venerdì, ottobre 16, 2026

Come gli oligarchi stanno cercando di smantellare la Corte penale internazionale

Condivido perché credo sia molto importante sapere come gli oligarchi di tutto il mondo stiano cercando di smantellare la Corte penale internazionale, rimasta uno dei pochi ostacoli alle loro mire, arrivando a colpire i suoi giudici come se fossero dei terroristi.

Da un'intervista a Rosario Aitala, magistrato ed ex poliziotto ed attuale presidente aggiunto della Corte penale internazionale. Aitala è stato protagonista per quasi nove anni dei casi sui crimini di guerra e i crimini contro l’umanità in Ucraina, Afghanistan, Uganda e altri stati. È stato condannato a Mosca dallo stesso giudice di Navalny a una lunga pena detentiva per avere firmato i mandati di cattura per Putin e i vertici militari russi. La Russia ne ha appena chiesto l’estradizione a numerosi Stati.
«Le sanzioni annunciate dagli Stati Uniti possono bloccare il funzionamento della Corte e impedire ai giudici di svolgere qualsiasi attività pubblica e privata. Per molti di noi sta già accadendo. Veniamo trattati con gli stessi metodi riservati ai terroristi». ...
«Le racconto che cosa è già successo alla metà dei miei colleghi sanzionati per aver emesso provvedimenti non graditi. Le carte di credito vengono revocate, alcune banche hanno chiuso i conti, alcune assicurazioni si rifiutano di rimborsare le spese mediche e revocano i contratti. La maggior parte delle app sul cellulare non funzionano più. Prenotare un albergo o un volo tramite le piattaforme è vietato. Un collega è rientrato a casa e ha detto a voce alta: “Alexa metti musica blues”. Alexa non ha mai più risposto. Un altro, europeo, ha prenotato una stanza di albergo nel suo stesso Paese attraverso una piattaforma europea. Dopo mezz’ora gli è arrivata una email che gli intimava di non provarci più. Le sanzioni istituzionali contro la Corte ne possono impedire il funzionamento».
Per questo ha deciso di parlare?
«Lo faccio per far sapere che la Corte penale internazionale sta salvando l’onore di tutti. Mentre dilaga l’indifferenza, sta dimostrando che il potere non cancella le responsabilità, perché anche nella guerra c’è una moralità da custodire. Stiamo sottraendo milioni di vittime di atrocità all’oblio e alla solitudine per questo vogliono ridurci al silenzio. La nostra capacità di resilienza è intatta, ora la responsabilità principale grava sugli Stati che devono continuare a proteggere la loro Corte per proteggere la loro sovranità».


Visto che ho anche trovato un’informazione correlata interessante e l’ho discussa in un gruppo WhatsApp con degli amici, copio qui quel mio commento.

“Interessante coincidenza. qualche giorno fa, a “Radio 3 mondo” hanno parlato proprio della CPI (corte penale internazionale).

Hanno letto sia un articolo del Japan Times, in cui raccontano delle aspre critiche del governo giapponese nei confronti delle misure di Trump, sia un articolo di Al-Jazeera, “Come salvare la Corte Penale Internazionale”, in cui si invita l’Unione Europea ad attivare proprio lo Statuto di blocco.

“Se la comunità internazionale resterà a guardare mentre gli Stati Uniti smantellano la corte penale internazionale, la capacità di ogni tribunale internazionale, o persino nazionale, di operare senza timori o favoritismi, verrà annullata.”

Il brano si trova intorno al min 14 - Radio3 Mondo | S2026 | Rassegna Stampa Internazionale 13/10/2026 | Rai Radio 3 | RaiPlay Sound

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