in un momento, in degli ambienti e in circostanze unici e irripetibili.

       Se poi siete, o siete stati, appassionati della musica dei CCCP, questo documentario è davvero imperdibile.