È possibile che gruppi rock punk italiani siano stati invitati a suonare in
Unione Sovietica? E che relazione può mai esserci tra l’ultimo
presidente dell'URSS e un paesino sperduto della Puglia?
Le risposte a queste
domande, le trovate in Kissing Gorbaciov (Kissing Gorbaciov), lo straordinario documentario del 2023 diretto da Luigi D'Alife e Andrea
Paco Mariani.
L'utopia che
si fa storia
Il film ricostruisce
un'avventura nata nel 1988, quando un gruppo di giovani amministratori locali
pugliesi decise di investire sulla cultura per cambiare il proprio territorio.
Ispirati dal fermento della Perestrojka sovietica, organizzarono un
festival ("Le idi di marzo") portando per la prima volta
dei gruppi rock sovietici in Occidente, affiancati da pilastri del rock-punk nostrano come Litfiba e CCCP - Fedeli alla linea - Wikipedia.
L'anno successivo, a pochi mesi dal crollo del Muro di Berlino, il viaggio si invertì:
furono i musicisti italiani a imbarcarsi su un traballante aereo della Aeroflot
per un surreale viaggio tra Mosca e Leningrado.
Perché vederlo
È un'opera che
consiglio a tutti. Il documentario riesce magistralmente a trasmettere la
temperatura sociale e politica di un'epoca irripetibile.
• Per chi ha
vissuto quegli anni (fine anni '80, inizio anni '90): il film è un
viaggio a ritroso fatto di memoria, nostalgia e immagini d'archivio inedite e
potenti. Cattura quell'atmosfera di cambiamento universale che si respirava ma,
al tempo stesso, restituisce le sfumature e le stranezze specifiche delle realtà
geografiche coinvolte, dalla Puglia profonda alle piazze grigie dell'URSS.
• Per chi non
li ha vissuti: è una scoperta. Un’immersione. Fornisce uno spaccato della situazione storico sociale in un momento, in degli ambienti e in circostanze unici e irripetibili.
• Se poi siete, o siete stati, appassionati della musica dei CCCP, questo documentario è davvero imperdibile.
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