Ho letto un interessante articolo di Drew Westen, illustre psicologo e neurologo in cui parla del suo libro: The Political Brain, che analizza il ruolo delle emozioni nelle scelte elettorali. "Il voto non è razionale e i programmi contano poco. L'unica strategia di comunicazione efficace in politica è quella che suscita emozioni. In America i Repubblicani lo hanno capito per primi,"... e in Italia?
"Da quasi 40 anni i progressisti parlano alle parti sbagliate del cervello. Se volete conquistare il cuore e la mente degli elettori dovete partire dal cuore, perché altrimenti loro non proveranno grande interesse per il contenuto della vostra mente."
Il problema è: su quali sentimenti bisogna far leva?
La destra lo sa bene: la paura! E purtroppo molto spesso tale sentimento primordiale travolge tutti gli altri.
Potrebbe essere uno spunto di riflessione. A quali sentimenti potrebbe rivolgersi la sinistra?
Durante la campagna elettorale, "Hillary Clinton ha dimostrato molto presto il proprio straordinario livello intellettuale e il suo saldo controllo praticamente di tutte le questioni che la nazione deve affrontare. Nessun giornalista, per quanto le ponesse domande spinose, è riuscito a metterla in difficoltà su una qualsiasi questione." La domanda è quindi: "che cosa ha sbagliato Hillary?" ... "Le nostre forze e le nostre debolezze scaturiscono di solito dalla stessa fonte e in questo senso la notevole performance di Hillary ai dibattiti appare emblematica. .. ha saputo appellarsi ai valori degli elettori con maggior forza di quella a cui si era abituati nelle tradizionali campagne democratiche.."
"La si è sempre vista tuttavia decisa a condurre quel genere di campagna inesorabilmente incentrata sul programma che presenta dieci punti per ogni problema e negli ultimi trent'anni ha portato alla sconfitta dei democratici, con la sola eccezione di suo marito: lui però si è rivolto al popolo americano con uno stile carismatico, un messaggio di speranza molto più vicino a quello di Obama e quel tanto di programma che bastava per dimostrare di non essere un peso piuma...""Le questioni - la guerra in Iraq, le risorse energetiche, l'immigrazione, il servizio sanitario o altro - hanno un ruolo importante nelle elezioni. Ma come hanno dimostrato tutte le elezioni presidenziali da quando esistono i metodi di sondaggio, i candidati vincenti sono quelli che hanno una storia personale, dei principi, una maniera di parlare delle proprie virtù e di come si preoccuperanno della nazione, un modo di essere, capaci di catturare l'immaginazione del pubblico (o di creare sufficienti dubbi sull'avversario per batterlo anche se la sua storia è più forte della loro). I candidati che vincono sono quelli che stabiliscono l'ordine delle priorità emotive dell'elettorato."
